Vaccini
Culturista muore improvvisamente dopo aver assunto quattro dosi di «integratore di Stato»
Il culturisa Jo Lindner, detto Joesthetics, è morto improvvisamente lo scorso venerdì. La causa della morte, hanno detto, sarebbe un aneurisma. Aveva 30 anni.
Star dei canali fitness di YouTube, Joesthetics – nome derivato dalla crasi tra Jo e Aesthetics, sottoinsieme del bodybuilding che prediligi muscolature asciuttissime e non troppo voluminose – sarebbe morto in Tailandia, dove si era trasferito da anni, un trend consistente tra i bodybuilder di successo.
A dare notizia della morte sarebbe stata la sua fidanzata tailandese, Nicha, anche lei influencer di YouTube Fitness. La ragazza scrive che Lindner, morto fra le sue braccia, avrebbe cominciato ad avvertire dolori al collo tre giorni prima.
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Joesthetics aveva origini tedesche, come si poteva intuire dal suo inglese sicuro ma pesantemente accentato e da certi video in cui indossava i vestiti tipici bavaresi come i lederhosen. I suoi video si distinguevano per il buonumore che trasmetteva – anche a fronte di danni ai legamenti, operazioni chirurgiche ed altri malanni affrontati – e per la sincerità con cui parlava dei temi del suo mondo, per esempio dell’uso di ormoni sintetici, che per gli influencer di YouTube Fitness non sono più un tabù.
Proprio sull’uso degli steroidi come causa di morte si sono concentrati, ammiccando o meno, i media dell’establishmnet, taluni sottolineando bonariamente che Joesthetics avrebbe messo in guardia contro il loro uso (per esempio, mostrando la sua operazione per la ginecomastia, o gyno nel gergo culturista: l’uso di androgeni anabolizzanti fa crescere il seno agli uomini, che si fanno quindi asportare chirurgicamente la ghiandola ingigantita) oppure mostrando video in cui una delle caratteristiche che lo hanno reso famoso, i cosiddetti «alien gains» – movimenti ondulanti dei tessuti dei pettorali – sono definiti come «spasmo».
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È impressionante vedere come tutti i media mainstream piombati sulla notizia, anche italiani, abbiano sorvolato su un fatto preciso: Jo aveva fatto non una, ma quattro dosi del vaccino COVID – e si era amaramente pentito.
Poche settimane fa il body builder era infatti apparso in un podcast, Raw Talk, in cui aveva confessato il suo problema con il siero genico sperimentale. Aveva raccontato che era stata la peer pressure degli amici a indurlo alla puntura, usando l’esempio di quando vai ad una festa e alla fine, a forza di gomitatine dei tuoi compagni, finisci per fare una cosa che non vuoi.
Quindi Joesthetics aveva raccontato del lato medico della questione. Come bodybuilder è tenuto a fare spesso esami del sangue. Un suo dottore gli, notando che i valori erano sballati, gli aveva suggerito che poteva essere il vaccino.
Il ragazzo si è quindi sottoposto a due sessioni di plasmaferesi, cioè di ripulitura del sangue, che ha definito come dolorose e molto costose. «Non c’è da scherzare», ha detto, ricordando l’esperienza.
Joesthetics #DiedSuddenly
He gave this interview just weeks ago.
He got at least one jab, and then tried to clean his blood, but still found heavy metals in his blood.
He just died of an aneurysm. pic.twitter.com/XBkCABXn6t
— Stew Peters (@realstewpeters) July 3, 2023
Dice quindi di aver notato, durante il processo la plasmaferesi, una sostanza bianca, domandando subito di cosa si trattasse: l’infermiere tailandese ha suggerito che fosse colesterolo, poi però, portata la questione ad un amico «complottista» avrebbe ricevuto altre spiegazioni possibili, dice.
Nell’intervista si accenna anche alla questione del D-Dimero, un prodotto della degradazione della fibrina la cui rilevazione è utilizzata per rilevare o meno la presenza di un coagulo inappropriato, cioè di un trombo – un argomento spesso discusso, tra i medici dissidenti, già un paio di anni fa, quando con la campagna di vaccinazione universale cominciarono ad apparire casi di trombosi anche mortali.
