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Lupi divoratori di bambini cacciati con i droni
Un branco di lupi che ha terrorizzato decine di villaggi per settimane, uccidendo sette bambini e una donna e ferendone oltre 25, è stato rintracciato e catturato dal Dipartimento forestale nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, in India, secondo quanto riportato venerdì dai media nazionali.
Quattro lupi sono stati catturati durante un’operazione di 72 ore condotta da 25 squadre, con due che si pensa siano ancora in fuga. Entrambi sono sotto costante sorveglianza, secondo le autorità.
Il personale del dipartimento forestale e la polizia hanno utilizzato la tecnologia avanzata dei droni e dei tranquillanti per catturare gli animali. Saranno poi portati negli zoo, secondo quanto riportato.
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Le autorità hanno anche adottato misure per mettere in sicurezza i villaggi colpiti, tra cui l’installazione di porte nelle case che ne sono prive e la sensibilizzazione della popolazione locale.
Secondo gli abitanti del villaggio intervistati da India Today, i lupi sono entrati nelle case e hanno afferrato i bambini.
«Ho cercato disperatamente di salvarlo tirando le zampe del lupo, ma non ci sono riuscita. Il lupo ha trascinato Firoz per circa 200 metri in un campo. Quando ho dato l’allarme, gli abitanti del villaggio si sono radunati e il lupo alla fine lo ha lasciato nel campo ferito. In seguito è stato portato in ospedale, dove è stato curato per 13 giorni ed è sopravvissuto», ha detto ai giornalisti la madre di un bambino di sette anni.
Nel frattempo, le agenzie di stampa hanno diffuso le immagini di un lupo catturato giovedì.
Bahraich, UP: An expert team successfully captured a wolf in a sugarcane field by the riverbank. The wolf, which had been preying on humans, was trapped in the Mahsi area. This capture has brought significant relief to the forest department and other local authorities pic.twitter.com/Lp8MAUofQj
— IANS (@ians_india) August 29, 2024
#WATCH | Bahraich, Uttar Pradesh: Late-night infrared drone shots captured by forest team show the presence of two wolves.
Source: State Forest Department https://t.co/22mwZJs9f6 pic.twitter.com/31qgI5Uzac
— ANI (@ANI) August 28, 2024
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Prima dell’operazione di caccia ai lupi mangiatori di bimbi, la gente del posto aveva iniziato delle ronde notturne, che ora sono state ampliate. I genitori della zona hanno smesso di mandare i figli a scuola e alle donne è stato consigliato di rimanere in casa.
L’ambientalista Yadvendradev Vikramsinh Jhala ha dichiarato a India Today che l’incrocio tra lupi e cani potrebbe essere la causa dell’aumento degli attacchi.
«È probabile che questi lupi perdano la paura degli umani, il che potrebbe essere pericoloso negli incontri con le persone», ha sostenuto Jhala. Anche l’assenza di servizi igienici nelle aree rurali è stata ritenuta dagli esperti la causa della portata degli attacchi dei lupi, poiché le persone, compresi i bambini, usano i campi nelle vicinanze.
Come riportato da Renovatio 21, attacchi da parte di lupi sono in aumento anche in Italia, dove il temibile canide, specie durante il lockdown, si è avvicinato sempre più alle zone abitate.
Anche nel nostro Paese presso enti di protezione della fauna sono in uso droni, talvolta dotati di visione termo-ottica. Renovatio 21 ha sentito un esperto che assicurava l’assoluta precisione di queste macchine voltanti per trovare animali come caprioli, cinghiali, etc.
Ci permettiamo di consigliare alle amministrazioni comunali di dotarsi immediatamente di droni a telecamera termica per, più che difendere la fauna, difendere la popolazione dalla minaccia crescente di lupi e orsi, grandi predatori reimmessi e/o lasciati gozzovigliare sanguinariamente nel nostro territorio.
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Dieci leoni trovati avvelenati: mega-gattare in azione?
