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Sanità

I malori della 5ª settimana 2025

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Castelletto sopra Ticino, provincia di Novara: «Malore fulminante, muore a 24 anni il giovane carabiniere siciliano». Lo riporta DirettaSicilia.

 

Grumo Nevano, città metropolitana di Napoli: «Ucciso da un malore improvviso: lascia una figlia piccola. Una folla commossa ha partecipato al funerale del giovane papà di 41 anni». Lo riporta NapoliToday.

 

Maserada sul Piave, provincia di Treviso: «Miocardite fulminante, il sorriso si spegne a soli 23 anni. Figlia unica di genitori originari dell’Albania, le sue condizioni di salute sono precipitate in pochi giorni». Lo riporta TrevisoToday.

 

Chivasso, città metropolitana di Torino: «Bambino di nove anni ha un malore durante un allenamento di basket, morto. Inutili il trasporto in ospedale e un intervento chirurgico, fatale un’emorragia cerebrale». Lo riporta TorinoToday.

 

Carasco, città metropolitana di Genova: «Mamma di 39 anni, stroncata da un malore improvviso. Si trovava a casa con il marito e la figlia di 13 anni quando ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie». Lo riporta GenovaToday.

 

Santa Margherita Ligure, città metropolitana di Genova: «Croce Rossa Santa Margherita Ligure in lutto, addio al volontario della pubblica assistenza scomparso improvvisamente all’età di 49 anni nel sonno». Lo riporta GenovaToday.

 

Motta di Livenza, provincia di Treviso: «Malore fatale, perde la vita a 47 anni: “Motta di Livenza in Lutto”». Lo riporta TrevisoToday.

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Parigi, Francia: «Malore improvviso, muore a soli 20 anni. Si trovava a Parigi dove studiava Chimica all’università. La studentessa si trovava nella sua camera nel campus». Lo riporta PordenoneToday.

 

Avellino: «Anziana stroncata da un malore davanti al Tribunale. L’episodio è avvenuto al centro della carreggiata». Lo riporta AvellinoToday.

 

Pontecchio Polesine, provincia di Rovigo: «Muore per un malore improvviso: l’ex infermiera aveva 51 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Villa Verucchio, provincia di Rimini: «Anziana muore in piazza stroncata da un malore». Lo riporta TeleRomagna.

 

Rapallo, città metropolitana di Genova: «Malore fatale al casello, vani i soccorsi. Un uomo, che viaggiava su un’auto come passeggero, è morto nei pressi dell’uscita autostradale, pare per cause naturali». Lo riporta GenovaToday.

 

Felina di Castelnovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia: «Malore nella notte, muore giovane di 37 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Bologna: «Lutto improvviso per la pallavolo Bologna: è morta la storica presidentessa. Aveva 55 anni. Un malore l’ha colpita mentre si trovava al lavoro». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Chiusi, provincia di Siena: «Muore a 53 anni ispettore di Polizia colpito da malore: la famiglia dona gli organi». Lo riporta Gazzetta di Siena.

 

Roma: «Ostia, colpito da un malore: i colleghi del Grassi lo trovano morto in casa. Scompare improvvisamente, lavorava da 40 anni all’ospedale del Lido di Roma». Lo riporta RomaToday.

 

Alpago, provincia di Belluno: «Trovata morta in strada vicino a casa, l’autopsia: nessun segno di violenza. Il mistero del decesso: tra le ipotesi, un malore». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Imperia: «Morto per un malore l’ex segretario comunale di Mendatica. Lascia moglie e due figlie. Aveva 77 anni» Lo riporta Prima La Riviera.

 

Serravalle Pistoiese, provincia di Pistoia: «Operaio stroncato da un malore nel cantiere ferroviario. L’uomo, 54 anni, era padre di due bambini». Lo riporta La Nazione.

 

Monterosso al Mare, provincia di La Spezia: «Malore in casa a Monterosso, muore a 48 anni: la piccola comunità in lutto. Da qualche tempo l’uomo curava la broncopolmonite a casa, per non lasciare da solo il fratello minore disabile». Lo riporta Il Secolo XIX.

 

San Giorgio delle Pertiche, provincia di Padova: «Malore durante la partita di calcetto, muore a 46 anni. Sposato, lascia un figlio di 9 anni. Il padre: “Non aveva mai avuto problemi di salute”». Lo riporta Il Mattino.

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Messina: «Un malore improvviso poi la morte, addio al promoter musicale. E’ stato trovato in fin di vita nella stanza di un hotel messinese dove si trovava per motivi di lavoro«. Lo riporta CataniaToday.

 

Vicchio, città metropolitana di Firenze: «Malore improvviso, muore giovane mamma. Aveva 39 anni e lascia due figli. Disposta l’autopsia. La tragedia: sconvolta l’intera comunità». Lo riporta La Nazione.

 

Castel di Sasso, provincia di Caserta: «Stroncato da malore durante battuta di caccia: muore 56enne. Il dramma si è consumato domenica. A trovare il suo corpo è stato il fratello». Lo riporta CasertaNews.

 

Valmadrera, provincia di Lecco: «Pilastro della Croce Rossa, stroncato da un malore». Lo riporta Prima Lecco.

 

Ortona, provincia di Chieti: «Muore a 45 anni: improvviso malore in auto, trovato senza vita dopo l’allarme degli amici». Lo riporta Il Messaggero.

