Militaria
Le forze russe distruggono la stazione di comunicazione Starlink vicino a Bakhmut
Le forze russe hanno distrutto una stazione di comunicazione satellitare ucraina Starlink e un centro di controllo dei droni vicino a Bakhmut – che i russi chiamano Artemovsk – ha dichiarato alla testata governativa Sputnik un portavoce del ministero della Difesa russo.
«L’artiglieria del gruppo [delle forze russe] ha distrutto una stazione di comunicazione Starlink, un centro di controllo per veicoli aerei senza equipaggio insieme a un drone Leleka-100, un centro di comunicazione e un camioncino con un gruppo di fanteria», ha detto il portavoce.
Inoltre, le forze russe hanno respinto un attacco di un gruppo d’assalto ucraino nei pressi del villaggio di Berkhovka nella zona di Artemovsk.
Ad inizio conflitto Musk aveva fornito a Zelens’kyj gratuitamente i sistemi Starlink, che sono stati usati abbondantemente sul campo. Il businessman si sarebbe poi lamentato perché nessuno ripagava lo sforzo, e Starlink avrebbe interrotto il servizio quando l’azienda ha scoperto che utilizzava gli apparecchi per attacchi fin dentro la Russia.
L’importanza dei satelliti Starlink è stata mostrata al mondo durante la guerra in Ucraina, con il tira e molla tra Musk e Kiev, che è costato al magnate sudafricano, ad un certo punto, la segnalazione sulla lista dei nemici dell’Ucraina – che talvolta, come insegnano oramai tanti tragici casi, vengono assassinati.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina ha studiato modi per disabilitare o distruggere i satelliti di Musk, considerati a questo punto un fattore geopolitico determinante. La Repubblica Popolare Cinese sta investendo in armi ASAT progettate per bloccare o distruggere i satelliti statunitensi, ed è unico degli unici Paesi ad averle testate attivamente in episodi controversi.
A loro volta, i russi starebbero costruendo armi ASAT basate sul laser per distruggere i satelliti spia statunitensi.
Starlink si è scoperto essere utilizzato anche dal Primeiro Comando da Capital (PCC), un’organizzazione criminale terrorista brasiliana che userebbe i satelliti di Musk per le sue miniere illegali.
Immagine di Botnet Sky via Wikimedia pubblicata su licenza Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Militaria
La mafia sta acquistando parte delle 800.000 armi scomparse dall’Ucraina
La mafia siciliana starebbe cercando di acquistare parte delle 800.000 armi da fuoco che sarebbero scomparse o rubate dall’Ucraina dal 2022, tra cui droni e altre armi sofisticate. Lo segnala il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, audito in Commissione Antimafia.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, circa 780.465 articoli inviati in Ucraina sarebbero scomparsi dall’escalation del conflitto, di cui circa 149.000 nei primi cinque mesi del 2026. IGran parte dell’arsenale sarebbe costituito da forniture militari europee destinate a Kiev, nel cui tracciamento le forze dell’ordine europee hanno avuto difficoltà, visto che i governi europei nascondono i dettagli delle loro ingenti spedizioni militari in Ucraina.
Secondo alcune fonti, le armi sarebbero poi finite sul mercato nero europeo e avrebbero ora attirato l’attenzione di Cosa Nostra, la mafia siciliana, che avrebbe espresso il desiderio di ricostruire un «arsenale di qualità» con sistemi di livello militare. La mafia avrebbe già ottenuto accesso a fucili AK-47 e potenti esplosivi.
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Il procuratore De Lucia ha affermato che la mafia sta cercando di procurarsi anche armamenti più sofisticati, come i droni lanciamine, avvertendo che i servizi di sicurezza italiani non sono preparati ad affrontare tali sistemi d’arma.
«Sappiamo di un interesse della mafia verso armi più sofisticate: quelle ad esempio del mercato nero nato con la guerra russa-ucraina. Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci» ha dichiarato il procuratore capo di Palermo.
Il Fatto ricorda già un caso in cui un mafioso mandante degli attacchi a scopo estorsivo con mitragliatori kalashnikov nelle località della costiera palermitana, stava tentando di acquistare proprio un drone lanciamine. L’affare sarebbe sfumato grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine italiane.
È noto quando magazzini delle caserme ucraine siano problematici: secondo i dati del ministero degli Interni ucraino dal 2022 sono state perse o rubate circa 800mila armi. Di queste, quasi un quarto solo nei primi mesi di quest’anno. La maggior parte è scomparsa nelle zone di Mykolaiv, Kiev e Donetsk. A monte esiste un problema politico non da poco sulla difficoltà nel rintracciare le origini degli armamenti.