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Il Sudafrica lancia i bidoni della spazzatura anti-babbuino, una bestia aggressiva sino all’insopportabile
I primi 2.200 dei 6.000 contenitori per rifiuti a prova di babbuino, muniti di serratura, dovrebbero arrivare nelle zone prioritarie della penisola del Capo in Sudafrica a partire da metà settembre 2026. Un progetto di recinzione nella zona settentrionale resta in attesa delle ultime approvazioni ambientali e amministrative.
Il Cape Peninsula Baboon Management Joint Task Team (CPBMJTT), composto da SANParks, CapeNature e dalla Città del Capo, ha spiegato che l’intervento si concentrerà per prima cosa sulle aree in cui sono state segnalate con maggiore frequenza attività di babbuini e conflitti con i residenti.
Le prime zone a ricevere i nuovi cestini saranno Plateau Road, Castle Rock, Heron Park, Murdoch Valley South, De Oude Weg, Da Gama, Capri, Welcome Glen, Scarborough, Tokai East e Fir Grove. Simon’s Town è esclusa dalla fase iniziale di distribuzione perché i cestini di Seaforth e Waterfall sono destinati al trasferimento nel futuro Centro per la fauna selvatica urbana. Sono inoltre in corso i preparativi per una recinzione di confine settentrionale che si estenderà da Zwaanswyk a sud fino a Constantia Nek.
Secondo il CPBMJTT, i lavori dovrebbero partire a fine settembre, una volta completate le verifiche ambientali e ottenute le approvazioni amministrative. Il gruppo di lavoro ha precisato che la recinzione ha lo scopo di impedire ai babbuini di entrare nelle aree urbane e nei terreni agricoli della parte settentrionale della penisola, assicurando al contempo l’habitat per circa 250 babbuini.
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È stato firmato un protocollo d’intesa tra sette proprietari di aziende vinicole confinanti con il Parco Nazionale di Table Mountain nella valle di Constantia, la Cape Baboon Partnership e la città. L’accordo definisce le responsabilità condivise per la costruzione, la manutenzione e la gestione a lungo termine della recinzione. I proprietari terrieri e la Cape Baboon Partnership si divideranno i costi di costruzione e ammodernamento, mentre la città si è impegnata a versare un contributo una tantum di 10 milioni di rand.
Il CPBMJTT ha dichiarato che la costruzione dovrebbe durare circa sei mesi, se tutto procede secondo i piani. Una volta completata la recinzione, i ranger incoraggeranno le truppe CT1 e CT2 a dirigersi verso il versante montuoso e continueranno a monitorare le truppe e a pattugliare la recinzione.
La recinzione fa parte del Piano strategico di gestione dei babbuini della penisola del Capo, già approvato, e ha lo scopo di creare un confine più netto tra il Parco nazionale di Table Mountain e le proprietà agricole e residenziali limitrofe. La Cape Baboon Partnership ha nominato un responsabile del santuario di grande esperienza; negli ultimi due mesi le parti interessate, i gruppi ambientalisti, i rappresentanti della comunità e i residenti hanno visitato il sito.
Il 21 agosto si è concluso un progetto di ricerca dell’Università di Swansea che ha coinvolto il gruppo di babbuini Da Gama. Lo studio ha testato approcci non invasivi basati su stimoli olfattivi, uditivi e visivi per esaminare la reazione dei babbuini a rischi simulati. I collari utilizzati durante la ricerca, progettati per sganciarsi automaticamente, sono stati ora raccolti. L’analisi dei dati è in corso e i risultati saranno resi pubblici al termine dello studio.
I babbuini sono tra i primati più studiati per i loro comportamenti sociali complessi, e l’aggressività gioca un ruolo centrale nella loro organizzazione di gruppo. Vivono in truppe gerarchiche che possono contare da poche decine fino a oltre cento individui, e all’interno di questa struttura la competizione per il rango, il cibo e l’accesso alle femmine genera episodi di aggressività frequenti e spesso ritualizzati.