 

Scandicci, città metropolitana di Firenze: «Trovato morto nel suo appartamento, l’allarme dei vicini. Mistero sulle cause. Scandicci, l’uomo di 84 anni viveva in un condominio». Lo riporta La Nazione.

 

San Giuseppe Jato, città metropolitana di Palermo: «Malore dopo l’operazione di routine: militare muore a 49 anni. Lascia moglie e due figlie. L’uomo dopo Pordenone era tornato in Sicilia: qui la tragedia». Lo riporta Il Messaggero.

 

Ascoli Piceno: «dramma in un appartamento di Piazzarola: malore fulminante, trovato morto a 51 anni». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Ripatransone, provincia di Ascoli Piceno: «Il papà rientra in casa e trova la figlia di 19 anni morta: Ripatransone, un’intera comunità sotto choc». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Asolo, provincia di Treviso: «Malore fatale nel sonno, 65 enne trovato morto nel suo letto. L’uomo non rispondeva né al telefono né al campanello». Lo riporta TrevisoToday.

 

Arco, provincia autonoma di Trento: «Trovata morta in casa dalla figlioletta. Aveva 41 anni. La piccola, comprendendo che qualcosa non andava, ha chiamato subito i vicini di casa; inutili, purtroppo, tutti i soccorsi». Lo riporta TrentoToday.

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Manila, Filippine: «Malore improvviso in vacanza, muore l’ingegnere. Il professionista pescarese di 71 anni era alle Filippine con la moglie e alcuni amici: si è accasciato all’aeroporto di Manila per un aneurisma addominale». Lo riporta Il Messaggero.

 

Lancenigo di Villorba, provincia di Treviso: «Malore alla fermata dei bus, soccorsa ragazzina». Lo riporta Quotidiano del Piave News.

 

Spoleto, provincia di Perugia: «Muore sul camion dopo essere andato fuori strada: ipotesi malore. La vittima dell’incidente, 58 anni, lascia moglie e tre figli grandi». Lo riporta Umbria24.

 

Mar dei Caraibi: «Malore durante la crociera, muore ai Caraibi«. Lo riporta Gazzetta di Parma.

 

Asti: «Stroncato da un malore era stato presidente dell’Ordine degli ingegneri. Lavorava all’Agenzia delle Entrate. Aveva 52 anni». Lo riporta La Stampa.

 

Orciano Pisano, provincia di Pisa: «Uomo trovato morto in casa per malore. Sul posto soccorritori e carabinieri». Lo riporta La Nazione.

 

Luino, provincia di Varese: «Luino, malore al dormitorio: muore 65enne». Lo riporta La Prealpina.

 

Porto San Giorgio, provincia di Fermo: «Malore in casa a Porto San Giorgio, muore a 32 anni. Aperta un’inchiesta sul decesso». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Lodi: «La città piange lo storico commerciante Diego De Capitani, stroncato da un malore a 60 anni. L’uomo è stato trovato senza vita ieri sera nella sua abitazione». Lo riporta Il Cittadino.

 

San Secondo di Pinerolo, città metropolitana di Torino: «Stroncato da un malore, 81enne trovato morto da unità cinofila e carabinieri». Lo riporta L’Eco del Chisone.

 

Vercelli: «Pallavolista di 17 anni di Vercelli muore dopo un malore. Era in rianimazione da alcuni giorni. Sembrava un malanno di stagione». Lo riporta Repubblica Torino.

 

Gatteo, provincia di Forlì-Cesena: «Tragedia in mattinata, era in bicicletta per andare al lavoro: stroncato da un malore. Inutili tutti i tentativi di rianimare il 60enne». Lo riporta CesenaToday.

 

Lucca: «Morto l’imprenditore, addio al presidente del gruppo. È stato stroncato da un malore. Avrebbe compiuto 65 anni». Lo riporta La Nazione.

 

Albenga, provincia di Savona: «Malore mentre è al motoraduno: è morto rivano doc, aveva 63 anni e da circa un anno era in pensione. Inutile la corsa in ospedale con l’elicottero». Lo riporta TrentoToday.

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Piombino, provincia di Livorno: «Malore improvviso al ristorante: infermiera muore davanti al marito e ai figli: aveva 47 anni». Lo riporta Il Tirreno.

 

Pesaro: «Malore all’ultimo piano, task force con l’autoscala. Intervento in via Ponchielli». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Darfo Boario Terme, provincia di Brescia: «Malore improvviso davanti a casa: uomo muore a 58 anni. Vano ogni tentativo di soccorso». Lo riporta BresciaToday.

 

Cormons, provincia di Gorizia: «Scooterista in preda ad un malore, esce di strada e muore vicino a casa. Fatale lo schianto contro il guardrail e la rovinosa caduta sull’asfalto. L’uomo aveva 64 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

 

Campeglio di Faedis, provincia di Udine: «Addio per un malore improvviso. Oggi i funerali. Per anni nella Dc, ricoprì il ruolo di segretario della sezione di Chiavris». Lo riporta Cafè24.

 

Selva di Val Gardena, provincia di Bolzano: «Malore in pista in val Gardena, salvato dai carabinieri. Un turista tedesco di 60 anni è stato soccorso con il defibrillatore sulla “Spaccaossi” a Selva». Lo riporta Alto Adige.

 

Roma: «Anziana accusa malore in treno, ritardi sulla Roma-Viterbo». Lo riporta il Corriere di Viterbo.

