Alimentazione
Confessioni di un mangiatore di orche assassine
Il 24 gennaio di quest’anno sul sito giapponese Note è apparso un post piuttosto incredibile, ma che Renovatio 21 si sente di segnalare visto che ci siamo trovati spesse volte a discutere della questione, sempre più scottante, delle orche assassine.
Va detto che non sappiamo se si tratti di testo scritto per ischerzo, di un estemporaneo scritto di satira saltato fuori nella variegata e talvolta imprevedibile rete nipponofona. Verificare i fatti è difficile. L’autore (o autrice) usa il nom de plune di Aoiro Charo, ha 24 anni e vive a Tokyo. Altre informazioni sulla misteriosa figura non sono disponibili.
L’Aoiro procede con una confessione scioccante.
«Alle volte si usa l’espressione: “è così bello che me lo mangerei”. Ho deciso di metterla in pratica» attacca l’autore del post.
«Adoro le orche assassine. Mi piace loro pelle nera e lucente, la forma pesante e imponente del loro corpo e il motivo minimalista, nero e bianco della loro livrea. Avete mai visto uno spettacolo di orche assassine? Le dimensioni dello spruzzo d’acqua dopo un salto sono incredibili, è qualcosa che merita davvero di essere visto!» prosegue con estatica prosa il giapponese. «Quando quel grande corpo si abbatte sull’acqua non si nemmeno più parlare di uno spruzzo d’acqua, piuttosto di una massa d’acqua che si solleva nell’aria. Un necessario caveat per chi sceglie di guardare dalle prime file: vi bagnerete parecchio».
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L’autore descrive finemente il suo amore per il cetaceo bianconero: «è bello anche guardare lo spettacolo attraverso i vetri dell’acquario invece che dagli spalti. La vista di un’orca assassina che si rituffa in acqua e delle bolle d’aria danzanti nella vasca è tanto bella da conquistare sia gli occhi che il cuore».
La passione, dinanzi al controverso mammifero acquatico, sembra incontenibile: «tonnellate di carne affondano all’improvviso nell’acqua e sembrano mandarla in ebollizione, è meraviglioso». L’Aoiro consiglia quindi di visitare l’acquario del porto di Nagoya, città manifatturiera al centro dell’Honshu, la principale isola dell’arcipelago nipponico.
A questo punto, viene calata la drammatica domanda, con risvolti sociopolitici e geopolitici immani: «a proposito, le orche si possono mangiare? Dal momento che la balena è una prelibatezza…»
Come noto, la kujira, la balena, è una pietanza dalla quale il Giappone non vuole separarsi, attivandosi forsennatamente anche presso le sedi degli enti transnazionali come l’ONU per evitare che la caccia ai grandi cetacei venga messa al bando, facendo tradizionalmente asse con l’Islanda e ricevendo talvolta l’aiuto, che qualcuno potrebbe dire molto interessato, di sparuti Paesi africani.
La confessione a questo punto si inoltra in territori del tutto inesplorati.
«A Yokohama c’è un ristorante con lo strano nome “Chinjuuya” [珍獣屋, traducibile come ristorante di animali inconsueti, ndr]. Come suggerisce il nome, questo è un divertente ristorante dove si può mangiare una sorprendente varietà di animali. La specialità è il “budino con elementi estranei”. Lascio alla vostra immaginazione cosa possa contenere, la responsabilità se fate una ricerca su Google è solo vostra» avverte l’autore, che in seguito affermerà di avervi consumato anche carne di passero e di cammello, comunicando che «era tutto molto buono e in generale il ristorante mi ha soddisfatto pienamente».
Sul profilo Twitter il Chinjuuya – le cui immagini sono tutte coperte dalla piattaforma come «sensibili» – ci fa sapere che il menù di per il mese di giugno 2024 prevede carne di tasso e orso bruno frollata e stufata, e su richiesta è disponibile una tartare di scoiattolo come guarnitura.
Il locale gode anche di una serie di video-recensioni su YouTube.
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«Impegni personali mi portavano a Yokohama, quindi ho colto l’occasione per dare un’occhiata al menù e alle ultime notizie del locale sui social media: il seguente post ha attirato la mia attenzione: “Mi è arrivato il sashimi di orca!”» racconta l’autore del post, che viene preso dalla voglia di consumare un simile alimento. «Non ho altra scelta che andare. Voglio assaggiarlo».
