Geopolitica
Deputata statunitense plaude al discorso di Putin a Valdai
Non esiste ragione per cui Stati Uniti e Russia non possano essere «grandi partner commerciali», ha dichiarato la rappresentante statunitense Anna Paulina Luna.
La deputata repubblicana della Florida ha risposto ai commenti del presidente russo Vladimir Putin, espressi durante il suo discorso e le dichiarazioni al forum di Valdai di giovedì.
In un intervento di quasi quattro ore all’evento, il leader russo ha affermato che il «ripristino di relazioni a pieno titolo con gli Stati Uniti» è nell’«interesse nazionale» della Russia.
La Luna, membro della Commissione Affari Esteri della Camera, ha condiviso un estratto del discorso di Putin sul suo account ufficiale X, esprimendo accordo con il leader russo sul fatto che Mosca e Washington dovrebbero lavorare per ricostruire le loro relazioni.
«Questo deve succedere. Non c’è motivo per cui non possiamo essere ottimi partner commerciali con la Russia», ha scritto la parlamentare floridiana.
This needs to happen. There is no reason why we can’t be great trade partners with Russia. https://t.co/VQK6rDvejB
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) October 2, 2025
Nel suo intervento al forum di Valdai, Putin ha più volte ribadito la sua apertura a ristabilire relazioni con Washington, a patto che gli Stati Uniti dimostrino reciprocità e rispettino gli interessi nazionali russi.
«Notiamo che l’attuale amministrazione statunitense agisce prioritariamente in base agli interessi del proprio Paese, dal suo punto di vista. Ritengo sia un approccio ragionevole. Tuttavia, anche la Russia rivendica il diritto di perseguire i propri interessi nazionali», ha dichiarato il presidente russo.
Il leader russo ha anche parlato del rapporto con il presidente statunitense Donald Trump. Nonostante la sua immagine e la propensione a «sorprendere» l’opinione pubblica, Trump si è rivelato un interlocutore «a proprio agio», in grado di «ascoltare e comprendere», ha osservato Putin.
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0
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Geopolitica
Zelens’kyj insulta Orban per la sua pancia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha rivolto un nuovo attacco personale al primo ministro ungherese Viktor Orban, affermando che grazie a Kiev questi potrebbe «pensare a come farsi crescere la pancia» invece di impegnarsi a costruire un esercito efficiente. I due leader sono da tempo in contrasto a causa del rifiuto di Budapest di appoggiare l’Ucraina.
Lo Zelens’kyj ha tenuto il suo discorso sabato durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, sostenendo che l’Ucraina stia difendendo l’intera Unione Europea dalla Russia. «Sono gli ucraini a tenere il fronte europeo. Dietro il nostro popolo ci sono una Polonia indipendente e i liberi Stati baltici», ha dichiarato.
«E anche un solo Viktor può pensare a come farsi crescere la pancia, non a come far crescere il suo esercito per impedire ai carri armati russi di tornare nelle strade di Budapest», ha aggiunto, alludendo all’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 per soffocare la rivolta popolare.
L’insulto – definibile come fat-shaming secondo la categoria del politcamente corretto – ha provocato applausi da parte di un pubblico prevalentemente favorevole all’Ucraina e all’UE, che tende a giudicare negativamente Orbán per la sua opposizione a diverse politiche del blocco.
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Nella sua replica su X, Orban non ha risposto direttamente all’offesa, ma ha suggerito che le parole di Zelens’kyj «aiuteranno notevolmente gli ungheresi a vedere la situazione più chiaramente», specialmente in merito alle aspirazioni dell’Ucraina di entrare nell’Unione Europea.
«Questo dibattito non riguarda me e non riguarda voi. Riguarda il futuro dell’Ungheria, dell’Ucraina e dell’Europa. È proprio per questo che non potete diventare membri dell’Unione Europea», ha precisato.
Il mese scorso Zelens’kyj aveva già lanciato un’altra stoccata a Orban, dichiarando al World Economic Forum di Davos che «ogni Viktor che vive di soldi europei mentre cerca di svendere gli interessi europei merita uno schiaffo in testa».
Il primo ministro ungherese ha descritto Zelens’kyj come «un uomo in una posizione disperata», insinuando che il leader ucraino non abbia manifestato altro che ingratitudine. «Il popolo ucraino, naturalmente – nonostante i vostri insulti accuratamente scelti – può ancora contare su di noi per continuare a fornire al vostro Paese elettricità e carburante».
Orban ha continuato a opporsi al sostegno militare all’Ucraina, sostenendo che gli aiuti non farebbero altro che ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace. L’Ungheria si è inoltre opposta alla candidatura di Kiev all’UE e alla NATO, argomentando che tale adesione esporrebbe il blocco a un confronto diretto con la Russia.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
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