 

Provincia di Lecco: «Malori improvvisi, diversi interventi in poche ore. Sono successi in stazione a Olgiate Molgora, all’Esselunga di Cernusco Lombardone e in via Brusadelli a La Valletta Brianza». Lo riporta Prima Merate.

 

Crotone: «Colta da malore a Crotone, ma l’ambulanza deve arrivare da Cirò Marina. È quanto accaduto a una giovane donna. I due medici soccorritori hanno optato di trasportare subito la giovane donna in ospedale con un’auto privata». Lo riporta La Provincia Crotonese.

 

Vasto, provincia di Chieti: «Accusa malore in casa, anziano soccorso da vigili del fuoco e sanitari del 118». Lo riporta Vastoweb.

 

Ancona: «Colto da un malore si accascia a terra al supermercato». Lo riporta YouTVRS.

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Saronno, provincia di Varese: «Automedica alla stazione di Saronno centro per un grave malore». Lo riporta Il Saronno.

 

Monaco di Baviera-Napoli: «Malore sul volo Monaco-Napoli: paura tra i passeggeri. La donna ha poi ripreso conoscenza in pochi minuti». Lo riporta Il Mattino.

 

Viadana, provincia di Mantova: «Viadana, malore in azienda: 56enne finisce all’ospedale». Lo riporta Mantovauno.

 

Brescia: «Massaggiatrice accusa malore, Brescia Under 17 si rifiuta di continuare e perde a tavolino». Lo riporta Calcio Bresciano.

 

Ariano Irpino, provincia di Avellino: «Avverte un malore alla guida e si schianta contro due auto in sosta». Lo riporta Otto pagine.

 

Vinovo, città metropolitana di Torino: «Autista colto da malore alla guida, scuolabus fuori strada: per fortuna nessuno si è fatto male. Il pulmino con a bordo i primi 12 bambini e 2 accompagnatori è scivolato nel fosso». Lo riporta TorinoSud.

 

Portici, città metropolitana di Napoli: «Bimbo sta male, il papà chiede disperatamente aiuto: lo salva la polizia». Lo riporta NapoliToday.

 

San Mauro a Mare di San Mauro Pascoli, provincia di Forlì-Cesena: «Soccorso a San Mauro Mare: Anziano colpito da malore e il suo cane salvato». Lo riporta GiornaleSM.

 

Lavarone, provincia autonoma di Trento: «Esce dal coma il fotoreporter dopo il malore in acqua a Lavarone». Lo riporta RaiTG Regione Trento.

 

Barzanò, provincia di Lecco: «Malore in azienda, soccorso un uomo». Lo riporta Prima Merate.

 

Siderno, provincia di Reggio Calabria: «Giovane donna colta da malore nel pieno centro di Siderno: interviene l’elisoccorso». Lo riporta TeleMia.

 

Guarene, provincia di Cuneo: «Donna residente in paese accusa malore ed esce di strada a bordo della propria auto». Lo riporta Targato CN.

 

Merate, provincia di Lecco: «Malore in chiesa e per strada, doppio intervento dei soccorsi in città in due differenti zone di Merate: a Sabbioncello e sulla Statale». Lo riporta Prima Merate.

 

Ancona: «Accusa un malore al volante riuscendo ad accostare e fermarsi: 60enne trasportata in ospedale». Lo riporta AnconaToday.

 

Lecce: «Malore in Tribunale a Lecce: avvocato di Galatina soccorso e ricoverato. Si è accasciato al suolo, davanti agli occhi di numerosi colleghi». Lo riporta Buonasera24.

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Nibionno, provincia di Lecco: «Malore improvviso, soccorso un uomo. 79enne è stato portato in ospedale». Lo riporta Prima Merate.

 

Monte Urano, provincia di Fermo: «Accusa un malore, il farmacista attiva il protocollo di telemedicina e le salva la vita». Lo riporta La Nuova Riviera.

 

Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Anziano finisce contro un’auto parcheggiata e si ferisce: non si esclude il malore». Lo riporta Vivere Fano.

 

Trani, provincia di Barletta-Andria-Trani: «Malore mentre è a lavoro a Trani, operaio 61enne in codice rosso». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Lucoli, provincia di L’Aquila: «Uomo colto da un malore per strada, trasportato cosciente in ospedale». Lo riporta Newstown.

 

Oltre il Colle, provincia di Bergamo: «Malore nella zona del rifugio Capanna 2000, intervento in notturna del soccorso alpino». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Eboli, provincia di Salerno: «Bimbo di 2 anni colto da malore al mercato: corsa in ospedale». Lo riporta SalernoToday.

 

Aprilia, provincia di Latina: «Accusa un malore e va fuori strada con l’auto, interviene l’elicottero del 118». Lo riporta Studio 93.

 

Roccaraso, provincia di L’Aquila: «Tragedia sulle piste di Roccaraso: una donna colpita da malore e trasportata in elisoccorso. Sessant’anni colpita da un’emorragia cerebrale». Lo riporta Gaeta.it.

 

Trebisacce, provincia di Cosenza: «Calabria, 62enne perde la vita colto da malore: l’elisoccorso arriva con due ore di ritardo perché impegnato in altro intervento». Lo riporta ReggioTV.

 

Montesilvano, provincia di Pescara: «Ha un malore al volante e si scontra prima con un’auto e poi travolge ciclista». Lo riporta IlPescara.

