Geopolitica
Fico: la fine del potere di veto dei singoli Stati significherebbe la fine dell’UE
Un presunto piano dell’UE per abolire il potere di veto degli stati membri in materia di politica estera segnerebbe la fine del blocco e potrebbe diventare «il precursore di un enorme conflitto militare», ha avvertito il primo ministro slovacco Robert Fico.
La Slovacchia e il suo vicino centroeuropeo, l’Ungheria, si oppongono da tempo all’approccio dell’UE al conflitto ucraino, criticando gli aiuti militari a Kiev e le sanzioni alla Russia. Entrambi i governi hanno ripetutamente minacciato di usare il loro potere di veto per bloccare le azioni dell’UE che ritengono dannose per gli interessi nazionali.
Per aggirare il dissenso, Bruxelles starebbe valutando l’ipotesi di passare dal voto all’unanimità, principio fondante della politica estera dell’UE, al voto a maggioranza qualificata (QMV), sostenendo che ciò semplificherebbe il processo decisionale e impedirebbe ai singoli Stati di paralizzare le azioni congiunte.
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Fico, tuttavia, ha condannato la proposta giovedì durante la Conferenza di azione politica conservatrice (CPAC) in Ungheria.
«L’imposizione di un’opinione politica obbligatoria, l’abolizione del veto, la punizione del sovrano e dei coraggiosi, la nuova cortina di ferro, la preferenza per la guerra alla pace. Questa è la fine del progetto europeo comune. Questo è un allontanamento dalla democrazia. Questo è il preludio di un enorme conflitto militare», ha affermato.
Le sanzioni dell’UE contro la Russia richiedono attualmente un rinnovo unanime ogni sei mesi, e il termine attuale scadrà alla fine di luglio. Bruxelles sta inoltre preparando un 18° pacchetto di sanzioni volto a inasprire le restrizioni al settore energetico e alle istituzioni finanziarie russe.
All’inizio di questo mese, durante una visita a Mosca per le commemorazioni del Giorno della Vittoria (la parata militare che festeggia la fine della «Grande Guerra Patriottica» russa, cioè la Seconda Guerra Mondiale, Fico ha assicurato al presidente russo Vladimir Putin che la Slovacchia avrebbe posto il veto a qualsiasi tentativo a livello di UE di vietare le importazioni di petrolio o gas russo.
Il premier ungherese Vittoria Orban ha assunto una posizione analoga. Sebbene l’Ungheria non abbia formalmente bloccato un pacchetto di sanzioni, ne ha rinviate diverse fasi per ottenere concessioni.
Orban ha anche avvertito che la rimozione del veto priverebbe le nazioni più piccole della loro sovranità.
«Vogliamo che Bruxelles ci dimostri, come tutti gli altri paesi membri, lo stesso rispetto, non solo simbolicamente, ma anche tenendo conto dei nostri interessi», ha affermato il mese scorso.
Sia la Slovacchia che l’Ungheria si sono opposte a un aumento del sostegno militare a Kiev, con Budapest che ha bloccato diverse decisioni chiave citando preoccupazioni per gli interessi nazionali e il rischio di un’escalation. Fico ha sottolineato la necessità di negoziati di pace anziché proseguire l’impegno militare.
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Come riportato da Renovatio 21, Fico in settimana aveva dichiarato che la Slovacchia non si lascerà intimidire per cambiare la sua politica estera definendo le minacce tedesche di tagliare i finanziamenti all’UE a causa della sua posizione sulla Russia «aggressive e inaccettabili». Le dichiarazioni di Fico sono arrivate in risposta al cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha affermato che gli Stati membri che si oppongono alle politiche dell’UE nei confronti della Russia potrebbero dover affrontare conseguenze finanziarie.
La Slovacchia mesi fa si era offerta di ospitare i colloqui Russia-Ucraina. L’anno passato, tuttavia, Bratislava aveva accusato Kiev di ricatto. Mesi fa Fico aveva inoltre avvertito, che nell’ambito del «grande conflitto» con Kiev, Zelens’kyj aveva provato a corromperlo.
