Spirito
Monsignor Eleganti: rivolte e violenze nelle strade dell’Occidente rivelano l’influenza dell’Anticristo e dei demoni
Renovatio 21 pubblica questo scritto di monsignor marian Eleganti, Vescovo Ausiliare emerito della Diocesi di Coira, Svizzera, apparso su LifeSiteNews.
Ci sono raggi di speranza: il numero crescente di battesimi di adulti in tutto il mondo, le conversioni dall’Islam al Cristianesimo, i tanti giovani e famiglie che stanno gettando un nuovo fondamento spirituale per la loro vita nella loro devozione alla fede cattolica e che hanno compiuto un pellegrinaggio da Parigi a Chartres a Pentecoste (menzionato come pars pro toto).
La nostra speranza è in Dio. La vittoria appartiene a GESÙ CRISTO. Questo è certo, e ne siamo convinti. Ma non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo; siamo ancora nel mezzo del dramma.
Allo stesso tempo, infatti, vediamo il brutto volto del caos e della distruzione in molti Paesi del mondo, come di recente nelle strade di Los Angeles. La diffusione dell’Islam, che diventerà la religione maggioritaria in molti paesi entro il 2050, e l’avanzato decadimento spirituale delle società un tempo cristiane, di cui è responsabile la sinistra politica e ideologica, hanno un denominatore comune: il rifiuto del cristianesimo.
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Per oltre mille anni, dopo il crollo dell’Impero Romano e il caos delle migrazioni, si è costruito un nuovo ordine (medievale), il cui simbolo fisico è la cattedrale. La più famosa di queste, Notre Dame, è arsa come una torcia. Ma è stata restaurata, il che rasenta il miracolo. Ci sarà anche un miracolo spirituale? Una svolta verso il cosmo cristiano, che contrasti il caos in cui stanno sprofondando molte parti del mondo occidentale?
Le forze distruttive e caotiche che sono evidenti nelle strade delle città globali, ma anche sottilmente nelle nuove leggi, nei programmi politici, nella dissoluzione della verità oggettiva e nelle strategie manipolative che cambiano la società e dissolvono l’ordine cristiano della libertà, hanno un denominatore comune: il superamento del cristianesimo!
È sorprendente che le forze atee, rivoluzionarie e caotiche siano tutte politicamente di sinistra e anarchiche. In un’alleanza innaturale con loro, la migrazione dell’Islam viene sistematicamente promossa, accarezzata anche dalla sinistra, perché porrà fine al cristianesimo.
Paradossalmente, tutte queste forze hanno anche un padre comune: l’Anticristo! Ha molte forme, che cambia costantemente. Ma ha un solo nemico: il cristianesimo, o più precisamente, la Chiesa cattolica. È il padre della menzogna, e coloro che lo seguono sono i suoi figli, che attraversano i mari per conquistare discepoli che poi diventeranno ancora peggiori di loro.
A questa espansione del sentimento anticristiano si contrappone un cristianesimo dormiente, generalmente scomparso. I demoni dominano la società e i singoli autori di tali violenze, come gli aggressori con l’accoltellamento e gli assassini spietati, ma anche i terroristi in tutto il mondo, che si sono moltiplicati in modo esponenziale.
La violenza anarchica si manifesta a volte in atti di violenza mostruosi e palesi, a volte in ideologie, visioni del mondo, politiche ed etiche perfide e abilmente concepite, tutte prive di Dio. L’ubiquità di menzogne, manipolazioni e propaganda è inequivocabile.
A ciò si accompagna la progressiva perdita della libertà donataci da Dio e dei costumi ispirati al Cristianesimo (rispetto per le persone e la proprietà). I potenti flussi finanziari e i monopoli dei dati, necessari per la ristrutturazione del mondo e in cui si investe, stanno guidando un evento apocalittico attraverso relativamente poche mani, una che lava l’altra.
