Geopolitica
«Gli USA non esisteranno dopo il 2032». Già nel 2024 «probabilmente non ci saranno elezioni»
L’analista Martin Armstrong ha lanciato un avvertimento piuttosto pesante: nel 2024 in USA potrebbero non esserci più le elezioni. Lo riporta Summit News.
«Gli Stati Uniti non esisteranno dopo il 2032», ha aggiunto l’uomo, adducendo come causa il massiccio sconvolgimento sociale e del collasso finanziario in corso nella superpotenza nordamericana.
L’Armstrong, che ha predetto correttamente numerosi eventi importanti precedenti, incluso il crollo finanziario del 2008, ha fatto i commenti durante un’intervista con Greg Hunter su USAWatchdog. Secondo l’analista, c’è da dubitare dello svolgimento delle elezioni future a causa della corruzione dilagante e degli imbrogli, insieme alla probabilità che nessuna delle due parti accetti la sconfitta.
«L’inganno alle elezioni di medio termine della prossima settimana sarà così grande che è quasi impossibile fare una previsione» ha dichiarato lo Armstrongo giorni prima del disastro conclamato delle midterm di martedì, i cui conteggi sono scandalosamente ancora in corso. «In un’elezione equa di medio termine, i repubblicani vincerebbero alla Camera e al Senato», ha affermato Armstrong.
Armstrong aveva previsto il caos totale, come poi avvenuto. Tra le rivelazioni buttate lì, quella di aver ricevuto e-mail da persone in Canada che dicevano che erano state consegnate schede elettorali per la Pennsylvania, Armstrong aveva previsto il caos totale.
«Dove andrà a finire, chissà? È così corrotto, è esagerato. Non importa chi vince. Nessuno accetterà questa cosa, e questo è il problema», ha detto.
Avvertendo che il risultato di medio termine «non sarà accettato» da una parte, Armstrong afferma che Trump non potrà candidarsi nel 2024 perché probabilmente non ci saranno elezioni a causa di una totale perdita di fiducia nel sistema.
Secondo Armstrong, la sconfitta di Bolsonaro in Brasile è la prova che tutte le principali elezioni vengono ora rubate nel tentativo di eliminare qualsiasi leader che si opponga all’agenda del regime mondialista.
«Questo è uno sforzo mondiale», ha detto. «Dovevano sbarazzarsi di Trump. L’altro che si è messo sulla loro strada è Bolsonaro. Poi ci sono Putin (Russia) e Xi Jinping (Cina). Penso che gli storici guarderanno indietro a questi 50 anni da adesso, e chiameranno questo periodo “le guerre del Cambiamento Climatico”… Stanno cercando di abbattere quanta più capacità di energia petrolifera possibile».
Armstrong afferma un suo modello fatto al computer mostra enormi disordini interni negli Stati Uniti il prossimo anno e che le condizioni sono mature per «un lancio a razzo di volatilità e disordini civili».
«Gli Stati Uniti non esisteranno dopo il 2032. Dopo il 2028 e il 2029, dovremo ridisegnare un governo da zero. L’America viene distrutta», ha dichiarato piuttosto esplicitamente.
Sul fronte finanziario, Armstrong ha affermato che «l’intero sistema monetario come lo conosciamo sta crollando. Questo sarebbe il motivo della crisi obbligazionaria nel Regno Unito».
Come riportato da Renovatio 21, l’idea di un prossimo collasso degli USA è condivisa da molti, tra cui Ray Dalio, il miliardario a capo dell’hedge fund Bridgewater Associates – che gestisce 140 miliardi di dollari – secondo il quale vi è un «rischio pericolosamente alto» che gli Stati Uniti possano scivolare nella guerra civile entro i prossimi 10 anni a causa della «quantità eccezionale di polarizzazione» attualmente osservata nel Paese.
Edward Dowd, ex manager del colosso BlackRock, sostiene che il crollo finanziario globale sarà «una certezza matematica» entro due anni.
Nel frattempo, girano strani racconti di come l’élite ultramiliardaria si stia preparando al collasso, di cui potrebbe, al solito, avere già informazioni certe non rivelate alle masse.
Come riportato da Renovatio 21, c’è la storia raccontata dallo scrittore Douglas Rushkoff, secondo cui ad un incontro privato con paperoni della finanza questi gli hanno chiesto riguardo all’uso di robot killer in grado di difenderli quando il danaro avrà perso completamente valore e quindi non sarà più possibile pagare guardie private armate.
Geopolitica
Israele colpisce Gaza poche ore dopo l’annuncio da parte di Trump del piano di disarmo di Hamas
Gli attacchi israeliani sono proseguiti su Gaza ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato uno «storico accordo» in base al quale Hamas sarebbe stato disarmato e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si sarebbero ritirate completamente dall’enclave.
Secondo quanto riportato dalla stampa, almeno un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri feriti negli attacchi di venerdì.
L’accordo è stato raggiunto giovedì sera, a seguito di colloqui mediati da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti sotto l’egida del Board of Peace guidato da Washington. Trump lo ha salutato come un «passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature» e una tappa fondamentale del suo piano in 20 punti per l’enclave. Tuttavia, sia Hamas che funzionari israeliani hanno in seguito sollevato dubbi su disposizioni chiave dell’accordo.
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Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha definito la bozza di accordo «inaccettabile per Israele». Scrivendo su Telegram, ha affermato che le «uccisioni mirate» di «terroristi di Hamas» a Gaza devono continuare, insieme all’«incoraggiamento» dell’«emigrazione» palestinese dall’enclave.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che le forze israeliane «rimarranno nelle zone di sicurezza finché sarà necessario».