 

Argenta, provincia di Ferrara: «Argenta, anziana non dà segni di vita ma il tam tam tra gli amici permette di salvarla. La donna non rispondeva da ore: una coppia sul posto ha dato l’allarme. Ora è grave all’ospedale Sant’Anna». Lo riporta La Nuova Ferrara.

 

Ghiffa, provincia di Verbano-Cusio-Ossola: «Ciclomotore si ribalta forse a causa del malore del conducente». Lo riporta Eco Risveglio.

 

Paderno d’Adda, provincia di Lecco: «Accusa un malore sul cancello di casa, gravissima un’anziana. La donna è stata poi caricata in ambulanza e trasportata in condizioni disperate al Pronto soccorso«. Lo riporta Prima Merate.

 

Roma: «Dino Giarrusso ricoverato in ospedale, come sta? “Ho avuto un malore improvviso e molto potente”». Lo riporta Il Sussidiario.

 

Montalcino, provincia di Siena: «Accusa un malore mentre è a caccia, trasportato alle Scotte». Lo riporta il Corriere di Siena.

 

Bagnacavallo, provincia di Ravenna: «Vittima di un malore, finisce con la macchina nel fosso: automobilista di passaggio chiama i soccorsi». Lo riporta RavennaToday.

 

Venezia: «Malore in una calle: un giovane lo salva con il defibrillatore guidato dai medici al telefono. L’uomo, un settantenne, si è improvvisamente accasciato al suolo davanti alla moglie. È stato salvato da un turista con il defibrillatore di un hotel». Lo riporta Il Corriere del Veneto.

 

San Paolo, Brasile: «Patti Smith, malore sul palco durante lo show a San Paolo. Poi torna in scena in sedia a rotelle». Lo riporta Il Giornale.

 

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Intelligenza Artificiale

Quando i medici vengono sostituiti da un protocollo

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Renovatio 21 traduce e pubblica questo articolo del Brownstone Institute.   La mia esperienza in medicina mi permette di distinguere tra vera innovazione e sottile riclassificazione che altera radicalmente la pratica medica pur rimanendo immutata. L’intelligenza artificiale ha recentemente attirato notevole attenzione, inclusa l’affermazione ampiamente diffusa secondo cui l’IA è stata «legalmente autorizzata a esercitare la professione medica» negli Stati Uniti. Interpretata letteralmente, questa affermazione è imprecisa.   Nessun collegio medico ha concesso l’autorizzazione a una macchina. Nessun algoritmo ha prestato giuramento, accettato obblighi fiduciari o assunto la responsabilità personale per i danni ai pazienti. Nessun medico robot apre una clinica, fattura alle compagnie assicurative o si presenta davanti a una giuria per negligenza medica.   Tuttavia, fermarsi a questa osservazione significa trascurare la questione più ampia. I concetti giuridici di responsabilità sono attualmente in fase di ridefinizione, spesso senza che l’opinione pubblica ne sia consapevole.

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È in atto una trasformazione significativa, che giustifica più di un semplice rifiuto riflessivo o di un acritico entusiasmo tecnologico. L’attuale sviluppo non riguarda l’abilitazione dell’Intelligenza Artificiale come medico, ma piuttosto la graduale erosione del confine fondamentale della medicina: il legame intrinseco tra giudizio clinico e responsabilità umana. Il giudizio clinico implica l’assunzione di decisioni informate, adattate alle esigenze e alle circostanze specifiche di ciascun paziente, e richiede empatia, intuizione e una profonda comprensione dell’etica medica.   La responsabilità umana si riferisce alla responsabilità che gli operatori sanitari si assumono per queste decisioni e i loro esiti. Questa erosione non è il risultato di una legislazione drastica o di un dibattito pubblico, ma avviene silenziosamente attraverso programmi pilota, reinterpretazioni normative e un linguaggio che oscura intenzionalmente la responsabilità. Una volta che questo confine si dissolve, la medicina si trasforma in modi difficili da invertire.   La preoccupazione principale non è se l’intelligenza artificiale possa rinnovare le prescrizioni o individuare risultati di laboratorio anomali. La medicina utilizza da tempo strumenti e gli operatori sanitari generalmente accolgono con favore un aiuto che riduca le attività amministrative o migliori il riconoscimento di schemi. Il vero problema è se il giudizio medico – la decisione sulle azioni corrette, sui pazienti e sui rischi – possa essere visto come un risultato generato dal computer, separato dalla responsabilità morale. Storicamente, gli sforzi per separare il giudizio dalla responsabilità hanno spesso causato danni senza assumersene la responsabilità.   Sviluppi recenti chiariscono le origini dell’attuale confusione. In diversi stati, programmi pilota limitati consentono ora ai sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale di assistere nel rinnovo delle prescrizioni per patologie croniche stabili, secondo protocolli rigorosamente definiti. A livello federale, la proposta di legge ha valutato se l’Intelligenza Artificiale possa essere considerata un «professionista» per specifici scopi statutari, a condizione che sia adeguatamente regolamentata.   Queste iniziative sono in genere presentate come risposte pragmatiche alla carenza di medici, ai ritardi di accesso e alle inefficienze amministrative. Sebbene nessuna di queste designi esplicitamente l’intelligenza artificiale come medico, nel loro insieme normalizzano la premessa più preoccupante secondo cui le azioni mediche possono essere intraprese senza un decisore umano chiaramente identificabile.

