Gender
Educazione sessuale, la Francia dietro a Oms e Onu
Il 63% dei genitori è contrario, ma il governo Barnier lo considera «indispensabile» per voce del ministro dell’Istruzione nazionale: il nuovo «programma di educazione alla vita affettiva e sessuale dovrebbe essere messo in atto entro e non oltre l’inizio del Anno scolastico 2025». Consiste niente di più e niente di meno che un’impresa ideologica volta a imporre una doxa progressiva in materia di salute riproduttiva.
L’origine della storia inizia con Pap Ndiaye, ministro dell’Istruzione nazionale di breve durata, paladino della decostruzione e della logorrea decolonialista, che decise di contattare nel 2023 il Consiglio di programma superiore (CSP) per sviluppare tutta una serie di corsi destinati agli studenti dalla scuola materna alle superiori, per fornire contenuti alle circolari sull’educazione sessuale.
Il programma ideato vuole sottolineare «l’apprendimento legato al corpo e alle emozioni»: i bambini dovrebbero raggiungere una migliore «conoscenza del proprio corpo, identificare e nominare le diverse parti del corpo e capire a quali appartengono». Un approccio denunciato a suo tempo da diverse associazioni genitori-insegnanti.
Ma è proprio questo programma di corsi che l’attuale inquilina di rue de Grenelle intende applicare negli istituti scolastici «il più presto possibile», come ha dichiarato il 22 ottobre 2024 durante la sua audizione alla Commissione della cultura del Senato.
Anne Genetet ha quindi trattato con disprezzo le numerose testimonianze di bambini traumatizzati da quanto già ascoltato nei corsi di educazione sessuale dove si sono trovati di fronte ad un’esposizione cruda e dettagliata della sessualità adulta.
Ludovine de La Rochère, presidente dell’Unione per la Famiglia, ha già messo in guardia il mondo dell’istruzione contro i nuovi libri di testo scolastici che, «a partire dai dodici anni, presentano la prostituzione o i rapporti sessuali a tre come possibili opzioni».
Come nota Pauline Quillon nel settimanale Famille Chrétienne del 16 novembre 2024: «L’orizzonte è chiaro, l’educazione sessuale mira non innanzitutto a proteggere i giovani da contenuti pericolosi per la loro salute sessuale, ma a proteggere le loro rappresentazioni o desideri della sessualità non conformi al nuovo standard morale, cioè basato esclusivamente sul consenso tra partner paritari. Si tratta quindi davvero di un’impresa di rieducazione ideologica e non sanitaria».
Promozione della «salute sessuale»
La «salute sessuale» è stata regolarmente promossa a livello globale come diritto umano fondamentale dalle Nazioni Unite dal 2012, ed è definita dall’OMS come «uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in termini di sessualità». In Francia, la prima strategia nazionale per la salute sessuale è stata lanciata nel 2017 e durerà fino al 2030.
I progressisti cercano di promuovere i famosi standard per l’educazione sessuale in Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Costantemente contestate, hanno costretto l’OMS a difendersi, senza fugare i dubbi. E soprattutto vengono ripresi con discrezione, di nascosto, da organizzazioni che hanno ottenuto il diritto di intervenire nelle scuole.
Dal lato dell’insegnamento privato sotto contratto che non può sfuggire ad un programma ufficiale, il desiderio è di mobilitazione: «È necessario che (i genitori degli studenti) entrino nei consigli scolastici per avere peso nelle istituzioni, in particolare attraverso la scelta dei relatori che fornirà queste sessioni (di educazione sessuale)», spiega Olivia Sarton, avvocato dell’associazione Juristes pour l’Enfance.
Ma i margini di manovra restano molto limitati. Possiamo dire: «Faccio notare che imporre contenuti sessuali a un bambino che non dà il consenso è vietato dalla legge». Puoi preparare tuo figlio e dirgli che se qualche contenuto lo sciocca, deve lasciare la stanza. Ma è estremamente difficile per un bambino imporsi contro un adulto», riconosce l’avvocato.
Attualmente le scuole non convenzionate sono più libere, perché liberate da ogni obbligo di rispettare i programmi scolastici ufficiali; i loro obblighi sono limitati alla scuola dell’obbligo e all’acquisizione da parte degli studenti della «base comune delle conoscenze».
Una base che non prevede – nel momento in cui scriviamo – il degradante apprendimento della doxa progressiva in materia di immoralità.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
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Nuova malattia si diffonde tra gli omosessuali
Una malattia della pelle che provoca lesioni, precedentemente limitata agli animali nei paesi tropicali, è ora comparsa e si è diffusa in «cluster» di uomini omosessuali nell’Europa occidentale.