«Alcune persone potrebbero pensare che sia crudele mangiare i loro esseri animali preferiti. Se parli agli amanti dei cani di mangiare cani, probabilmente verrai cacciato in malo modo. Difficilmente diventerai amico di un cinofilo facendo discorsi simili» spiega. Di nostro possiamo dire al lettore italiano che lo stesso avviene anche col cavallo: mai parlare ad un appassionato di equitazione di sfilacci, che sappiamo essere finiti, in anni recenti, perfino sulla pizza.
Come riportato da Renovatio 21, il consumo della carne di cane è stato recentemente proibito in Corea, Paese che per secoli i giapponesi hanno definito come abitato da «mangiacani». La protesta degli allevatori e dei cinofagi impenitenti, è stata veemente davvero, con tanto di minaccia di liberare milioni di gustosi migliori amici dell’uomo per le strade della capitale Seoul. Tuttavia, la legge è passata comunque, anche se entrerà in vigore nel 2027, e quindi immaginiamo a quali gozzoviglie trimalcionesche a base di Fido si stiano dando certi coreani durante il crudele countdown che farà sparire un cibo tradizionale.
Ad ogni modo, torniamo a Yokohama, e al signore (o signora…) che confessa a questo punto di essere andato a mangiarla, l’orca assassina.
«Non ho avuto scrupoli nel mangiare l’orca» ammette in maniera diretta. «Se mi chiedessi di farne ucciderne una perché io la mangi, direi di no, ma questa carne ormai è già arrivata al ristorante. È la legge della natura che gli esseri viventi (in questo caso io) mangino esseri viventi (in questo caso l’orca)», teorizza in maniera così debole da farci pensare che, alla fine, si tratti solo di uno scherzo.
«Mi piacciono la natura e gli esseri viventi, anche quelli crudeli. Le orche assassine a volte uccidono animali che non mangiano, solo per divertimento. Ma mi piacciono comunque» continua, alla ricerca di una giustificazione. «Ecco perché sono venuto in questo ristorante e ho fatto la mia ordinazione».
«Mi sono trovato di fronte a un piatto su cui era disposta carne di cuore d’orca, tagliata e cucinata. Questa è…un’orca assassina» dice Aoiro in preda ad una vertigine metafisico-culinaria.
Tuttavia, al termine dell’esperienza di gastronomia estrema e financo proibita, il tizio rivela di sentirsi addosso l’amarezza di una delusione.
«Sorprendentemente, non sono rimasto poi così colpito. Tutto qui: quello che ti trovi nel piatto non può essere assimilato a quello che hai visto all’acquario, la forma è troppo diversa. La carne era più tenera di quanto mi aspettassi. Pensavo che il cuore fosse più duro e fibroso, ma non è così», dice, per aggiungere un dettaglio disturbante. «A proposito: mi piacerebbe vedere un cuore d’orca intero, se ci fosse l’occasione».
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Pur amareggiato dalla consistenza fisica e metafisica del piatto, il recensore, tuttavia, non lesina giudizi positivi riguardo al gusto.
«Il sapore è delizioso. Non ho un grande vocabolario per quanto riguarda il cibo, posso solo dire che era davvero buono. Odore e consistenza non avevano nulla di troppo aggressivo. Se dovessi paragonarlo a qualcosa, il sashimi di tonno potrebbe essere la cosa più simile. Un buon sapore di carne rossa e una consistenza gradevole: delizioso, semplicemente delizioso».
Ma non è finita, perché la confessione procede ancora con altre affermazioni significative: «quando, dopo quella cena, sono tornato a vedere un’esibizione di orche all’acquario non ho provato nessun senso di colpa. Una volta di più mi sono detto: “certo che le orche sono proprio belle”» conclude il mangiatore di orche assassine.
Mangiare un’orca, quantomeno in Europa, è impossibile e perfino illegale. L’Orca è specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa (Direttiva Habitat 92/43/CEE, all. IV), nei confronti della quale sono richiesti accordi internazionali per la sua conservazione e gestione (Convenzione di Bonn, all. II).
La specie Orcinus Orca risulta quindi rigorosamente protetta (Convenzione di Berna, all. II) nonché in pericolo o minacciata (Convenzione di Barcellona, all. 2 – Legge 27 maggio 1999, n. 175), quindi «particolarmente protetta» (Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, art. 2).
«Non esistono stime numeriche delle popolazioni di Orca» scrive il sito Uomo e Natura, che scrive che le orche «vengono catturate per scopi alimentari in varie zone del mondo, ma sembra che tali prelievi non siano fonte di minaccia per la specie».