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Nella pratica, questa distinzione è fondamentale. La medicina non è definita dall’esecuzione meccanica di compiti, ma dall’assegnazione di responsabilità quando i risultati sono sfavorevoli. Scrivere una prescrizione è semplice; assumersi la responsabilità delle sue conseguenze – in particolare quando si considerano comorbilità, contesto sociale, valori del paziente o informazioni incomplete – è molto più complesso. Nel corso della mia carriera, questa responsabilità è sempre ricaduta su un essere umano che poteva essere interrogato, sfidato, corretto e ritenuto responsabile. Quando il dott. Smith commette un errore, la famiglia sa chi contattare, garantendo un filo diretto con la responsabilità umana. Nessun algoritmo, a prescindere dalla sua complessità, può svolgere questo ruolo.   Il rischio principale non è tecnologico, ma normativo e filosofico. Questa transizione rappresenta un passaggio dall’etica della virtù al proceduralismo. Quando legislatori e istituzioni ridefiniscono il processo decisionale medico in funzione dei sistemi piuttosto che degli atti personali, il quadro morale della medicina cambia. La responsabilità diventa diffusa, il danno è più difficile da attribuire e la responsabilità si sposta dai medici ai processi, dal giudizio all’aderenza al protocollo. Quando inevitabilmente si verificano errori, la spiegazione prevalente diventa che «il sistema ha seguito linee guida stabilite». Riconoscere questa transizione chiarisce il passaggio dal processo decisionale etico individualizzato all’aderenza procedurale meccanizzata.   Questa preoccupazione non è teorica. L’assistenza sanitaria contemporanea si trova già ad affrontare sfide legate alla scarsa responsabilità. Ho osservato pazienti danneggiati da decisioni basate su algoritmi perdersi tra amministratori, fornitori e modelli opachi, senza una risposta chiara alla domanda fondamentale: chi ha preso questa decisione? L’Intelligenza Artificiale accelera significativamente questo problema. Un algoritmo non può fornire spiegazioni morali, esercitare moderazione basata sulla coscienza, rifiutare azioni per preoccupazioni etiche o ammettere errori a un paziente o a una famiglia.   I sostenitori di una maggiore autonomia dell’IA citano spesso l’efficienza come giustificazione. Le cliniche sono sovraccariche di lavoro, i medici sono in preda al burnout e i pazienti spesso aspettano mesi per cure che dovrebbero durare solo pochi minuti. Queste preoccupazioni sono legittime e qualsiasi medico onesto le riconosce. Tuttavia, l’efficienza da sola non giustifica l’alterazione dei fondamenti etici della medicina. I sistemi ottimizzati per velocità e scalabilità spesso sacrificano sfumature, discrezione e dignità individuale. Storicamente, la medicina ha resistito a questa tendenza sottolineando che la cura è fondamentalmente una relazione piuttosto che una transazione.   L’Intelligenza Artificiale rischia di invertire questa relazione. Quando sono i sistemi, anziché gli individui, a erogare assistenza, il paziente non è più coinvolto in un patto con un medico, ma diventa parte di un flusso di lavoro. Il medico assume il ruolo di supervisore della macchina o, cosa ancora più preoccupante, funge da cuscinetto legale che assorbe la responsabilità per decisioni non prese personalmente. Col tempo, il giudizio clinico cede il passo all’aderenza al protocollo e l’agire morale diminuisce gradualmente.   L’Intelligenza Artificiale introduce anche un problema più sottile e pericoloso: il mascheramento dell’incertezza. La medicina vive nell’ambiguità. Le prove sono probabilistiche. Le linee guida sono provvisorie. I pazienti raramente si presentano come set di dati puliti. I medici sono addestrati non solo ad agire, ma anche a esitare, a riconoscere quando le informazioni sono insufficienti, quando un intervento può causare più danni che benefici o quando la strada giusta è aspettare. Immaginate uno scenario in cui l’Intelligenza Artificiale raccomanda la dimissione, ma il coniuge del paziente appare timoroso, evidenziando la tensione tra il processo decisionale algoritmico e l’intuizione umana. Tale attrito nel mondo reale sottolinea la posta in gioco dell’ambiguità.   I sistemi di Intelligenza Artificiale non sperimentano incertezza; generano output. Quando sono errati, spesso lo fanno con una sicurezza ingiustificata. Questa caratteristica non è un difetto di programmazione, ma una caratteristica intrinseca della modellazione statistica. A differenza dei medici esperti che esprimono apertamente dubbi, i modelli linguistici di grandi dimensioni e i sistemi di apprendimento automatico non sono in grado di riconoscere i propri limiti. Producono risposte plausibili anche quando i dati sono insufficienti. In medicina, la plausibilità senza fondamento può essere rischiosa.   Man mano che questi sistemi vengono integrati tempestivamente nei flussi di lavoro clinici, i loro risultati influenzano sempre di più le decisioni successive. Col tempo, i medici potrebbero iniziare a fidarsi delle raccomandazioni non per la loro validità, ma perché sono diventate standardizzate. Il giudizio si sposta gradualmente dal ragionamento attivo all’accettazione passiva. In tali circostanze, la presenza umana nel ciclo funge da mero strumento di salvaguardia simbolica.