Nei maschi l’aggressività è particolarmente marcata: sono generalmente più grandi delle femmine, dotati di canini lunghi e affilati che usano sia per dimostrazioni di minaccia sia in combattimenti reali. Le lotte per la dominanza sono comuni soprattutto quando un maschio giovane cerca di scalzare un individuo di rango più alto, oppure quando maschi provenienti da altre truppe tentano di inserirsi in un gruppo. Questi scontri possono includere morsi, inseguimenti e vocalizzazioni intense, e occasionalmente provocano ferite serie.
Anche le femmine mostrano aggressività, ma tende a essere più legata alla difesa della prole, alla competizione tra parenti per le risorse e al mantenimento delle gerarchie matrilineari, che nei babbuini sono generalmente stabili e trasmesse di madre in figlia.
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Un aspetto interessante, dicono gli etologi, è che l’aggressività nei babbuini non sarebbe solo distruttiva: servirebbe anche a mantenere l’ordine sociale, a stabilire chi ha accesso prioritario alle risorse e a ridurre conflitti prolungati attraverso segnali di sottomissione chiari (come lo sguardo abbassato o l’esposizione del posteriore). I comportamenti di riconciliazione dopo un conflitto, come il grooming reciproco (lo «spulciamento»), sono ben documentati e aiutano a ristabilire i legami sociali, garantiscono gli studiosissimi.
Eccerto: come per le orche, lasciamo pure che le bestie siano violente, è per il loro bene, anzi la loro società armoniosa abbisogna di botte e sangue. Fidatevi degli esperti.
Va sottolineato che i babbuini mostrano aggressività verso l’uomo, specialmente in aree dove sono abituati alla presenza umana e associano le persone al cibo: in alcune zone dell’Africa questo ha portato a episodi di babbuini che rubano cibo aggressivamente da turisti o abitazioni.
Il direttore di Renovatio 21 anni fa, nei pressi delle cascate dello Zambesi a Livingstone, laddove confinano le vecchie Rhodesie (oggi Zambia e Zimbabwe) fu gravemente minacciato da un babbuino, infastidito dal fatto di essere stato seguito qualche metro per scattare una foto. Il direttore, allarmato dalla brutale scontrosità dell’animale, arrivò a scusarsi con esso, tuttavia oggi se ne pente moltissimo.
I rognosi primati hanno creato in loco problemi ben peggiori. Da quelle parti si racconta la storia, che non siamo stati in grado di verificare, di una torma di babbuini che si è avventata ad un buffet per un evento ufficiale in un resort della zona. Un politico, forse un ministro, impaurito dal caotico attacco delle scimmie malefiche, sarebbe quindi finito in piscina, e non è detto che sapeva nuotare. Tratto in salvo dal personale, il funzionario dello Stato africano, fradicio ed incazzatissimo, avrebbe ordinato la fucilazione delle orrende bestie scroccone.
Non sappiamo se l’aneddoto sia completamente inventato, ma negli anni lo abbiamo udito, e ritenuto – conoscendo la natura babbuinica e quella della politica umana locale – abbastanza credibile.
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Lontra aggredisce brutalmente donna che nuotava nel lago
I had no idea otters were this cool pic.twitter.com/4tScTqrktl
— Branch Floridian (@JackLinFLL) September 3, 2026
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AGGRESSIVE OTTER | An aggressive otter off the coast of Santa Cruz stole another surf board over the weekend. The otter forced the surfer off his board and even left several bite marks in the surf board. Latest details: https://t.co/lBc31guhOy pic.twitter.com/9Tu4Gy5gKx
— KSBW Action News 8 (@ksbw) July 11, 2023
A little video of the sea otter that likes surf boards pic.twitter.com/X5O8CNZaCc
— Native Santa Cruz (@NativeSantaCruz) June 19, 2023
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