Guerra cibernetica
Hacker russi attaccano i Paesi Baltici e la Polonia
Un insieme di gruppi hacker russi ha attaccato ciberneticamente Lituania, Estonia, Lettonia e Polonia accusate di essere «complici del regime di Kiev».
Complessivamente, 16 gruppi di hacker provenienti da diversi paesi, tra cui Russia, Ucraina e altri, hanno partecipato all’attacco. Durante l’operazione, sono state prese di mira 127 diverse strutture situate nei Paesi Baltici e in Polonia, tra cui istituti bancari, organizzazioni governative, perfino, a quanto sembra, il sistema dei parchimetri.
Secondo quanto riportato il sito web del Ministero degli Affari Interni della Lettonia sarebbe stato violato, e sono state divulgate informazioni relative alla corrispondenza del dipartimento, ai dipendenti, alla polizia e ai documenti finanziari. I deputati baltici avrebbero ricevuto una mailing list SMS che parlava di denazificazione.
È stato pubblicato un manifesto sulle strutture compromesse con la dichiarazione: «la guerra terminerà solamente quando sarà sradicato l’ultimo individuo affiliato ai nazisti».
«Il nostro gruppo dichiara l’unione in un unico attacco contro i complici del regime di Kiev! Vendichiamo Pskov, la Crimea e il Donbass! Per tutti gli innocenti uccisi dai nazisti, e soprattutto per i bambini! La guerra finisce solo quando l’ultimo nazista viene distrutto! Esercito russo, avanti! Crediamo nella nostra vittoria! Per la libertà dell’Ucraina dal nazismo!»
BEREGINI
FROM pic.twitter.com/tdshZIflif
— Gabrielle Tigerman ????☠️???? (@g_tigerman_113) September 5, 2023
Il 4 settembre, un gruppo di 16 gruppi di hacker ha annunciato l’hacking di infrastrutture come parte di un’operazione su larga scala contro i «complici degli attacchi ucraini» alla Russia. Successivamente, sul canale Telegram di Beregini, sono apparse informazioni secondo cui 30 gruppi si erano uniti all’attacco.
All’attacco avrebbero partecipato i gruppi Beregini, RaHDIt, Killnet, Zarya, Joker DPR, Wagner, XakNet Team, NoName057(16), Black Wolfs, BEAR.IT.ARMY, Voskhod, People’s CyberArmy, Patriot Black Matrix, DEADFOUD, Xecatsha, BEARSPAW.
Il leader del gruppo Joker DNR, intervistato dalla testata russa Izvestia, ha affermato che durante il massiccio attacco informatico del 4 settembre contro siti polacchi e baltici, gli hacker filo-russi hanno avuto accesso a tutte le strutture necessarie per gli attacchi.
«Come ogni sistema statale, è ben protetto dagli attacchi hacker, soprattutto da quelli occidentali. Ma, come si suol dire, non ci sono ostacoli per i patrioti russi. Noi hacker abbiamo lavorato nei luoghi più vulnerabili e abbiamo avuto accesso a tutte le strutture», ha affermato.
Rispondendo alla domanda sul perché fosse necessario hackerare i parchimetri, ha detto che paralizzando l’infrastruttura dei trasporti, gli hacker volevano mostrare «agli abitanti dei prosperi stati europei che il loro cosiddetto benessere è immaginario».
«I miei hacker riusciranno ad individuare assolutamente tutte le vulnerabilità. Non ci dimenticherete mai, la vittoria sarà nostra», ha dichiarato in conclusione il leader hacker.
Izvestia aveva parlato anche con altri membri di collettivi coinvolti come Zarya e Killnet.
Il portavoce di Zarya ha dichiarato che gli Stati baltici sono diventati l’obiettivo di un attacco informatico a causa del suo coinvolgimento negli attacchi ucraini alle strutture russe, aggiungendo che l’hacking del Ministero degli Affari Interni è «solo una piccola parte che è diventata pubblica come avvertimento».
Il portavoce di KillNet ha osservato che gli hacker russi si sono sempre sostenuti a vicenda, ma oggi è il momento di unirsi e «aprire una nuova pagina nella nostra grande storia».
Come riportato da Renovatio 21, a giungo alcuni gruppi hacker, tra cui Killnet, avevano promesso un attacco cibernetico che avrebbe preso di mira il sistema bancario europeo.
Pro-Russian hacktivist group KillNet, Anonymous Sudan, and REvil announced their plans to take down the entire European banking system within the next 48 hours.