In rete molti voci critiche sottolineano che si tratterebbe di un altro collasso di atleta sottoposto a sforzo di alta intensità, come avviene innegabilmente per i calciatori.
La voce da ascoltare qui è quella di Tony Huge, detto anche «doctor Huge», un ex avvocato divenuto vertice dell’expertise riguardo alle sostanze per il body building – cosa che gli ha creato un ban colossale sui social e forti problemi legali negli USA, ma ora vive in Tailandia (dove la vendita degli steroidi senza prescrizione è pienamente legale) con altri personaggi del giro del culturismo social.
«Joesthetics non è morto per gli steroidi» scrive Tony Huge in un tweet che ora sembra irraggiungibile. «Ha avuto un aneurisma dopo il suo quarto “integratore governativo” che l’ho pregato di non prendere. Il mainstream sta cercando aggressivamente di incolpare della sua morte i roid e sebbene possano essere un fattore che contribuisce, non sono neanche lontanamente vicini alla causa principale».
«Government supplement»: «integratore di Stato». Non lo avevamo mai sentito chiamare così, ed è una bella definizione.
Lo Stato che mette in galera i culturisti perché prendono il testosterone e i suoi derivati sintetici per sembrare più maschili, ma paga gli steroidi alle bambine che vogliono diventare bambini, ha obbligato tutti, turlupinando perfino i tuoi amici, ad assumere una sostanza molto più pericolosa, perché sperimentale – non ci sono dati a lungo termine sui sieri genici, mentre sugli anabolizzanti ci sono decenni e decenni di studi.
È il paradigma dello Stato etico ormonale che incontra la medicina mRNA, lo Stato che decide della tua biochimica e ora anche della tua genetica cellulare.
Intanto, questa follia si è portata via un altro ragazzo. Bello, solare, mite, sincero, generoso. Non sappiamo quante altre perdite del genere, specie tra i nostri cari, dovremo affrontare.
Requiescas in Pace, Jo.
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Cancro
Un nuovo studio espone i potenziali rischi di cancro derivanti dai vaccini mRNA contro il COVID
Un case report sottoposto a peer review e pubblicato di recente indaga il possibile legame tra i vaccini mRNA per il COVID-19 e l’incremento dei casi di cancro, tra cui neoplasie estremamente aggressive e recidive inaspettate di tumori dopo decine di anni di remissione, fenomeni osservati autonomamente da specialisti e studiosi di oncologia a livello globale. Lo riporta LifeSite.
Pur essendo i «vaccini» anti-COVID basati su mRNA in realtà prodotti di terapia genica (GTP), nel periodo pandemico sono stati presentati come «vaccini» al fine di conquistare la fiducia e l’approvazione del pubblico internazionale. Il crescente allarme per l’aumento delle diagnosi oncologiche successive alle iniezioni mRNA era già stato anticipato da numerose evidenze che indicavano come le terapie geniche mRNA anti-COVID-19 provocassero danni diffusi al cuore, determinando un inquietante picco di miocardite tra adolescenti in buona salute.
Particolarmente allarmanti risultano le nanoparticelle lipidiche utilizzate per veicolare il «vaccino», capaci di diffondersi al di là del punto di inoculo e di raggiungere organi vitali, compreso il midollo osseo.
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Il recente rapporto si focalizza sul caso di una donna di 38 anni, sana e attiva nello sport, che ha cominciato a presentare sintomi legati al sistema immunitario il giorno successivo alla seconda dose di vaccino mRNA anti-COVID-19.
Secondo una sintesi dello studio «nel giro di pochi mesi, le è stato diagnosticato un tumore del sangue aggressivo che colpiva i linfociti in fase iniziale. Inizialmente ha ottenuto una remissione completa grazie alla chemioterapia, ma in seguito ha avuto una ricaduta a livello del sistema nervoso centrale ed è stata sottoposta a trapianto di cellule staminali. La sequenza degli eventi solleva interrogativi sul fatto che la risposta immunitaria indotta dal vaccino possa aver contribuito all’insorgenza o alla progressione della malattia».