Parimenti di un altro cetaceo controverso e problematico, il delfino, in Italia è assolutamente proibita la caccia e il consumo come pietanza. In passato, tuttavia, in varie regioni tirreniche in passato il delfino era mangiato, come attestano le ricette sul mosciame – o «musciamme» –ancora presenti in alcuni testi di cucina regionale (in particolare riguardo la cucina viareggina e ligure, dove la bestia talvolta veniva chiamato «pesce-porco») stampati fino a pochi decenni fa.
Video recenti hanno dimostrerebbero che tra delfini e orche non c’è buon sangue. Tuttavia, perdere tempo nelle animosità delle divisioni in famiglia ha poco senso quando si può finire, tragicamente, in un sashimi.
Taro Negishi
Corrispondente di Renovatio 21 da Tokyo
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Immagine di H. Zell via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Alimentazione
Il WEF riformula lo slogan «mangiate insetti» come nuovo progetto di investimento per l’«economia della natura»
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Alimentazione
Kennedy annuncia che oltre 50 facoltà di medicina aggiungeranno corsi di formazione in nutrizione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Oltre 50 facoltà di medicina statunitensi inizieranno a richiedere corsi di educazione alimentare, dopo aver aderito volontariamente a un’iniziativa da 5 milioni di dollari promossa questa settimana dal Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. Alcuni medici hanno elogiato l’iniziativa, mentre altri hanno suggerito che saranno necessari ulteriori fattori per affrontare al meglio le malattie croniche negli Stati Uniti.
Oltre 50 facoltà di medicina degli Stati Uniti inizieranno a richiedere corsi di educazione alimentare, dopo aver aderito volontariamente a un’iniziativa da 5 milioni di dollari promossa questa settimana dal Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr.
Diversi medici hanno affermato che l’iniziativa rafforzerà un ambito della formazione medica che prima era carente.
«Questa iniziativa colma una lacuna nazionale nella formazione medica», ha affermato Stephanie Fleming, direttrice delle comunicazioni della Facoltà di Medicina dell’Università del Missouri.
«Storicamente, i medici hanno ricevuto pochissima formazione formale in materia di nutrizione», ha dichiarato Fleming al The Defender. «L’educazione alimentare fornisce ai futuri medici strumenti basati sull’evidenza per prevenire e gestire molte delle malattie croniche più comuni».
Nell’ambito dell’iniziativa, annunciata giovedì, le istituzioni partecipanti hanno concordato di offrire almeno 40 ore di educazione alimentare, o un equivalente di competenza di 40 ore, a partire dall’anno accademico 2026-27.
Le scuole possono costruire il loro curriculum sulla base di un elenco di 71 competenze nutrizionali fondamentali sviluppate dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS)
Kennedy ha affermato che l’iniziativa contribuirà ad affrontare l’ epidemia di malattie croniche negli Stati Uniti.
«Le malattie croniche stanno mandando in rovina il nostro sistema sanitario e la cattiva alimentazione è al centro di questa crisi», ha dichiarato Kennedy in una nota. «Oggi le facoltà di medicina si stanno impegnando a cambiare il modo in cui gli americani formano i loro medici, rimettendo la nutrizione al suo posto: al centro dell’assistenza ai pazienti».
Giovedì, 53 facoltà di medicina in 31 stati avevano accettato di partecipare.
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L’iniziativa affronta la «crisi delle malattie prevenibili»
Il medico di medicina di famiglia, il dott. George Fareed, ha affermato che l’iniziativa migliorerà la salute degli americani.
«Avrà solo benefici positivi per la salute degli americani in futuro. L’alimentazione è fondamentale per la longevità e il benessere. I medici saranno più preparati a educare i loro pazienti su una corretta alimentazione», ha affermato Fareed.
L’HHS ha citato dati che mostrano che gli Stati Uniti spendono 4,4 trilioni di dollari all’anno per curare malattie croniche e problemi di salute mentale e che 1 milione di americani muore ogni anno a causa di malattie croniche legate al cibo. L’HHS ha descritto questa situazione come una «crisi di malattie prevenibili».
Affrontare l’epidemia di malattie croniche e migliorare l’alimentazione degli americani è uno dei principi fondamentali del programma Make America Healthy Again (MAHA) di Kennedy. Un rapporto del settembre 2025 della Commissione MAHA della Casa Bianca chiedeva una maggiore educazione alimentare.
A gennaio, Kennedy ha presentato le nuove linee guida alimentari nazionali, invertendo la «piramide alimentare» sviluppata negli anni ’90, mettendo proteine, latticini, grassi sani, verdura e frutta in cima e i cereali in fondo.
