Connettiti con Renovato 21

Spirito

Beppe Grillo attacca i patti lateranensi, la tradizione cattolica, finanche Dio stesso. Poi lancia la sua «religione filosofica»

Pubblicato

il

Dopo aver invocato una riforma che mandi in pensione il calendario gregoriano, Beppe Grillo torna a parlare di Dio e della Chiesa a seguito dell’intervista concessa da papa Francesco a Fabio Fazio, il quale lo aveva pure ospitato poche settimane fa.

 

L’agenzia ANSA riporta che nel video Grillo sostenga il bisogno di «rivedere il Patti Lateranensi» e di «porsi delle domande sul perché Dio fa il giocherellone con noi».

 

«La Chiesa è in crisi è diventata classe media e soffre di contatti» dichiara il fondatore del Movimento 5 Stelle. «In Europa il cattolicesimo è sul 22%, in Sud America al 65%- 70%; il cattolicesimo è nel Secondo e Terzo mondo, ed è in crisi perché si affida a questi media, a questi medium, di informazione miserabili, non all’altezza».

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Beppe Grillo (@beppe_grillo_)


«Poi c’è da rivedere i Patti Lateranensi fatti dall’uomo della Provvidenza [come il papa aveva definito Mussolini, ndr] e da Pio IX». Si tratta di una stoccata al papato che aveva definito «uomo della Provvidenza» Benito Mussolini; tuttavia Grillo (o chi scrive per lui i testi) sbaglia riguardo a chi ha stipulato i patti del 1929: non si trattava di Pio IX (1792-1875) ma di Pio XI (1857-1939 – forse il comico quindi ha solo sbagliato a leggere invertendo i numeri romani.

 

Del resto, Grillo nel 2010 aveva già rivolto queste critiche verso Pio XI nel 2010 durante un comizio a Desio, dinanzi ad una statua del papa presente in Piazza della Conciliazione: «caro Pio, questi patti vanno un po’ rivisti», aveva dichiarato, per poi scaglia contro il cardinale Bagnasco (allora presidente CEI) reo di non volere Emma Bonino presidente della Regione Lazio, per poi cercare la battuta salace con il suo classico urlo stridulo: «preti cominciate a sposarvi, ad avere dei figli, per lo meno quando li accarezzate sono i vostri».

 


Sostieni Renovatio 21

Tornando al video recente, il comico predicatore continua la sua invettiva contro il rapporto tra Chiesa e Stato italiano dicendo che «siamo sempre su idee vecchie, bisogna rivederle» prosegue il Grillo. «La Chiesa, riceve dallo Stato 4 miliardi [sic] perché deve mantenere 2 milioni e mezzo di dipendenti e un amministratore delegato e prende 1,1 miliardi di 8 per mille a insaputa degli italiani».

 

«Quindi un po’ di modifiche, bisognerebbe dirlo al Papa, se ci fosse un giornalista in grado di farlo» continua il genovese, che si dimostra conciliante verso Bergoglio, «perché questo è un Papa che ragiona, che sta sul pezzo, anche perché oggi non crediamo più a niente e rischiamo di credere a tutto».

 

In passato il Grillo aveva rivendicato una sorta di primazia sulla figura di San Francesco, quando ricordava in comizi che il M5S era stato fondato proprio nel giorno del poverello di Assisi, mentre Bergoglio avrebbe accettato l’anello piscatorio con il nome di Franciscus solo dopo.

 

L’afflato mistico non sembra placarsi, tracimando in indicazioni bibliografiche: «ho letto un libro di Sant’Agostino che sembra scritto oggi sull’utilità del credere. Abbiamo sostituito Dio, che c’è sempre stato, e il nostro pensiero non è debole, è assolutamente immobilizzato. Non sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, quindi un po’ di domande bisogna farsele».

 

«Dei neuroteologi hanno fotografato il cervello di un uomo mentre prega e hanno visto che il lobo frontale era pieno di neuroni attivati e gli scienziati concludevano che l’uomo è geneticamente predisposto per la preghiera» racconta l’intrattenitore, utilizzando un termine, «neuroteologia» che fu coniato da Aldous Huxley.