«Evidenze emergenti suggeriscono che la biodistribuzione e la persistenza del modRNA, facilitata dalle nanoparticelle lipidiche, possono influenzare vari tessuti e organi, tra cui il midollo osseo e altri organi ematopoietici. In particolare, i vaccini a modRNA mostrano una particolare affinità per il midollo osseo», hanno scritto gli autori dello studio.
Gli studiosi evidenziano come la diffusione dei «vaccini» contro il COVID-19 sia stata collegata a un incremento della mortalità in eccesso a livello mondiale. Riportano diversi studi:
*«Secondo un recente studio condotto in Giappone, i tassi di mortalità aggiustati per età per leucemia, tumori al seno, al pancreas e alle labbra/orali/faringe sono aumentati significativamente nel 2022, dopo che una larga parte della popolazione giapponese aveva ricevuto la terza dose del vaccino modRNA, rispetto al 2020, il primo anno della pandemia, quando non erano state somministrate vaccinazioni genetiche di massa a livello globale».
«Uno studio di coorte a lungo termine condotto su un’ampia popolazione nella provincia di Pescara (Italia) ha analizzato quasi 300.000 residenti per 30 mesi (da giugno 2021 a dicembre 2023) e ha indagato la relazione tra vaccinazione contro il COVID-19 e ricoveri ospedalieri per cancro. Lo studio ha rilevato che la vaccinazione era associata a un aumento del 23% del rischio di ricovero ospedaliero per cancro dopo aver ricevuto una o più dosi… Sono stati osservati aumenti statisticamente significativi del rischio per cancro al seno (+54%), cancro alla vescica (+62%) e cancro del colon-retto (+35%) dopo almeno una dose».
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«Un ampio studio di coorte retrospettivo basato sulla popolazione condotto in Corea del Sud, che ha coinvolto oltre 8,4 milioni di adulti dal 2021 al 2023, ha valutato i rischi di cancro entro un anno dalla vaccinazione contro il COVID-19. Lo studio ha rilevato che gli individui vaccinati avevano un rischio complessivo di sviluppare un cancro superiore del 27% rispetto a quelli non vaccinati. Sono stati osservati aumenti significativi per i tumori a polmone, prostata, tiroide, stomaco, colon-retto e seno».
«Dato l’uso crescente della tecnologia mRNA, sono urgentemente necessarie valutazioni precliniche approfondite sulla sicurezza, compresi studi di integrazione, per garantire la sicurezza del vaccino e la salute pubblica», hanno concluso gli autori, aggiungendo che «il pericolo oncogeno legato a queste tecnologie, riconosciuto da tempo nel campo della terapia genica, costituisce un settore di indagine che non può essere trascurato, in base al principio cardine della medicina “primum non nocere“».
Il documento, intitolato «Esplorazione del potenziale legame tra i vaccini mRNA COVID-19 e il cancro: un rapporto di caso con una revisione delle neoplasie ematopoietiche con approfondimenti sui meccanismi patogeni», annovera tra gli autori Patrizia Gentilini, Janci C. Lindsay, Nafuko Konishi, Masanori Fukushima e Panagis Polykretis.
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Vaccini
Rand Paul presenta un disegno di legge per abrogare la protezione di responsabilità sui vaccini delle grandi aziende farmaceutiche
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Vaccini
Vaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo che l’uscita dei documenti Epstein
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La pubblicazione nel 2021 della lista «The Disinformation Dozen», composta da 12 «principali anti-vaccinisti online», ha scatenato tentativi di screditare il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., Sayer Ji e altri critici espliciti delle politiche e dei vaccini per la pandemia di COVID-19. Cinque anni dopo, la pubblicazione dei «File Epstein» ha portato alle dimissioni di uno degli ideatori della lista: Morgan McSweeney.
La pubblicazione nel 2021 della lista «The Disinformation Dozen» dei 12 «principali anti-vaccinisti online» ha innescato tentativi di screditare il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., Sayer Ji e altri critici espliciti delle politiche e dei vaccini sulla pandemia di COVID-19.
Cinque anni dopo, la pubblicazione degli «Epstein Files» ha portato alle dimissioni di uno degli ideatori della lista: Morgan McSweeney.
McSweeney, capo dello staff del primo ministro britannico Keir Starmer, si è dimesso domenica. Nel 2018, ha co-fondato quello che in seguito è diventato noto come Center for Countering Digital Hate (CCDH), che ha pubblicato la lista «Disinformation Dozen».