"This is not a DDoS attack, the games are over. No money, no weapons, no Kiev regime — this is the formula for the… pic.twitter.com/to5RhxDif6
— Ian Miles Cheong (@stillgray) June 14, 2023
«Molte banche europee saranno bersagliate e colpite senza pietà» diceva il video-avvertimento. «Questo non è un attacco DDoS. I giochi sono finiti. Facciamo appello a tutti i gruppi attivi perché si coinvolgano in attività distruttive contro il sistema bancario europeo. Niente danaro, niente armi, niente regime di Kiev. Questa è la formula per la morte del nazismo e funzionerà» dichiarava il personaggio mascherato del gruppo KillNet.
Come riportato da Renovatio 21, anche un gruppo di hacker cinesi chiamato Volt Typhoon settimane prima avrebbe attaccato infrastrutture elettroniche delle forze armate americane nel Pacifico, in un’operazione dove forse l’obiettivo finale era prendere le misure per Taiwan.
Guerra cibernetica
Agente IA autonomo attacca grande piattaforma IA
L’azienda di Nuova York Hugging Face ha reso noto che un agente di intelligenza artificiale completamente autonomo ha violato il suo archivio di modelli IA, qualificando l’attacco informatico come senza precedenti.
Hugging Face gestisce una piattaforma open-source dove ricercatori e sviluppatori si confrontano per condividere e sperimentare strumenti, modelli e risorse destinati a progetti di intelligenza artificiale. La piattaforma mette inoltre a disposizione un repository gratuito con oltre 900.000 modelli pre-addestrati.
Gli esperti hanno più volte segnalato che i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), ideati inizialmente per incrementare la produttività e rafforzare la cybersecurity, potrebbero essere impiegati anche per automatizzare gli attacchi informatici.
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In una dichiarazione diffusa giovedì scorso, Hugging Face ha affermato di aver «individuato e contrastato, all’inizio del mese, un’intrusione in una parte della nostra infrastruttura di produzione… [che] si distingueva da qualsiasi altra situazione gestita in precedenza per un aspetto importante: era gestita, dall’inizio alla fine, da un sistema autonomo di agenti di intelligenza artificiale».
Secondo l’azienda, «la campagna è stata condotta tramite un framework di agenti autonomi… che ha eseguito migliaia di azioni individuali all’interno di una serie di ambienti di test di breve durata, con un sistema di comando e controllo auto-migratorio installato sui servizi pubblici».
Hugging Face ha sottolineato che il caso dimostra come «gli strumenti offensivi autonomi basati sull’Intelligenza Artificiale non sono più una questione teorica». Il sistema di agenti IA intrusi avrebbe sfruttato vulnerabilità nella pipeline di elaborazione dati della piattaforma, acquisendo credenziali di accesso al cloud e al cluster.
L’azienda ha riferito di aver attivato un proprio sistema di intelligenza artificiale per rilevare e neutralizzare la violazione. Pur avendo avviato un’indagine con il supporto di esperti esterni in sicurezza informatica forense, Hugging Face ha precisato di non aver ancora identificato il LLM impiegato nell’attacco.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di questo mese, Anthropic ha annunciato che il suo ultimo modello di IA, Claude, ha sviluppato un proprio spazio di lavoro interno denominato «J-space». «Analogamente a come gli esseri umani possono pensare a una cosa mentre ne fanno un’altra, Claude può attivare concetti e calcoli nel suo «spazio J» che non sono correlati ai suoi output» e si rifiuta di fermarsi anche quando gli viene esplicitamente ordinato di farlo, secondo l’azienda di AI.
Anthropic ha osservato che questa caratteristica, che «opera silenziosamente, nelle attivazioni neurali interne del modello», non era stata pre-programmata, ma è emersa spontaneamente durante il processo di addestramento.
In uno degli esperimenti, Claude è ricorso al ricatto quando gli è stato fatto credere che un dirigente fittizio intendesse disattivare l’IA, secondo quanto riportato dallo sviluppatore del modello.
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Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato integrato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, utilizzato da agenzie governative statunitensi e dal Pentagono, anche nell’ambito della campagna militare statunitense in corso contro l’Iran.
L’IA di Anthropic sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio. Tuttavia, L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’attacco statunitense a una scuola elementare femminile in Iran, che ha causato la morte di quasi 160 persone, per lo più bambini, non ha violato le «linee rosse» di Anthropic, ha dichiarato l’amministratore delegato Dario Amodei.
