Vaccini
Ci siamo: lockdown per i non-vaccinati. La schiavitù biologica è qui.
«I contagi colpiscono la stragrande maggioranza dei non vaccinati, vanno adottate altre restrizioni. Queste persone non possono danneggiare l’economia e penalizzare gli italiani immunizzati».
Traduciamo: ecco proposto il lockdown per i soli non-vaccinati.
Ecco proposto il lockdown per i soli non-vaccinati
Guido Rasi, ex direttore dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), attuale consigliere del commissario straordinario per l’emergenza COVID generale Francesco Maria Figliuolo, lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano berlusconiano Il Giornale.
Secondo il giornale milanese, Rasi «ritiene che si dovrà agire con una probabile stretta sui 7 milioni di non vaccinati che stanno provocando la nuova impennata di contagi. «Tra una settimana si dovranno prendere altri provvedimenti se i numeri salgono. Non si torna indietro, sarebbe oltraggioso per chi si è vaccinato»
Rasi dice che il governo italiano dovrebbe prendere a modello l’Austria: «l’esperienza dell’Austria va valutata e anche imitata se la situazione dovesse peggiorare» assicura Rasi.
Bisogna preparare la nuova fase della tirannide sanitaria: togliere il lavoro ai non vaccinati non è bastato, ora bisogna spingersi più a fondo
Come riportato da Renovatio 21, l’Austria ha proposto un lockdown per soli non-vaccinati allo scoccare dei 600 posti in Terapia Intensiva occupati.
Si tratta, tuttavia, solo di una proposta lanciata dal neopremier di Vienna Alexander Schallenberg.
È quindi curioso sentire che il governo italiano dovrebbe prendere a modello un piccolo Paese limitrofo non nelle sue leggi, e nemmeno nei loro effetti sociali, ma perfino nelle sue proposte buttate là in conferenza stampa, che Rasi per qualche motivo definisce a petto in fuori come «l’esperienza dell’Austria» (!?) che va «anche imitata».
«Il tampone ogni 48 ore non è abbastanza protettivo, si dovrà imporlo quotidianamente a chi va al lavoro o a chi partecipa ad un evento»
C’è da capirli: hanno una fretta tremenda.
Bisogna preparare la nuova fase della tirannide sanitaria: togliere il lavoro ai non vaccinati non è bastato, ora bisogna spingersi più a fondo – togliamogli anche la libertà di deambulare, tanto abbiamo già capito, grazie ai lockdown 2020-2021, che si può fare, nessuna rivolta dal popolo, figurarsi ora che ad essere toccata è una minoranza che si è fatto di tutto per far odiare dalla popolazione.
Nel frattempo, altre idee potrebbero rendere la vita impossibile a chi non ha accettato la sottomissione mRNA.
Il green pass durerà «ritengo almeno fino a marzo, se non fino all’estate».
«Il tampone ogni 48 ore non è abbastanza protettivo, si dovrà imporlo quotidianamente a chi va al lavoro o a chi partecipa ad un evento». Tampone ogni giorno. A spese vostre. A rischio vostro.
Le manifestazioni vanno «gestite». La minoranza che le frequenta è un pericolo: «a Trieste è scoppiato un focolaio tra i No vax che ha intasato gli ospedali. Ed è inaccettabile che la collettività subisca i soprusi e l’arroganza di una minoranza diventata pericolosa per la salute pubblica e per la ripresa economica».
La lezione di umanità & democrazia non è finita.
«I bambini tollerano meglio degli adulti i vaccini. Quindi appena EMA darà il via libera e la Società di pediatria sarà favorevole, bisognerà immunizzare anche loro».
L’obbligo vaccinale potrebbe riattivarsi per ulteriori categorie: «io inizierei con l’estenderlo alle persone a contatto con il pubblico».
Il green pass durerà «ritengo almeno fino a marzo, se non fino all’estate».