 

«Ma allora significa che qualcuno ci ha infilato dentro questa possibilità. Dio dove è? È apparso qualche tempo fa, ha detto alcune parole ed è scomparso. Siamo più vecchi noi di Dio. Dove è Dio? Che fa? Gioca con noi perché si è accorto che ha fatto qualcosa che non va? L’universo ha 15 miliardi di anni e Dio pochi millenni, quindi siamo più vecchi noi e in base alle conoscenze dobbiamo porci delle domande».

Aiuta Renovatio 21

Insomma l’ex testimonial dello yogurt veleggia dalle parti del deus absconditus, concetto che dalla Bibbia («Veramente tu sei un Dio nascosto», Isaia 45, 15) viene poi ripreso dalla teologia dialettica protestante novecentesca, oppure del deus otiosus, idea filosofico-religiosa abbracciata dall’illuminismo deista secondo la quale il Creatore ha prodotto l’universo per poi disinteressarsene e non intervenire più.

 

Oppure la critica a Dio nasconde altro? Potrebbe essere racchiusa, in questo passaggio che forse vuol essere divertente, il germe di un pensiero gnostico? La Gnosi, antico nemico della chiesa sconfitto a più riprese durante il corso dei secoli, è quella tendenza teologica per cui si tende a credere che il creatore – chiamato «demiurgo» – sia in realtà cattivo e crudele: il dolore che proviamo nel mondo materiale ne è la prova. Il Dio vero non è quello che ha creato il mondo, anzi, è suo avversario. Il fine dell’esistenza diventa quindi lasciare la dimensione demiurgica (la realtà, il vostro corpo) per raggiungere il vero Dio d’amore che sta al di là della materia.

 

Si tratta di una vera e propria inversione non solo del pensiero cristiano, ma della civiltà stessa. Erano gnostici, ad esempio, i catari, movimento ereticale che, in quanto continuazione della vita materiale, considerava orrenda la riproduzione (indulgendo quindi in atti contronatura e operando rapimenti di bambini per rinfoltire i suoi gruppi) e insegnava i suoi adepti a morire di fame e di sete in un processo chiamato endura.

 

Il libro del fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco Incubo a 5 Stelle – pubblicato oramai una decade fa – racconta in dettaglio la fascinazione, dichiarata persino in forma scritta in un libro vergato in teoria anche da Dario Fo, di Gianroberto Casaleggio per i Catari, che ricordava ancora con entusiasmo la loro presenza nella toponomastica milanese. (In particolare, si legga il capitolo XXVI, «La vendetta anticristiana»).

 

Il video dell’afflato religioso del Grillo si conclude con l’annuncio messianico della sua nuova «religione filosofica», la religione dell’«Altrove».

 

«Ecco perché ho fatto l’Altrove: l’Altrove è una specie di religione filosofica per fare delle domande. In base alla scienza dove collochiamo Dio? Ci sono miliardi di pianeti, possibile che non ci sia un’altra Intelligenza proprio perché non si mostra a noi? Dove lo collochi Dio? Senza non ci sarebbe la musica, l’arte, le cattedrali, Leonardo Da Vinci, non ci sarebbe nulla. Adesso c’è un algoritmo: ci può bastare? L’Altrove è porsi delle domande sul perché Dio fa il giocherellone con noi».

 

La battuta (crediamo che tale vuole essere: stiamo parlando, sempre, di un comico) sembra fare a pugni con la famosa massima einsteiniana per cui «Dio non gioca ai dadi». Tuttavia, come abbiamo visto, potrebbe essere altro: una porta verso la credenza di un demiurgo non benevolo, cioè il ritorno della Gnosi.