Hamas ha ribadito che non ci sarà alcun disarmo finché le forze israeliane rimarranno a Gaza. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che qualsiasi discussione sulla consegna di armi pesanti è subordinata alla cessazione completa delle ostilità, al ritiro totale di Israele, alla ricostruzione, alle garanzie internazionali e ai progressi verso la creazione di uno Stato palestinese.
Secondo l’agenzia AFP, fonti di Hamas hanno affermato che il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico palestinese istituito dal Consiglio per la pace, sarebbe diventato l’unica autorità responsabile della gestione e dello stoccaggio delle armi di Hamas. Reuters ha riferito separatamente che Hamas ha ribadito che qualsiasi trasferimento rimane subordinato al ritiro israeliano e a un aumento degli aiuti umanitari in arrivo nell’enclave.
Secondo la tabella di marcia pubblicata, Israele deve completare «senza indugio» gli impegni rimanenti previsti dall’accordo di cessate il fuoco di ottobre, «in particolare la cessazione delle operazioni militari». Hamas e le altre fazioni palestinesi trasferirebbero le funzioni di governo civile e di sicurezza al NCAG. Le armi pesanti e le infrastrutture militari verrebbero successivamente dismesse sotto l’amministrazione del comitato, mentre le forze israeliane si ritirerebbero gradualmente.
Il Consiglio per la Pace è stato istituito nell’ambito del piano di Trump per Gaza, a seguito del cessate il fuoco dello scorso ottobre, con il compito di sovrintendere alla transizione e alla ricostruzione postbellica dell’enclave. Ha il compito di supervisionare la ricostruzione, supportare il trasferimento del governo civile al NCAG (National Command and Action Group) e coordinare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione.
Secondo le autorità sanitarie di Gaza, almeno 73.340 palestinesi sono stati uccisi e oltre 174.000 feriti da quando Israele ha lanciato la sua campagna militare in risposta al sanguinoso raid di Hamas dell’ottobre 2023.
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Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Hamas accetterebbe il piano di disarmo di Gaza di Trump
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Geopolitica
Trump: gli Stati Uniti possono prendere «tutto ciò che vogliono» dall’Ucraina
Gli Stati Uniti possono prelevare «praticamente tutto ciò che vogliono» dai giacimenti di terre rare dell’Ucraina in base a un accordo sui minerali firmato lo scorso anno, ha affermato il presidente Donald Trump, aggiungendo che i profitti derivanti dall’accordo potrebbero in definitiva superare il totale degli aiuti americani a Kiev dal 2022.
Trump ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista a Real America’s Voice (RAV) andata in onda venerdì, criticando il suo predecessore Joe Biden per aver «regalato» presumibilmente 300 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina senza garantirne il rimborso.
«Avrebbe potuto far pagare l’Europa. Bastava chiedere», ha detto Trump, aggiungendo che sotto la sua amministrazione le nazioni europee ora coprono una parte maggiore dei costi.
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Trump ha affermato che l’Ucraina ha «un terreno molto ricco e fertile in termini di terre rare». Con l’Ucraina «abbiamo un contratto firmato che riguarda le terre rare. Possiamo entrare quando vogliamo e prendere praticamente tutto ciò che vogliamo. È stato un ottimo affare», ha detto.
Il presidente statunitense si riferiva a un accordo sulle terre rare firmato a Washington nell’aprile del 2025, che ha istituito il Fondo di investimento per la ricostruzione USA-Ucraina. L’accordo garantisce a Washington un accesso preferenziale ai nuovi progetti ucraini nel settore minerario, petrolifero e del gas, con particolare attenzione a elementi come litio, titanio, grafite e uranio. L’Ucraina mantiene la proprietà formale delle proprie risorse e riceve il 50% dei profitti derivanti dai nuovi progetti di estrazione.
Trump ha descritto l’accordo come un modo per finanziare gli aiuti militari statunitensi a Kiev. Sebbene abbia affermato che ammontassero a oltre 300 miliardi di dollari, la cifra è ampiamente contestata: l’ispettore generale speciale statunitense per l’Operazione Atlantic Resolve stima infatti un totale di stanziamenti pari a 195 miliardi di dollari.
Sebbene l’accordo sui minerali sia legalmente attivo e operativo, con oltre una dozzina di progetti attualmente in fase di valutazione, rimane ostacolato dai rischi legati al conflitto, dalla nota corruzione in Ucraina, da dati geologici inadeguati e dal rischio di interruzioni di corrente, oltre che da altre carenze infrastrutturali.
L’accordo stesso è stato firmato dopo mesi di negoziati tesi, tra cui uno scontro nello Studio Ovale nel febbraio 2025 tra Trump e Volodymyr Zelens’kyj, durante il quale il presidente degli Stati Uniti ha accusato il leader ucraino di ingratitudine e di «scommettere sulla Terza Guerra Mondiale».
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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Trump aveva sviluppato una serie di intese commerciali e di investimento incentrate sui minerali di terre rare con i leader degli Stati dell’Asia centrale. Poco prima Trump aveva raggiunto accordi sulle terre rare con l’Australia.
Il ministero del Commercio cinese ha annunciato il 9 ottobre che imporrà controlli sulle esportazioni di tecnologie legate alle terre rare per proteggere la sicurezza e gli interessi nazionali.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 i dati mostravano che i profitti sulla vendita delle terre rare cinesi erano calati. È noto che Pechino sostiene l’estrazione anche illegale delle sostanze anche in Birmania. Secondo alcune testate, tre anni fa vi erano sospetti sul fatto che il Partito Comunista Cinese stesse utilizzando attacchi informatici contro società di terre rare per mantenere la sua influenza nel settore.
Le terre rare sono considerabili come sempre più necessarie nella corsa all’Intelligenza Artificiale.
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