«Tra la revisione della piramide alimentare e questa iniziativa, la mia speranza è che i nostri figli non solo prosperino, ma che saremo anche in grado di invertire decenni di cattiva alimentazione e l’epidemia di malattie croniche», ha affermato la dottoressa Kat Lindley, medico di medicina di famiglia.
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«Due anni interi di farmacologia e solo un corso di nutrizione»
Secondo la scheda informativa dell’HHS, le «competenze fondamentali» del curriculum di nutrizione che le facoltà di medicina svilupperanno includono l’identificazione degli stati di carenza di nutrienti e lo sviluppo di modelli alimentari sani per tutta la vita per i pazienti affetti da malattie croniche.
Diversi medici e professionisti sanitari che hanno parlato con The Defender hanno affermato che il programma di nutrizione rappresenta un gradito allontanamento dall’educazione alimentare attualmente offerta dalla maggior parte delle facoltà di medicina o da quella ricevuta durante gli studi, anche se alcune facoltà di medicina affermano sui loro siti web che «il cibo è medicina».
«Il cibo è una medicina, ma alla facoltà di medicina tutto quello che abbiamo imparato è stato come identificare i sintomi e capire quale farmaco associare», ha affermato la dottoressa Margaret Christensen, ginecologa qualificata, formatrice clinica nazionale e internazionale e co-fondatrice del Carpathia Collaborative.
«Avevamo molte ore e due anni interi di farmacologia e solo un corso di nutrizione», ha detto Christensen.
Fareed, che ha frequentato la Harvard Medical School tra il 1966 e il 1970, ha affermato di non aver ricevuto «alcuna formazione o educazione formale in materia di nutrizione».
La gastroenterologa in pensione, la dottoressa Danice Hertz, ha affermato: «la formazione in nutrizione è stata notevolmente carente nelle facoltà di medicina americane e nei programmi di specializzazione. Ciò ha un impatto negativo sulla prevenzione delle malattie, poiché molte patologie croniche possono essere controllate e persino eliminate con una corretta alimentazione».
Hertz ha affermato che la sua formazione presso la facoltà di medicina includeva «un’istruzione minima in materia di nutrizione».
«Non ero preparato a valutare e trattare problemi nutrizionali o a consigliare i pazienti sulla prevenzione delle malattie attraverso una buona alimentazione. Quello che ho imparato sulla nutrizione l’ho imparato da solo», ha detto Hertz.
Il medico internista dottor Clayton J. Baker ha affermato di aver ricevuto «circa 10-20 ore di formazione in nutrizione durante la facoltà di medicina». L’educazione alimentare «non è stata completamente ignorata», ma «non è stata nemmeno enfatizzata», ha aggiunto.
Baker ha affermato che una parte significativa di questa limitata formazione nutrizionale si basava sulla precedente «piramide alimentare». Quando ha introdotto le nuove linee guida dietetiche nazionali a gennaio, Kennedy ha affermato che il modello precedente «scoraggiava erroneamente» grassi e proteine sani e dava troppa importanza ai cereali.
«Quando frequentavo la facoltà di medicina, mi è stata insegnata la dottrina dominante dell’epoca, inclusa la ‘piramide alimentare’. Quell’approccio alla nutrizione si è rivelato controproducente per la salute», ha affermato Baker.
La dottoressa Jane Orient, direttrice esecutiva dell’Associazione dei medici e chirurghi americani, ha affermato che la sua formazione medica comprendeva materiale su «vitamine, carboidrati, proteine, grassi e minerali, nonché segni di eccessi e carenze».
«Se avessimo imparato a conoscere una dieta equilibrata, avremmo imparato anche a conoscere la piramide alimentare, ormai screditata», ha affermato Orient.
La nutrizionista clinica Gail Clayton, che insegna biochimica della nutrizione all’Università di Bridgeport, ha affermato che anche nelle scuole di farmacia l’educazione alimentare è carente.
«Non ci è stata insegnata la funzione delle vie metaboliche», ha detto Clayton. «Il nostro sistema attuale si limita a somministrare un trattamento farmacologico senza cercare alcuna carenza o squilibrio nutrizionale sottostante».
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L’industria farmaceutica ha «alterato i programmi di studio delle migliori facoltà di medicina americane»
Alcuni medici hanno individuato delle criticità nella nuova iniziativa. Hanno preso atto delle recenti politiche dell’amministrazione Trump e hanno sollevato dubbi su cosa la nuova educazione alimentare introdotta nei programmi di studio delle facoltà di medicina sostituirà.
