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Vaccini

La PAV e i vaccini: cannibalismo di feti umani & co.

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La tematica dei vaccini che oggi riempie i blog, le camere e i senati ha un aspetto davvero inquietante e di cui finora non si era mai parlato all’interno di questa rubrica: oltre a tutte le varie sfaccettature circa le reazioni avverse, la coercizione di stato, le farse sull’immunità di gregge e via di scorrendo, esiste qualcosa di molto più inquietante che implica una riflessione morale per i cattolici affiatati a sostenere la santa efficacia dei vaccini. 
È cosa ormai comprovata e scientificamente ammessa che certuni vaccini sono stati preparati con cellule provenienti da feti umani abortiti volontariamente. La cosa è talmente gravosa dal punto di vista morale che nel 2005 la Pontificia Accademia per la Vita fu costretta ad emettere un documento con annesse riflessioni rispetto a questa tematica così delicata
 . Lasciando perdere le conclusioni tratte dal documento, è bene soffermarsi sull’aspetto morale a proposito dell’utilizzo di vaccini con linee cellulari provenienti da procurato aborto, che dalla PAV (quella del 2005, è bene ribadirlo) viene ricordata come cooperazione al male formale o materiale, secondo la tradizionale teologia morale:
“La prima distinzione di principio che può essere fatto è quella fra formale e la cooperazione di materiale. La cooperazione formale si esegue quando l’agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, condividendo la cattiva intenzione della seconda. D’altra parte quando un agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, senza condividere la sua cattiva intenzione è il caso della cooperazione di materiale. 
La cooperazione di materiale può essere divisa ulteriormente nelle categorie di immediata (diretta) e mediata (indiretta), distinguendo se la cooperazione è nell’esecuzione dell’azione peccaminosa per se, o se l’agente agisce adempiendo alle condizioni – od offrendo strumenti o prodotti – che rendono possibili il commettere l’atto immorale. Inoltre, forme della cooperazione immediata e la cooperazione remota possono essere distinte, in relazione alla “distanza” tra (sia esso nelle condizioni di spazio temporale o collegamento di materiale) l’atto della cooperazione e l’atto peccaminoso commesso da qualcun altro. La cooperazione di materiale immediata è immediata sempre, la cooperazione di materiale mediata può essere immediata o remota”.

 

Il documento si sofferma poi parecchio sulla cooperazione formale – fra le due ovviamente la più grave -, tuttavia questo non è fondamentale ai fini del nostro discorso: è ovvio che qui trattasi di cooperazione materiale mediata.
Per farla breve e parlando chiaro: questa cooperazione al male – nel caso specifico dei vaccini – può essere lecita nonostante l’atto immorale adottato volontariamente da chi produce i vaccini. Però attenzione, questo è ciò che sostanzialmente il documento sui vaccini della PAV cerca di fare passare, esprimendo come motivo giustificante il rischio di salute non solo del singolo, ma anche della collettività:
“Comunque, se questi ultimi [i bambini NdA] sono a rischio di pericoli considerevoli alla loro salute, i vaccini con problemi morali che sono destinati a loro possono essere usati su una base provvisoria. La ragione morale è che il dovere di evitare la cooperazione di materiale passiva non è obbligatorio se c’è inconvenienza grave. Inoltre, noi troviamo, in tale caso, una ragione proporzionale per accettare l’uso di questi vaccini nella presenza del pericolo di favorire l’espansione dell’agente patologico, a causa della mancanza di vaccinazione di bambini”. 

 

Anche in chiusura di documento, nell’essenziale riassunto finale, viene ribadito lo stesso concetto:
“(…) Tale cooperazione accade in un contesto di coercizione morale della coscienza di genitori che sono costretti a scegliere di agire contro la loro coscienza o altrimenti, mettere la salute dei loro bambini e della popolazione nell’insieme a rischio. Questa è una scelta alternativa ed ingiusta che deve essere eliminata al più presto possibile”.

