Pillola
La pillola aumenta del 130% il rischio di depressione tra le giovani donne
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Secondo un recente studio sulla rivista Epidemiology and Psychiatric Sciences, le donne che usano la pillola anticoncezionale possono avere un aumento del rischio di depressione fino al 130%, in particolare nei primi due anni di uso di contraccettivi orali.
La possibilità che la pillola possa avere effetti negativi sulla salute mentale e persino portare alla depressione è stata a lungo discussa. Sebbene molte donne scelgano di smettere di usare la pillola a causa della sua influenza sul loro umore, fino ad ora il quadro emerso dalla ricerca non è stato semplice.
Questo studio è uno dei più grandi e di più ampia portata fino ad oggi, e segue più di un quarto di milione di donne della Biobanca del Regno Unito dalla nascita alla menopausa.
I ricercatori hanno raccolto dati sull’uso delle pillole contraccettive da parte delle donne, il momento in cui è stata diagnosticata loro la depressione per la prima volta e quando hanno manifestato per la prima volta i sintomi della depressione senza ricevere una diagnosi.
Il metodo contraccettivo studiato era costituito da pillole contraccettive combinate, che contengono progestinico, un composto simile all’ormone progesterone, ed estrogeni. Il progestinico impedisce l’ovulazione e ispessisce il muco cervicale per impedire agli spermatozoi di entrare nell’utero, mentre l’estrogeno assottiglia il rivestimento uterino per ostacolare l’impianto di un ovulo fecondato.
Secondo lo studio, le donne che hanno iniziato a usare la pillola contraccettiva da adolescenti hanno avuto un’incidenza maggiore del 130% di sintomi di depressione, mentre il corrispondente aumento tra le utilizzatrici adulte è stato del 92%.
«La potente influenza delle pillole contraccettive sugli adolescenti può essere attribuita ai cambiamenti ormonali causati dalla pubertà. Poiché le donne in quella fascia di età hanno già sperimentato sostanziali cambiamenti ormonali, possono essere più ricettive non solo ai cambiamenti ormonali ma anche ad altre esperienze di vita», afferma Therese Johansson dell’Università di Uppsala, una delle autrici.
I ricercatori sono stati anche in grado di vedere che l’aumento dell’incidenza della depressione è diminuito quando le donne hanno continuato a usare le pillole contraccettive dopo i primi due anni. Tuttavia, gli utilizzatori adolescenti di pillole contraccettive avevano ancora una maggiore incidenza di depressione anche dopo aver smesso di usare la pillola, che non è stata osservata negli utenti adulti di pillole contraccettive.
I risultati dello studio indicano la necessità per gli operatori sanitari di essere più consapevoli dei possibili collegamenti tra diversi sistemi del corpo, come la depressione e l’uso di pillole contraccettive.
I ricercatori concludono che è importante che gli operatori sanitari informino le donne che stanno prendendo in considerazione l’uso di pillole contraccettive del potenziale rischio di depressione come effetto collaterale del medicinale.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Gender
Tutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola
La rete è travolta da un nuovo video virale. Si tratta, tuttavia, non un reperto storico: uno spot televisivo della Gillette, il produttore di rasoi, di decenni fa.
La pubblicità è recentemente riemersa sui social media, lasciando i commentatori sgomenti per quanto celebri, senza fronzolo alcuno, la mascolinità. Ciò in un netto, oramai quasi impensabile contrasto con i messaggi androfobi delle comunicazioni di massa moderna – e, osserva qualcuno, con quanto fatto dalla stessa azienda negli ultimi anni.
In meno di 48 ore, in tantissimi hanno postato lo spot pubblicitario del rasoio usa e getta totalizzando milionate di milioni di visualizzazioni, destinate giocoforza ad aumentare.
Lo spot utilizzava il celebre slogan dell’azienda «Gillette, il meglio di un uomo», che era il refrain della sua regionalizzazione italiana, che ancora in tanti ricordano con affetto, in ben due versioni che circolavano nelle TV italiane di fini anni Ottanta, una a tema familiare ed una a tema sportivo.
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Lo spot, realizzato con l’abbondanza di mezzi e finanze di cui godeva all’epoca la pubblicità catodica, presenta un montaggio di immagini di un uomo che raggiunge un successo straordinario nella vita: nel lavoro, nello sport e conquistando la mano di una bellissima sposa.
