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Coronavirus e 5G, decreto «Cina Italia»

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Non è vero che le notizie i grandi giornali le lisciano tutte. È solo che bisogna andarsele a pescare fra le righe, sepolte da pletore di articoli inutili. L’articolo più illuminante, all’alba del sorpasso italiano sui morti C19 cinesi, lo ha scritto Francesco Verderami, il notista politico del Corriere della Sera. Il pezzo non è che sul quotidiano lo abbiano messo a pagina intera con richiamo in prima: dovete cercarvelo all’interno, senza immagini e senza fronzoli.

 

L’informazione che dà è piuttosto dirompente, ma pare che nessuno abbia voluto raccogliere: «I ritardi nel via libera dovuti alla gara per il 5G e al rischio che sia la Cina a vincere il bando: l’Italia non può permettere che i suoi dati sensibili siano gestiti da società su cui Pechino ha il diretto controllo statale».

 

In pratica, il decreto urgente per tentare di far uscire il Paese dall’inferno del virus cinese non esce perché qualcuno vorrebbe dare il futuro dell’infrastruttura informatica nazionale, il 5G, al potere cinese.

 

In pratica, il decreto urgente per tentare di far uscire il Paese dall’inferno del virus cinese non esce perché qualcuno vorrebbe dare il futuro dell’infrastruttura informatica nazionale, il 5G, al potere cinese.

Messo così limpido fa impressione. 

 

Vi sarebbero cinque articoli firmati dal ministro per l’Innovazione M5S Pisano inseriti per la riforma della Pubblica amministrazione digitale. Lo scopo, nel momento in cui tutti parlano di smart-working (la parola «telelavoro», troppo greco-romana, è scomparsa) sarebbe il «favorire il lavoro agile».

 

Le norme introdotte suggerirebbero «la selezione dell’operatore di forniture high-tech andrebbe fatta attraverso una procedura negoziata con gara al massimo ribasso».

 

A questo punto le narici di alcuni lettori hanno già cominciato a tirare: chi sarà mai in grado di offrire il massimo ribasso?

 

«Cosa succederebbe infatti se a vincere la gara fosse un’azienda cinese? E siccome i cinesi sono i favoriti, l’Italia non può permettere che i suoi dati sensibili vengano gestiti da società su cui Pechino ha il diretto controllo statale: vorrebbe dire che dalla sponda Atlantica il Paese farebbe rotta verso la “Via della Seta”».

Il Consiglio dei ministri aveva dato il semaforo verde. Perché, sussurra al Corriere un rappresentante del governo,  «durante la riunione si è discusso sui titoli dei provvedimenti» inseriti nel decreto, senza cioè approfondire il contenuto degli articoli.

 

Ma certo, come fanno al bar con i giornali: si legge solo il titolo, mica l’articolo, anche se ti interessa: l’importante è il cappuccino, il cornetto, la chiacchiera.

 

Siccome un decreto per il Paese in questo momento non è esattamente come la Gazza,  qualcuno che lo ha guardato fino in fondo, misteriosamente, c’è stato.

 

«Ad un esame attento delle norme è scattato l’allarme. Conte era ancora in conferenza stampa quando dalla Difesa il ministro Guerini avvertiva che — attraverso il decreto — c’era “il rischio di far rientrare dalla finestra quello che abbiamo finora tenuto fuori dalla porta”».

 

Quest’ultima frase risulta un po’ oscura al lettore, ma non tutto in quell’articolo è spiegato bene. Non capiamo esattamente cosa ci sia «fuori dalla porta», tanto più che in questo momento fuori dalla porta non ci possiamo nemmeno andare.

 

Qualcosa ci viene spiegato.

«Cosa succederebbe infatti se a vincere la gara fosse un’azienda cinese? E siccome i cinesi sono i favoriti, l’Italia non può permettere che i suoi dati sensibili vengano gestiti da società su cui Pechino ha il diretto controllo statale: vorrebbe dire che dalla sponda Atlantica il Paese farebbe rotta verso la “Via della Seta”».

 

La cosiddetta nuova Via della Seta, che i cinesi chiamano con il nome anglico di Belt and Road Initative, è il progetto di infrastrutture di trasporto più grande e costoso della storia umana, intrapreso da Pechino da qualche anno. Tramite esso, le merci arrivano in Europa e in Africa tramite rotte di terra e di mare, con velocità multiple a quelle con cui arrivano ora da noi le infinite serque di prodotti manufatti in Cina. La Via della Seta, di fatto ossifica per sempre il primato economico industriale mondiale che Pechino ha raggiunto tra gli anni Novanta e gli anni 2000.