 

Dalle argomentazioni precedenti e da quelle di battuta finale, la PAV ribadisce che questa cooperazione può essere giustificabile – giacché non cooperazione formale e volontaria – laddove il rischio di astenersi per ragioni morali compromettesse la salute dei propri figli e di tutta la popolazione come già detto. Praticamente si dà per scontato che non vaccinare i propri figli, a prescindere dal movente, voglia dire mettere in pericolo la società. Questo non solo è erroneo da un punto di vista statistico, ma lo è anche da un punto di vista reale: non siamo dinnanzi a nessuna epidemia e questo comporta che ci sia una responsabilità ancor maggiore per chi decide di cooperare a questo male anche se in maniera materiale, mediata e passiva. La situazione alla quale l’Europa si trova davanti non è una situazione che segnali rischi di epidemie mortali o simili cose; tutt’altro. Ecco perché la questione si fa molto più spinosa, tenendo pure presente che i vaccini riallacciati a queste linee cellulari sono fra i più comuni (vaccini trivalenti MPR di tutto il mondo, vaccini contro la Varicella, vaccini contro l’Epatite-A, vaccini contro l’Herpes zoster, alcuni vaccini contro la Rabbia ed ancora in alcuni vaccini contro la Poliomielite, di cui dopo vedremo i precisi nomi delle linee).
Si è parlato fino ad ora di un documento datato 2005, a seguito del quale non vi è più stato un pronunciamento ufficiale della Chiesa. La CEI, a dire di quest’ultimo documento, auspicava che questa produzione illecita smettesse. Arrivati al 2017, ben dodici anni dopo, con un decreto che rende obbligatori dieci vaccini e altri li consiglia ancora fortemente, il problema si ripropone con una portata gigantesca, fino al punto di spingere grandi gruppi di cattolici a mobilitarsi per chiedere al Papa che possa essere riconosciuta l’obiezione di coscienza per i cattolici aventi figli in età vaccinale. Il motivo dell’aborto procurato implica ovviamente una muraglia etica – nonostante tutte le premesse – da parte di coloro i quali tengono alla difesa integrale della vita.
Per quanto in casi straordinari risulterebbe apparentemente lecito cooperare con questo male, salvo fatto che come detto qui non ci sarebbe giustificazione alcuna vista la zona “epidemia free”,questo non potrebbe mai lasciare indifferente una coscienza, ma anzi la turberebbe con grande morso morale ed etico.

 

Ecco ciò che ha spinto questi cattolici a rivolgersi direttamente al Papa per ottenere una sorta di “dispensa” dai vaccini incriminati. Il proposito non solo non ha ricevuto una risposta diretta, ma si è pure imbattuto nella risposta dell’attuale Presidente della Pontificia Accademia della Vita, il signor Vincenzo Paglia, che con una nota rilanciata qualche giorno fa anche da AgenSIR- uno dei più grandi organi di informazioni della CEI – ha respinto le obiezioni rassicurando tutti sulla infallibilità dei vaccini e sulla loro “pulizia” morale ed anche scientifica:
“Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella”. 

 

Così inizia la nota, e casualmente si scorge subito che la lingua batte là dove il dente vuole: l’esaltazione del vaccino contro il morbillo e la rosolia, il famoso MMR tanto calato nell’uso comune dopo gli studi pubblicati dal Dottor Wakefield in Inghilterra.
Ma la nota diffusa dalla PAV insieme all’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e all’Associazione medici cattolici italiani (Amci) non si limita ad avvalorare il rischio di epidemie inesistenti quali il morbillo e altre malattie come la varicella, ma continua affermando che non ci sono più problemi morali nell’uso di alcuni vaccino: “nel passato i vaccini possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, oggi però le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali: i vaccini a cui si fa riferimento, fra quelli maggiormente in uso in Italia, sono quelli contro la rosolia, la varicella, la poliomielite e l’epatite A. Va considerato che oggi non è più necessario ricavare cellule da nuovi aborti volontari, e che le linee cellulari sulle quali i vaccini in questione sono coltivati derivano unicamente dai due feti abortiti originariamente negli Anni Sessanta del Novecento”. 

 