 

Tali idee, penetrate nella matrice culturale che ha prodotto uno dei partiti ancora presenti in Parlamento – e che ha governato per 5 anni l’Italia, in particolare nel biennio pandemico – sono analizzate nel libro Incubo a 5 Stelle.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine di Niccolò Caranti via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

Continua a leggere

Spirito

Mons. Schneider: «Dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%»

Pubblicato

il

Da

Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Santa Maria ad Astana, in Kazakistan, invita i fedeli a essere «cattolici al 100%» nell’epoca contemporanea.   Nel discorso pronunciato il 3 agosto alla conferenza Catholic Voice presso il convento benedettino di Cobh, in Irlanda, il vescovo Schneider ha rievocato la propria infanzia nell’Unione Sovietica e il modo in cui i fedeli dovettero trattenere con fermezza l’intera fede cattolica per resistere alla dura persecuzione comunista.   Mettendo a confronto quelle vicende con la situazione odierna della Chiesa, il vescovo ha esortato i presenti ad aderire alla fede «al 100%».   «Il dono più grande che abbiamo è la fede, la fede cattolica… la vera fede cattolica. Quindi dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%, ma al 100%. Questa è la fede divina», ha affermato Schneider. «Gesù ha detto nel Vangelo: “Anche se qualcuno ostacolerà la legge, sarà considerato il più piccolo nel regno di Dio”».

Sostieni Renovatio 21

I lettori di Renovatio 21 da anni conoscono la figura e l’opera del coraggioso prelato.   Il vescovo, proveniente da una famiglia di tedeschi del Volga deportati da Stalin nel Kirghizistan sovietico dove la comunità cattolica ha subito un’automatica e sanguinaria persecuzione, ha dichiarato che essere conformi alle limitazioni contro la Santa Messa in rito antico poste da Bergoglio rappresentano «falsa obbedienza», e che la Santa Messa vetus ordo va portata avanti anche a costo di un «esilio liturgico».   Come riportato da Renovatio 21, Schneider è noto anche per la sua opposizione alle restrizioni pandemiche («il COVID sta creando una società di schiavi», ha dichiarato tre anni fa) e ai vaccini prodotti con feti abortiti, un’operazione pubblica considerata come «ultimo passo del satanismo».   In un’accorata lettera alle persone che perdevano il lavoro a seguito del loro rifiuto alla vaccinazione obbligatoria con linee cellulari di bimbi sacrificati, il vescovo parlò del «prezzo della verità sul vaccino COVID-19».   Il 4 dicembre 2018 Mons. Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima ad Astana (Kazakistan) scrisse a Renovatio 21, che lo aveva informato della battaglia intrapresa dal gruppo contro l’uso delle cellule di feto abortito nell’industria vaccinale, sfociata poi nel convegno «Fede, Scienza, Coscienza» tenutosi a Roma nel marzo 2019.   «Volentieri appoggio la Vostra nobile e necessaria iniziativa» scrisse monsignor Schneider a Renovatio 21 «per combattere la barbarie del nuovo cannibalismo dell’uso delle linee cellulari di feti abortiti in numerosi vaccini».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine screenshot da YouTube  
 
Continua a leggere

Spirito

Cardinale Fernandez, penna di Francesco e portapenna di Leone XIV

Pubblicato

il

Da

È stato il cardinale Victor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, a firmare, il 2 luglio 2026, il decreto di «scomunica» che colpisce i vescovi consacranti e consacrati della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e che minaccia la stessa sanzione ai sacerdoti e ai fedeli che aderiscono allo «scisma».

 

Questo uso del Diritto Canonico non è arbitrario; rientra nel quadro del magistero «liquido» della Chiesa «sinodale». In effetti, questa «scomunica» è stata decretata da un prelato che è stato la penna di papa Francesco, che per lui ha redatto Amoris Laetitia (2016), che autorizzava i cattolici divorziati e risposati a ricevere la comunione, e Fiducia Supplicans (2023), che consentiva la benedizione delle coppie omosessuali.

 

Per inciso, vale la pena notare che Victor Manuel Fernandez, prima di diventare la figura eminente che è oggi grazie a Francesco, è stato autore di due libri: Sáname con tu boca: El arte de besar («Guariscimi con la tua bocca: L’arte del bacio», 1995) e La pasión mística: espiritualidad y sensualidad («Passione mistica: Spiritualità e sensualità», 1998). Gli eloquenti titoli di questi libri – mai ritrattati – dichiarano la temperanza una virtù cardinale… fatta eccezione per il cardinale Fernandez.

Sostieni Renovatio 21

Oggi, questo prelato è colui che firma per conto di Leone XIV un decreto di «scomunica». Sorge spontanea una domanda: quale prefetto firmerà il decreto che autorizza la comunione ai cattolici divorziati e risposati e benedice le coppie omosessuali? Perché né il cardinale Fernandez né i papi che obbedientemente serve sono al di sopra della legge divina sul matrimonio e della legge naturale sulla distinzione tra i sessi.