Baker ha affermato che, sebbene l’iniziativa sia «in ritardo», ci sono dubbi sulle «recenti decisioni dell’amministrazione in merito ai pesticidi».
Il mese scorso, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede l’ aumento della produzione nazionale di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup della Monsanto, nonché sospettato cancerogeno.
«Ci si chiede quanto significativo si rivelerà un miglioramento dell’educazione alimentare negli Stati Uniti. Una dieta equilibrata a base di cibi integrali ha un valore limitato se è intrisa di glifosato», ha affermato Baker.
Orient ha affermato che non ci sono «prove» che 40 ore di educazione alimentare «avranno alcun effetto sui tassi di malattia» e ha chiesto da cosa verrebbero sottratte queste ore.
«Il numero di ore non è importante, il contenuto sì», ha detto Orient. «Abbiamo molte malattie croniche. È improbabile che un corso di nutrizione includa cause iatrogene, come vaccini e farmaci, compresi quelli con obbligo di ricetta, e altri fattori legati allo stile di vita, come la mancanza di sole, l’esercizio fisico e relazioni sane».
Il dott. Joseph Varon, presidente e direttore sanitario dell’Independent Medical Alliance, ha affermato che l’iniziativa rappresenta un «buon primo passo» che riporta l’attenzione delle facoltà di medicina su «scienza e dati».
«L’influenza dell’industria, in particolare quella farmaceutica, ha distorto i programmi di studio delle migliori facoltà di medicina americane», ha affermato Varon. «Se vogliamo seriamente invertire la tendenza delle malattie croniche, la nutrizione deve diventare una parte fondamentale della formazione medica».
Diversi studi e sondaggi, alcuni risalenti agli anni Sessanta, hanno rilevato che la maggior parte delle facoltà di medicina non pone l’accento sull’educazione alimentare: tre quarti delle facoltà di medicina statunitensi non richiedono corsi di nutrizione clinica e solo il 14% dei programmi di specializzazione offre un curriculum obbligatorio in nutrizione.
Un sondaggio del 2022 pubblicato sul Journal of Wellness ha rilevato che gli studenti di medicina hanno dichiarato di ricevere in media 1,2 ore di educazione alimentare formale ogni anno, mentre un sondaggio del 2015 ha rilevato che gli studenti di medicina statunitensi hanno dedicato, in media, 19 ore all’educazione alimentare durante i loro quattro anni di facoltà di medicina.
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Iniziativa uno dei numerosi sforzi guidati da Kennedy per migliorare la nutrizione negli Stati Uniti
La nuova iniziativa si inserisce nel contesto di un impegno costante da parte di Kennedy per promuovere una migliore alimentazione negli Stati Uniti, che comprende anche visite alle mense scolastiche nell’ambito del recente tour «Riprenditi la tua salute».
In un’intervista con Joe Rogan all’inizio di questo mese, durante la quale Kennedy si è espresso in modo critico nei confronti del glifosato, Kennedy ha affermato che una definizione federale di alimenti ultra-processati sarà annunciata già ad aprile.
All’inizio di questo mese, Kennedy ha anche annunciato un piano per «insegnare alla gente a cucinare» e ha attaccato due catene di caffè, Starbucks e Dunkin’, per l’elevato contenuto di zucchero in alcune delle loro bevande a base di caffè.
