Terrorismo
Gli Stati Uniti ritirano la ricompensa da 10 milioni di dollari per il nuovo leader siriano al-Jolani
Gli Stati Uniti hanno ritirato la loro offerta di una ricompensa di 10 milioni di dollari per informazioni che portino alla cattura del nuovo leader siriano Ahmed Hussein al-Sharaa, meglio conosciuto con il suo nome di battaglia Abu Mohammad al-Julani. La decisione è stata presa in seguito all’incontro di una delegazione di Washington con la leadership di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) a Damasco venerdì.
All’inizio di questo mese, le forze di opposizione siriane guidate dai jihadisti di HTS hanno lanciato un’offensiva a sorpresa in tutto il Paese, rovesciando il governo di Bashar Assad, che si è dimesso da presidente e ha ottenuto asilo in Russia.
Barbara Leaf, assistente del Segretario di Stato statunitense per gli Affari del Vicino Oriente, ha guidato venerdì una delegazione in Siria, dove ha incontrato al-Sharaa, segnando la prima visita di diplomatici americani nel Paese dal 2012, quando l’ambasciata statunitense a Damasco fu chiusa.
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Leaf sostiene che hanno discusso della necessità di impedire ai gruppi terroristici di operare in Siria e di garantire la tutela dei diritti delle minoranze e delle donne.
«Abbiamo anche discusso della necessità critica di garantire che i gruppi terroristici non possano rappresentare una minaccia all’interno della Siria o esternamente, compresi gli Stati Uniti e i nostri partner nella regione», ha detto la Leaf durante un briefing telefonico dalla Giordania. «In base alla nostra discussione, l’ho informato che non avremmo perseguito l’offerta Rewards for Justice che è in vigore da alcuni anni».
La Leaf ha sottolineato che la decisione di ritirare la taglia riflette un cambiamento di politica mirato a legittimare l’impegno con il gruppo. HTS rimane designata come organizzazione terroristica straniera dagli Stati Uniti e le sanzioni derivanti da questa designazione sono ancora in vigore.
«Se sono seduta con il leader dell’HTS e sto avendo una lunga e dettagliata discussione, è un po’ incoerente mettere una taglia sulla sua testa», ha osservato. «Altrimenti, dovrei chiedere all’FBI di venire ad arrestarlo o qualcosa del genere».
La delegazione statunitense comprendeva anche Roger Carstens, l’inviato presidenziale speciale per gli affari degli ostaggi, e Daniel Rubinstein, un consigliere senior che gestisce le relazioni con le nuove forze siriane. Hanno discusso, tra le altre questioni, del destino del giornalista americano scomparso Austin Tice, scomparso in Siria nel 2012.
Questa settimana, l’esercito statunitense ha rivelato di aver raddoppiato le sue forze in Siria a circa 2.000 soldati prima della caduta di Assad, per impedire ai terroristi dello Stato islamico di sfruttare la rivolta. Il Pentagono ha condotto attacchi aerei nel Nord-Est del Paese giovedì, uccidendo presumibilmente uno dei leader del gruppo terroristico.
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Sebbene non sia prevista la riapertura immediata dell’ambasciata statunitense a Damasco, la Leaf ha indicato che il futuro riconoscimento diplomatico dipenderà dalle azioni delle nuove autorità siriane.
Come riportato da Renovatio 21, l’abolizione della taglia sul terrorista al-Jolani (o al-Golani) era stata discussa nei giorni scorsi da funzionari americani, non si sa quanto imbarazzati per la locandine stile «wanted» che campeggiava sul profilo Twitter dell’ambasciata USA in Siria.
We remain committed to bringing leading AQS figures in HTS to justice. #Syria pic.twitter.com/R8evqffWum
— U.S. Embassy Syria (@USEmbassySyria) May 15, 2017
Come riportato da Renovatio 21, il lavoro di lavaggio del Jolani è già iniziato sulla CNN e sulla stampa mainstream, dove capita che sia descritto con il grottesco ossimoro di «terrorista moderato».
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Terrorismo
Putin e la minaccia di Zelens’kyj agli aerei civili: «nessun negoziato con i terroristi»
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Droni
Zelens’kyj minaccia «ogni compagnia aerea» nello spazio aereo russo
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un avvertimento a tutte le compagnie aeree che utilizzano lo spazio aereo russo, sostenendo che qualsiasi aereo in volo attraverso di esso sarà minacciato dai droni ucraini. Il presidente Vladimir Putin ha definito la dichiarazione una «dichiarazione di terrorismo di Stato».
L’esercito ucraino ha intensificato gli attacchi a lungo raggio con droni e missili contro obiettivi civili e infrastrutture in profondità nel territorio russo. Gli attacchi hanno ripetutamente interrotto l’attività degli aeroporti civili, in particolare nei dintorni di Mosca.
Martedì lo Zelens’kyj ha affermato che Kiev chiuderà lo spazio aereo russo oscurando i cieli con i droni. «Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni compagnia assicurativa e chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti russi: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro», ha dichiarato in un videomessaggio pubblicato su Telegram.