 

Tuttavia non è l’unica infrastruttura in gioco ora, e nemmeno – nonostante gli investimenti per trilioni di dollari – non è la più importante e strategica.

 

Chi controlla il 5G, potrà controllare non solo la sicurezza nazionale, ma anche le informazioni private riguardo ai singoli cittadini

Il 5G, l’infrastruttura dell’internet mobile di nuova generazione, è un fattore chiave per il futuro. Chi controlla il 5G, potrà controllare non solo la sicurezza nazionale, ma anche le informazioni private riguardo ai singoli cittadini. Di più: può sommarne i dati e ottenere modelli predittivi di comportamento, del singolo e della massa, per la politica e per il consumo. I dati sono l’oro blu del nuovo millennio, dicono; parimenti, se Roma costruiva strade per dominare il mondo, la Cina duemila anni dopo costruisce infostrade.

 

Se siete rabbrividiti quando poche ore fa l’assessore lombardo Gallera ha fatto capire che poteva spiare i movimenti dei milanesi dagli agganci delle celle dei cellulari, non avete capito quanto è pervasivo invece un potere che può entrare nel tuo telefono, nel tuo iPad, telecamera, smartwatch, TV, auto, baby monitor. Qualsiasi cosa costruita in IoT – elettrodomestici collegati alla rete – potrebbe divenire accessibile da una forza straniera.

 

Non lo dice Renovatio 21. Lo dicono gli apparati di sicurezza italiani, e gli americani, che da quando è arrivato Trump – l’unico presidente a non aver digerito questa cosa della globalizzazione cinese – combattono contro il 5G cinese e il suo volto primario, cioè Huawei, in modo forsennato.

Sommare i dati e ottenere modelli predittivi di comportamento, del singolo e della massa, per la politica e per il consumo. I dati sono l’oro blu del nuovo millennio, dicono; parimenti, se Roma costruiva strade per dominare il mondo, la Cina duemila anni dopo costruisce infostrade

 

Gli americani sono probabilmente dietro all’arresto in Canada della figlia del patron di Huawei, un ex ingegnere dell’esercito fortemente sospettato di essere sempre in contiguità con servizi e Stato profondo cinesi.

 

Gli americani sono coloro che hanno tentato in ogni modo di proibire ai membri dei Five Eyes – il consorzio di Paesi anglofoni che va dal Canada alla Nuova Zelanda – di lasciare entrare Huawei nella loro infrastruttura informatica nazionale, e in Australia a riguardo vi sono già spy story col morto. Gli americani sono arrivati a proibire la vendita di telefoni Huawei dentro le loro basi militari, e poi proibire la tecnologia Huawei tout court.

 

Quindi, forse solo un elettore o un parlamentare grillino (cose per lo più intercambiabili davvero) possono stupirsi del fatto che gli yankee si siano incazzati.

 

«Fonti qualificate raccontano che di lì a poco l’allarme si sarebbe propalato anche all’ambasciata statunitense».

 

«Per ben due volte le norme volute dal ministro Pisano (assai vicina a Casaleggio) sono state al centro di una trattativa di revisione»

Appare il quadretto dello schieramento: spezzoni del PD (probabilmente davvero depurate da Prodi) sono rimaste atlantiste, mentre la nuova guardia pare apertamente fare il tifo per il Celeste Impero: «nel governo iniziava un estenuante braccio di ferro (…) nel Pd anche il titolare dell’Economia Gualtieri e il capodelegazione Franceschini prendevano posizione, con Conte e Di Maio sull’altro fronte».

 

«Per ben due volte le norme volute dal ministro Pisano (assai vicina a Casaleggio) sono state al centro di una trattativa di revisione: l’ultima versione prevede che a gestire la gara sia un comitato tecnico insediato a Palazzo Chigi».

 

Cioè, pare di capire, Conte e Di Maio volevano le norme che avrebbero favorito… chi?  L’articolista diventa criptico, ed è bene ribadire che il nome di Huawei non viene qui mai scritto, ma quel «assai vicina a Casaleggio» fa riemergere certe memorie…. Per esempio quando Casaleggio a novembre scorso fece quell’evento sulle smart company invitando l’AD di Huawei Italia, attirandosi da qualcuno timide accuse di conflitto di interesse. Oppure, più plateale, quando sempre in quel novembre l’ambasciatore cinese incontrò in privato Beppe Grillo, per dirsi che cosa non si sa.