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I sostenitori affermano spesso che l’IA si limiterà a «migliorare» i medici, piuttosto che sostituirli. Tuttavia, questa rassicurazione è labile. Una volta che l’IA dimostra guadagni in termini di efficienza, le pressioni economiche e istituzionali tendono a favorire una maggiore autonomia. Se un sistema può rinnovare le prescrizioni in modo sicuro, potrebbe presto essere autorizzato a iniziarle. Se riesce a diagnosticare accuratamente patologie comuni, la necessità della revisione medica viene messa in discussione. Se supera gli esseri umani in benchmark controllati, la tolleranza alla variabilità umana diminuisce.   Alla luce di queste tendenze, è essenziale implementare misure di salvaguardia specifiche. Ad esempio, audit obbligatori sulle discrepanze sul 5% delle decisioni basate sull’Intelligenza Artificiale potrebbero fungere da controllo concreto, garantendo l’allineamento tra le raccomandazioni dell’Intelligenza Artificiale e il giudizio clinico umano, fornendo al contempo alle autorità di regolamentazione e ai consigli di amministrazione ospedalieri metriche concrete per monitorare l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale.   Queste domande non sono poste con cattive intenzioni; emergono naturalmente all’interno di sistemi focalizzati sul contenimento dei costi e sulla scalabilità. Tuttavia, indicano un futuro in cui il giudizio umano diventerà l’eccezione piuttosto che la norma. In un simile scenario, gli individui con risorse continueranno a ricevere cure umane, mentre altri saranno indirizzati attraverso processi automatizzati. La medicina a due livelli non sarà il risultato di un’ideologia, ma di un’ottimizzazione.   Ciò che rende questo momento particolarmente precario è l’assenza di chiare linee di responsabilità. Quando una decisione guidata dall’Intelligenza Artificiale danneggia un paziente, chi è responsabile? È il medico che supervisiona nominalmente il sistema? L’istituzione che lo ha implementato? Il fornitore che ha addestrato il modello? L’ente regolatore che ne ha approvato l’uso? Senza risposte esplicite, la responsabilità svanisce. E quando la responsabilità svanisce, la fiducia segue a ruota.   La medicina si basa fondamentalmente sulla fiducia. I pazienti affidano il loro corpo, le loro paure e spesso le loro vite nelle mani dei medici. Questa fiducia non può essere trasferita a un algoritmo, per quanto sofisticato possa essere. Si basa sulla certezza della presenza di un essere umano, qualcuno capace di ascoltare, adattarsi e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.   Rifiutare del tutto l’Intelligenza Artificiale è superfluo. Se utilizzata con giudizio, l’IA può ridurre gli oneri amministrativi, identificare modelli che potrebbero sfuggire al rilevamento umano e supportare il processo decisionale clinico. Può consentire ai medici di dedicare più tempo all’assistenza ai pazienti piuttosto che alle attività amministrative. Tuttavia, realizzare questo futuro richiede un chiaro impegno a mantenere la responsabilità umana al centro della pratica medica.   «Human-in-the-loop» deve significare più di una supervisione simbolica. Dovrebbe richiedere che un individuo specifico sia responsabile di ogni decisione medica, ne comprenda le motivazioni e mantenga sia l’autorità che l’obbligo di ignorare le raccomandazioni algoritmiche. Deve inoltre implicare trasparenza, spiegabilità e consenso informato del paziente, nonché l’impegno a investire nei medici umani anziché sostituirli con l’Intelligenza Artificiale.

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Il rischio principale non è l’eccessivo potere dell’Intelligenza Artificiale, ma piuttosto la volontà delle istituzioni di rinunciare alle proprie responsabilità. Nella ricerca di efficienza e innovazione, c’è il rischio che la medicina diventi un campo tecnicamente avanzato e amministrativamente snello, ma privo di sostanza morale.   Mentre pensiamo al futuro, è essenziale chiedersi: che tipo di guaritore immaginiamo al capezzale del paziente nel 2035? Questa domanda richiede un’immaginazione morale collettiva, incoraggiandoci a plasmare un futuro in cui la responsabilità umana e l’assistenza compassionevole rimangano al centro della pratica medica. Mobilitare l’azione collettiva sarà fondamentale per garantire che i progressi nell’Intelligenza Artificiale migliorino, anziché indebolire, questi valori fondamentali.   L’Intelligenza Artificiale non è autorizzata a esercitare la professione medica. Ma la medicina viene silenziosamente riprogettata attorno a sistemi privi di peso morale. Se questo processo continua senza controllo, un giorno potremmo scoprire che il medico non è stato sostituito da una macchina, ma da un protocollo, e che quando si verifica un danno, non c’è più nessuno che possa risponderne.   Questo non sarebbe un progresso. Sarebbe un’abdicazione.   Joseph Varon   Joseph Varon, MD, è medico di terapia intensiva, professore e presidente dell’Independent Medical Alliance. È autore di oltre 980 pubblicazioni peer-reviewed ed è caporedattore del Journal of Independent Medicine.

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Epidemie

Kennedy: RFK Jr.: «la manipolazione psicologica dei pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finita»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il Segretario alla salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha convocato una tavola rotonda il 15 dicembre per celebrare un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, impegnandosi a promuovere iniziative per migliorare la diagnosi, il trattamento e la copertura Medicare. Sottolineando decenni di negligenza, Kennedy ha affermato che l’incontro segna la fine del «gaslighting» [«manipolazione psicologica, ndt] dei pazienti affetti da malattia di Lyme.

 

La scorsa settimana, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha segnalato un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, dopo aver convocato una tavola rotonda di alto livello in cui si è riconosciuto che decenni di manipolazione psicologica nei confronti dei pazienti affetti da questa malattia cronica sono stati fatti.