Il film mostra anche padri che condividono momenti preziosi con i loro figli, sia giovani che anziani, e celebra l’importanza delle relazioni maschili e dei successi raggiunti dai maschi. Si tratta di immagini per le quali non è difficile, oggi, trovare qualcuno che parli di «mascolinità tossica» e «patriarcato».
Few things will radicalize you more than seeing what the world looked like 30 years ago. pic.twitter.com/hM6yTOmpdM
— Kevin Sorbo (@ksorbs) July 10, 2026
Ecco l’uomo che lavora, l’uomo che corteggia, l’uomo che si sposa, l’uomo che vive con i suoi compagni, l’uomo che si sforza, l’uomo che figlia, l’uomo che insegna al bambino, cioè l’uomo che consegna alla generazione successiva qualcosa.
«Di padre in figlio / la nostra tradizione» sottolinea giustamente la canzone dell’edizione italiana.
Insomma: pochi anni fa, parlare di maschi e di tradizioni non era tabù: anzi, era la normalità, era ciò che serviva al marketing delle grandi aziende, che sembrava appellarsi alla legge naturale e non ai costrutti del politicamente corretto, della UE o del Forum di Davos.
Renovatio 21 nota anche un dettaglio più sottile, ma molto indicativo: il mento. Di fatto, tutti i personaggi che si vedono in questa gloriosa cavalcata hanno incontrovertibilmente la mascella squadrata, un tratto spesso associato a virilità, forza e simmetria nel volto maschile. Ciò è particolarmente evidente guardando i fumetti o i film nell’era pre-genderista.
Il mento definito è uno dei segni più evidenti del fatto che si è in presenza di una persona passata per una naturale impennata del testosterone, l’ormone maschio pax excellence, durante la crescita 0 tenendo a mente che ora si parla invece di «bloccanti della pubertà per bambini» che impediscano il fluire naturale della molecole nel giovane organismo.
Il testosterone stimola la crescita laterale e longitudinale dell’osso mandibolare, rendendolo più robusto, ampio e angolato rispetto a quello femminile. Promuove l’ipertrofia del muscolo massetere (il muscolo principale della masticazione), che aumenta il volume ai lati del viso, accentuando la forma squadrata.
La sparizione dai mass media di uomini con un mento maschile può quindi ascriversi ad un cambio culturale inflitto dai vertici politici, occulti o meno che siano, alla nostra società, che va de-maschilizzata e femminilizzata, così da essere resa sprotetta e più malleabile.
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Tuttavia, Renovatio 21 crede vi possa essere anche un motivo di carattere biochimico e farmaceutico, oltre che sessuale e culturale, per la fine delle mascelle squadrate: la pillola anticoncenzionale.
Esiste infatti un’ipotesi scientifica secondo cui la pillola anticoncezionale può orientare la preferenza delle donne verso uomini con tratti facciali meno mascolini, come un mento meno prominente e una mascella meno squadrata.
Di fatto i picchi ormonali stimolano un’attrazione inconscia verso indicatori di alto testosterone. Tratti come la mascella squadrata, il mento prominente e la voce profonda vengono percepiti come segnali di «buona qualità genetica» ed efficienza del sistema immunitario. La preferenza vira naturalmente verso tratti più morbidi e «femminei», associati a comportamenti di accudimento, fedeltà e supporto a lungo termine. Poiché la pillola anticoncezionale simula una costante fase non fertile (bloccando l’ovulazione), l’ipotesi evoluzionistica suggerisce che le donne che la assumono tendano a mantenere una preferenza costante per volti meno mascolini.
Non si tratta solo di voci. Uno studio dell’Università di Stirling del 2013 ha rilevato che le donne che hanno iniziato ad assumere la pillola hanno mostrato un calo nella preferenza per i volti marcatamente mascolini, scegliendo partner reali con tratti più dolci. I partner scelti da donne che assumevano la pillola sono stati valutati, in media, come esteticamente meno «maschili», ma associati a relazioni più stabili e durature.
Secondo alcuni, la pillola renderebbe le donne pure più attratte dai famigliari, portando alcuni a gridare ad una deviazione della sessualità femminile verso l’incesto.
Possiamo comprendere così l’ascesa di personaggi androgini – inediti in precedenza: anche i divi di Hollywood omosessuali (lo erano, segretamente, Montgomery Clift, Rock Hudson, Cary Grant) sullo schermo apparivano come maschi – nella cultura di massa, dall’introduzione della pillola in poi: ecco quindi, con l’arrivo della pillola sterilizzante Pincus, David Bowie, Leonardo Di Caprio, Timoteo Chalamet. Il successo di tali figure è correlato direttamente alla sterilizzazione chimica (offerta come una liberazione) di intere generazioni di donne.