 

L’ambasciatore era lo stesso, del resto, che stava in streaming con Di Maio sulla pista di atterraggio dell’aereo con i medici che la Cina ci ha prestato. C’erano a bordo la bellezza di 40 respiratori (la sola Pechino ha 70 e passa ospedali: si sono sforzati) e dei dottori che provengono dal Paese che dice di aver sconfitto il COVID-19 ma non ha né trovato un farmaco, né un vaccino, né ci pare ci abbiano dato statistiche epidemiche utili, visto che la percentuale degli infetti asintomatici non è stata trovata a Wuhan e Chongqing ma a Vo’ Euganeo la settimana scorsa.

 

C’è il decreto «Cura Italia» da fare. Basterebbe che cambiassero due lettere: «Cina Italia». Apprezzeremmo la sincerità. 

Non è che siamo i soli ad aver capito questo giochetto. Gli occhi dolci dei 5S a Pechino allarmano qualcuno anche nel partito alleato. «Già il battage della Farnesina sugli aiuti cinesi all’Italia — “amplificati dalla tv pubblica” — aveva provocato forti malumori tra i ministri dem, ma affidare il 5G alla Cina sarebbe troppo».

 

Per l’Italia, affidare alla Cina il 5G è affidarle il XXI secolo. E importa poco se si tratta di uno Stato totalitario che en passant ha appena infettato noi e il mondo con un morbo che ha provocato la più grande crisi sanitaria della storia, con i morti che saranno da contare in Europa in decine e decine di migliaia.

 

Pazienza. C’è il decreto «Cura Italia» da fare. Basterebbe che cambiassero due lettere: «Cina Italia». Apprezzeremmo la sincerità. 

 

 

Roberto Dal Bosco

 

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Kennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha parlato con USA Today il 16 gennaio, un giorno dopo che l’HHS ha lanciato un nuovo studio sugli effetti delle radiazioni wireless sulla salute, un passo che, secondo i sostenitori, potrebbe riflettere un cambiamento radicale nella politica federale.

 

Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha dichiarato a USA Today che le radiazioni wireless provenienti da cellulari, torri cellulari e altre infrastrutture wireless rappresentano un «grave problema di salute».

 

Kennedy ha parlato con USA Today il 16 gennaio, un giorno dopo che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha avviato un nuovo studio sugli effetti sulla salute delle radiazioni dei cellulari, un passo che, secondo i sostenitori, potrebbe riflettere un cambiamento radicale nella politica federale.

 

Lo stesso giorno in cui l’HHS ha lanciato lo studio, la Food and Drug Administration statunitense, sotto la direzione di Kennedy, ha cancellato vecchie pagine web in cui si affermava che i cellulari non sono pericolosi.

 

Kennedy ha affermato di essere «molto preoccupato» per gli impatti negativi sulla salute delle radiazioni elettromagnetiche (EMR), un termine che comprende sia le radiazioni a radiofrequenza (RF) sia i campi elettromagnetici (EMF).

 

Secondo Kennedy, ci sono «letteralmente oltre 10.000 studi» sulle cartelle cliniche elettroniche che documentano «effetti negativi, tra cui la crescita di tumori cancerosi».

 

Miriam Eckenfels, direttrice del programma EMR & Wireless di Children’s Health Defense (CHD) , ha affermato di essere «entusiasta» di sentire Kennedy affrontare pubblicamente l’impatto sulla salute dell’EMR.

 

«È il momento giusto», ha affermato. «Sebbene le prove scientifiche continuino ad accumularsi, la Federal Communications Commission sta procedendo con decisione con la sua proposta di regolamentazione per togliere alle comunità locali il controllo sulla posizione delle antenne cellulari».

 

Il Congresso ha proposto una legge che farebbe la stessa cosa, ha detto Eckenfels. «Molte comunità si trovano ad affrontare la proposta di installare ripetitori per cellulari dove meno li vorrebbero».

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Migliaia di studi documentano i danni causati dalle radiazioni wireless

Kennedy, che in precedenza era stato accusato di esagerare , non ha citato alcuna fonte per sostenere la sua affermazione secondo cui oltre 10.000 studi dimostrano gli effetti nocivi delle radiazioni wireless.

 

Tuttavia, le raccolte online dimostrano che esistono almeno migliaia di studi sottoposti a revisione paritaria che attestano i danni causati dalle radiazioni wireless.

