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Censura fa rima con ingenuità

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La notizia di quanto accaduto a Rimini qualche giorno fa non ha certamente goduto di una grossa risonanza mediatica. Eppure pare degno di nota un evento che avrebbe dovuto affrontare il tema vaccini, non arrivando però a concretizzarsi perché posto sotto ricatto, fino al punto di far saltare tutto e di annullare la tavola rotonda che, lontana dai soliti luoghi comuni pro-vaccinazione di massa, sarebbe stato un toccasana di più nette oggettività rispetto ad un tema così controverso come quello delle vaccinazioni.
Ma spieghiamo ciò che è successo, visto che l’intento qui è di riportare nientepopodimeno che un fatto di cronaca. Triste cronaca.
Si è tenuta dal 5 al 7 Maggio la rassegna annuale di “Vivi benessere”, una tre giorni di salutisti integerrimi sui cui contenuti è meglio sorvolare. Il Comune di Rimini ha patrocinato il Convegno tenutosi al Palacongressi di Rimini, ed ha presenziato, nella persona dell’assessore Brasini, alla conferenza di presentazione di questo evento, tenutasi proprio in Municipio qualche giorno prima dell’inizio della rassegna.
Non foss’altro che, per l’appunto, all’interno del programma era stata inserita anche una conferenza sul tema vaccinazioni, la quale ha innalzato un gran polverone fra le fila dell’Amministrazione Comunale, una delle prime ad aderire convintamente alla legge regionale sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione agli asili, vera e propria barbarie farmacolatrica.
Brasini, trovatosi un po’ in imbarazzo per quanto accaduto, ha affermato ai cronisti locali che si è trattato di un grosso equivoco, giacché il patrocinio sarebbe stato dato prima ancora di conoscere il programma definitivo della tre giorni, alla quale si è inserita una tavola rotonda di conferenzieri presuntamente “no vax”. L’assessore coinvolto, in nome dell’Amministrazione, spiazzato, si è preso qualche ora per riflettere sul da farsi, epperò arrivando ben presto ad una conclusione: annullare la conferenza, oppure perdere il patrocinio del Comune di Rimini; prendere o lasciare.
Il ricatto di forma ha ben funzionato visto che, proprio un giorno dopo, gli organizzatori di “Vivi benessere” hanno annunciato l’annullamento della tavola di conferenze sui vaccini.
Gli organizzatori hanno dichiarato quanto segue: “Abbiamo assunto questa decisione, prendendo atto della posizione sul tema del Comune di Rimini, che ha patrocinato l’evento”. 
Il programma sarebbe cominciato con la proiezione del documentario “Il ragionevole dubbio”, dove, come detto dal titolo stesso, alcuni medici parlano di ragionevolezza sui vaccini e, sopratutto, di ponderatezza nelle somministrazioni. Al termine della proiezione di questo breve film-documentario, si sarebbe aperta una serie di interventi con taluni dei dottori presenti e comparsi nel video in questione.