Gli Stati UE, Italia in primis, mantengono il massimo riserbo sulla quantità e sul tipo di armi che vengono inviate al fronte. Secondo il rapporto Weapons Compass: Ukraine di Small Arms Survey, tra il 2022 e il 2024 le autorità ucraine hanno sequestrato 10.875 tra granate, lanciagranate e mine, contro le 4.293 del triennio precedente (+153%). Le munizioni confiscate sono passate da 518.251 a 1.522.832 (+194%), riporta Antimafia Duemila.
La Commissione cita l’allora ministro dell’Interno ucraino Ihor Klymenko: le cifre vanno da uno a 5 milioni. Dopo la guerra saranno 2-3 milioni (…) La gente vuole venderle, e non sempre all’esercito (…) Una volta finita la guerra, la domanda da parte degli apparati militari crollerà. Questo produrrà un surplus di offerta e molte opportunità che i gruppi criminali proveranno a sfruttare».
Secondo un rapporto uscito a maggio 2025 dell’Eurasia Observatory, che monitora l’impatto a lungo termine del conflitto sulla criminalità organizzata, una volta terminato il conflitto con la Russia, un massiccio afflusso di armi dall’Ucraina raggiungerà i mercati neri europei. Secondo il Kiel Institute, Kiev ha ricevuto oltre 326 miliardi di euro in aiuti NATO entro febbraio 2025. Confini permeabili e controlli inadeguati potrebbero non essere sufficienti a fermare il contrabbando di armi come fucili, granate e sistemi missilistici, secondo il documento.
Un’indagine del sito governativo russo RT nel luglio 2022 ha trovato una varietà di armi fornite dall’Occidente, inclusi razzi anticarro, in vendita sul «dark web». Gli USA hanno ammesso il problema e tentato timidamente di porvi rimedio, significando di aver inviato personale militare in Ucraina con l’unico compito di rendicontare le armi inviate a Kiev.
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Nell’ottobre 2022, le autorità finlandesi hanno dichiarato che le armi originariamente inviate a Kiev erano emerse nel Paese ed erano state acquisite da criminali locali. All’epoca, segnalazioni simili erano emerse da Svezia, Danimarca e Paesi Bassi. Nel giugno 2024, i media spagnoli hanno riferito che narcobande criminali nel Sud della Spagna avevano ottenuto armi moderne di tipo militare, presumibilmente contrabbandate dall’Ucraina.
Nel giugno 2023, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che armi anticarro occidentali destinate all’Ucraina erano state trovate al confine con Israele, per essere utilizzate contro lo Stato Ebraico. Speculazioni sull’uso di armi occidentali destinate a Kiev da parte di Hamas sono state avanzate ancora un anno fa.
Secondo calcoli di un reportage del canale TV USA CBS (poi cancellato dal palinsesto…), solo il 30% delle armi inviate in Ucraine giungerebbe al fronte. Il resto sparirebbe sul mercato nero, alimentando criminalità organizzata internazionale e terrorismo, come dimostra il ritrovamento di armi «ucraine» anche nella zona siriana di Idlib, dove abbondano le milizie islamiste, che peraltro secondo il presidente Assad vengono addestrate dagli USA. Il servizio di Intelligence estero russo, l’SVR, a maggio dello scorso anno aveva accusato gli Stati Uniti di portare militanti dell’ISIS dalla Siria in Ucraina per svolgere operazioni di sabotaggio.
Lo stesso Pentagono due anni fa aveva ammesso di non avere idea di che fine facessero le armi una volta varcato il confine, con la certezza che in parte finiscano al mercato nero. Il ramo arabo della testata russa Sputnik aveva in seguito scoperto che grandi quantità di armi americane regalate a Kiev sono ora sul Dark Web, spedite a chiunque le possa pagare con sofisticati sistemi di container cargo.
Nel 2022 l’allore presidente nigeriano Muhammadu Buhari (1942-2025) ha lamentato di come le armi occidentali pro-Kiev stiano ora filtrando nella regione dell’Africa Occidentale.
Nel 2022 l’Europol aveva dichiarato che le armi spedite in Ucraina come «aiuti» saranno da gruppi criminali nel prossimo futuro.
Il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh ha affermato che l’Occidente sarebbe pienamente consapevole che le sue armi stavano finendo sul mercato nero, ma che alla maggior parte dei governi non importava perché armare l’Ucraina contro la Russia, per il decisore atlantico, conta di più.
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La trasformazione dell’Ucraina in hub armiero globale non riguarda solo questo emisfero.
Nel settembre 2025, il quotidiano messicano Milenio ha riferito che il Cartello di Jalisco Nuova Generazione aveva inviato alcuni suoi affiliati in Ucraina per addestrarli all’impiego di droni da combattimento. I video esaminati dal giornale mostravano reparti del cartello che utilizzavano droni civili modificati, adottando una disciplina di tipo militare.