 

Ad esempio, una recente raccolta di dati del dott. Henry Lai mostra che dal 1990 sono stati pubblicati oltre 2.500 studi sottoposti a revisione paritaria che hanno rilevato significativi effetti negativi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

 

Lai, professore emerito di bioingegneria presso l’Università di Washington, studia e compila ricerche sulle cartelle cliniche elettroniche da oltre vent’anni. Per anni, le raccolte aggiornate di Lai sono apparse sul sito web di BioInitative. Ora sono disponibili su SaferEMR.com , gestito da Joel Moskowitz, Ph.D., professore di salute pubblica presso l’Università della California, Berkeley.

 

L’EMF-Portal , gestito dall’Università RWTH di Aquisgrana in Germania, elenca circa 48.850 pubblicazioni relative ai campi elettromagnetici e riassume circa 7.000 di questi studi.

 

Alcuni riguardano i possibili usi terapeutici di alcuni tipi di radiazioni wireless. Ad esempio, un articolo discute di come la terapia elettroconvulsivante possa essere utilizzata per trattare la depressione.

 

Ma molti di essi mostrano effetti negativi sulla salute , secondo W. Scott McCollough, avvocato capo dei casi EMR e Wireless di CHD.

 

«Più della metà segnala effetti significativi, anche se, come al solito, ci sono divergenze di opinione sulla qualità delle conclusioni della ricerca».

 

L’esercito statunitense ha una lunga tradizione di studi sulle radiazioni wireless. Nel 1971, l’Istituto di Ricerca Medica Navale degli Stati Uniti pubblicò un rapporto che esaminava 2.311 studi scientifici che, nel complesso, collegavano i campi elettromagnetici a 132 diversi effetti biologici, sintomi e malattie.

 

Analizzando il rapporto della Marina, i ricercatori Richard Lear e Camilla Rees hanno dimostrato che 23 delle 36 malattie croniche in più rapida crescita erano patologie identificate nel rapporto come collegate ai campi elettromagnetici, eppure le autorità di regolamentazione federali non hanno fatto nulla per proteggere la popolazione. «Sono lieto di vedere che l’HHS indagherà sugli effetti biologici e sulla salute delle radiazioni wireless», ha dichiarato Rees a The Defender.

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Scienziati indipendenti: non c’è «alcuna garanzia» sulla sicurezza delle radiazioni wireless

Nel resoconto dell’intervista con Kennedy, pubblicato da USA Today, l’organo di stampa ha citato una revisione sistematica del 2024 commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La revisione, che ha analizzato 63 studi su cellulari e cancro, ha affermato di non aver trovato alcun collegamento tra l’uso del cellulare e il cancro.

 

Lo studio è una delle 12 revisioni sistematiche sostenute dall’OMS sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni RF.

 

Tuttavia, USA Today non ha menzionato che nell’ottobre 2025, scienziati indipendenti della Commissione internazionale sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici (ICBE-EMF) hanno respinto le revisioni dell’OMS.

 

Gli scienziati hanno pubblicato un rapporto sottoposto a revisione paritaria in cui sostenevano che le revisioni dell’OMS non fornivano «alcuna garanzia di sicurezza».

 

L’ICBE-EMF è un «consorzio di scienziati, medici e professionisti del settore» che studia le radiazioni wireless e raccomanda linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless «basate sulle migliori pubblicazioni di ricerca scientifica sottoposte a revisione paritaria».

 

«Le revisioni sistematiche commissionate dall’OMS sono semplicemente inadeguate per concludere che le radiazioni wireless siano sicure», ha affermato in un comunicato stampa il presidente dell’ICBE-EMF John Frank, medico ed epidemiologo presso l’Università di Edimburgo e professore emerito di sanità pubblica presso l’Università di Toronto.

 

Secondo Frank, sarebbe «ingannevole per l’opinione pubblica» presentare le revisioni dell’OMS come prova che le attuali linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless siano sicure.

 

La maggior parte delle revisioni dell’OMS presentavano «gravi difetti» – tra cui problemi metodologici e preoccupazioni di parzialità – che hanno minato le loro conclusioni sulla sicurezza delle radiazioni RF, ha affermato l’ICBE-EMF.

 

Il gruppo ha affermato che, nonostante le lacune, una delle revisioni dell’OMS ha dimostrato che l’esposizione alle radiazioni RF riduce la fertilità maschile, mentre un’altra ha collegato l’esposizione alle radiazioni dei cellulari a due tipi di cancro negli animali.

 

L’ICBE-EMF ha pubblicato un documento supplementare insieme al suo rapporto, in cui vengono descritti esempi dei legami degli autori della revisione dell’OMS con il settore della telefonia mobile.