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«I giorni di sicurezza nei cieli russi sono finiti», ha affermato, aggiungendo che la minaccia è rivolta «alle compagnie aeree che attualmente volano principalmente verso gli aeroporti di Mosca, San Pietroburgo e altre destinazioni chiave in Russia».
Le minacce di chiudere lo spazio aereo russo equivalgono a una «dichiarazione di terrorismo di Stato», ha affermato Putin in una conferenza stampa a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek, in Kirghizistan. Secondo il presidente russo, queste azioni rendono nulle e prive di valore le affermazioni di Kiev riguardo alla ricerca di colloqui di pace con Mosca. «Non si negozia con i terroristi», ha dichiarato il presidente.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato martedì a Bishkek che il crescente numero di attacchi contro obiettivi civili in Russia indica che lo Zelens’kyj e «il regime di Kiev» sono «ben consapevoli che tali dichiarazioni dimostrano la falsità delle loro precedenti affermazioni sulla presunta volontà di pace».
In precedenza lo Zelens’kyj aveva chiesto che il numero di attacchi contro la Russia fosse aumentato a 1.000 al giorno. Il ministero della Difesa russo riferisce regolarmente di aver abbattuto centinaia di droni ucraini diretti verso diverse regioni russe. A metà agosto il ministero ha comunicato di aver respinto uno dei più grandi raid di droni ucraini dall’inizio dell’anno, intercettando e distruggendo 822 droni. Due giorni dopo, 791 droni ucraini ad ala fissa sono stati abbattuti durante la notte in tutto il paese.
La Russia ha inoltre condotto attacchi a lungo raggio contro obiettivi militari in Ucraina in risposta ai ripetuti attacchi contro infrastrutture civili ed energetiche russe. Mosca ha affermato che le tattiche «terroristiche» di Kiev mirano a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle battute d’arresto ucraine sul campo di battaglia.
L’Ucraina ha una storia recente tristemente irta di abbattimenti di aerei di linea.
Il 4 ottobre 2001 il volo Siberia Airlines 1812, un Tupolev Tu-154 partito da Tel Aviv e diretto a Novosibirsk, fu abbattuto dall’aviazione ucraina sul Mar Nero, causando la morte di tutti i 78 occupanti a bordo. L’aereo esplose in volo dopo essere stato colpito da un missile terra-aria S-200 ucraino, sparato per errore durante un’esercitazione militare. Inizialmente Kiev negò ogni responsabilità, ma dopo alcuni giorni le indagini russe individuarono nei resti del velivolo fori compatibili con schegge di missile, e l’11 ottobre l’Ucraina ammise la probabile responsabilità del proprio esercito, offrendo poi risarcimenti alle famiglie delle vittime.
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Il 17 luglio 2014 il Boeing 777 della Malaysia Airlines, volo MH17, fu abbattuto sui cieli del Donbass, nell’Ucraina orientale, causando 298 vittime. Nei primi tempi circolarono diverse teorie alternative, incluse ipotesi secondo cui l’aereo fosse stato colpito da un caccia ucraino o da un missile Buk lanciato da territorio controllato dal governo di Kiev. Queste versioni, però, sono state smentite dalle inchieste internazionali. Nel 2022 un tribunale olandese ha condannato in contumacia tre responsabili legati alla Russia, mentre nel 2025 l’ICAO ha formalmente attribuito la responsabilità alla Federazione Russa per violazione della Convenzione di Chicago. Resta comunque un elemento di corresponsabilità indiretta ucraina: Kiev non chiuse lo spazio aereo sopra la zona di conflitto, pur essendo consapevole dei rischi.
In taluni osservatori che parlano in rete perdura l’idea che si tratti di una copertura occidentale a favore del protettorato ucraino. In Russia all’epoca circolava la voce secondo cui l’aereo fu abbattuto dagli ucraini credendo che si trattasse dell’aereo presidenziale di Putin, che in quel giorno era di ritorno da un vertice internazionale.
Curiosamente, un altro volo della medesima compagnia, il Malaysian Airline Kuala Lumpur – Pecchino, detto MH370, subì un destino molto più misterioso: l’aereo sparì senza lasciare traccia, mentre video incredibili finiti in rete mostrerebbero che sarebbe improvvisamente sparito dopo essere stato circondato da quattro sfere rotanti.
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Terrorismo
Coloni israeliani mascherati attaccano una troupe televisiva USA in Cisgiordania
We’ve been covering settler violence against Palestinians in the West Bank for years.
But yesterday, we found ourselves on the menu. A group of masked settlers beat our team and pummelled the 51 year old woman we were interviewing unconscious. We’re all ok now – and Aida is… pic.twitter.com/FFuLDnFnkF — Matt Bradley (@MattMcBradley) August 30, 2026
צפייה חובה! תיעוד מלא של המתנחבלים תוקפים צוות חדשות של ה-NBC בג’אלוד משחיתים את רכבם, מרביצים להם עם מוטות ופוצעים אותם באורח קל-בינוני. 5 פצועים בזירה.pic.twitter.com/ya9fYWYxMz
— Arbel – ארבל 🟦 (@ArbelReports) August 29, 2026
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