Militaria
La Russia testa nuove armi laser
La Russia ha testato con successo otto sistemi laser antiaerei, ha dichiarato il governo venerdì. Sono stati progettati specificamente per contrastare la minaccia dei droni, ha aggiunto il comunicato.
Ai test hanno partecipato alti funzionari russi, tra cui il Vice Primo Ministro russo Denis Manturov. I test sono stati condotti presso poligoni di prova specializzati e organizzati dalla Commissione Militare-Industriale russa e dal Ministero dell’Industria e del Commercio.
«Durante i test sono stati verificati l’accuratezza della guida, il raggio di distruzione, la velocità di reazione dei sistemi ai bersagli aerei in movimento e la resistenza alle diverse condizioni meteorologiche», ha affermato il governo russo in una nota.
⚡️🇷🇺Testing Russian (Chinese?) laser against UAVs pic.twitter.com/qAtDqiaLmA
— SIMPLICIUS Ѱ (@simpatico771) June 13, 2025
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Durante le prove sono state testate otto nuove armi, che vanno da «dispositivi mobili compatti a sistemi fissi ad alta potenza». Le armi laser sono state utilizzate contro bersagli diversi, tra cui droni commerciali di piccole dimensioni e «dispositivi più complessi che simulano droni da ricognizione e d’attacco», ha affermato il Cremlino.
Le riprese delle prove mostrano droni abbattuti da raggi laser e che si schiantano al suolo. Il video mostra anche i bersagli distrutti esposti, con alcuni droni che sembrano mostrare evidenti segni di bruciatura.
Tutti i sistemi presentati durante i test hanno funzionato come pubblicizzato dai rispettivi produttori, si legge nella dichiarazione. Si afferma inoltre che le prove hanno dimostrato «la correttezza della direzione scelta per lo sviluppo di sistemi di difesa integrati» per proteggere le infrastrutture critiche dai droni. Le prove aprono la strada alla produzione in serie dei sistemi in questione e all’implementazione su larga scala delle soluzioni presentate dai produttori, ha aggiunto.
Molte nazioni hanno ripetutamente tentato di creare armi basate sul laser, compresi sistemi antiaerei. Tuttavia, la maggior parte dei sistemi laser da combattimento non ha mai superato la fase di prototipo, essendo afflitta da diversi problemi operativi e tecnici, tra cui una gittata troppo ridotta e la dipendenza da fonti di energia ad alta potenza.
Il conflitto tra Russia e Ucraina, dove i droni a basso costo prodotti in serie sono diventati uno strumento chiave sia per l’impiego sul campo di battaglia che per gli attacchi a lungo raggio, ha apparentemente dato nuovo impulso allo sviluppo di sistemi basati su laser. Negli ultimi mesi, diversi Paesi, tra cui Ucraina, India e Israele, hanno presentato nuove armi di questo tipo.
Come riportato da Renovatio 21, l’arma laser Peresvet è stata testata negli scorsi mesidalla Russia finendo in impressionanti video che hanno circolato in rete. Va ricordato come nel maggio 2021 il Pentagono arrivò ad accusare la Russia di attaccare le truppe USA con armi a energia diretta.
Oltre alla difesa antiaerea, la Federazione Russa starebbe elaborando anche laser ASAT, cioè impiegati come armi antisatelliti.
Due anni fa Putin aveva annunciato che il settore della difesa russo sta lavorando su armi all’avanguardia basate su «nuovi principi fisici». Secondo quanto è possibile ricostruire, tali novità belliche includerebbero armi a energia diretta (laser, acceleratori, microonde e armi infrasoniche progettate per distruggere o disabilitare manodopera, attrezzature o strutture e infrastrutture potenziate dal nemico), armi elettromagnetiche (ad altissima frequenza e basate su laser), armi non letali (progettate per disattivare armi, equipaggiamenti, materiali e personale senza infliggere a quest’ultimo perdite irreparabili), armi geofisiche (sismiche, climatiche, ozoniche, ambientali), armi radiologiche (il cui effetto distruttivo si basa sull’uso di sostanze radioattive in grado di avvelenare la manodopera con radiazioni ionizzanti senza un’esplosione nucleare), armi genetiche (un tipo di arma in grado di danneggiare l’apparato genetico dell’essere umano, anche attraverso l’uso di virus con proprietà mutagene).