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Un nuovo studio dell’HHS porterà a cambiamenti normativi?

Non è ancora chiaro se la volontà di Kennedy di parlare apertamente delle radiazioni wireless e il nuovo studio dell’HHS sui rischi delle radiazioni dei cellulari daranno luogo a cambiamenti normativi significativi.

 

«Ulteriori ricerche non sono la soluzione», ha scritto in una nota Theodora Scarato, direttrice del Programma Wireless e CEM presso l’Environmental Health Sciences. «Le prove scientifiche esistenti e le sentenze dei tribunali richiedono già un’azione politica immediata. Le linee guida sulla sicurezza devono essere aggiornate per riflettere le attuali esposizioni continue e reali, e devono essere messe in atto misure di sicurezza applicabili fin da ora per proteggere i bambini».

 

L’HHS potrebbe e dovrebbe richiedere che i cellulari abbiano etichette che indichino chiaramente la quantità di radiazioni wireless a cui sono esposti gli utenti, ha affermato.

 

I cellulari dovrebbero avere «avvertenze ben visibili nel bugiardino» per le popolazioni particolarmente vulnerabili, tra cui bambini, donne incinte e persone con impianti medici o dispositivi medici elettronici come pacemaker.

 

McCollough ha concordato sulla necessità di un cambiamento normativo. Ma ha affermato che il nuovo studio del governo potrebbe rappresentare un passo in quella direzione. «Sappiamo che l’esposizione alle onde radio è dannosa, ma ci sono ancora lacune nella conoscenza».

 

Da tempo, le comunità scientifica e medica hanno individuato aree che necessitano di maggiore ricerca. Ad esempio, le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina , in un rapporto del 2008, hanno individuato una serie di argomenti relativi alle radiazioni wireless che necessitano di essere studiati. Tra questi, l’impatto delle radiazioni wireless su bambini piccoli, feti e donne in gravidanza.

 

«L’HHS è ben consapevole di ciò che deve essere fatto in ambito scientifico», ha affermato McCollough. «Ma il cambiamento deve iniziare dalla FCC e deve iniziare ora».

 

Secondo McCollough «la FCC deve riconoscere che le sue attuali linee guida sull’esposizione alle radiofrequenze non hanno basi biologiche e impegnarsi a stabilire livelli massimi di esposizione validi e scientificamente fondati.

 

«Bisogna anche riconoscere finalmente che ci sono molte persone che si sono già ammalate, e sono persino morte, a causa di condizioni legate all’esposizione, e fornire loro alcuni mezzi per evitare il tipo di esposizione involontaria che deriva dalle torri cellulari e da altre fonti negli spazi pubblici».

 

Mona Nilsson, co-fondatrice e direttrice della Swedish Radiation Protection Foundation, che ha studiato l’influenza del settore delle telecomunicazioni sulla ricerca EMR, ha dichiarato a The Defender che spera che lo studio dell’HHS dia priorità «al benessere e alla protezione dei bambini e del pubblico in generale» più che al settore della telefonia mobile.

 

Lennart Hardell, MD, Ph.D., concorda. «Persone legate all’industria, inclusi i ricercatori, hanno a lungo minato e ignorato le prove scientifiche sui rischi per la salute derivanti dalle radiazioni RF».

 

Blair Levin, analista politico presso New Street Research ed ex capo dello staff della FCC, ha affermato che è improbabile che gli sforzi dell’HHS si traducano in cambiamenti nella politica federale, ha riportato Broadband Breakfast.

 

Levin ha scritto in una dichiarazione: «date le prove scientifiche finora disponibili, se l’HHS tenta di costringere il settore della telefonia mobile ad adottare modifiche costose alle sue attuali operazioni, non riteniamo probabile che i tribunali confermino tale regolamentazione dell’HHS».

 

L’American Academy of Pediatrics non ha aggiornato i suoi consigli sulle radiazioni dei cellulari da quasi un decennio e un link sulla pagina web del gruppo dedicata ai consigli per i genitori elenca AT&T come uno dei suoi sponsor aziendali.