Niente da fare, la censura ha raggiunto il non plus ultra. Non basta più difendere un business colossale che si incrementa sempre più sulla pianta fruttificante dei vaccini; non basta distorcere i dati, nasconderli, creare chimere di sicurezza omettendo di dire che vaccinazione non equivale a immunizzazione. Ora i salassi vanno scagliati contro chiunque si azzardi a dire una parola stonata rispetto al coro, per paura che questa metta in imbarazzo quei dati che di scientifico hanno ben poco.
Capitò qualcosa di simile quando Grasso proibì tassativamente la proiezione del film Vaxxed. Idem con il Ministro Sig.ra Lorenzin, che scrisse alla Comunità Europea affinché vietasse l’incontro programmato a Bruxelles in tema vaccini, con la presenza del Dott. Wakefield (sì, proprio lui, il dottore ormai riabilitato perché non esistono prove a testimonianza della sua inattendibilità), del Dott. Stefano Montanari e del Premio Nobel Luc Montagnier.
La stessa scia d’onda cavalca il sindaco riminese Andrea Gnassi, che la Costituzione la cita solo quando pare a lui, specie se si tratta dell’articolo 21.
In tutta questa vicenda di ordinaria e democratica dittatura, erompe il plauso del Presidente delll’Ordine dei Farmacisti di Rimini, tale Giulio Mignani, il quale esprime tutta la sua solidarietà all’Assessore che ha annunciato la scelta drastica:
“Come Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Rimini, desidero esprimere la mia solidarietà e il vivo compiacimento per la decisa presa di posizione nei confronti del convegno dedicato ai temi antivaccinisti previsto nell’ambito della manifestazione ViviBenessere. E’ doveroso per un’Amministrazione non dare credito, spendendo il proprio prestigio mediante la concessione del patrocinio, a teorie infondate e pericolose.
Già in passato ero intervenuto per evitare che in Provincia si stesse al gioco di chi diffonde affermazioni che stanno provocando il ritorno di malattie potenzialmente letali. E’ sotto gli occhi di tutti il ritorno del morbillo [cliccare qui e qui], che pareva scomparso, e la colpa è da attribuire soprattutto al diffondersi di notizie scientificamente false e di teorie indimostrate e dannose per la salute.
Non si tratta di limitare la libertà di parola, ma di evitare che possano essere pubblicizzati e suggeriti, travestendoli da dibattito, comportamenti pericolosi per la salute pubblica. Il calo delle vaccinazioni sta causando ricoveri inutili, morti evitabili e costi enormi per il Servizio Sanitario Nazionale. Non vogliamo mettere il bavaglio a nessuno, vogliamo semplicemente che si usi il buon senso. Chi suggerisce a genitori in buona fede pratiche potenzialmente letali non ha lo stesso diritto di parola di chi lavora per la salute dei loro figli. E se vuole parlare, almeno che non lo faccia con il Patrocinio delle Istituzioni”.
Avete capito? E come non capire, mi direte. Il motivo non muta di una virgola e, anche per chi non lo avesse capito, esiste facile la possibilità di impararselo a memoria vista la modalità repeat. L’”infondatezza” di queste teorie “indimostrate” trova il facile appoggio di “mastri scienziati”, che alla parola “confronto” se la danno a gambe levate, salvo poi chiamare “contaballe complottisti” coloro che al dibattito e al confronto li avevano invitati.
A tutto questo si aggiunge però un fatto non trascurabile, sul quale, in un certo senso, bisogna dare ragione al signor Mignani. Ed è questo: gli scaltri organizzatori di “Vivi benessere” pensavano veramente di poter parlare con il Patrocinio delle Istituzioni? Quelle stesse Istituzioni che boicottano e radiano chiunque alzi il ditino della mano per prendere parola reputata contraria al comun pensiero dei Ministeri e menestrelli di Sua Sanità italiana?
Un tema così importante meritava di essere trattato con i guanti di tela, non buttato in un calderone di temi patrocinati da un Comune che mai avrebbe assecondato quello più importante.
Oltre all’ingenuità, poi, potremmo parlare anche di pavidità dal momento che piuttosto di perdere il loghetto dell’Amministrazione, l’Associazione in questione ha deciso di rinunciare alla tavola rotonda.
E d’altronde le cose stanno proprio così in Italia. Da una parte abbiamo la censura forte, chiara, nitida e che non bada né a spese né a teste da far saltare; dall’altra invece ci sono tanti pavidi che, pur distinguendosi dal pecorame obnubilato dall’”immunità di gregge brucante”, ci tiene a mantenere buoni i rapporti con i vicini di casa e con i capoccia istituzionalisti i quali, per tutta risposta, violano la Costituzione di cui si fanno adulatori obbligando a vaccinare i bambini con un vaccino che va contro la legge sull’obbligatorietà di essi, pena l’esclusione dagli asili. Più tiranni di così non si può, altro che Korea del Nord.
Magari sarebbe pure giunta l’ora di svegliarsi e di scegliere “cosa fare da grandi”.
Povera Italia! Ben avrebbe da parlarne il Vate.
“Tal era io in quella turba spessa,
volgendo a loro, e qua e là, la faccia,
e promettendo mi sciogliea da essa…
 
Venimmo a lei: o anima lombarda,
come ti stavi altera e disdegnosa
e nel mover de li occhi onesta e tarda! …
 
E se licito m’è, o sommo Giove
che fusti in terra per noi crucifisso,
son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?…”
                                    (Purg. Canto VI)

 

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso precedentemente qui.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccini

Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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