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Le dimissioni di McSweeney sono scaturite dal suo precedente sostegno a Peter Mandelson, ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti.
Mandelson è implicato nei fascicoli Epstein per i suoi stretti legami con il finanziere caduto in disgrazia e molestatore sessuale Jeffrey Epstein. McSweeney aveva consigliato a Starmer di nominare Mandelson al suo incarico di ambasciatore.
Starmer rimosse Mandelson dal suo incarico nel settembre 2025, dopo che le email tra Mandelson ed Epstein furono rese pubbliche. Nelle email, Mandelson sosteneva che la condanna di Epstein del 2008 per aver adescato una prostituta minorenne fosse ingiusta e dovesse essere annullata.
I file Epstein hanno anche dimostrato che Mandelson aveva condiviso con Epstein informazioni governative sensibili. La polizia metropolitana del Regno Unito ha avviato un’indagine penale su Mandelson, mentre Starmer si è scusato con le vittime del traffico sessuale di Epstein.
Nella sua lettera di dimissioni, McSweeney si è assunto la «piena responsabilità» di aver consigliato a Starmer di nominare Mandelson.
Ma Ji, elencato come uno dei «Disinformation Dozen», ha dichiarato a The Defender che le dimissioni di McSweeney dimostrano che «l’architettura dietro un decennio di censura politica sta venendo alla luce».
«La stessa cultura politica che ha normalizzato l’instradamento del potere dietro le quinte, la negazione e l’applicazione delle leggi per procura è la stessa cultura che ha prodotto il CCDH, proteggendolo dall’esame approfondito e rimodellando il discorso pubblico su entrambe le sponde dell’Atlantico», ha scritto Ji su Substack.
Nei suoi primi anni, il CCDH ha preso di mira personalità politiche di sinistra e organi di stampa indipendenti nel Regno Unito, accusandoli di antisemitismo. In seguito, ha preso di mira la «disinformazione» e la «disinformazione» negli Stati Uniti.
L’amministrazione Biden e i media aziendali hanno utilizzato la lista della «Dozzina della Disinformazione» per screditare personaggi come Kennedy e Ji. Le piattaforme dei social media hanno rimosso dalla piattaforma coloro che figuravano nella lista.
Documenti interni trapelati nel 2024 hanno dimostrato che il CCDH aveva cercato di lanciare delle «operazioni segrete» contro Kennedy e di «uccidere il Twitter di Musk», ora noto come X. «Operazioni segrete» si riferisce a operazioni segrete condotte da governi o altre organizzazioni che nascondono il loro coinvolgimento.
I file Epstein non contengono prove che indichino il coinvolgimento di Epstein nelle operazioni del CCDH, ha affermato Ji. Ma rivelano una «linea operativa» che collega Epstein a personaggi come Mandelson e McSweeney, svelando «le origini nascoste del CCDH e le reti d’élite ora illuminate dai file Epstein».
«I dossier su Epstein aiutano a spiegare perché la censura sia diventata così aggressiva», ha affermato Seamus Bruner, direttore della ricerca presso il Government Accountability Institute. ðIl CCDH e entità simili hanno funzionato meno come organi di controllo neutrali e più come meccanismi di controllo, proteggendo i sistemi, non il dibattito pubblico».
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Il CCDH ha esportato l’infrastruttura di censura del Regno Unito negli Stati Uniti
McSweeney ha lavorato a stretto contatto con Mandelson fin dal 2001 ed è stato anche la figura chiave dietro il lancio del CCDH, secondo Ji.
«McSweeney ha concepito, incubato e progettato strutturalmente l’operazione che sarebbe poi diventata CCDH, prima come arma politica di fazione all’interno del Partito Laburista, e poi come ONG transatlantica [organizzazione non governativa] schierata contro giornalisti, editori, medici e dissidenti politici», ha scritto Ji.
Secondo Ji, gran parte dell’attenzione pubblica si è concentrata sul CEO del CCDH, Imran Ahmed, che ora rischia l’espulsione dagli Stati Uniti, e sul suo ruolo nella censura online. «Se Ahmed era l’esecutore, McSweeney era il progettista», ha scritto Ji.
