Militaria
Mosca invia 23 note sul possibile uso di sostanze chimiche da parte di Kiev
La Russia ha inviato 23 note alla segreteria dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) sull’uso di sostanze tossiche come armi chimiche da parte di Kiev, ma l’OPCW non vede ancora la necessità di inviare specialisti a Ucraina, ha detto mercoledì il rappresentante permanente russo presso l’OPCW Alexander Shulgin.
«In totale, sono già state inviate verbalmente 23 note, in avvertimento delle imminenti provocazioni», ha detto Shulgin in un briefing online organizzato dal gruppo mediatico internazionale Rossija Segodnja.
Il sito governativo russo Sputnik riporta che secondo il direttore generale della segreteria OPCW, tutte queste informazioni vengono monitorate e analizzate scrupolosamente, ma finora la segreteria tecnica ritiene che non sia necessario inviare un team di esperti, ha spiegato il diplomatico russo.
Il mese scorso un tubo dove scorre l’ammoniaca tra la città di Tol’jatti e Odessa è stato fatto saltare in aria nella regione di Kharkov, secondo quanto sostiene il ministero della Difesa Russo, da un’unita di sabotatori ucraini.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio era emerso che gli americani intendevano consegnare alle forze ucraine container con sostanze antisommossa CS (clorobenzilidenemalononitrile) e CR (dibenzoxazepina), nonché – fatto interessante – l’agente inabilitante BZ (3-Quinuclidinil benzilato): quest’ultimo, il BZ, è un prodotto particolarmente interessante, pensato per un dispiegamento come arma chimica già nel 1959. IL BZ è un potente allucinogeno che induce disfunzioni cognitive e delirio: in pratica fa impazzire la popolazione colpita, rendendola allucinata e violenta.
Un anno fa il colonnello generale Mikhail Mizintsev, capo del Centro di gestione della difesa nazionale della Russia, aveva avvertito che i nazionalisti ucraini avrebbero avuto l’intenzione di colpire serbatoi chimici nella città di Sumy per addossare la colpa di un attacco con armi chimiche alla Russia.
Un tentato false-flag chimico potrebbe essere stato alla base dell’intero conflitto. In un denso saggio sulle origini della guerra in Ucraina, l’ex ufficiale elvetico collaboratore di NATO e ONU colonnello Jaques Baud ha scritto che «il 18 gennaio, i combattenti del Donbass intercettavano sabotatori equipaggiati con equipaggiamento occidentale e di lingua polacca che cercavano di creare incidenti chimici a Gorlivka».
Il teatro di tutto questo è il Paese dove gli USA (e i tedeschi…) conducevano e finanziavano biolaboratori per la ricerca di patogeni con capacità militari, con i russi ad accusare gli ucraini di attacchi biologici sulla popolazione di Lugansk.
Militaria
L’Iran attacca le infrastrutture dell’industria delle armi israeliana
L’esercito iraniano ha attaccato martedì gli impianti di produzione del produttore di armi israeliano Rafael, ha dichiarato l’esercito iraniano. Lo riporta l’emittente televisiva SNN
«Da stamattina, l’esercito iraniano ha attaccato i centri di cybertecnologia israeliani, così come i centri di produzione di armi della Rafael», si legge in una dichiarazione dell’esercito iraniano.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato l’avvio di un’operazione in Medio Oriente che prevede l’impiego di armi pesanti e droni d’attacco, senza fornire ulteriori dettagli.
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L’Iran parla di oltre 1.200 vittime dall’inizio del conflitto.
La Rafael Advanced Defense Systems Ltd. è un’azienda israeliana di tecnologia della difesa fondata come Laboratorio nazionale di ricerca e sviluppo per la difesa di Israele per lo sviluppo di armi e tecnologie militari all’interno del ministero della Difesa israeliano e nel 2002 costituita come società a responsabilità limitata, sebbene sempre di proprietà statale.
Tra i suoi prodotti vi sono i sistemi di difesa missilistica Iron Dome e Iron Beam (che impiega il laser), Python (un sistema missilistico aria-aria), lo Spike (un missile anticarro guidato di quarta generazione, «spara e dimentica»), Popeye (un sistema missilistico aria-terra), il Popeye Turbo SLCM (ritenuto un missile da crociera lanciato da sottomarino con testata nucleare), il Protector USV (n veicolo di superficie senza equipaggio, cioè sistema di combattimento navale autonomo senza equipaggio), David’s Sling (sistema missilistico terra-aria).
L’azienda ha un ramo attivo nel trasferimento tecnologico dall’ambito militare a quelli civile.
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Immagine di Israel Defense Forces via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Militaria
Israele sta perdendo la guerra?
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Militaria
La marina pakistana e lo Stretto di Ormuzzo
Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
• La Marina pakistana ha annunciato il lancio dell’Operazione Muhafiz-ul-Bahr (Protettore dei Mari). Ha dichiarato che le sue navi da guerra scorteranno le navi mercantili pakistane in Medio Oriente per «garantire il flusso ininterrotto delle forniture energetiche nazionali».
• Il Pakistan importa la maggior parte del gas naturale dal Qatar e del petrolio greggio dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, attraverso lo Stretto di Hormuz.
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Secondo il ministero del Petrolio del Pakistan, il Paese ha riserve di petrolio greggio per meno di due settimane e gas naturale liquefatto sufficiente per arrivare alla fine del mese.
• Il 9 marzo il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha annunciato di essere costretto a prendere «decisioni difficili» per proteggere l’economia presentando misure volte al risparmio di carburante, in particolare la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni per i prossimi due mesi e una sospensione delle attività scolastiche di due settimane. Ha inoltre disposto il telelavoro per metà dei dipendenti del settore pubblico e di quello privato, a eccezione dei servizi essenziali.
• Il Pakistan e l’Iran sono due nazioni amiche. I loro eserciti hanno combattuto i separatisti baluci in modo coordinato.
• Shebhaz Sharif ha telefonato a tutti gli Stati del Golfo e del Levante per assicurare loro il proprio sostegno. Ha inoltre inviato le congratulazioni all’ayatollah Mojtaba Khamenei.
A oggi i Guardiani della Rivoluzione lasciano transitare nello Stretto di Hormuz solo le navi cinesi.
Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Fonte: «La Marina pakistana e lo Stretto di Hormuz», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 14 marzo 2026.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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