 

Il dibattito di due ore, tenutosi il 15 dicembre, ha riunito pazienti, medici, ricercatori e legislatori per due incontri consecutivi. Le discussioni hanno portato a nuovi impegni per migliorare diagnosi, trattamento e copertura assicurativa.

 

Il primo panel si è concentrato sulle esperienze dei pazienti, sulle diagnosi errate e sulle sfide cliniche quotidiane della malattia di Lyme cronica. Il secondo ha esplorato gli approcci scientifici e tecnologici emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale (IA), gli strumenti diagnostici avanzati, le terapie immunitarie e l’analisi integrata dei dati.

 

Kennedy ha aperto la sessione descrivendo la malattia di Lyme come un problema di salute pubblica trascurato e al tempo stesso profondamente personale. Ha affermato che le zecche sono state una preoccupazione costante durante i decenni in cui ha cresciuto la sua famiglia vicino a Bedford, New York, e ha spiegato come la malattia abbia colpito diversi membri della sua famiglia.

 

«Ho contratto la malattia di Lyme intorno al 1986, quando era ancora molto, molto difficile persino diagnosticarla», ha detto Kennedy. Uno dei suoi figli ha poi sviluppato la paralisi di Bell e un altro figlio ha sofferto di malattia di Lyme cronica. Ha descritto la condizione come «una malattia invisibile» e ha affermato che le agenzie sanitarie federali hanno ignorato le preoccupazioni dei pazienti per decenni.

 

«Per molti anni, questa agenzia ha adottato una politica deliberata di rifiuto di interagire con la comunità affetta da Lyme», ha affermato Kennedy. Alcuni funzionari hanno liquidato i sintomi dei pazienti come psicosomatici e li hanno indirizzati a cure psichiatriche. «Non si può immaginare una combinazione peggioreÌ, ha affermato.

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«Questa malattia ha distrutto delle vite»

La malattia di Lyme è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecca. I Centers for Disease Control and Prevention stimano che ogni anno vengano diagnosticate e trattate 476.000 persone. I dati federali suggeriscono che nell’ultimo decennio tra i 5 e i 7 milioni di americani siano stati infettati.

 

Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), gli attuali test basati sugli anticorpi spesso non rilevano le infezioni in fase iniziale e avanzata, ritardando il trattamento. Fino al 20% dei pazienti presenta sintomi persistenti che degenerano in patologie croniche e debilitanti.

 

I relatori hanno sottolineato ripetutamente che la malattia di Lyme non è una semplice infezione, ma una malattia complessa e multisistemica, spesso complicata da coinfezioni che possono imitare o scatenare altre condizioni, tra cui la sclerosi multiplal’artrite reumatoide e la fibromialgia.

 

«Conosco moltissime persone la cui vita è stata distrutta da questa malattia, che vanno da un medico all’altro nel tentativo di trovare qualcuno che possa curarle», ha detto Kennedy.

 

Ha descritto la tavola rotonda come un punto di svolta. «Questa giornata segna una pietra miliare per questa agenzia, in cui riconosciamo che si tratta di una malattia», ha affermato. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto ospitare questo incontro, come ho chiarito, è annunciare al mondo che il gaslighting sui pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finito».

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L’Intelligenza Artificiale, i nuovi test e la copertura Medicare segnalano una rottura con la precedente politica sulla malattia di Lyme

Il secondo panel si è concentrato sull’innovazione, con ricercatori dell’HHS, dei National Institutes of Health e di istituzioni private che hanno illustrato nuovi strumenti diagnostici e approcci basati sui dati per il trattamento della malattia di Lyme.

 

I relatori hanno evidenziato i test di rilevamento diretto, l’apprendimento automatico per analizzare dati biologici complessi e le terapie progettate per affrontare sia le infezioni che le infiammazioni croniche.

 

Nel corso della sessione, Kennedy ha annunciato il rinnovo del LymeX Innovation Accelerator, un partenariato pubblico-privato lanciato nel 2020 e sostenuto dalla Steven & Alexandra Cohen Foundation.

 

Secondo l’HHS, il programma prevede oltre 10 milioni di dollari in finanziamenti per promuovere lo sviluppo di sistemi diagnostici di nuova generazione, con diversi team attualmente impegnati nella convalida clinica e nella revisione normativa.

 

Secondo l’HHS, il rinnovato impegno si concentrerà sull’innovazione incentrata sul paziente e sugli strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale «che supportano un rilevamento più precoce e accurato in tutte le fasi dell’infezione».

 

L’HHS ha inoltre inaugurato una pagina web sulla malattia di Lyme e delineato una strategia nazionale che mette in risalto i dati aperti, la ricerca trasparente e il coinvolgimento diretto dei pazienti.

 

In un importante aggiornamento delle norme, Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services, ha chiarito che Medicare coprirà esplicitamente l’assistenza per la malattia di Lyme cronica secondo le linee guida aggiornate sulla gestione delle cure croniche per condizioni complesse.

 

«Possiamo coprire la malattia di Lyme cronica. In realtà è già coperta», ha detto Oz. La malattia di Lyme cronica ha fattori scatenanti infettivi chiaramente identificabili, quindi «abbiamo aggiornato il nostro sito web per renderlo più chiaro», ha aggiunto.