 

Queste leggi sono forse ormai obsolete, con il pretesto di adattarsi ai costumi attuali? La Chiesa non è più tenuta a seguire integralmente il Decalogo o la legge sul matrimonio cristiano? Che gli piaccia o no, Sua Eminenza non è esente dall’obbedienza. Il suo ruolo cardinalizio non deve dargli alla testa. Nella Chiesa, l’autorità è al servizio della Verità rivelata, non di ideologie passeggere.

 

Questa concezione flessibile della dottrina e della morale espone il recente decreto di «scomunica» a una certa discredito. Essere «scomunicati» dai seguaci di Amoris Laetitia e Fiducia Suplicans è segno che la Chiesa «sinodale» rifiuta vescovi, sacerdoti e fedeli che non aderiscono alle sue dottrine eterodosse. Qual è, dunque, il valore di questo rifiuto, opportunamente etichettato come «scomunica»?

 

Essere condannati oggi da coloro che la Tradizione costante della Chiesa condanna è una prova, ma anche una prova di ortodossia.

 

Padre Alain Lorans

 

Articolo previamente apparso su FSSPX

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

Continua a leggere

Spirito

Rubate le reliquie di San Martino di Tours da una chiesa

Pubblicato

il

Da

Dei ladri hanno rubato delle reliquie di San Martino di Tours da una chiesa cattolica in Germania. Lo riporta LifeSite.   La chiesa cattolica di San Martino a Neuss-Holzheim, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, è stata presa di mira dai ladri.   Secondo la stampa locale, ignoti si sono introdotti nella chiesa attraverso un ingresso laterale nella notte tra il 30 e il 31 luglio. Una volta all’interno, avrebbero infranto una piccola vetrata davanti all’altare e rubato le reliquie di San Martino, il santo patrono della chiesa, che erano custodite dietro di esso. È stato rubato anche un messale; tuttavia, secondo Volker Esser, vicepresidente del consiglio parrocchiale, è stato ritrovato poco dopo, a poche strade di distanza, sotto un’auto.   Il furto non è stato il primo furto con scasso nella chiesa. Secondo il quotidiano tedesco Westdeutsche Zeitung, già nel gennaio 2023, dei malviventi, tuttora ignoti, si erano introdotti nella sacrestia, lasciando dietro di sé una «scena di devastazione». «Alcune porte presentavano grossi fori, schegge di legno erano sparse sul pavimento e su altre erano visibili segni di effrazione», riporta il giornale zonale.   All’epoca, i responsabili avevano preso di mira numerosi oggetti sacri. Circa sei mesi dopo quel furto, alcuni degli oggetti rubati ricomparvero in circostanze misteriose: i residenti scoprirono un ostensorio e diversi calici sul tetto di un garage.