Si tratta dell’azienda coinvolta dal Vaticano per il lancio dell’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi è stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
L’Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicatoquest’anno, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie». Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
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Settimane fa Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Come riportato da Renovatio 21, mese scorso, il gruppo di Intelligence Five Eyes, formato da Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda, ha messo in guardia sul fatto che i modelli di IA avanzati potrebbero consentire agli hacker di paralizzare governi, aziende e sistemi critici in un futuro non troppo lontano.
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Il capo della CIA Giovanni Ratcliffo ha dichiarato che gli strumenti di cyberoffensiva basati sull’Intelligenza Artificiale possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
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Guerra cibernetica
Il capo della CIA : l’IA offre «armi nucleari digitali»
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Guerra cibernetica
Il presidente della Colombia Petro accusa Israele di aver hackerato le elezioni
Il presidente colombiano uscente Gustavo Petro ha accusato Israele di aver hackerato le elezioni presidenziali, sostenendo che le modifiche ai server elettorali abbiano consentito a soggetti esterni di manipolare i dati di voto.
Il Petro ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che il candidato di destra Abelardo De La Espriella ha vinto le elezioni presidenziali di domenica con un margine ristretto, secondo i risultati preliminari, sconfiggendo il senatore di sinistra Ivan Cepeda e segnando un allontanamento dalle politiche progressiste di Petro.
Con quasi tutti i voti scrutinati, De La Espriella ha ottenuto il 49,66% dei consensi contro il 48,70% di Cepeda, secondo i dati del Registro Nazionale. L’avvocato e imprenditore quarantasettenne, che ha ricevuto l’appoggio del presidente statunitense Donald Trump, ha basato la sua campagna sulla promessa di reprimere la criminalità, porre fine ai colloqui di pace con i gruppi armati e ripristinare i rapporti con Israele dopo l’interruzione delle relazioni diplomatiche da parte del Petro.
Il presidente colombiano, da tempo critico nei confronti delle potenze occidentali, ha accusato gli Stati Uniti di perpetuare la disuguaglianza globale e ha definito la campagna militare israeliana a Gaza un «genocidio».
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In un post pubblicato domenica su X, Petro ha sostenuto di aver avvertito della vulnerabilità del software elettorale sviluppato dai fratelli Bautista, citando una sentenza del Consiglio di Stato colombiano del 2018, e di aver chiesto che venisse sostituito con un software di proprietà pubblica e sottoposto a una verifica indipendente.
Il Petro ha affermato che vi erano prove del fatto che gli indirizzi IP di diversi server appartenenti al Registro Nazionale colombiano fossero stati modificati, il che, a suo dire, indica che il software è stato violato e che «altri hanno inserito dati per i seggi elettorali e i centri di votazione».
«L’unica entità al mondo in grado di farlo è lo Stato di Israele», ha aggiunto, dichiarando che avrebbe fornito ai giudici i dettagli dei server presumibilmente alterati e ha chiesto un riconteggio completo e un’indagine sulle vulnerabilità del software elettorale.
De La Espriella, che si è battuto per legami più stretti con Washington, ha già ricevuto le congratulazioni di Trump e del Segretario di Stato americano Marco Rubio. Si è impegnato a ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele e ad aprire un’ambasciata colombiana a Gerusalemme, annullando la decisione di Petro di interrompere i rapporti.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar si è congratulato con De La Espriella per la sua «impressionante vittoria» e ha affermato che Israele auspica un rafforzamento dei legami bilaterali.
Gli stretti legami tra De La Espriella e Israele sono stati evidenti durante tutta la sua campagna elettorale. In un incontro con Sa’ar a novembre, De La Espriella ha affermato che «un’alleanza strategica con lo Stato di Israele e il governo degli Stati Uniti non solo ci renderà più forti, ma ci collocherà dalla parte giusta della storia».
La Colombia di Petro aveva rotto i rapporti con Israele nel 2024.
In Sud America Israele sembra godere del favore parossistico – definito «chiaro ed inflessibile sostegno» – del presidente argentino Milei, uomo consigliato da rabbini che sarebbe in procinto di «convertirsi» al giudaismo, che ha addirittura fatto partecipare l’ambasciatore israeliano ad un gabinetto di crisi del governo di Buenos Aires, destando scandalo nella comunità diplomatica del suo Paese.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il Milei ha definito il presidente colombiano Petro «assassino terrorista», provocando così l’espulsione di tutti i diplomatici argentini da Bogotá.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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