Nota come «malattia della pioggia», la «dermatofilosi» è descritta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) come un’infezione cutanea causata dal Dermatophilus congolensis che colpisce principalmente gli animali nelle regioni tropicali e subtropicali.
Fino a poco tempo fa, le infezioni umane erano rare e associate esclusivamente agli agricoltori e ad altre persone frequentemente esposte al bestiame o alla fauna selvatica.
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Si ritiene che il punto di origine dell’epidemia tra gli uomini omosessuali sia una «sauna gay» a Lione, in Francia, dove gli uomini si dedicavano ad attività sessuali in un ambiente caldo e umido che riproduceva condizioni tropicali.
Poiché la malattia si trasmette per via sessuale, si manifesta principalmente con macchie pruriginose e purulente sul viso e sui genitali. Numerosi uomini in diverse città di Francia, Spagna e Germania hanno contratto la malattia. Anche Italia e Turchia hanno segnalato casi.
Nel frattempo, secondo un rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), le modalità di diffusione della malattia batterica potrebbero essere in evoluzione.
L’aumento dei casi «potrebbe indicare un cambiamento nella modalità di trasmissione, con prove che suggeriscono una diffusione da uomo a uomo, in particolare in ambienti umidi e caldi», ha scritto l’ECDC.
La nuova epidemia di malattia della pelle tra gli omosessuali è stranamente simile alla diffusione del vaiolo delle scimmie (mpox) nel 2022, quando si era scoperto che le infezioni venivano trasmesse principalmente attraverso «contatti sessuali tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini», con particolare attenzione ai festival estivi LGBT come Gay Pride ed affini.
«Alcuni dei primi casi rilevati in Spagna riguardano uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) o persone transgender che avevano frequentato una sauna a Madrid o un festival del Gay Pride nelle Isole Canarie», riportava Science all’epoca. «In Belgio, diversi casi sono stati collegati a un festival gay ad Anversa».
«Tra i primi casi confermati, la maggior parte presenta lesioni esclusivamente perigenitali, perianali e intorno alla bocca», ha affermato Fernando Simón, direttore del ministero della Salute spagnolo. In parole semplici, la malattia si trasmette agli uomini attraverso il contatto intimo con lesioni localizzate nella zona genitale e anale di altri uomini.
L’ente di controllo epidemico americano CDC ha avvertito che «gli spazi chiusi, come retrobottega, saune o locali per incontri sessuali, dove si indossano pochissimi indumenti o non se ne indossa affatto e dove avvengono contatti sessuali intimi, presentano una maggiore probabilità di diffusione del vaiolo delle scimmie».
Quando ha iniziato a diffondersi rapidamente alla fine del 2022, l’OMS – che aveva lanciato l’«emergenza sanitaria globale» – aveva ribattezzato la malattia mpox, per evitare «un linguaggio razzista e stigmatizzante».
Nel 2025 un nuovo ceppo di vaiolo delle scimmie con «potenziale pandemico» era stato scoperto in Congo. L’OMS ha ridichiarato l’mpox «emergenza sanitaria globale» la scorsa estate.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso in India era stato registrato il primo caso di ceppo mortale del patogeno. Nello stesso periodo, Singapore ha lanciato una quarantena in stile COVID e una campagna vaccinale. Controlli agli arrivi aeroportuali sono stati istituiti in Paesi come la Cina e il Kazakistan.
L’autorità di regolamentazione farmaceutica americana FDA ha approvato un vaccino per il vaiolo delle scimmie anche se potrebbe causare morte nei vaccinati e pure nei non vaccinati che entrano in contatto con i primi.
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Il 99% dei casi, ammise ad un certo punto la sanità britannica, era costituito da maschi omosessuali. Nel 2023 l’ente di controllo epidemico americano CDC avvertì che il vaiolo delle scimmie sarebbe potuto tornare con i festival estivi LGBT.
Una circolare del ministero della Salute italiana dell’epoca stabiliva una precedenza per la vaccinazione anti-vaiolo per le scimmie a «persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; partecipazione a eventi di sesso di gruppo; partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex)».
Da oltremanica era invece arrivata la notizia del primo caso di cane infettato da vaiolo delle scimmie. La bestiola condivideva il letto con una coppia di gay infetti.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2021 il vaiolo delle scimmie fu protagonista di una molto preveggente simulazione organizzata dall’ONG per la minaccia nucleare NTI con l’OMS e l’inevitabile Fondazione Gates.
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