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«Il peso è enorme» per i pazienti e le famiglie

I legislatori hanno accolto con favore il cambiamento. Il deputato repubblicano della Virginia Morgan Griffith, che ha dichiarato di soffrire della sindrome di Alpha-gal, nota anche come allergia alla carne rossa, legata all’esposizione alle zecche, ha definito la discussione un segno di serio impegno federale.

 

“La tavola rotonda di oggi dimostra che il Segretario Kennedy, il Dott. Oz e i legislatori si sono impegnati fermamente per affrontare la malattia di Lyme e altre malattie trasmesse dalle zecche negli Stati Uniti”, ha affermato Griffith nel comunicato stampa dell’HHS.

 

Le storie dei pazienti hanno evidenziato il costo umano della malattia di Lyme. Olivia Goodreau ha affermato di aver consultato 51 medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere una diagnosi di Lyme. La diagnosi è stata seguita da anni di test per identificare molteplici coinfezioni.

 

Samuel Sofie ha descritto le famiglie che prosciugano i propri risparmi alla ricerca di cure efficaci. «Alcuni pazienti passano anni a investire tutti i loro soldi nelle cure, ma non migliorano», ha detto Sofie.

 

Kennedy ha sottolineato che la malattia di Lyme contribuisce in modo significativo alle malattie croniche in tutto il Paese. «Il peso è enorme. E i costi economici non sono stati quantificati da nessuna parte, ma… ci sono costi collaterali di ogni tipo. Quando le persone non possono lavorare, le famiglie vengono distrutte. E ho visto la pressione che questo esercita sulle famiglie», ha affermato.

 

Il vicesegretario dell’HHS, Jim O’Neill, ha inquadrato la tavola rotonda come parte di un più ampio sforzo federale per affrontare le malattie croniche attraverso la tecnologia. «Questo evento dimostra che non aspettiamo il nuovo anno per agire», ha affermato.

 

I sostenitori hanno accolto con favore il cambiamento, ma hanno sottolineato la necessità di darne seguito. Dorothy Kupcha Leland, presidente di LymeDisease.org, ha scritto sul suo blog che la tavola rotonda ha affrontato esigenze di lunga data dei pazienti, tra cui test, trattamenti e copertura assicurativa migliori, ma ha avvertito che un cambiamento significativo richiederà una volontà politica costante, infrastrutture e finanziamenti.

 

«Non è stato un brutto modo per iniziare una conversazione tanto necessariaÌ, ha scritto. «Ma resta da vedere se ne uscirà qualcosa».

 

Lo staff di The Defender

 

© 22 dicembre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Gender

Studio della Sanità USA conferma i pericoli dei farmaci transgender e degli interventi chirurgici sui minori

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Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha reso pubblico mercoledì un atteso rapporto sottoposto a revisione paritaria, che mette in guardia contro i rischi dell’«assistenza di affermazione di genere» per i minori, scatenando l’ira delle associazioni pro-LGBTQ+.   Lo studio, intitolato «Trattamento della disforia di genere pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche», si basa su un’analisi preliminare diffusa a maggio sui giovani con confusione di genere. Conferma che bloccanti della pubertà, ormoni di sesso opposto e interventi chirurgici provocano «danni significativi e a lungo termine, spesso trascurati o monitorati in modo inadeguato». Tra i rischi elencati: infertilità, disfunzioni sessuali, ridotta densità ossea, effetti cognitivi negativi, problemi cardiovascolari e metabolici, disturbi psichiatrici, complicanze operatorie e rimpianti post-trattamento.   Il segretario HHS Robert F. Kennedy Jr. ha appoggiato le conclusioni, accusando l’establishment medico di «negligenza». «L’American Medical Association e l’American Academy of Pediatrics hanno diffuso la menzogna che procedure chimiche e chirurgiche di rifiuto del sesso potessero giovare ai bambini», ha dichiarato in una nota. «Hanno tradito il giuramento di non nuocere, infliggendo danni fisici e psicologici duraturi a giovani vulnerabili. Questa non è medicina, è negligenza».

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Il rapporto giunge dopo l’ordine esecutivo firmato a gennaio dal presidente Donald Trump, che limita gli interventi di «cambio di sesso» per under 19, definendoli «mutilazioni chimiche e chirurgiche» mascherate da cure mediche necessarie.   Sempre più ospedali e medici stanno riducendo questi trattamenti: tra gli esempi, l’Università del Michigan, Yale Medicine, Kaiser Permanente, il Children’s Hospital di Los Angeles, UChicago Medicine e il Children’s National Hospital di Washington stanno eliminando o limitando bloccanti della pubertà e farmaci analoghi per i minori.   Negli USA circa 2,8 milioni di persone dai 13 anni in su si identificano come transgender, con la Gen Z che raggiunge il 7,6% tra chi si dichiara LGBTQ+.   Oltre al rapporto HHS, un’ampia letteratura scientifica indica che «affermare» la disforia di genere espone a pericoli gravi: oltre l’80% dei bambini la supera spontaneamente entro la tarda adolescenza, e anche una «riassegnazione» completa non riduce i tassi elevati di autolesionismo e suicidio tra chi soffre di confusione di genere.   Inchieste come quella del 2022 sulla Vanderbilt University Medical Center hanno documentato medici che promuovevano questi interventi pur consapevoli dei rischi, ammettendo in email e video che «fanno un sacco di soldi».   L’HHS ha precisato di aver invitato l’American Academy of Pediatrics e l’Endocrine Society a contribuire al rapporto, ma entrambe hanno declinato.  

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