Nel 2018, McSweeney e Ahmed hanno co-fondato Brixton Endeavours Limited, che hanno ribattezzato CCDH nel 2019. Secondo Ji, il sorprendente successo elettorale di Jeremy Corbyn nel 2017 ha spinto al lancio dell’organizzazione.
Ji ha scritto che McSweeney, un autoproclamato «centrista», considerava Corbyn, che rappresentava l’ala sinistra del Partito Laburista britannico, una minaccia. I due hanno lanciato attacchi contro persone e organi di stampa che sostenevano Corbyn, accusandoli di antisemitismo. Gli attacchi hanno portato alla chiusura di diversi organi di stampa e account sui social media.
Gli attacchi hanno contribuito anche alla caduta di Corbyn e alla successiva ascesa di Starmer.
Secondo Ji, il CCDH è «nato direttamente» da Labour Together e da un gruppo parallelo, Stop Funding Fake News, lanciato da McSweeney e Ahmed.
Ji ha affermato che il CCDH ha utilizzato «lo stesso personale e la stessa infrastruttura di denaro sporco che hanno utilizzato per distruggere Jeremy Corbyn, per poi riapplicare la stessa strategia contro gli editori sanitari e i media indipendenti con sede negli Stati Uniti».
Ji ha affermato che McSweeney ha inviato 100 esponenti del Partito Laburista negli Stati Uniti per sostenere il Partito Democratico negli stati indecisi prima delle elezioni presidenziali del 2024, il che ha portato a una denuncia alla Commissione elettorale federale.
«Stesso finanziamento oscuro. Cambiano solo gli obiettivi»
Una volta attiva negli Stati Uniti, la CCDH non ha limitato le sue attività ai tentativi di interferenza elettorale. Invece, l’organizzazione «ha rivolto la sua attenzione ai cittadini americani : sostenitori della libertà sanitaria, giornalisti indipendenti e commentatori pubblici che mettevano in discussione le politiche dell’era COVID».
Ji ha scritto:
«Il rebranding è stato impeccabile. Stessa infrastruttura organizzativa. Stessa strategia di demonetizzazione. Stessa fiducia in accuse morali infalsificabili – accuse in cui la negazione è trattata come una conferma. Stesso sfruttamento della fiducia istituzionale. Stessi finanziamenti oscuri. Solo i bersagli sono cambiati».
Il rapporto «Disinformation Dozen» evidenzia gli sforzi del CCDH per contrastare la presunta disinformazione e la cattiva informazione. L’analisi interna di Facebook avrebbe poi contraddetto l’affermazione del CCDH secondo cui la «Disinformation Dozen» era responsabile del 65% dei contenuti anti- vaccino online, ha affermato Ji. Ma «la precisione non è mai stata la questione».
«Nel giro di pochi mesi», ha affermato la Casa Bianca citando l’etichetta «Disinformation Dozen». «Le piattaforme dei social media hanno accelerato il deplatforming. Gli introiti pubblicitari sono crollati», ha affermato Ji.
Ji ha affermato che il CCDH «non ha agito da solo». Le attività del CCDH erano allineate con quelle di agenzie federali come il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti e con quelle dell’Institute for Strategic Dialogue (ISD) con sede nel Regno Unito, che ha ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Gates.
Il CCDH aveva ricevuto finanziamenti anche dalla Open Society Foundations, collegata al finanziere George Soros.
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«Pura tirannia mascherata da sanità pubblica»
Anche prima della pubblicazione della «Disinformation Dozen», l’ISD aveva appoggiato il CCDH e i suoi sforzi per contrastare la «disinformazione» e la «misinformazione». Nel 2019, l’ISD, in collaborazione con la BBC, ha pubblicato un rapporto che includeva GreenMedInfo di Ji in un elenco di «siti web che ospitano disinformazione» fornito dal gruppo di fact-checking NewsGuard.
Nel 2022, la giornalista investigativa Kris Ruby ha pubblicato la testimonianza di un informatore che dimostrava che il CCDH era una delle organizzazioni che fornivano a Twitter elenchi di parole censurabili, utilizzati per identificare e prendere di mira gli utenti che pubblicavano post su argomenti selezionati.