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 20 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Questo articolo è stato aggiornato per chiarire che il bupropione (Wellbutrin) è un antidepressivo, ma non un SSRI. È un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, o NDRI.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

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Studio collega l’aumento dei problemi di memoria nei bambini all’esposizione alle radiazioni wireless

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Bambini e adolescenti in Svezia e Norvegia stanno sperimentando un aumento «allarmante» dei problemi di memoria, secondo gli autori di un nuovo studio peer-reviewed che ha collegato il problema alla maggiore esposizione alle radiazioni wireless. «L’esposizione alle radiazioni deve essere ridotta e le persone devono essere informate sui rischi per la salute associati», ha affermato uno degli autori dello studio.   In Svezia e Norvegia, bambini e adolescenti stanno riscontrando un aumento «allarmante» dei problemi di memoria , che gli autori di un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria attribuiscono alla maggiore esposizione alle radiazioni wireless.   «Il forte aumento dei problemi di memoria non può essere spiegato solo da cambiamenti nei criteri diagnostici o dalla segnalazione ai registri», ha affermato in un comunicato stampa il dottor Lennart Hardell, Ph.D., uno degli autori dello studio.   «Invitiamo le autorità sanitarie pubbliche a prendere seriamente in considerazione i nostri risultati sull’aumento del numero di bambini con problemi di memoria e a considerare la crescente esposizione dei bambini alle radiazioni wireless come possibile causa» ha aggiunto.   «Pertanto, chiediamo misure volte a ridurre l’esposizione alle radiazioni RF [radiazioni a radiofrequenza] per proteggere il cervello e la salute generale dei bambini».

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Lo studio è stato pubblicato questo mese negli Archives of Clinical and Biomedical ResearchHardell, oncologo ed epidemiologo presso l’Environment and Cancer Research Foundation , è autore di oltre 350 articoli, quasi 60 dei quali riguardano le radiazioni RF. È anche uno dei primi ricercatori a pubblicare rapporti sulla tossicità dell’Agente Arancio.   Hardell e l’autrice principale dello studio, Mona Nilsson, co-fondatrice e direttrice della Swedish Radiation Protection Foundation , hanno esaminato i dati sanitari nazionali in Svezia e Norvegia e hanno scoperto che il numero di visite mediche per disturbi della memoria nei bambini norvegesi di età compresa tra 5 e 19 anni è aumentato di circa 8,5 volte dal 2006 al 2024.   In Svezia, il numero di bambini di età compresa tra 5 e 19 anni a cui è stato diagnosticato un lieve deterioramento cognitivo (una diagnosi che include problemi di memoria) è aumentato di quasi 60 volte dal 2010 al 2024.   «I risultati devono essere presi sul serio e valutati», ha dichiarato Hardell a The Defender. «È necessario intervenire per ridurre l’esposizione complessiva dei bambini, soprattutto nelle scuole».   Nilsson concorda. «Queste tendenze allarmanti devono essere invertite: l’esposizione alle radiazioni deve essere ridotta e la gente deve essere informata sui rischi per la salute associati», ha affermato.

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Gli autori collegano i problemi di memoria alle radiazioni wireless

Nel loro rapporto gli autori sostengono che le radiazioni wireless sono una delle principali cause del declino della memoria nei bambini.   Hanno citato numerosi studi epidemiologici e sperimentali che dimostrano che livelli molto bassi di radiazioni RF possono avere effetti negativi sul cervello, in particolare sull’ippocampo , che svolge un ruolo centrale nella memoria e nell’apprendimento.   «Esistono numerose prove [risalenti a] diversi decenni fa, sia sugli animali che sugli esseri umani, che le radiazioni RF compromettono la memoria», ha affermato Nilsson. «Le tendenze che stiamo osservando coincidono strettamente con il forte aumento dell’esposizione di bambini e adolescenti alle radiazioni RF».   L’esposizione alla tecnologia wireless è aumentata negli ultimi dieci anni a causa del crescente utilizzo di cellulari, cuffie wireless, Wi-Fi e 5G, ha affermato Hardell.   «Naturalmente, non si possono escludere altri fattori contribuenti», ha affermato. «Tuttavia, devono essere definiti e non basati su discussioni ipotetiche».

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Una nuova indagine prende di mira il rapporto europeo «di parte» sulle radiazioni RF

