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Gli USA hanno passato informazioni segrete ai governanti siriani legati ad al-Qaeda
Funzionari dell’Intelligence americana avrebbero incontrato i rappresentanti di Hayʼat Tahrir al-Sham (HTS) e avrebbero passato loro informazioni di intelligence classificate. Ciò sarebbe accaduto durante la coda della Casa Bianca di Biden. Lo riporta il Washington Post.
HTS, che governa la Siria da Damasco sotto il miliziano islamista legato ad ISIS ed al-Qaeda Abu Mohammed al-Jolani, è ancora un’organizzazione terroristica straniera designata secondo la legge statunitense. L’unico cambiamento avvenuto alla fine dell’amministrazione Biden è stato la rimozione della taglia di 10 milioni di dollari sulla testa del Jolani, in un momento in cui i funzionari occidentali hanno impegnato il nuovo regime a Damasco a livello diplomatico.
«Nei giorni caotici successivi alla caduta di al-Assad, l’amministrazione Biden ha iniziato a interagire con cautela con HTS e il suo leader, Abu Mohammed al-Jolani» scrive il WaPo. «Lo scambio di informazioni con HTS è avvenuto tramite incontri diretti tra funzionari dell’Intelligence statunitense e rappresentanti di HTS, piuttosto che tramite terze parti».
Il reportage aggiunge che questo «ha comportato scambi tra le due parti, in Siria e in un paese terzo. È iniziato circa due settimane dopo che HTS è salito al potere l’8 dicembre».
Questo viene presentato dai funzionari statunitensi come una minaccia da combattere presentata da un ISIS risorgente. Ad esempio, ci sono stati recenti segnalazioni di complotti contro un importante luogo di pellegrinaggio religioso sciita alla periferia di Damasco, la moschea Sayyidah Zaynab.
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«In almeno un caso, l’Intelligence statunitense ha contribuito a sventare un piano dell’ISIS per attaccare un luogo di culto fuori Damasco all’inizio di questo mese, secondo quanto riportato dai funzionari», si legge nel servizio del WaPo.
HTS è nato dal Fronte al-Nusra, un’organizzazione che l’al-Jolani ha formato nel 2009 in coordinamento con la leadership centrale di al-Qaeda. Il Jolani (o Julani, o Golani) è un veterano della guerra in Iraq, dove ha combattuto per al-Qaeda in Iraq contro le forze statunitensi. È ora noto anche per il suo rifiuto di stringere la mano al ministro degli Esteri tedesco, in quanto donna.
Nonostante tale curriculum, l’amministrazione Biden ha scelto di provare a sviluppare legami con Julani. «È la cosa giusta, prudente e appropriata da fare, dato che c’erano informazioni credibili e specifiche, e insieme ai nostri sforzi per coltivare una relazione con questi ragazzi», ha detto un ex funzionario statunitense al WaPo.
Sono stati documentati in precedenza che alcuni casi i combattenti dell’ISIS hanno semplicemente sostituito la loro toppa con la bandiera nera con il logo di HTS: Guarda: un «ribelle moderato» siriano rimuove la toppa dell’ISIS su richiesta di un giornalista americano.
I combattenti stranieri hanno continuato a prosperare anche nella Siria post-Assad, con resoconti di jihadisti globali che terrorizzavano e facevano pressione su cristiani, alawiti e drusi, il più delle volte in campagna e lontano dalle telecamere dei media internazionali. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti nei primi anni della guerra siriana ha riconosciuto che decine di migliaia di jihadisti stranieri si sono riversati oltre i confini di Iraq, Giordania e Iraq per combattere le forze di Assad.
Come riportato da Renovatio 21, il nuovo capo dell’Intelligence siriana, l’ex comandante qaedista Anas Hassan Khattab, cofondatore di al-Nusra, è designato dall’ONU come terrorista. L’ex segretario di Stato Anthon Blinken aveva dichiarato il mese scorso che gli USA erano in «contatto diretto» con i jihadisti a Damasco.
Secondo il politologo John Mearsheimer il futuro prossimo della Siria è il caos.
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Epstein legato a CIA e Mossad: JD Vance lamenta di essere al centro di una campagna di denigrazione israeliana
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Netanyahu ammette: la fusione dell’esercito USA con quello israeliano è realtà
Nel fine settimana, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è apparso sul canale di informazione statunitensxe Fox News, illustrando al pubblico il suo piano per consentire alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di accedere alle risorse militari statunitensi.
Presentando la mossa come un modo per gli Stati Uniti di smettere di spendere miliardi di dollari per finanziare l’esercito israeliano, Netanyahu ha definito il concetto una «partnership».