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Immagine da Twitter
Alimentazione
«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato, dice RFK Jr. a Joe Rogan
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«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato
Oltre alla geopolitica, Kennedy sosteneva che la passata politica federale aveva creato una profonda dipendenza dell’agricoltura da questa sostanza chimica. «Attraverso le politiche e i sussidi federali… abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti da questi pesticidi e in particolare dal glifosato», ha affermato. «Il glifosato è il pesticida fondamentale del nostro sistema di produzione alimentare». Ha spiegato come le colture geneticamente modificate ne abbiano favorito l’uso diffuso. «Il mais Roundup Ready… significa che puoi spruzzare il campo e tutto il verde muore tranne il mais, che è immune al glifosato», ha detto. Lo stesso vale per la soia. Kennedy ha affermato che il 97% del mais e il 98% della soia statunitensi dipendono dal glifosato. «Se vietassimo il glifosato da un giorno all’altro… distruggeremmo il sistema alimentare americano», ha affermato. Questa dipendenza lascia gli agricoltori intrappolati in un modello costoso e sempre più pericoloso, ha affermato Kennedy.Aiuta Renovatio 21
Gli agricoltori hanno iniziato a spruzzare glifosato «direttamente sul cibo» e le allergie sono aumentate
Kennedy ha messo in dubbio i rischi per la salute derivanti da qualsiasi esposizione alla sostanza chimica. «Non so se esista un livello sicuro», ha affermato. La maggior parte delle controversie legali si è concentrata sul linfoma non-Hodgkin «perché è l’unica cosa supportata da una massa critica di studi scientifici», ha osservato. Sebbene non esista grano Roundup Ready, Kennedy ha affermato che gli agricoltori hanno iniziato a utilizzare il glifosato intorno al 2003 per essiccare il grano prima del raccolto. «Per la prima volta, lo spruzzavano direttamente sul cibo», ha detto. «Intorno al 2003 si è iniziato a vedere questa esplosione di celiachia e allergie al glutine», ha affermato. Kennedy ha riconosciuto che «non ci sono chiare prove scientifiche che siano correlate». Tuttavia, ha citato «segnali» sulla salute ora in fase di revisione da parte delle agenzie sanitarie federali. Il glifosato «decisamente sconvolge… il bioma intestinale», ha detto Kennedy. «Il vantaggio del glifosato è che, a differenza di altri veleni, non danneggia i tessuti organici, ma attacca le piante, non i tessuti animali. Ma il microbioma dello stomaco è vegetale».Aiuta Renovatio 21
Gli agricoltori sanno che il glifosato sta «distruggendo il loro terreno»
Kennedy ha anche avvertito che il glifosato danneggia la salute del suolo. Gli agricoltori «sanno che sta distruggendo il loro terreno», ha detto. Il glifosato danneggia la microbiologia del suolo, riduce l’infiltrazione dell’acqua e contribuisce al deflusso. «Non è sostenibile. Lo sanno tutti», ha aggiunto. Ha affermato che gli agricoltori sono risentiti per l’elevato costo del glifosato, per la diffusione di erbacce resistenti alle sostanze chimiche e per le restrizioni europee all’esportazione che limitano le colture trattate con glifosato. «Gli agricoltori sono le persone più laboriose che abbia mai incontrato», ha detto Kennedy. «Vogliono produrre il cibo più sano e… gli input li stanno uccidendo». Ha aggiunto: «sette anni su dieci gli agricoltori perdono soldi e… non ci sono più giovani che si trasferiscono nelle campagne. Quindi, sapete, dobbiamo davvero fare il possibile per assicurarci di non perdere altre aziende agricole in questo Paese. Ed è questo che preoccupa il presidente. Deve essere la sua priorità».Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato»
Pur difendendo l’ordine di Trump, Kennedy ha insistito sul fatto che l’obiettivo a lungo termine rimane chiaro. «Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato», ha affermato. Ha affermato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti sta investendo molto nella ricerca e nell’agricoltura rigenerativa, mentre il presidente ha stanziato 1 miliardo di dollari per l’agricoltura rigenerativa e la riduzione dell’uso di sostanze chimiche. Kennedy ha menzionato i sistemi laser che colpiscono erbacce e insetti senza l’uso di sostanze chimiche. Sebbene le macchine costino circa 1 milione di dollari, ha affermato che il sistema «si ripaga da solo», citando prove che dimostrano un aumento della produttività e una riduzione delle stagioni di crescita. «Ci sono tutte queste nuove tecnologie entusiasmanti che ci danno una luce alla fine del tunnel», ha detto. «E potrebbe essere molto, molto veloce». Ha riconosciuto che le colture a filari rappresentano una sfida maggiore rispetto alle aziende agricole biologiche specializzate, ma ha sollecitato investimenti per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza chimica. «Come possiamo aiutarli a farlo?», ha chiesto. «Come possiamo convincere gli imprenditori e i miliardari della Silicon Valley a investire in modo significativo in questo tipo di tecnologie? E smettiamola di occuparcene». Kennedy ha definito la sua missione come urgente. «Agirò come se avessi tre anni per fare tutto», ha affermato, riferendosi alla durata residua dell’attuale mandato di Trump. Ha previsto che la tecnologia eliminerà molti pesticidi ed erbicidi, anche se la riforma dei fertilizzanti «sarà molto più lenta». Ciononostante, ha espresso fiducia in un futuro senza pesticidi. «Penso che accadrà», ha detto. «La tecnologia lo permetterà». Jill ErzenIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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