E poi, ovviamente, i bambini. Non poteva mancare il momento in cui, con estrema saggezza, toccano i nostri figli.
«I bambini tollerano meglio degli adulti i vaccini. Quindi appena EMA darà il via libera e la Società di pediatria sarà favorevole, bisognerà immunizzare anche loro».
Sì, lo vogliono fare – lo stanno facendo. Ed è bene capire che non si tratta più di DPCM, di leggi di emergenza: questa è una ridefinizione permanente della società globale.
Si esce dalla lettura di questa intervista devastati.
Tuttavia, manteniamo la concentrazione. La prima cosa che potrebbero fare è la Zona Gialla (o Rossa) solo per i non vaccinati.
Che vorrebbe dire, la società a due livelli, l’apartheid biotica realizzata. Non c’è solo l’Austria. A iniziare a parlarne senza vergogna alcuna ha cominciato anche la premier goscista della Nuova Zelanda Jacinda Ardern. Al giornalista ha le ha domandato se sta cercando di creare una società composta da«due classi diverse» di persone, in cui «hai tutti i diritti solo se sei vaccinato», la Ardern ha risposto con un sorridente «Yep».
Sì, lo vogliono fare – lo stanno facendo. Ed è bene capire che non si tratta più di DPCM, di leggi di emergenza: questa è una ridefinizione permanente della società globale.
È la riformulazione del consorzio umano secondo 1) base biomolecolare e 2) sottomissione assoluta al potere costituito.
È la riformulazione del consorzio umano secondo 1) base biomolecolare e 2) sottomissione assoluta al potere costituito.
È l’istituzione di un potere che dispone della vita dei cittadini come meglio credere: in pratica, il ritorno della schiavitù.
Chi arrivati a questo punto crede che questa sia un’iperbole si getti una secchiata d’acqua gelida in faccia, e si svegli.
Sta accadendo. Potrebbe rendere la vostra vita un inferno, disintegrarvi l’esistenza (e gli affetti, il portafogli, etc.) come ha fatto il 2020, ma in modo duraturo e costante nel tempo. Subirete controlli, e lo scherno di quelli che un tempo erano i vostri simili. Sarete discriminati, emarginati, rinchiusi, impoveriti, resi schiavi – come da programma.
Non potrete lavorare, incontrarvi, muovervi. E non potrete più nemmeno protestare – per sempre.
Qualcuno diceva che stavano per sbaraccare: più vaccinati di così non si riesce, in fondo devono accontentarsi, Paesi senza green pass hanno solo il 40% dei vaccinati, gli italiani invece hanno obbedito alla grande.
Qualcuno diceva che stavano per sbaraccare: più vaccinati di così non si riesce, in fondo devono accontentarsi, Paesi senza green pass hanno solo il 40% dei vaccinati, gli italiani invece hanno obbedito alla grande.
No. Ha ragione Monica Smit, la bella attivista di Melbourne finita in galera per «aver incitato contro le disposizioni del capo della Sanità».
Dice che ogni volta che la protesta australiana ha chiesto un compromesso, il potere ha reagito raddoppiando la repressione.
Questo fenomeno, dice Monica, è la prova esatta che si tratta di una tirannide.
Non possono mollare di un centimetro, non possono concedere nulla, perché farlo significherebbe ammettere che il loro potere non è infuso dall’alto ricordando addirittura a tutti che il loro potere invece deriva dal basso, dal popolo che glielo ha delegato
Perché non possono mollare di un centimetro, non possono concedere nulla, perché farlo significherebbe ammettere che il loro potere non è infuso dall’alto (della scienza, della sicurezza pubblica, della competenza sanitaria e politica, etc.), cosa che alla fine potrebbe addirittura ricordare (a loro, a tutti: sopra come sotto) che il loro potere invece deriva dal basso, dal popolo che glielo ha delegato.