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato scienziati russi hanno dichiarato di aver creato elementi per il controllo della radiazione laser teraherz.
Anche la Cina avanza con le armi laserre.
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Militaria
Trump contro il segretario della Guerra Hegseth
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Militaria
Zelens’kyj vuole missili 300 intercettori. Non è chiaro se vi siano
Volodymyr Zelens’ky ha richiesto 300 intercettori Patriot ai sostenitori occidentali dell’Ucraina, lamentandosi del fatto che dovrebbero difendere l’Ucraina invece di «stare chiusi nei magazzini». La richiesta evidenzia una realtà concreta che nessuna manovra politica può cambiare.
Nel decennio compreso tra l’anno fiscale 2015 e il 2024, il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato in media poco meno di 270 intercettori PAC-3 Missile Segment Enhancement all’anno, secondo il Center for Strategic and International Studies.
Lo Zelens’kyj sta quindi chiedendo una fornitura di poco più di un anno di missili americani, da consegnare in un’unica soluzione, attingendo a scorte già esaurite a causa di due guerre simultanee.
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Le ragioni di questa richiesta sono innegabili. Nell’attacco russo a Kiev del 1° agosto, la difesa aerea ucraina ha intercettato solo uno dei 27 missili balistici in arrivo, secondo i dati riportati dall’Associated Press.
Il Patriot è l’unico sistema missilistico in dotazione all’Ucraina in grado di intercettare l’Iskander-M russo, e l’Ucraina ne ha di fatto esaurito le scorte. Questo non è l’unico missile di cui vi è carenza. Il CSIS ha riferito a dicembre che nessun nuovo intercettore THAAD era stato consegnato all’inventario statunitense da luglio 2023, poiché la produzione si era spostata su ordini esteri, inclusi 360 intercettori per un singolo contratto saudita, mentre la guerra di dodici giorni tra Israele e Iran del giugno 2025 ha consumato più di 150 THAAD e circa 80 intercettori SM-3 in dodici giorni.
Il dato più significativo tuttavia è di natura amministrativa, scrive EIRN. L’esercito statunitense ha aumentato il suo fabbisogno dichiarato di intercettori PAC-3 MSE da 3.376 a 13.773 missili, un incremento di quattro volte rispetto a quanto dichiarato dall’esercito stesso. Gli intercettori vengono costruiti su un numero limitato di linee di assemblaggio da una forza lavoro che richiede anni di formazione, e da catene di approvvigionamento di piccole aziende che non possono espandersi grazie a stanziamenti supplementari.
La guerra le sta consumando più velocemente di quanto l’industria riesca a produrle, ed è proprio questa carenza che ha spinto il comandante americano in Europa a dichiarare questa settimana di dover scegliere tra difendere il territorio statunitense e difendere Israele. Si tratta di un vincolo economico-fisico, non politico.
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Come riportato da Renovatio 21, il presidente americano Donaldo J. Trump la scorsa settimana aveva respinto le notizie sulla penìa missilistica degli USA. Lo stesso Trump aveva promesso a Kiev la produzione di Patriot, ma ciò è ritenuto da molti come improbabile.
Osservatori hanno notato che, considerando il numero di missili intercettori americani sparati per ciascun missile iraniano, è fuor di dubbio che la guerra di Ormuzzo, e di consenguenza quella in Ucraina, è divenuta insostenibile.
Il mese scorso, Trump aveva dichiarato pubblicamente che le industrie automobilistiche americane potrebbero riconvertirsi in produttori di missili.
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Guerra con l’Iran, gli USA hanno utilizzato «praticamente tutti» i loro missili balistici tattici
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That banner is NOT TRUE, @CNN. Shame on you.
We don’t hate the Fake News media enough. pic.twitter.com/QCwEoykQZR — Pete Hegseth (@PeteHegseth) August 4, 2026
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