Il nuovo studio coincide con l’indagine del Mediatore europeo sul modo in cui la Commissione Europea ha gestito un rapporto chiave che non ha trovato prove «moderate o forti» che collegassero gli effetti negativi sulla salute all’esposizione cronica o acuta alle radiazioni RF delle tecnologie wireless esistenti.   Il Mediatore europeo, che «indaga sui reclami relativi a cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE [Unione Europea]», interrogherà la Commissione europea su come ha scelto gli esperti per redigere il rapporto, ha affermato Sophie Pelletier, presidente di PRIARTEM/Electrosensibles de France , in un comunicato stampa del 22 ottobre.   Il rapporto, denominato Parere SCHEER , è stato adottato nell’aprile 2023 dal Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti (SCHEER) della Commissione Europea.   Secondo una critica pubblicata nell’ottobre 2023 dal Consiglio per la sicurezza delle telecomunicazioni in Danimarca e dalla Fondazione svedese per la protezione dalle radiazioni, il parere dello SCHEER era «chiaramente di parte».   L’indagine nasce da una denuncia presentata da diverse organizzazioni non profit europee, tra cui la Swedish Radiation Protection Foundation, che sostengono che gli autori del parere SCHEER avessero conflitti di interesse dovuti a legami con l’industria o a ricerche finanziate dall’industria.   Le organizzazioni non profit hanno inoltre affermato che la Commissione europea ha escluso dal gruppo di lavoro del rapporto gli esperti critici sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni wireless e che gli autori del rapporto hanno ignorato gli studi sottoposti a revisione paritaria che dimostrano gli effetti nocivi dell’esposizione al di sotto dei limiti attuali.   Negli Stati Uniti, la Federal Communications Commission (FCC) non ha aggiornato i limiti di esposizione alle radiazioni RF dal 1996 e li basa in gran parte su alcuni piccoli studi campione condotti negli anni Settanta e Ottanta.   La FCC non ha ancora ottemperato all’obbligo imposto dal tribunale nel 2021 di spiegare in che modo ha stabilito che le sue attuali linee guida proteggono adeguatamente gli esseri umani e l’ambiente dagli effetti nocivi dell’esposizione alle radiazioni RF.   Suzanne Burdick Ph.D.   © 23 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Gli scienziati affermano che le revisioni OMS minimizzano i rischi legati alle radiazioni dei cellulari

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Le recenti revisioni commissionate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sugli effetti delle radiazioni wireless sulla salute non forniscono «alcuna garanzia di sicurezza», secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione Internazionale sugli Effetti Biologici dei Campi Elettromagnetici. Il gruppo ha affermato che le revisioni escludono studi chiave e si basano su dati deboli o non corrispondenti.

 

Secondo un rapporto sottoposto a revisione paritaria della Commissione internazionale sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici (ICBE-EMF), le recenti revisioni commissionate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sugli effetti delle radiazioni wireless sulla salute non forniscono «alcuna garanzia di sicurezza».

 

L’ICBE-EMF è un «consorzio di scienziati, medici e professionisti del settore» che studia le radiazioni wireless e raccomanda linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless «basate sulle migliori pubblicazioni di ricerca scientifica sottoposte a revisione paritaria».

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«Le revisioni sistematiche commissionate dall’OMS sono semplicemente inadeguate per concludere che le radiazioni wireless siano sicure», ha affermato in un comunicato stampa il presidente dell’ICBE-EMF John Frank, medico ed epidemiologo presso l’Università di Edimburgo e professore emerito di sanità pubblica presso l’Università di Toronto.

 

Secondo lui, sarebbe fuorviante per l’opinione pubblica presentare le revisioni dell’OMS come prova che le attuali linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless siano sicure.

 

La maggior parte delle revisioni dell’OMS presentavano «gravi difetti» – tra cui problemi metodologici e preoccupazioni di parzialità – che hanno minato le loro conclusioni sulla sicurezza delle radiazioni a radiofrequenza (RF), ha affermato l’ICBE-EMF.

 

Il gruppo ha affermato che, nonostante le lacune, una delle revisioni dell’OMS ha dimostrato che l’esposizione alle radiazioni RF riduce la fertilità maschile, mentre un’altra ha collegato l’esposizione alle radiazioni dei cellulari a due tipi di cancro negli animali.

 

L’ICBE-EMF ha pubblicato un documento supplementare insieme al suo rapporto, in cui vengono descritti esempi dei legami degli autori della revisione dell’OMS con il settore della telefonia mobile.

 

L’ICBE-EMF ha chiesto una «revisione approfondita e più indipendente» delle prove.

 

«Finché ciò non sarà fatto, esortiamo vivamente il pubblico e le autorità di regolamentazione a livello internazionale a considerare che gli attuali limiti di esposizione sicura raccomandati dall’OMS sono potenzialmente troppo elevati per proteggere completamente il pubblico e l’ambiente», ha affermato Frank durante una conferenza stampa.

 

Il gruppo ha inoltre esortato le autorità di regolamentazione a fare «tutto il possibile» per ridurre l’esposizione pubblica alle radiazioni RF, in particolare per le donne incinte, i bambini e le persone con disabilità, ha affermato Frank.