«Questa riduzione degli aiuti esteri dagli Stati Uniti a Israele sarà compensata dalla proposta di una sorta di fusione tra il nostro Pentagono e le vostre forze armate?», ha chiesto un conduttore di Fox News.
Il primo ministro ha risposto: «Sì, lo definirei un passaggio dagli aiuti a una partnership. Quindi, togliamo i fondi che vengono dati a Israele, che rappresentano una parte, ma l’altra parte consiste nel co-investire in parti uguali nelle nuove tecnologie necessarie per dare un vantaggio alle nostre forze armate e alle vostre. Ci sono progetti incredibili».
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«Quindi, investiamo insieme e ne raccogliamo i frutti in parti uguali. Si passa dagli aiuti alla partnership e credo che questo rappresenti ciò che Israele è», ha affermato. «Inoltre, condividiamo con l’America informazioni di intelligence incredibili per salvare vite americane».
«Credo che l’unione dei talenti dei nostri due Paesi rafforzerebbe la posizione competitiva dell’America sia sul mercato economico che sul campo di battaglia militare, in molti modi importanti», ha aggiunto Netanyahu.
Il leader israeliano ha scritto una lettera al deputato repubblicano Marlin Stutzman (Indiana) il mese scorso, ringraziandolo per aver appoggiato il suo piano di unificazione degli eserciti dei due Paesi.
La proposta principale di fusione tra l’esercito della superpotenza e quello dello Stato degli ebrei è nota come United States-Israel FUTURES Act, inserita all’interno della legge di bilancio della difesa americana per il 2027 (NDAA 2027).
Lo slancio legislativo è stato promosso dai senatori Ted Budd e Kirsten Gillibrand. L’iniziativa principale, chiamata United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative, è stata successivamente integrata nel National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2027 (NDAA 2027). Alla Camera dei Rappresentanti è identificata come Sezione 219 (in precedenza Sezione 224), mentre al Senato corrisponde alla Sezione 1217.
Netanyahu ha descritto questa transizione come il passaggio definitivo del rapporto bilaterale con gli USA «dagli aiuti economici alla partnership militare paritaria»: in pratica la fornitura di assistenza militare degli USA non sarà più discutibile, perché affondata nella legge dello Stato americano.
Se approvata definitivamente dal Congresso, la norma legherà l’apparato militare di Washington e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) attraverso Sviluppo tecnologico congiunto (cioè reazione di programmi di ricerca e co-produzione di armamenti avanzati. La cooperazione si focalizzerà su settori d’avanguardia come Intelligenza Artificiale, sistemi autonomi, cyber-difesa, biotecnologie, etc.); data fusion (cioè integrazione dei flussi informativi e dei sensori di intelligence dei due Paesi per generare una mappa e un quadro operativo unico degli obiettivi bellici); integrazione industriale (cioè nserimento strutturale delle aziende e delle tecnologie israeliane all’interno della catena di approvvigionamento, acquisizione e ricerca del Pentagono).
La legge contiene inoltre clamorosi vincoli per la presidenza statunitense: la norma include clausole pensate per impedire al presidente degli Stati Uniti di limitare o interrompere unilateralmente lo scambio di informazioni d’Intelligence con Israele.
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Vi è qualche forma di opposizione a questa radicale trasformazione geostrategica. Al Senato, esponenti del Partito Democratico e organizzazioni come Human Rights Watch esprimono forti preoccupazioni. L’integrazione d’intelligence obbligatoria potrebbe spingere gli Stati Uniti ad assorbire dati ottenuti da Israele tramite programmi di sorveglianza di massa o potenziali violazioni dei diritti umani
Alcuni deputati conservatori (come Thomas Massie, appena buttato fuori dal Congresso con un’elezione locale dove le lobby ebraiche hanno speso 35 milioni per favorire il suo sconosciuto avversario alle primarie) e diverse organizzazioni ritengono che la norma costituisca una violazione della sovranità e dell’autonomia degli Stati Uniti, concedendo un’influenza straniera senza precedenti sulle reti del Pentagono.
Altri commentatori vedono nella legge il compiersi di quello che il politico cattolico Pat Buchanan, decenni fa, definiva come l’occupazione straniera di Washington, da considerarsi come completamente conquistata dagli interessi israeliani, divenuti intoccabili.
Altri commentatori, come Tucker Carlson e Candace Owens, parlano apertis verbis di un’assenza assoluta di sovranità negli USA, divenuti di fatto un Paese comandato da altri.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Gli USA temevano che Israele potesse ammazzare i negoziatori iraniani
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