Geopolitica
Putin parla di missili ipersonici e arsenale nucleare
Lunedì il presidente Vladimir Putin ha ospitato al Cremlino illustri laureati provenienti da istituti militari e di sicurezza russi, per parlare delle sfide del Paese e delineare le priorità delle sue forze armate.
Tra i punti chiave toccati nel discorso presidenziale, vi è il conflitto in Ucraina come parte della «lotta per il nostro futuro», ha detto il presidente ai laureati, affermando che i soldati russi di oggi sono «gli eredi diretti degli eroi della Grande Guerra Patriottica, di tutte le generazioni di difensori della Russia millenaria».
Putin ha affermato che il conflitto sta fornendo un’esperienza militare inestimabile, che la Russia deve preservare, ampliare e trasmettere per rendere l’esercito del Paese ancora più forte.
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«Oggi, l’esperienza delle operazioni militari speciali sta diventando un vantaggio chiave per le Forze Armate russe. È importante preservare questa risorsa unica, trasmetterla alle prossime generazioni di militari e integrarla nel processo di addestramento», ha sottolineato.
Putin ha dichiarato che alcuni politici occidentali sognano ancora di infliggere una «sconfitta strategica» alla Russia e continuano a rifornire l’Ucraina di armi di ogni tipo, aggiungendo che i precedenti tentativi delle nazioni occidentali di avanzare verso est non hanno evidentemente insegnato loro nulla.
«Continuano a inviare armi e denaro al regime di Kiev e a fornire supporto tecnico-militare e di Intelligence, essenzialmente come partecipanti diretti al conflitto», ha affermato il presidente.
L’ulteriore modernizzazione delle forze armate del Paese rimane una priorità per la Russia, ha affermato Putin. Questo obiettivo è particolarmente importante date le «crescenti tensioni geopolitiche», ha sottolineato il presidente.
«Dato il ruolo crescente dei veicoli aerei senza pilota nei conflitti moderni, si sta formando un nuovo ramo delle forze armate: le truppe dei sistemi senza pilota», ha affermato.
La Russia continua ad aggiornare e ad espandere il suo deterrente nucleare, ha affermato il presidente, rivelando che l’arsenale del Paese riceverà alcune aggiunte quest’anno, tra cui nuovi missili balistici intercontinentali e bombardieri strategici potenziati.
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«Prestiamo particolare attenzione alla nostra “triade nucleare”. Le Forze Missilistiche Strategiche saranno dotate di moderni sistemi Yars e la componente aeronautica delle forze nucleari strategiche sarà rifornita quest’anno con vettori missilistici Tu-160M modernizzati», ha dichiarato Putin.
La Russia sta avviando la produzione in serie del sistema missilistico balistico a medio raggio ipersonico Oreshnik, ha affermato il presidente. Il sistema è stato testato in battaglia in Ucraina lo scorso novembre, quando il missile, dotato di molteplici testate a guida indipendente, è stato utilizzato contro il vasto impianto militare di Yuzhmash.
«È in corso la produzione in serie dell’ultimo sistema missilistico a medio raggio Oreshnik, che si è dimostrato molto efficace in condizioni di combattimento», ha annunciato Putin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Bardella: la Francia non può finanziare l’Ucraina per sempre
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Geopolitica
La Bulgaria rifiuta di puntare il dito contro la Russia per l’incidente del drone tedesco
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha evitato di addossare esclusivamente alla Russia la responsabilità dell’incidente con i droni verificatosi il mese scorso in Germania, richiamando le consegne «sconsiderate» di armi occidentali a Kiev.
All’inizio di questa settimana il governo tedesco ha dichiarato di avere motivi per ritenere che Mosca fosse all’origine dell’episodio, in cui un drone carico di esplosivo è stato trovato tra aerei cargo Antonov ucraini all’aeroporto di Lipsia-Halle il 4 agosto.
Successivamente Berlino ha annunciato la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino, oltre a controlli alle frontiere più severi per i cittadini russi. Mosca ha risposto chiudendo i centri del Goethe-Institut di Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg, che promuovono la lingua e la cultura tedesca.
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Mosca ha respinto le accuse; il presidente Vladimir Putin ha indicato che si trattava di una tattica diversiva per distogliere i tedeschi dai problemi economici interni.
Sebbene diversi Stati membri dell’UE abbiano espresso sostegno alla posizione tedesca, non tutti si sono uniti a chi punta il dito contro la Russia.
Un esempio calzante è la Bulgaria: venerdì il primo ministro ha dichiarato in Parlamento che le spedizioni europee di armi a lungo raggio in Ucraina sono state altrettanto «sconsiderate» quanto il fallito tentativo di sabotaggio in Germania il mese scorso. Radev, che ha vinto le elezioni pochi mesi fa ed è considerato un euroscettico, ha sottolineato che Kiev sta utilizzando armamenti di fabbricazione occidentale, con il supporto dell’intelligence e di istruttori europei, per condurre attacchi in profondità nel territorio russo.
«E cosa possiamo aspettarci quando attacchiamo in profondità nel territorio di un altro Paese con le nostre armi a lungo raggio? Resterà a guardare o reagirà?» ha chiesto retoricamente il primo ministro bulgaro.
Il Cremlino ha respinto le affermazioni sull’incidente del drone tedesco parlando di «invenzioni», avvertendo che l’insistenza dell’Occidente nel conseguire una «vittoria militare convenzionale» su una grande potenza nucleare sta aumentando drasticamente il rischio di un’escalation incontrollata.
«L’Europa può esistere senza la Russia, ma difficilmente potrà esistere a lungo contro la Russia», ha concluso Radev, esortando l’UE a «sedersi al tavolo dei negoziati il prima possibile».
Come riportato da Renovatio 21, quattro settimane fa un drone ucraino è precipitato in Bulgaria, esplodendo in prossimità di un gasdotto di rilevanza strategica, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa del Paese.
Nel frattempo diverse figure politiche di spicco in Germania hanno messo in discussione la risposta del governo all’incidente del drone e, più in generale, le attuali politiche ostili di Berlino nei confronti della Russia.
In un articolo pubblicato mercoledì su X, l’ex esponente della sinistra germanica Sahra Wagenknecht, che ha un suo partito chiamato BSW, ha scritto che «anche se la Russia fosse dietro, un drone che non ha causato alcun danno non è una ragione per alimentare una pericolosissima escalation che potrebbe sfociare in una guerra con la Russia, con un costo di milioni di vite umane».
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Valutazioni simili sono state espresse anche da chi si trova all’estremità opposta dello spettro politico. Rispondendo alle domande di un quotidiano, Ulrich Siegmund, candidato di punta del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) alle elezioni regionali di domenica in Sassonia-Anhalt stravinte poche ore fa, ha affermato che una «sequenza continua di eventi» ha portato all’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia-Halle, citando il coinvolgimento sempre più profondo del suo Paese nel conflitto in Ucraina, sostenendo che «è logico che a un certo punto ci sarà una qualche reazione».
Il Siegmund ha criticato le politiche anti-russe perseguite dai successivi governi tedeschi dall’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, affermando che le forniture di armi a Kiev e le sanzioni economiche contro Mosca hanno fatto ben poco per risolvere il conflitto e salvare vite umane.
Il politico dell’AfD ha insistito sul fatto che fosse giunto il momento per la Germania di impegnarsi seriamente in un percorso diplomatico con la Russia.
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Geopolitica
Putin parla dell’incontro con gli inviati di Trump Witkoff e Kushner
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