Spirito
Cerimonia di riparazione nella Basilica di San Pietro
Per chi è troppo pronto a gioire, questa non è una riparazione dopo la profanazione della Basilica Petrina durante il «pellegrinaggio» LGBT. Quest’ultimo, organizzato da un’associazione a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso e autorizzato dall’autorità giubilare, è entrato nell’edificio con insegne di protesta, tra cui una «croce arcobaleno», dando luogo a scene scandalose.
L’evento in questione è ben diverso, sebbene molto grave. Venerdì 10 ottobre, un uomo ha urinato sull’altare della confessione nella Basilica di San Pietro in Vaticano, in pieno giorno, davanti a numerosi testimoni. Si tratta della terza profanazione di questo altare in due anni.
Secondo Silere non possum, cresce l’indignazione nei confronti del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica. Molti ritengono che la sicurezza del luogo non sia sufficiente a giustificare una simile serie di profanazioni.
Secondo lo stesso sito, ci sarebbe voluto l’intervento diretto di papa Leone XIV presso il cardinale Gambetti perché un «rito penitenziale» fosse celebrato immediatamente dal responsabile, mentre questi avrebbe, a quanto pare, pensato di rinviarlo.
Questo episodio rivela, da un lato, una certa negligenza da parte del responsabile della basilica petrina – il che spiega l’indignazione suscitata e l’accusa di inadeguatezza dei mezzi impiegati per garantire la sicurezza interna del gigantesco vascello di pietra.
Ma mette anche in luce la preoccupazione del nuovo papa di reagire prontamente a un simile attacco alla maestà dell’altare – e quindi a quella di Cristo stesso, rappresentato dall’altare, e alla maestà divina, poiché Cristo è Dio.
Manifesta, infine, la sollecitudine pastorale del Santo Padre, il quale, chiedendo che si compia il rito della penitenza, ricorda l’attenzione che il clero e la gerarchia devono alle cose sante, secondo il rispetto e la devozione che i fedeli hanno verso di esse.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Quando ci saranno riparazioni per la profanazione del «pellegrinaggio» LGBT?
Tuttavia, è impossibile non notare la profonda differenza di trattamento tra questa profanazione e quella commessa durante il «pellegrinaggio» LGBT, sempre alla Basilica di San Pietro, che ha interessato il Giubileo e la Porta Santa.
Oggettivamente parlando – e senza minimizzare la gravità dell’atto appena discusso – la seconda profanazione è molto più grave.
Essa è definita:
- dal numero di attori coinvolti,
- dalla vetrina offerta ad un’organizzazione apertamente contraria alla morale cattolica,
- con l’autorizzazione data dai capi del giubileo, che non potevano ignorare che tali eccessi si sarebbero verificati,
- dall’incoraggiamento espresso da un vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana,
- e infine dalla precedente accoglienza del gruppo nella chiesa del Gesù.
Quattro vescovi hanno avuto il coraggio di compiere, nei limiti delle loro possibilità, un atto di riparazione. Tuttavia, secondo il Cerimoniale dei Vescovi, tale riparazione dovrebbe essere compiuta dal vescovo diocesano o, in questo caso particolare, dall’arciprete della basilica.
È chiaro che la progressiva riduzione della condanna del peccato di sodomia, favorita dalla visibilità che sacerdoti, vescovi e cardinali danno a questi gruppi, porta a una situazione in cui non possiamo più affrontare la realtà così com’è.
In un certo senso, la mancata reazione alla profanazione LGBT equivale a un riconoscimento anticipato di queste unioni: ora possono entrare in chiesa come tali, mostrarsi pubblicamente nel luogo sacro, e questo senza causare la minima difficoltà, anzi.
La mancanza di qualsiasi risarcimento per il «pellegrinaggio» LGBT dimostra chiaramente un «doppio standard» che è seriamente dannoso per la moralità cattolica.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di John Samuel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
«Scomunicati senza processo». Mons. Viganò ai fedeli Summorum Pontificum respinti dalla Basilica di San Pietro
AI FEDELI, AI CHIERICI E AI SACERDOTI DELLA XV PEREGRINATIO AD PETRI SEDEM
Aiuta Renovatio 21
Vi benedico e prego per tutti voi.
In Christo Rege,
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Sacerdote milanese eroe fa il dito medio ai manifestanti saccheggiatori
Un prete italiano ha reagito a un gruppo di manifestanti di sinistra violenti e distruttivi a Milano, salendo sui gradini della sua chiesa e salutandoli con il dito medio. Lo riporta LifeSite.
«I saccheggiatori provocano un parroco chiedendogli una benedizione», ha osservato Radio Genoa. «Lui gliela dà. Immediatamente. Un eroe»
Padre Giannicola Maria Simone si trovava sulla soglia della chiesa di Sant’Alessandro di Zebedia, vicino alla storica Piazza Sant’Alessandro, mentre esprimeva il suo disappunto nei confronti della folla.
Italy, Milan. The looters provoke a parish priest for a blessing. He gives it. Instantly. Hero. pic.twitter.com/WmLM3L2nx7
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 20, 2026
Don Simone ha confessato l’infausto gesto, assicurando agli inquirenti che il video in cui faceva il popolare gesto mediodigitale non era una creazione dell’Intelligenza Artificiale.
«È reale, anche se adesso stanno facendo delle versioni false», ha dichiarato Simone al Corriere della Sera. «È andata così: mentre questi giovani passavano, qualcuno mi ha fatto il dito medio. Sono ragazzi, quindi non mi sorprendo. Io gli ho risposto a mia volta con il dito medio, ma senza intenzioni né violente né con il rischio di scatenare ulteriore rabbia», ha detto il sacerdote.
Don Simone ha detto di non ritenere necessario pentirsi del suo gesto. «no, non credo che si debba parlare di pentimento. Avessi dato un cazzotto allora sì, ma le mani non le ho mai alzate con nessuno neanche nei momenti più difficili. Io ho 65 anni e lavoro con i ragazzi da una vita e ogni tanto bisogna anche dirgli “Stai attento a quello che fai”. Di certo fuori dal contesto degli scontri non avrei mai fatto una cosa del genere».
La Chiesa di Sant’Alessandro si trova a poca distanza da piazza Duomo, oscenamente sfigurata da proteste violente, con la polizia inerme, che hanno persino mostrato delle fiamme dinanzi al plurisecolare edificio gotico, creando un‘iconica immagine di declino terminale della città di Ambrogio.
Sant’Alessandro si trova altresì a poca distanza da via Torino, dove sono avvenuti vari saccheggi ai danni di negozi e supermercati.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Melancholia~itwiki via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Gender
Gesuita suggerisce che i santi siano «spesso» gay
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione1 settimana faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Predazione degli organi2 settimane faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero1 settimana faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito2 settimane fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Vaccini1 settimana faVaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
-



Epidemie2 settimane fa«Perché Fauci deve marcire in galera»
-



Spirito1 settimana faLe nuove promozioni scandalose di papa Leone