Fico ha più volte esternato l’idea per cui gli Stati occidentali vogliono che il conflitto ucraino continui, criticando aspramente la posizione UE sul gas russo come «irrazionale». La sua opinione è che, comunque, alla fine l’Occidente tradirà l’Ucraina.
Il premier slovacco mesi fa ha dichiarato di credere in un crollo imminente dell’UE.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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Geopolitica
Trump ha detto a Zelen’skyj di incontrare Putin a Mosca
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe esortato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj a recarsi a Mosca per colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin. La Russia ha detto che Zelens’kyj può visitare Mosca in qualsiasi momento. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine a Zelens’kyj.
Secondo la testata, il presidente americano avrebbe avanzato la proposta durante un incontro con Zelens’kyj a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Il leader ucraino avrebbe respinto l’idea, hanno riferito a Bloomberg persone a conoscenza della conversazione, aggiungendo che la proposta di Trump «lo ha turbato».
Mercoledì lo Zelens’kyj era visibilmente irritato con i giornalisti fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Incalzato sulla possibilità di visitare Mosca, ha risposto: «Su un fottuto missile!»
😄 Zelensky answered persistent Russian propagandists asking when he plans to come to Moscow: “On a missile, b*itch!” https://t.co/GYd9zamCoF pic.twitter.com/dOy6Zz44vj
— NEXTA (@nexta_tv) September 24, 2026
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All’inizio di questa settimana l’Ucraina e 51 dei suoi sostenitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano alla Russia di accettare un «cessate il fuoco immediato e incondizionato» perché potessero iniziare i colloqui di pace. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che Mosca non interromperà l’operazione militare, accusando i sostenitori europei dell’Ucraina di cercare una pausa solo «per rifornire di armi il regime di Kiev».
Trump ha recentemente rilanciato gli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner si sono recati a Mosca e Kiev all’inizio di questo mese. Witkoff ha dichiarato in seguito di essere soddisfatto dei colloqui e che l’amministrazione Trump spera che la diplomazia possa porre fine al conflitto.
Mosca ha detto di essere pronta a risolvere il conflitto in Ucraina a condizione che vengano affrontate le cause profonde e che si tenga conto della realtà sul campo.
Le richieste della Russia includono l’abbandono da parte dell’Ucraina dei piani di adesione alla NATO e l’adozione di uno status di neutralità, l’accettazione di restrizioni al suo esercito e il riconoscimento formale della Crimea e di altre quattro ex oblast’ ucraine come territorio russo. La Crimea ha votato per l’annessione alla Russia poco dopo il colpo di Stato del 2014 appoggiato dall’Occidente a Kiev. Le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporiggia e Kherson hanno tenuto referendum nel settembre 2022.
Kiev ha sempre respinto le condizioni di Mosca, insistendo sull’adesione alla NATO e sul ripristino del controllo su tutti i territori che rivendica. Lo Zelens’kyj ha tuttavia detto di voler incontrare Putin di persona per risolvere il conflitto, nonostante si sia legalmente precluso qualsiasi colloquio con il leader russo.
Mosca ha indicato l’atteggiamento aggressivo di Kiev e la posizione ostile dei suoi sostenitori europei come ostacoli principali a una soluzione di pace. Il Cremlino ha però ribadito di essere pronto ad accogliere lo Zelens’kyj a Mosca se questi desidera davvero raggiungere un accordo, nonostante la Russia lo consideri illegittimo, dato che il suo mandato presidenziale è scaduto più di due anni fa e non ha indetto nuove elezioni.
Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia è pronta a fornire garanzie di sicurezza a Zelens’kyj qualora si recasse a Mosca.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Putin: la Russia non si sta preparando alla guerra con l’Europa
Putin mocked Estonia’s defense minister over comments about a possible war with Russia, saying: “The circus has left, but the clowns remain.” Putin called the remarks “complete nonsense” and “absolute rubbish,” adding that Estonia’s entire population is smaller than the Russian… pic.twitter.com/ZW7T5xrlxn
— Clash Report (@clashreport) September 25, 2026
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