Misteri
Scienziato scopre accidentalmente l’antica città Maya mentre naviga sul web
Un archeologo ha scoperto una città Maya perduta chiamata Valeriana nelle giungle del Messico meridionale mentre setacciava dettagliate mappe LiDAR tridimensionali di aree coperte da una fitta vegetazione. Lo riporta il sito Futurism.
Come riportato dettagliatamente in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Antiquity, un team di scienziati guidato dallo studente di dottorato della Tulane University Luke Auld-Thomas, ha fatto questa scoperta dopo aver esaminato un’area ampia come una città medio grande.
Auld-Thomas dice di aver fatto la scoperta «per caso» durante la navigazione dei dati su Internet.
«Ero su qualcosa come pagina 16 della ricerca di Google e ho trovato un sondaggio laser condotto da un’organizzazione messicana per il monitoraggio ambientale», ha detto in una nota.
Auld-Thomas e i suoi colleghi del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Tulane hanno trovato prove di oltre 6.500 strutture pre-ispaniche a Campeche, in Messico, comprese le iconiche piramidi di pietra.
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«Non abbiamo trovato solo aree rurali e insediamenti più piccoli. Abbiamo anche trovato una grande città con piramidi proprio accanto all’unica autostrada della zona, vicino a una città dove le persone hanno coltivato attivamente tra le rovine per anni», ha detto il ricercatore.
«Il governo non ne era a conoscenza e la comunità scientifica non lo sapeva», ha aggiunto. «Questo mette davvero un punto esclamativo dietro l’affermazione che, no, non abbiamo trovato tutto, e sì, c’è molto altro da scoprire».
Gli impulsi LiDAR sparati a terra dagli aerei consentono agli archeologi di misurare le minime differenze nelle distanze per creare modelli tridimensionali anche di aree boschive, come le fitte giungle del Messico meridionale.
Le strutture identificate sono solo a quindici minuti di escursione da una strada principale vicino a Xpujil, una città dove vivono migliaia di Maya fino ad oggi. La popolare destinazione turistica di Calakmul, un sito archeologico vicino al confine con il Guatemala con imponenti piramidi Maya, è a soli cento chilometri di distanza.
«Per molto tempo, la nostra comprensione della civiltà Maya era limitata a un’area di poche centinaia di chilometri quadrati», ha spiegato sempre Auld-Thomas.
I dati che lui e i suoi colleghi hanno setacciato sono stati raccolti per la prima volta nel 2013, coprendo un’area di circa quaranta chilometri quadrati.
Gli ultimi risultati evidenziano che l’urbanizzazione potrebbe essere stata sorprendentemente comune nell’area, in particolare quando gli insediamenti Maya raggiunsero il loro picco tra il 250 e il 900 d.C. Tuttavia i ricercatori non sono ancora d’accordo sul fatto che questi sondaggi siano generalizzabili per l’intera area, o se le scoperte individuano solo centri urbani insolitamente densi.
Non sappiamo ancora cosa ha portato i Maya ad abbandonare la città. Gli esperti hanno precedentemente affermato che il cambiamento climatico è stato un fattore importante.
«Suggerisce che il paesaggio fosse completamente pieno di persone all’inizio delle condizioni di siccità e non aveva molta flessibilità», ha dichiarato Auld-Thomas alla BBC. «E quindi forse l’intero sistema si è praticamente disfatto mentre le persone si sono spostate più lontano».
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Immagine screenshot da YouTube
Misteri
Le indagini sull’Arca di Noè entrano in una nuova fase con le trivellazioni vicino all’Ararat
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Good morning from the outer rims of Noah’s ark!
Core drilling has begun and the Big Bang Evolutionists are already on damage control mode. No other study in the history of the Durupinar site has been conducted with official permits and oversight of Turkish Universities.… pic.twitter.com/rJn2z75JUZ — Lauren Witzke (@LaurenWitzkeDE) September 21, 2026
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Misteri
UFO avvistato sopra Teheran
Filmati girati a Teheran, capitale iraniana, mostrerebbero un oggetto volante non identificato fermo in cielo sopra la città, dopo le minacce del presidente americano Donald Trump di far esplodere l’intero Paese.
Alcuni video diffusi in rete riprendono un velivolo dalla sagoma simile a un pallone da calcio che sorvola l’abitato ad alta quota, con luci colorate intermittenti nella parte inferiore. I filmati condivisi su X hanno superato i milioni di visualizzazioni.
Teheran letzte Nacht – was vielleicht aussieht wie ein UFO könnte meiner Meinung nach eine chinesische Chengdu J-36 sein – ein Stealth-Bomber der neuesten Generation zu dem es so gut wie keine Angaben gibt. Die Frage ist nur was die Chinesen da machen und die Flugeigenschaften… pic.twitter.com/kZhvaBaBsV
— Michael 🇩🇪 (@Bundeskanz50246) September 21, 2026
Another angle Of the UAP over Tehran 🇮🇷 🛸
pic.twitter.com/7GEq0xP61R https://t.co/4MD7rLxOq1— UAP 𓂀 Luigi 👁️⃤ 🇺🇸 κρυπτός W.👽MJ12 SOM1-01 (@UAPLuigi) September 21, 2026
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«Non c’è stata alcuna conferma da parte di fonti ufficiali circa la velocità, l’altitudine, la distanza o le dimensioni dell’oggetto», riferisce IndianExpress.com.
Sui social si è speculato che gli Stati Uniti abbiano mandato in volo un aereo militare di ultima generazione come operazione psicologica per intimidire Teheran, dopo le parole di Trump del fine settimana: «La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione?».
Il presidente ha aggiunto che le alternative sul tavolo sono: «annientare l’Iran, lasciarlo marcire economicamente o raggiungere un accordo».
Altri hanno archiviato le ipotesi con un gesto di sufficienza, sostenendo che potrebbe trattarsi di un aquilone, di un drone militare o di più droni insieme.
Il filmato arriva a quasi cinquant’anni esatti da un altro avvistamento aereo registrato a Teheran nel settembre 1976. Allora l’Iran, ancora sotto lo scià, fece decollare due F-4 per verificare; uno dei due perse strumentazione e radio quando si trovò a circa 40 chilometri dall’oggetto.
Mentre il secondo caccia indagava, un piccolo corpo sferico si sarebbe staccato dall’oggetto principale e si sarebbe diretto verso l’aereo. Quando l’F-4 tentò di fare fuoco, armi e strumenti di bordo smisero di funzionare. Entrambi i velivoli rientrarono illesi alla base.
Le luci ricordano quelli dell’ondata di avvistamenti nel Nuovo Jersey dell’autunno 2024, in piena stagione elettorale, quando enormi oggetti furono registrati dai civili.
All’epoca le ipotesi si sprecarono: una di esse insisteva sulla possibilità che le macchine volanti fossero droni avanzati americani, forse alla cerca di materiale radioattivo (una bomba sporca?) che sarebbe stato fatto detonare possibilmente da una potenza straniera per manipolare le elezioni americane.
Un’altra teoria sosteneva che fossero mezzi iraniani partiti da una nave-madre al largo della costa atlantica.
Trump promise che una volta eletto avrebbe risolto il mistero, della cui verità celata, ammiccava, era a conoscenza.
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Immagine generata artificialmente
Misteri
Storie misconosciute dell’11 settembre
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