Queste stesse persone sono anche i guerrafondai, perché le guerre sono per loro un mezzo per nascondere i propri fallimenti e colpe e per stabilire un nuovo ordine o assicurare il proprio potere attraverso il controllo delle risorse naturali e della ricchezza. Sono sempre gli altri a morire, gli schiavi utili e gli ingannati, come nell’era del COVID, ma anche gli innocenti.
L’individuo, creato a immagine di Dio e dotato di libertà e dignità inviolabile dal Creatore, è in balia degli altri. Sono proprio queste cose che gli vengono tolte. Non si può che dire: Dio abbia pietà di noi!
Ma le persone nell’Occidente un tempo cristiano non se ne sono ancora accorte. Hanno già ingerito troppo veleno del serpente per accorgersene. E meno si parla del diavolo e si crede in lui, più si è influenzati e dominati da lui. Chi non è d’accordo con me su questo punto non sta discutendo con me, ma con la Sacra Scrittura (Apocalisse).
Su questo punto, sono d’accordo con Papa Francesco. Loro, soprattutto i più giovani, credono che prosperità e libertà dureranno per sempre senza che noi dobbiamo fare alcuno sforzo. Mancano di quella connessione con Dio che darebbe loro maggiore chiarezza mentale. E senza questa connessione, i demoni, di cui si parla qui in modo volutamente esteso, se la cavano facilmente con loro.
Il tempo trascorso davanti a uno schermo e la preghiera (fede) sono inversamente proporzionali per la maggior parte dei nostri contemporanei. Cioè, quest’ultima (fede, preghiera e relazione con Dio) tende a zero. Questo rende felice il demonio, se ne è capace.
Se non ci volgiamo a Cristo, non prospereremo più nel nuovo mondo. Anzi, potremmo presto cessare di esistere. Molti desiderano proprio questo: la scomparsa di nazioni e cosiddette razze. Perché abbiamo sacrificato la nostra prole a «Moloch» (l’aborto) o l’abbiamo impedita noi stessi in nome di una libertà sessuale a doppio taglio.
Non siamo diventati più felici, ma siamo minacciati di decadenza ed estinzione. E coloro che prenderanno il nostro posto sono già ai blocchi di partenza e lo stanno già gridando apertamente nelle nostre strade, ad esempio a Londra o ad Amburgo.
Comunisti, marxisti, fascisti, relativisti, decostruzionisti, atei, postmoderni, wokeisti, transumanisti, capitalisti, globalisti e, sì, umanisti: troppo spesso sono diventati varianti del male anticristiano che si presenta sotto le spoglie del promotore del miglioramento del mondo.
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Il demonio opera come un angelo di luce affinché le persone lo seguano. Seduce gli accecati sotto le spoglie della bontà. Sono tutti moralisti e puristi che amano usare la violenza e legittimarla moralmente, a prescindere dalla questione: il clima o la Palestina, per citarne solo due. L’individuo non conta nulla. Può essere distrutto o danneggiato senza pietà in nome della propria visione di «giustizia».
E poiché il cristianesimo protegge l’individuo e la famiglia, essi devono essere eliminati, così come la libertà su internet e nella «vita reale» politica. Il nuovo ordine viene imposto, preferibilmente in modo tale che non ce ne accorgiamo, o solo quando è troppo tardi.
Se non vogliamo il diavolo come padre, allora dobbiamo rivolgerci a Gesù Cristo. È davvero così semplice. Questa è l’unica conclusione che si può trarre da queste osservazioni provocatorie.
Marian Eleganti
Vescovo
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Il cardinale Müller: il «cristianesimo culturale» crea idoli. Poi attacca Thiel e Harari
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Concilio Vaticano II, mons. Viganò contro papa Leone
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affidato a X un commento sulle recenti parole del papa riguardo il Concilio Vaticano II.