Ciò non può darsi: tutto deve essere sacrificato allo Stato pandemico: i diritti costituzionali, i diritti umani, la proprietà privata, la vita dell’uomo tutta deve essere sottomessa ad un potere superiore, che fa il nostro bene, e al quale – soprattutto – non c’è alternativa.
Ecco perché la repressione durerà, e sarà sempre più tremenda.
I virgolettati che avete letto sopra sono di un uomo che consiglia il militare che ha in mano la siringa genetica nazionale, quella con cui una porzione immane di popolazione è stata bucata. Solo da questa semplice realizzazione potete capire dove stiamo andando.
I virgolettati che avete letto sopra sono di un uomo che consiglia il militare che ha in mano la siringa genetica nazionale, quella con cui una porzione immane di popolazione è stata bucata. Solo da questa semplice realizzazione potete capire dove stiamo andando.
Alla fine possiamo solo dirvi: resistete.
Siete più forti di questo ricatto infame. Siete più forti di quest’ora buia. Siete più forti di questa aberrante ingiustizia.
Il piano assassino della Necrocultura non riuscirà a passare sulle nostre vite e – soprattutto – su quelle dei nostri figli.
Non siete soli. Non siamo soli.
Proseguiamo a fare, semplicemente, quello che abbiamo fatto finora: rigettare la menzogna e seguire la verità. Perché, ha detto il Signore, «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 32)
Proseguiamo a fare, semplicemente, quello che abbiamo fatto finora: rigettare la menzogna e seguire la verità.
Perché, ha detto il Signore, «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 32)
Roberto Dal Bosco
Vaccini
«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.
Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.
Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.
«È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.
Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.
Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.
Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.
«È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».
Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.
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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»
Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.
Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».
Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:
- Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
- Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
- Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
- Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.
Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.
«Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.
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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»
Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.
Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.
«Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».
Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.
«La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».
Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.
«Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.
Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».
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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»
Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.
«I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».
Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.
Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.
Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».
Jill Erzen
© 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
«Ponga su hombro, pues que todos ustedes se vacunen porque es de verdad un servicio muy grande. Y como dijo el Papa Francisco: “es un acto de amor”».
Robert Prevost (Este vídeo ha sido eliminado del FB de Cáritas Chiclayo. Yo lo encontrado aquí:https://t.co/y2iA8hYmQw https://t.co/TgGEE60LAS pic.twitter.com/u4bCxbZ4u6 — María ن (@EMariaDV) October 14, 2026
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Vaccini
Segnali contrastanti sulle esenzioni religiose dall’obbligo vaccinale contro il COVID dalla Corte Suprema USA
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in materia di esenzioni per motivi religiosi. La Corte non esaminerà una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito i dipendenti non vaccinati, mantenendo così aperto il procedimento. Tuttavia, la Corte ha anche deciso di non esaminare un caso contro un dipartimento dei vigili del fuoco dello Stato di Washington che ha negato l’esenzione per motivi religiosi a otto pompieri, il che significa che anche questo caso è giunto a un punto morto.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19 , inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in merito alle esenzioni per motivi religiosi.
La decisione di non esaminare una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito dipendenti non vaccinati favorisce coloro che sostengono le esenzioni per motivi religiosi.
La decisione relativa alla causa contro la United Airlines conferma la sentenza di marzo della Corte d’Appello del Quinto Circuito degli Stati Uniti, secondo cui i dipendenti della compagnia aerea hanno il diritto di intentare un’azione collettiva per discriminazione religiosa.
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Il caso torna ora alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale del Texas, che ieri ha ordinato la riapertura del procedimento.
Tuttavia, in una seconda decisione emessa lunedì, la Corte Suprema ha segnalato una mancanza di sostegno alle esenzioni per motivi religiosi, rifiutandosi di esaminare il caso presentato da otto vigili del fuoco contro il dipartimento dei vigili del fuoco di Snohomish, nello Stato di Washington.