Sostieni Renovatio 21

Secondo quanto emerso, i responsabili sarebbero rimasti feriti durante l’ultimo furto con scasso, come dimostrano le evidenti macchie di sangue rinvenute sull’altare. Sebbene i danni materiali causati dall’effrazione non siano stati particolarmente ingenti, «il valore affettivo lo è certamente», ha affermato il parroco Andreas Süß, esprimendo il suo sgomento per il crimine al quotidiano Westdeutsche Zeitung: «Per noi, come parrocchia, è inimmaginabile come qualcuno possa introdursi in una chiesa. Sembra esserci una totale mancanza di rispetto per la casa di Dio».   Süß ha annunciato che avrebbe benedetto l’altare. Ha anche affermato che si valuteranno al più presto le opzioni per ulteriori misure di sicurezza.   In Europa si è registrato un aumento degli attacchi alle chiese negli ultimi anni, tra cui furti con scasso, atti vandalici e incendi dolosi. Secondo l’ultimo rapporto dell’OIDAC Europe, la Germania ha registrato il numero più alto di incendi dolosi documentati contro edifici religiosi, con 33 casi nel 2024.   Vi è stato un tempo di fede in cui il furto di reliquie aveva un valore quasi politico, e non economico.  Nel Medioevo vi era la cosiddetta translatio sanctitatis: trafugare i resti di un santo legittimava il potere di una città. La furtiva translatio era spesso autorizzato da storiografie agiografiche che giustificavano il possesso dei resti corporei come un volere divino. l caso più celebre è il trafugamento delle spoglie di San Marco sottratte da Alessandria d’Egitto nel IX secolo per accrescere il prestigio della Repubblica.   A quel tempo si credeva che i resti possedessero virtù taumaturgiche e potessero proteggere intere comunità da carestie e guerre.   Oggi invece, con il collasso totale della fede, il furto di reliquie ha mere ragioni criminali: esse vengono rubate con scasso immesse nel mercato nero, o usate per chiedere riscatti.   È celebre il caso dell’ottobre 1991, in cui un trio di uomini armati  legati alla Mala del Brenta (l’unica, evanescente micromafia veneta) di Felice Maniero fece irruzione nella Basilica e trafugò la lingua di Sant’Antonio a Padova, reliquia veneratissima, fa scopo ricattatorio: l’intento era costringere lo Stato a liberare alcuni criminali detenuti e revocare sorveglianze speciali. Il furto della lingua di Sant’Antonio, in realtà, non è mai avvenuto, poiché i ladri scardinò e sottrassero per errore la reliquia del Mento. Dopo trattative e misteri, la reliquia del mento fu recuperata nei mesi successivi nelle campagne di Fiumicino, vicino a Roma. Il fatto ispirò anche un film di Carlo Mazzacurati La lingua del santo (2000).

Aiuta Renovatio 21

Nel 2017 il furto del cervello di Don Bosco a Castelnuovo Don Bosco ha scosso il mondo cattolico. L’ampolla contenente le cervella del santo venne sottratta dal retro della parete absidale della Basilica Inferiore del Colle Don Bosco, in provincia di Asti, proprio nel luogo natale del fondatore della congregazione salesiana. L’autore del furto era un pregiudicato di 42 anni di Pinerolo che aveva agito senza complici. Aveva preso di mira il reliquiario unicamente perché pensava che la struttura dell’ampolla fosse in oro zecchino e facilmente rivendibile sul mercato nero.   Una volta compreso che l’oggetto non era d’oro e non valeva nulla dal punto di vista materiale, l’uomo cercò di monetizzare il colpo provando a chiedere un riscatto di 50.000 euro ai Salesiani per restituirla. Grazie alle impronte digitali lasciate sul vetro protettivo della teca e al lavoro dei Carabinieri di Villanova d’Asti, supportati dal RIS di Parma, la reliquia venne localizzata. Fu ritrovata intatta il 15 giugno 2017 (13 giorni dopo il colpo), nascosta all’interno di una teiera di rame nella cucina del ladro. : Nel marzo del 2018 l’autore del furto è stato condannato in tribunale a due anni e venti giorni di reclusione.   Ha aspetti decisamente diversi – meno strettamente criminali, e più satanici – il fenomeno del furto delle reliquie.   Come riportato da Renovatio21, all’inizio di maggio dello scorso anno, in Francia, il tabernacolo della chiesa di Notre-Dame, a Livry-Gargan (Seine-Saint-Denis) è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio. Il Santissimo Sacramento non è stato trafugato, a differenza di quanto accaduto nella chiesa Sainte-Trinité a Louvroil (Nord) dove sono scomparse le Ostie consacrate.   Tre mesi fa è emerso il caso di una coppia omosessuale che si sarebbe introdotta in 29 chiese per rubare ostie consacrate.   Un altro episodio sacrilego è avvenuto nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, in Oregon, dove è stato invece rubato il tabernacolo.   Anche l’Italia ha i suoi casi: ad aprile 2024  qualcuno è entrato di notte all’interno del Santuario di Ponte delle Pietra, a Perugia. È stato detto che l’effrazione aveva probabilmente l’intento di trafugare oggetti di arte sacra, tuttavia, ha scritto Renovatio 21 all’epoca, è lecito ipotizzare che l’obiettivo principale dei malviventi fosse quello di rubare le Ostie consacrate.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine di Chris06 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata  
 
Continua a leggere

Più popolari