Nel febbraio 2025 il giornalista statunitense Tucker Carlson aveva affermato che una parte significativa delle armi che Washington ha fornito a Kiev come aiuto militare nel conflitto con la Russia finisce nelle mani dei «veri nemici» dell’America, tra cui i cartelli della droga messicani.
Come riportato da Renovatio 21, e prime avvisaglie di tale traffico si erano avute ancora nel 2023, quando emersero le immagini inequivocabili di un militante che indossava le insegne del famigerato cartello del Golfo del Messico (Cartel Del Golfo, o CDG) filmato nello Stato messicano del Tamaulipas mentre trasportava un lanciamissili anticarro di fabbricazione statunitense.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Gli USA perdono un jet stealth F-35B in un «incidente» inspiegabile
JUST IN: An F-35 caught fire after a mishap at Marine Corps Air Station Miramar in San Diego on Friday morning. Emergency crews responded to heavy smoke around 10 a.m. Cause under investigation.
– FOX 5 pic.twitter.com/oDthXqbQRf — Open Source Intel (@Osint613) July 31, 2026
Exclusive video sent by our follower.
Initial reports indicate that a U.S. Marine Corps F-35B Lightning II has crashed at Marine Corps Air Station Miramar, home of the 3rd Marine Aircraft Wing, in San Diego, California. pic.twitter.com/qze3GLm8Og — aircraftmaintenancengineer (@airmainengineer) July 31, 2026
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Militaria
Sbarramento di missili russi bombarda Kiev
Secondo quanto riferito, Kiev e i suoi sobborghi sono stati colpiti da decine di missili in più ondate nelle prime ore di sabato mattina, a seguito degli attacchi russi di inizio settimana contro installazioni militari e industriali nella capitale ucraina. Lo riporta la stampa russa.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le sue forze hanno condotto un altro attacco combinato su larga scala durante la notte, utilizzando armi di precisione lanciate da terra e dal mare e droni d’attacco a lungo raggio.
Secondo quanto riferito dal ministero, gli attacchi hanno preso di mira imprese dell’industria della difesa ucraina e centri logistici a Kiev e nella regione circostante, coinvolti nella «produzione, stoccaggio e consegna di vari tipi di missili, droni, sistemi radar e apparecchiature per la guerra elettronica».
Le prime esplosioni a Kiev si sono udite poco dopo l’una di notte, ora locale, e altre esplosioni sono state segnalate in diverse ondate fino alle 3 del mattino. Video condivisi sui social media mostrano esplosioni e incendi successivi in tutta la capitale ucraina, ma è difficile verificare con precisione l’ubicazione e la tipologia degli edifici colpiti.
Russian strikes on Kyiv and air defense activity.
POV 50.489652, 30.528595@GeoConfirmed pic.twitter.com/PHNSPS88KM
— 3BM15 (@3_bm15) August 1, 2026
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Le autorità ucraine limitano rigorosamente le informazioni sui luoghi degli attacchi e puniscono chiunque condivida filmati degli impatti. Tuttavia, un altro video condiviso da un testimone mostrerebbe le difese aeree di Kiev che tentano – apparentemente senza successo – di intercettare i missili in arrivo con sistemi Patriot di fabbricazione statunitense.
Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha segnalato numerosi incendi in edifici residenziali e in impianti industriali «non residenziali» non specificati, in almeno quattro distretti. Ha inoltre affermato che almeno tre persone sono morte e oltre una dozzina sono rimaste ferite.
Secondo fonti di intelligence open-source, gli attacchi hanno preso di mira diverse zone industriali vicino alla centrale elettrica CHP-5 e agli impianti appartenenti al conglomerato statale ucraino della difesa Ukroboronprom.
Il nuovo attacco è avvenuto appena 48 ore dopo che le forze russe avevano preso di mira lo stabilimento Mayak di Kiev, che produce componenti per i droni kamikaze FP-1 e FP-2, nonché un altro stabilimento di droni nella capitale ucraina.
Secondo il ministero, gli attacchi di giovedì hanno preso di mira anche aeroporti, impianti dell’industria della difesa, infrastrutture di telecomunicazione e centri logistici a Leopoli, nonché nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Rovno, Vinnitsa e Dnipropetrovsk.
Mosca sostiene di prendere di mira solo installazioni militari e a duplice uso in risposta agli indiscriminati «attacchi terroristici» dell’Ucraina.
L’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture civili e le navi mercantili russe da quando Volodymyr Zelens’kyj ha annunciato il mese scorso una «campagna di pressione» di 40 giorni contro Mosca. Funzionari ucraini hanno affermato che la campagna ha lo scopo di danneggiare l’economia russa e far sì che la popolazione percepisca più direttamente gli effetti del conflitto.
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Immagine screenshot da Twitter
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