Comunicati
Renovatio 21 al convegno «Sopravvivere alla malascuola»
Renovatio 21 sarà presente al convegno «Sopravvivere alla MalaScuola – Strumenti, idee e realtà a confronto» programmato per sabato 7 giugno a Reggio Emilia.
Il Convegno è organizzato dalla Rete Genitori Informati e si svolgerà dalle ore 10:00, presso l’Agriturismo «Il Bove», Reggio Emilia (località Sesso).
Sarà presente il fondatore di Renovatio 21 con un intervento riguardante i danni sui bambini operati dalla scuola pandemica.
I relatori della giornata saranno:
Ospite e relatrice speciale la dottoressa Elisabetta Frezza, giurista, saggista, esperta sul tema della scuola italiana.
Roberto Dal Bosco, direttore di Renovatio 21.
Ing. Giovanni Lazzaretti, del Circolo Culturale «J. Maritain».
Don Andrea Maccabiani, di Città Cristiana, realtà associativa che, fra le altre cose, offre strumenti di formazione ed istruzione per ragazzi.
Al termine del convegno — che avrà luogo dalle ore 10:00 alle ore 13:00 circa — seguirà un aperipranzo conviviale con i relatori ed un tavolo di domande e proposte da condividere e strutturare insieme.
Sarà disponibile per la durata della manifestazione un servizio baby-sitting gratuito.
Per informazione chiamare lo 3934825963

Comunicati
I lettori di Renovatio 21 invitati alla Tabarrata dell’Oca
Il gruppo Civiltà del Tabarro invita i lettori di Renovatio 21 alla terza Tabarrata dell’Oca questa domenica 8 novembre a Mirano (città metropolitana di Venezia).
Si tratta di un evento fondamentale per chi ama l’arcaico, ma sempre attuale, soprabito a ruota, che fu di Casanova come di vostro nonno contadino, della madre superiore di cinquecento anni fa come del brigante borbonico ottocentesco e pure del carabiniere che lo inseguiva, con radici ancora più antiche (i pepli, le tuniche visibili nell’arte etrusca…).
Il Tabarro è un pezzo di eleganza che attraversa tutta la società e vari millenni. Il Tabarro è eterno – e quindi su di esso può costruirsi una Civiltà. Appunto, l’organizzatore si chiama Civiltà del Tabarro, ed è il più importante insieme di tabarristi.
«Il Tabarro unisce il tempo, il passato, il presente, il futuro, così come unisce le persone, le avvolge in un unico calore. Mirano, nei giorni di San Martino, il santo che condivise il suo mantello, non può che essere la capitale definitiva del Tabarro»: è il virgolettato da comunicato stampa dato in pasto ai giornali da Roberto Dal Bosco, presidente dell’Associazione Civiltà del Tabarro, e incidentalmente direttore di Renovatio 21. Conoscete la storia di San Martino: il soldato romano divise il suo Tabarro col mendicante, un atto di generosità, di condivisione – un atto distributista, verrebbe da dire.
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La Tabarrata dell’Oca gode quest’anno del patrocinio del Comune di Mirano e si inserirà nel cuore della Fiera de l’Oca e dello Zogo de l’Oca, che si celebra proprio nei giorni di San Martino. Mirano è capitale del Tabarro, ovviamente, per la presenza del Tabarrificio Veneto di Sandro Zara, illuminato produttore di abiti magnifici (sono suoi i marchi raffinati Cini e Barena) che oramai 52 anni fa decise, a latere del suo principale lavoro tessile, di riportare in vita la produzione del Tabarro, che era stata distrutta dall’Italia del Boom, con le sue automobili (nelle cui portiere si impiglia il manto…) e i suoi insulsi piumini d’oca.
Indossare il Tabarro, quindi, è resistere al mondo moderno. (E, come spiegato altrove, resistere anche ai boomer…)
Il programma della Tabarrata dell’Oca 2026 prevede:
- Ore 11:15 – Ritrovo e aperitivo presso il Ristorante Ai Molini (Via Belvedere 14, Mirano), immerso nel suggestivo parco settecentesco di Villa Belvedere. L’aperitivo, il caffè o il cappuccino, sono offerti dal Tabarrificio Veneto di Sandro Zara.
- A seguire – Tabarrata con arrivo in Piazza Martiri della Libertà, sede del Zogo de l’Oca. Ad aprire la sfilata sarà una banda di 18 elementi composta da chiarine e tamburini, che accompagnerà i tabarristi con la musica.
- Ore 13:15 – Pranzo tabarrista (su prenotazione).
- Ore 15:00 – Tabarro-Fitting presso il Tabarrificio Veneto (Via Antonio Meucci 16, Mirano), centro assoluto della produzione del Tabarro dal 1974 grazie alla maestria di Sandro Zara. Qui si potranno provare Tabarri in grande varietà, indossando questo capo unico che va al di là della moda e del tempo, e farsi scattare, gratuitamente, foto professionali, necessarie per entrare nell’Albo dei Tabarristi, elenco nazionale online degli amanti del Tabarro.
Le immagini dell’edizione dello scorso anno sono impressionanti.
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La Civiltà del Tabarro prosegue nel suo lavoro, in tutta Italia, oramai da una decade. Se altrove sentite la parola «Tabarrata», diffidate: la parola è stata coniata, all’interno di questo vasto gruppo, dallo scrittore Camillo Langone, ed è ora marchio registrato. Chiunque usi per un evento la parola «tabarrata», mai usata prima delle nostre tabarrate, non può farlo.