I vigili del fuoco hanno fatto causa al dipartimento dopo che questo aveva negato loro l’esenzione per motivi religiosi e li aveva messi in congedo. Decidendo di non esaminare il caso, la Corte Suprema ha di fatto posto fine alla causa intentata dai vigili del fuoco.
«Siamo stati onorati di rappresentare gli otto vigili del fuoco di Snohomish, che sono stati trattati ingiustamente dal governo e meritano di avere giustizia in tribunale», ha dichiarato a The Defender Stephanie Taub, avvocato principale dei vigili del fuoco.
Negli ultimi anni, la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare diversi casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, tra cui le cause intentate da operatori sanitari di New York , insegnanti delle scuole pubbliche di New York e infermieri del New Jersey.
Taub ha affermato che, quando i tribunali confermano le decisioni contrarie alle agevolazioni per motivi religiosi relative alle normative anti -COVID-19 , «ciò potrebbe avere un impatto negativo non solo sulle persone con convinzioni religiose sui vaccini, ma anche sulle persone di fede che necessitano di altri tipi di agevolazioni per motivi religiosi».
«Temiamo che i casi negativi o quelli che abbiano indebolito lo standard di accomodamento religioso possano avere conseguenze negative durature», ha aggiunto.
Il rifiuto di esaminare un caso non costituisce una sentenza nel merito e non crea un precedente. Kim Mack Rosenberg, consulente legale generale di Children’s Health Defense, ha affermato che non è sorprendente che la corte non abbia preso in esame i casi, poiché esamina pochissimi appelli.
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I dipendenti della United possono intentare causa collettivamente, ma il caso potrebbe protrarsi per anni.
La controversia con United risale all’agosto 2021, quando la compagnia impose ai propri dipendenti con sede negli Stati Uniti di sottoporsi alla vaccinazione contro il COVID-19.
United è stata la prima grande compagnia aerea statunitense a imporre l’obbligo vaccinale contro il COVID-19. L’obbligo è entrato in vigore tre mesi prima che l’amministrazione Biden, nel novembre 2021, imponesse la vaccinazione obbligatoria a tutte le aziende private con 100 o più dipendenti.
Secondo la sentenza della Corte d’Appello del Quinto Circuito , 5.885 dipendenti della United avevano richiesto un’esenzione per motivi religiosi. La compagnia aerea ne ha concesse 4.070, mentre gli altri sono stati messi in congedo non retribuito.
Un gruppo di dipendenti a cui non erano state concesse esenzioni ha intentato causa ai sensi del Titolo VII del Civil Rights Act , sostenendo che il congedo non retribuito non costituiva un ragionevole accomodamento per le loro convinzioni religiose. Il tribunale distrettuale del Texas ha riconosciuto la class action dei dipendenti che avevano ottenuto agevolazioni per motivi religiosi ma erano stati comunque posti in congedo non retribuito.
La United ha presentato ricorso, sostenendo in parte che le rivendicazioni dei dipendenti non potevano essere risolte collettivamente perché stabilire se ciascun lavoratore nutrisse sinceramente un’obiezione religiosa alla vaccinazione richiede un’indagine individuale.
A marzo, la Corte d’Appello del Quinto Circuito ha respinto tale argomentazione e ha confermato la certificazione della class action. La corte d’appello ha concluso che importanti questioni potevano essere risolte per l’intera classe, tra cui se il congedo non retribuito costituisse un ragionevole accomodamento religioso e se soluzioni alternative avrebbero imposto un onere eccessivo a United.
La corte d’appello ha inoltre riscontrato prove comuni sostanziali in merito alla sincerità religiosa, poiché i membri della class action avevano presentato richieste di esenzione per motivi religiosi, fornito documentazione a supporto, ottenuto l’approvazione di United e accettato le conseguenze finanziarie del congedo non retribuito anziché sottoporsi alla vaccinazione.