Secondo Ruby, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie sotto la guida di Biden «hanno svolto un ruolo significativo nella creazione di questi elenchi di parole».
«Non si trattava di disinformazione. Si trattava di sistemi di autorizzazione: chi può parlare, chi può essere cancellato e chi decide, senza responsabilità democratica», ha scritto Ji.
Diverse persone menzionate nella «Dozzina della disinformazione» hanno affermato di sentirsi giustificate dalle rivelazioni sui file Epstein e dalle dimissioni di McSweeney.
Charlene Bollinger, fondatrice di The Truth About Vaccines e The Truth About Cancer, ha affermato di essere «grata di essere stata scagionata, ma ancora più grata che il mondo stia ora vedendo ciò che abbiamo visto e detto noi per tutto il tempo… mentre lavoravamo instancabilmente per dire la verità su Big Pharma, la mafia medica e il cartello dei vaccini».
«La rivendicazione è strutturale», ha detto Ji a The Defender. «I dossier dimostrano che la narrazione della ‘Dozzina della Disinformazione’ non riguardava la verità, ma il contenimento preventivo dei critici che identificavano troppo presto le vere strutture di potere».
«Ciò a cui stiamo assistendo è pura tirannia mascherata da sanità pubblica», ha affermato il chiropratico Ben Tapper.
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Il legame di Epstein con il CCDH e la «dozzina di disinformazione»
Epstein non sembra essere direttamente collegato al CCDH. Ma «la stessa cultura politica di operazioni segrete e negabili che ha reso funzionale la rete di Epstein ha prodotto anche il CCDH», ha affermato Ji.
All’interno di questa rete, Epstein «funzionava come un centralino, instradando accesso, capitali e influenza tra domini progettati per non apparire mai collegati», ha scritto Ji. Tra questi domini rientravano la politica governativa, Wall Street, il finanziamento della pandemia, l’applicazione della narrativa e l’accesso a personaggi d’élite come Bill Gates.
Ji ha affermato che le rivelazioni dei file Epstein, pubblicati il 30 gennaio, che mostrano la portata dei rapporti di Mandelson con Epstein, sono altrettanto schiaccianti per McSweeney. Era «ampiamente considerato un protetto di Peter Mandelson», con legami che risalivano al 2001, quando McSweeney lavorò per Mandelson nella campagna elettorale del partito laburista.
I legami sociali di Mandelson con Epstein erano noti prima che i documenti venissero resi pubblici. Ma erano ampiamente considerati un ostacolo in una carriera politica altrimenti illustre. Ora, «quella cornice non è più disponibileÐ, ha scritto Ji.
In una e-mail del 2009 al dirigente della JPMorgan Chase Jes Staley, Epstein ha affermato che Mandelson era «a tutti gli effetti … vice primo ministro» del Regno Unito.
In uno scambio di email del 2009, Mandelson ed Epstein discussero degli sforzi del primo per fare lobbying per ridurre la tassa sui bonus dei banchieri. In un’email a Epstein, Mandelson scrisse che l’amministratore delegato di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, avrebbe dovuto «minacciare moderatamente» l’allora Cancelliere del Regno Unito Alistair Darling nell’ambito di queste attività di lobbying.
Gli Epstein Files hanno rivelato prove che dimostrano che Epstein in seguito ha collaborato con JPMorgan Chase per sviluppare e finanziare infrastrutture di preparazione alle pandemie a livello globale.
«La cultura politica che ha prodotto il CCDH – la cultura delle operazioni sottobanco, del denaro sporco, dei proxy negabili e dell’inquadramento morale come arma – è la stessa cultura politica che ha reso possibile la rete di Epstein», ha scritto Ji.
Il CCDH è sotto inchiesta del Congresso e sono in corso le procedure di espulsione nei confronti di Ahmed.
In un documento depositato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York all’inizio di questo mese, il Dipartimento di Stato americano ha descritto Ahmed come un «collaboratore chiave dell’amministrazione Biden nell’armare la burocrazia della sicurezza nazionale per censurare i cittadini statunitensi e fare pressione sulle aziende statunitensi affinché censurino».
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 12 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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