La Civiltà del Tabarro ha in cuore di organizzare almeno altre tre Tabarrate nei prossimi cinque mesi (cioè, prima dell’equinozio di primavera, giorno in cui il Tabarro si mette via), tra cui la Tabarrata Nazionale, che sta venendo definita nell’edizione 2026, e che sarà ai primi di febbraio.
Vari lettori e collaboratori di Renovatio 21 saranno presenti, perché questi due mondi, Renovatio 21 e il Tabarro, sono entrati in magnifica collisione. Certamente, è un modo per vedersi de visu.
Chi un Tabarro non lo possiede, può scriverci: vediamo se riusciamo a prestargliene uno. Chi ne vuole acquistare uno, pure può scriverci, o può venire direttamente domenica per portarselo a casa.
Per il pranzo, ci sarebbe già il tutto esaurito, ma contattandoci per tempo forse un posto lo riusciamo a trovare.
Un universo intero vi aspetta. Fatto di pace, di amicizia, di baldoria, di leggerezza: tutte cose di cui, ci rendiamo conto, il nostro quotidiano ci priva.
Vi aspettiamo
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Immagine: Tabarrata dell’Oca 2025, foto di Silvano Pupella
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Renovatio 21 ringrazia i suoi lettori
Renovatio 21 ringrazia i suoi lettori e sostenitori, toto corde.
La campagna lanciata un mese fa per raccogliere una cifra che poteva coprire le spese tecniche più impellenti, come l’hosting, servizi di terze parti e soprattutto la sicurezza, che mai come oggi – per un giornale come il nostro, in passato già attaccato da misteriosi hacker capacissimi – è decisamente fondamentale.
E quindi, grazie davvero cari lettori, cari sostenitori. Grazie per la vostra generosità. A coloro di cui avevamo i contatti, per donazione PayPal, abbiamo scritto, uno ad uno, per esprimere gratitudine. A tutti gli altri diciamo che troveremo un modo di ringraziarli, al di là del lavoro che facciamo ogni giorno.
È la caratteristica che sottolineano molti donatori, che vedono non solo tanto impegno, ma portato in un flusso costante, senza requie. È così, e lo è programmaticamente. Siamo felici che ciò sia visibile.
Così come siamo davvero lieti quando qualcuno ci scrive che leggendo Renovatio 21 hanno «imparato tante cose». Anche questo non è un fatto soggettivo, ma un programma messo in atto con tanto sacrificio: Renovatio 21 non vuole essere un giornale come gli altri, cioè non vuole essere uno strumento per manipolare e far dimenticare. Al contrario, noi scriviamo per ricordare, non scriviamo per connettere fatti e pensieri, noi scriviamo per comprendere la realtà – e farci guidare dalla mappa che nel percorso andiamo scrivendo.
Proprio così: il lettore impara tante cose da Renovatio 21 perché anche coloro che vi scrivono, adoperandosi con la penna e con la mente, con il tempo e con il sacrificio, imparano. Può sembrare un’osservazione stupida, tuttavia si tratta di un paradigma lontano anni luce da quanto invece potete trovare in giro, nei giornaloni che costano milioni di euro di stipendi al mese come pure nei canaletti Telegram degli scappati di casa: ripetere (cioè, copincollare), non pensare, passare ad altro.
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La cifra che abbiamo raccolto, già sparita, certo non ci consente di espanderci, o anche solo vivere, per i prossimi mesi – ci permette di sopravvivere. Sappiamo che, a differenza di ogni altra testata che magari produce molto meno della nostra, dovremo arrangiarci, tentare di proporre nuovi prodotti, rompere con altre campagne di raccolta fondi, etc.
Si tratta della grande differenza tra noi e gli altri: i giornali esistono quando ci sono dei ricconi a pagarli col fine di accedere ad un qualche controllo dell’opinione pubblica e magari pure, con il «giornalismo d’inchiesta», attaccare dei loro nemici economici o politici. I giornali di oggi, in breve, non devono vendere le copie (sul cui numero, credono in molti, hanno sempre mentito…) né tantomeno la pubblicità: essi sono finanziati solo come cani da guardia dell’oligarcato, essi esistono solo in funzione della dipendenza dall’oligarca – il quale poi mette pure i soldi per le querele per diffamazione, rischio sistemico fine-di-mondo di chiunque scrive pubblicamente qualche riga e non ha alle spalle studi di avvocati o i tanti danari che costano.
E quindi, lo capite: Renovatio 21 è povera perché è davvero indipendente. È il prezzo che dobbiamo pagare. E sia.
Ciò non ci può fermare. Anzi: la difficoltà prova il fatto che è solo di noi che c’è bisogno. Di noi, nel senso: noi che scriviamo, e voi che leggete. Perché il cittadino che sceglie di informarsi da una fonte indipendente giocoforza è un valore inestimabile dentro la società della demenza e della dissoluzione.
Avremmo bisogno di molto di più per mandare avanti gli altri progetti. La casa editrice (tanto annunciata…), un bollettino con raffiche di notizie rilevanti quanto ignorate dai media, gli eventi… Non abbiamo, ora, i soldi per farlo. Ma siamo votati ad andare avanti, pure con la schiena rotta, pure a costo di vendere la casa.
Va così: avete scelto di leggere una testata invincibile.
Quanto potete, aiutatela. Intanto grazie dal profondo del cuore.
Vi voglio bene, e lo dico sul serio.
Roberto Dal Bosco
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