Vi sono tanti altri effetti collaterali della pillola, come la depressione e l’ideazione di pensieri suicidiari – e non è che togliendo alla donna la sua funzione più sacra potrebbe essere diversamente. Vi è inoltre il tema dell’inquinamento, con i casi di pesci transessuali a causa dell’orina delle donne sotto pillola scaricata in mare.
Per questo, pare che le nuove generazioni stiano rifiutando la pillola.
La donna merita il meglio di una donna, così come l’uomo, dice giustamente lo storico spot, merita «il meglio di un ùomo».
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Immagine screenshot da Twitter
Contraccezione
Elon Musk: le pillole anticoncezionali stanno distorcendo le emozioni delle donne e cambiando il comportamento
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🚨 ELON MUSK ON HORMONAL BIRTH CONTROL:
“A lot of women may be unaware that hormonal birth control can cause significant risk of depression, increased risk of suicide, and can make you go out with people you don’t actually like. It actually says this on the box.” “My message to… pic.twitter.com/lF00nesJ1D — Autism Capital 🧩 (@AutismCapital) October 8, 2024
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Hormonal birth control makes you fat, doubles risk of depression & triples risk of suicide.
This is the clear scientific consensus, but very few people seem to know it. — Elon Musk (@elonmusk) February 16, 2024
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«Il controllo delle nascite ormonale e la mancanza di figli di cui prendersi cura renderebbero triste qualsiasi mammifero» aveva ulteriormente chiosato il magnate di origine sudafricana, spiegando ancora che «usare la contraccezione ormonale, che amplifica notevolmente la depressione, e non avere figli renderebbe triste qualsiasi mammifero, e noi siamo mammiferi. In mancanza di figli, si cerca un altro sfogo per la loro compassione, ma purtroppo a volte questo è una causa distruttiva per la civiltà».It is important that women know the effects of hormonal birth control, as it is a significant cause of depression and increases suicide risk.
This is not a value statement, just a public service announcement. Other forms of birth control do not have these effects. https://t.co/7pVnongbQI — Elon Musk (@elonmusk) March 17, 2024
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Pillola
Trump: Putin mi ha augurato buon compleanno
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato che il suo omologo russo, Vladimir Putin, gli ha fatto gli auguri di buon compleanno durante una conversazione telefonica avvenuta sabato.
Poco dopo la telefonata, il presidente degli Stati Uniti ha postato alcuni dettagli della conversazione su Truth Social.
«Il presidente Putin mi ha chiamato stamattina per farmi gli auguri di buon compleanno con grande gentilezza, ma soprattutto per parlare dell’Iran, un Paese che conosce molto bene. Abbiamo parlato a lungo», ha scritto Trump, che ha compiuto 79 anni sabato.
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I due presidenti hanno dedicato «molto meno tempo» a discutere del conflitto ucraino, ha osservato, aggiungendo che l’argomento «sarà per la prossima settimana». «La chiamata è durata circa un’ora. Lui, come me, ritiene che questa guerra tra Israele e Iran debba finire, e ho spiegato che anche la sua guerra dovrebbe finire», ha scritto Trump.
Secondo l’assistente presidenziale russo Yuri Ushakov, la conversazione tra Putin e Trump è stata «significativa, sincera e, soprattutto, molto utile».
Putin ha condannato gli attacchi di Israele contro l’Iran, sottolineando che sono avvenuti poco prima dell’inizio del sesto round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington, originariamente previsto per il 15 giugno.
«Nonostante una situazione così complicata, i presidenti russo e americano non hanno escluso un ritorno al negoziato sul programma nucleare iraniano», ha aggiunto Ushakov.
L’assistente presidenziale ha anche confermato che Putin ha esteso i suoi auguri di compleanno a Trump, osservando che entrambi i leader hanno «espresso la loro soddisfazione per le relazioni personali che consentono loro di comunicare in modo professionale», nonché di «cercare soluzioni a questioni urgenti nell’agenda bilaterale e internazionale, indipendentemente da quanto complesse possano essere».
Come riportato da Renovatio 21, Putin ha sentito subito dopo l’attacco sia il premier israeliano che il presidente iraniano.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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