Il giudice associato Brett M. Kavanaugh ha indicato di voler esaminare l’appello di United, ma è stato messo in minoranza.
L’avvocato Ray Flores, che non è stato coinvolto nel caso, ha dichiarato: «il lavoro più difficile è appena iniziato, dato che la ‘classe’ è composta da quasi 1.000 individui con fatti diversi da considerare».
«Dopo che il tribunale distrettuale si sarà pronunciato su ciascuna di queste questioni individuali, la corte d’appello e, eventualmente, la Corte Suprema dovranno esaminare il caso. Se non si raggiungerà un accordo, la vicenda si protrarrà per diversi anni».
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Washington può «festeggiare» di aver «sottratto i diritti di libertà religiosa ai nostri clienti»
Nel 2021, il governatore dello Stato di Washington, Jay Inslee, ha ordinato che i vigili del fuoco e gli altri dipendenti statali si vaccinassero contro il COVID-19 entro ottobre 2021.
Otto vigili del fuoco del Snohomish Regional Fire & Rescue (SRFR) hanno richiesto un’esenzione per motivi religiosi, affermando che la vaccinazione è in contrasto con le loro convinzioni religiose profondamente radicate. Hanno proposto di continuare ad adottare misure come l’uso di mascherine, i test, i dispositivi di protezione individuale e altre precauzioni contro il COVID-19 già in uso presso il dipartimento.
La SRFR ha negato le agevolazioni richieste e ha messo i vigili del fuoco in congedo retribuito, seguito da un congedo non retribuito «allo scadere del primo». Molti sono stati costretti a cercare un altro lavoro.
SRFR ha affermato che consentire loro di rimanere non vaccinati causerebbe al dipartimento «difficoltà eccessive», tra cui un aumento dei rischi di trasmissione del COVID-19, difficoltà di personale e operative, possibili responsabilità e possibili problemi con un contratto da 400.000 dollari per la fornitura di servizi di emergenza presso una struttura penitenziaria statale.
Nel 2022, i vigili del fuoco hanno intentato causa, sostenendo che il loro datore di lavoro aveva violato le leggi federali e statali in materia di discriminazione sul lavoro, non concedendo loro gli adattamenti necessari. Hanno richiesto il pagamento degli stipendi arretrati e un risarcimento danni di importo non specificato.
Poiché la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare il caso, la sentenza della Corte d’Appello del Nono Circuito, che ha stabilito che l’agenzia aveva il diritto di negare la richiesta di alloggio, rimane in vigore.
«Oggi Washington può festeggiare di aver tolto ai nostri clienti il diritto alla libertà religiosa», ha dichiarato in un comunicato stampa Cliff Martin, avvocato senior di First Liberty. «Ma i funzionari governativi dovrebbero tenere presente che noi lotteremo sempre affinché i dipendenti di fede abbiano pari opportunità sul posto di lavoro».
Taub ha affermato che, quando i casi implicano controversie di fatto, la questione dovrebbe essere sottoposta a una giuria per decidere se l’alloggio avrebbe causato un onere eccessivo.
«La Corte Suprema avrebbe dovuto occuparsi del caso per ripristinare l’uniformità e proteggere il diritto di tutti gli americani ad avere accomodamenti religiosi sul posto di lavoro», ha affermato Taub.
Mack Rosenberg ha affermato che esiste un contrasto tra le corti d’appello su cosa un datore di lavoro debba dimostrare per provare un onere eccessivo, a seguito di una sentenza della Corte Suprema del 2023 nel caso Groff contro DeJoy che ha innalzato l’asticella per i datori di lavoro. Il caso Snohomish è stato un esempio importante di questa problematica.
«Sarà interessante vedere se il tribunale si occuperà di un altro caso, creando così l’opportunità di appianare la divergenza e fare chiarezza sulla vicenda Groff».
Brenda Baletti
Ph.D.
© 7 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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