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L’OMS si prepara a pubblicare una «monografia» utilizzata per stabilire regolamenti e limiti di sicurezza

L’ICBE-EMF ha pubblicato il suo rapporto il 2 ottobre su Environmental Health in risposta a 12 revisioni sistematiche sostenute dall’OMS sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni RF.

 

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, una revisione sistematica «tenta di raccogliere e analizzare tutte le prove che rispondono a una domanda specifica».

 

L’OMS sta pubblicando le revisioni in preparazione di una monografia sui criteri di salute  ambientale dell’OMS sui possibili rischi per la salute derivanti dalle radiofrequenze. I governi utilizzeranno probabilmente la monografia per stabilire standard di sicurezza e normativi.

 

Ron Melnick, Ph.D., consulente senior dell’ICBE-EMF, ha affermato che l’ICBE-EMF ha esaminato le revisioni dell’OMS «per via del nostro coinvolgimento di lunga data in questa ricerca e della potenziale influenza che queste revisioni potrebbero avere sulle future decisioni politiche».

 

Melnick è l’ex tossicologo senior presso il National Toxicology Program e il National Institute of Environmental Health Sciences.

 

L’ICBE-EMF ha segnalato che gli autori delle revisioni dell’OMS hanno escluso studi rilevanti, si sono basati su studi deboli e hanno combinato in modo improprio studi con condizioni di esposizione molto diverse. Questi difetti metodologici hanno distorto le conclusioni delle revisioni.

 

Ad esempio, la maggior parte degli autori ha cercato di riassumere matematicamente i risultati di studi molto diversi in un’unica revisione.

 

Raggruppare diversi studi in un’unica revisione può nascondere differenze importanti, ha affermato durante la conferenza stampa Joel Moskowitz, Ph.D., direttore del Center for Family and Community Health presso l’Università della California, Berkeley.

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«Nonostante questi problemi, gli autori delle revisioni dell’OMS si sono basati su questi risultati errati per trarre conclusioni certe, generalmente senza effetti [negativi sulla salute]», ha affermato.

 

Moskowitz ha affermato che i principali esperti, tra cui quelli della Cochrane Collaboration, «un’organizzazione per la ricerca sanitaria di fama mondiale», mettono in guardia dal riassumere matematicamente i risultati degli studi quando questi sono troppo pochi o troppo diversi. I ricercatori sono invece incoraggiati a descrivere gli studi a parole, non con i numeri.

 

Moskowitz ha affermato che solo una delle 12 revisioni sostenute dall’OMS ha seguito tale consiglio.

 

Quella revisione sistematica ha concluso che vi sono prove «altamente certe» che l’esposizione alle radiazioni dei cellulari causi due tipi di cancro negli animali, tra cui gliomi maligni nel cervello e schwannomi maligni, o tumori nervosi, nel cuore. La revisione ha osservato che studi sugli esseri umani avevano precedentemente rilevato entrambi i tipi di tumore.

 

Moskowitz ha affermato che l’OMS dovrebbe rimettere in funzione le revisioni e richiedere agli autori di descrivere gli studi con parole, non con numeri, per evitare di caratterizzare in modo impreciso i risultati degli studi.

 

Oltre al rapporto, l’ICBE-EMF ha pubblicato un documento supplementare in cui spiega come la maggior parte delle revisioni abbia prodotto risultati inaffidabili.

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Linee guida scientifiche sulla sicurezza delle radiazioni RF «urgentemente necessarie»

Un’indagine condotta da The Defender ha scoperto che la Federal Communications Commission (FCC) basa il suo standard di sicurezza sulle radiazioni RF per gli esseri umani in gran parte su alcuni studi su piccoli campioni condotti negli anni Settanta e Ottanta.

 

La FCC ha basato il suo standard, che non è stato aggiornato dal 1996, sul presupposto che le radiazioni RF possano causare danni solo a livelli sufficientemente elevati da riscaldare i tessuti corporei.

 

Nel 2022, l’ICBE-EMF ha pubblicato un articolo sottoposto a revisione paritaria che confutava questa ipotesi, denominato «paradigma solo termico».

 

L’ICBE-EMF ha affermato nel suo rapporto del 2 ottobre che «sono urgentemente necessarie linee guida riviste e basate sulla scienza, che proteggano la salute umana e l’ambiente».

 

La FCC non ha ancora ottemperato all’obbligo imposto dal tribunale di spiegare in che modo ha stabilito che le sue attuali linee guida proteggono adeguatamente gli esseri umani e l’ambiente dagli effetti nocivi dell’esposizione alle radiazioni RF.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 16 ottobre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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