«Chi si aspettava un qualche esame di coscienza da parte di Leone dopo sessant’anni di immani disastri, è servito: Prevost ci invita a riscoprire l’indole profetica del Concilio Vaticano II – «aurora di un giorno di luce per tutta la Chiesa» – e ad attuarne con maggiore convinzione le riforme».
«Dinanzi alla rovina e alle macerie di sessant’anni di “primavera conciliare”, ammetterne il fallimento richiederebbe un minimo di buona fede purtroppo assente nei fautori della rivoluzione conciliare, i quali usarono come grimaldello un “concilio” per introdurre i principi rivoluzionari nella Chiesa Cattolica, provocando così la sua demolizione dall’interno» scrive il monsignore.
Chi si aspettava un qualche esame di coscienza da parte di Leone dopo sessant’anni di immani disastri, è servito: Prevost ci invita a riscoprire l’indole profetica del Concilio Vaticano II – «aurora di un giorno di luce per tutta la Chiesa» – e ad attuarne con maggiore… https://t.co/HreWBrWeA8
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) January 8, 2026
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«Da Roncalli in poi, la presa di distanza della chiesa conciliare rispetto alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana è proseguita inesorabile, giungendo con Bergoglio a teorizzare la “sinodalità” come ultimo sfregio rivoluzionario al papato voluto da Nostro Signore» dice il prelato lombardo.
«Non stupisce che Leone, ultimo esponente della chiesa conciliare e sinodale, dichiari di voler “andare incontro all’umanità” proprio applicando l’unico “concilio” che invece di chiamare le pecore disperse nell’unico Ovile sotto l’unico Pastore come hanno fatto tutti i Sacrosanti Concili Ecumenici, ha invece aperto l’ovile, ne ha disperse le pecore e vi ha fatto entrare lupi e mercenari».
Non si tratta della prima condanna che monsignor Viganò emette contro il Concilio e i suoi seguaci di tutti i livelli.
«Chi aderisce consapevolmente a questo “concilio” si rende responsabile della demolizione della Chiesa Cattolica e ratifica con la propria complicità il golpe conciliare e sinodale» aveva tuonato l’arcivescovo pochi mesi fa.
Ancora quattro anni fa l’arcivescovo disse che «tutto ciò che il Concilio ha portato di nuovo si è rivelato dannoso, ha svuotato chiese, seminari e conventi, ha distrutto le vocazioni ecclesiastiche e religiose, ha prosciugato ogni slancio spirituale, culturale e civile dei Cattolici, ha umiliato la Chiesa di Cristo e l’ha confinata ai margini della società, rendendola patetica nel suo tentativo maldestro di piacere al mondo».
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Come riportato da Renovatio 21, in un’omelia del novembre 2024 Viganò dichiarò che i papi e i vescovi del Concilio Vaticano II «usarono il loro «concilio» non per combattere i nuovi errori, ma per introdurli nel sacro recinto; non per restaurare la sacra Liturgia, ma per demolirla; non per raccogliere il gregge cattolico intorno ai Pastori, ma per disperderlo e abbandonarlo ai lupi».
In un testo precedente fa Sua Eccellenza aveva scritto dell’«unico dogma irrinunciabile: riconoscere il Concilio Vaticano II, la sua ecclesiologia, la sua morale, la sua liturgia, i suoi santi e martiri e soprattutto i suoi scomunicati e i suoi eretici, ossia i «tradizionalisti radicali» non addomesticabili alle nuove istanze sinodali».
La catastrofe non solo religiosa causata dal Concilio è stata spiegata in un’intervista ad una testata francese dello scorso anno: «La chiesa del Vaticano II, che ci tiene tanto a definirsi così in antitesi alla “chiesa preconciliare”, ha posto le basi teologiche alla dissoluzione della società. Tutti gli errori dottrinali del Concilio si sono tradotti in errori filosofici, politici e sociali dagli esiti disastrosi per le Nazioni cattoliche».
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