La mancanza di contenuti, la banalità scientifica e morale con cui si è stesa questa nota è agghiacciante. E vediamo subito perché.
Per comprendere il problema è necessario anzitutto capire quali siano le due linee cellulari contenute nei vaccini a cui la PAV fa riferimento: il primo è della linea WI-38 (Istituto di Winstar 38), contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” (G. al di et di Sven., 1969). Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 (L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969). WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia (S.A. Al di et di Plotkin 1965).
La seconda linea di cellula umana è MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5) (umano, polmone, embrionale), con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stato preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 (J.P. Al di et di Jacobs 1970).
Queste linee cellulari hanno prodotto questi specifici vaccini prodotti dalle seguenti case farmaceutiche (con la qual collaborazione il Ministro Lorenzin ha costruito il recente decreto) :
-vaccini monovalenti contro la rosolia Meruvax® (Merck U.S.), Rudivax® (Sanofi Pasteur, Fr.), ed Ervevax® (RA 27/3) (GlaxoSmithKline, Belgio);
– vaccino combinato contro la rosolia ed il morbillo, commercializzato col nome di M-R-VAX®(Merck, Stati Uniti) e Rudi-Rouvax® (AVP, Francia);
– vaccino combinato contro la rosolia e gli orecchioni introdotti sul mercato sotto il nome di Biavax® (Merck, U.S.),
– vaccino combinato MMR (morbillo, orecchioni, rosolia) contro la rosolia, gli orecchioni ed il morbillo, introdotto sul mercato sotto il nome di M-m-R® II (Merck, Stati Uniti), R.O.R.®, Trimovax® (Sanofi Pasteur, Fr.), e Priorix® (GlaxoSmithKline Regno Unito)(quest’ultimo usato attualmente in ITALIA, sottoposto a revisione nel 2004, dopo le gravi reazioni avverse causate dal MORUPAR).
-2 vaccini contro l’epatite A. Uno prodotto dalla Merck (VAQTA) e l’altro prodotto dalla GlaxoSmithKline (HAVRIX), entrambi sono preparati con la linea MRC-5;
– vaccino contro la varicella di pollo (il vaccino sta al pollo come la cavia sta al bambino) Varivax®, prodotto da Merck che usa WI-38 e MRC-5;
– vaccino contro la poliomielite, il vaccino contenente virus di polio inattivato Poliovax®(Aventis-Pasteur, Fr.) che usa MRC-5;
– vaccino contro la rabbia, Imovax®, prodotto da Aventis Pasteur, raccolto da celle diploidi umane ed infette, con ceppo di MRC-5;
-vaccino contro il vaiolo, AC AM 1000, preparato da Acambis che usa MRC-5, usato (pare) solo a livello sperimentale.

 

Ora, fatti nostri questi dati c’è da chiedersi con quale certezza la PAV possa presumere che le linee cellulari utilizzate per la composizione di questi vaccini possa essere talmente lontana da sollevare da ogni tipo di problema morale.
In più, anche se ciò fosse vero e le linee cellulari oggi esistenti risalissero ad embrioni umani morti non per aborto volontario, ci sarebbe da chiedersi con quale coraggio vada proclamata la liceità morale davanti al cannibalismo di cellule umane, volontario o involontario che sia. Tuttavia per la linea “pagliana” questo potrebbe essere più che normale, la vita essendo ormai stata sostituita con il suo contrario: la morte.

 

Un altro dato interessante sfugge nuovamente al Paglia e alla CEI, riguardante una nuova linea cellulare, molto più recente, che nella nota pro-vax non viene fatta comparire: manco l’ombra di una menzione.
Per ragioni di spazio parleremo però di questa nuova e recente linea in una prossima puntata della nostra rubrica. La paglia da bruciare non ci mancherà.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso precedentemente qui.

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Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID

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Un medico dell’esercito statunitense avrebbe testimoniato di essere a conoscenza di 28 decessi occorsi tra militari americani e riconducibili ai vaccini contro il COVID-19. Lo riporta Politico, citando una deposizione resa in sede giudiziaria. La stessa funzionaria ha inoltre dichiarato che il governo statunitense sta attualmente indagando su 2.544 decessi segnalati successivamente alla somministrazione dei vaccini.

 

Secondo quanto riportato, a rendere questa testimonianza sarebbe stata Theresa Long, che ricopre anche il ruolo di consulente del segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., nel corso di una deposizione datata 14 agosto, resa nell’ambito di un procedimento davanti a un tribunale federale della Virginia. Fino a questo momento non erano stati resi pubblici né i contenuti della sua testimonianza né il suo incarico presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Sempre secondo quanto riferito, la Long avrebbe precisato che i 2.544 decessi non ancora verificati sarebbero stati segnalati al sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) del dipartimento.

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L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva disposto l’obbligo vaccinale per l’intero personale militare statunitense, prevedendo il congedo per chi non si fosse adeguato: una misura che portò a oltre 9.000 congedi. Una volta tornato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha invece incaricato il Pentagono di offrire il reintegro a quanti erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi.

 

I vaccini anti-COVID-19 realizzati su larga scala tramite la tecnologia a mRNA sono stati immessi sul mercato in tempi estremamente rapidi tramite una controversa manovra voluta da Trump chiamata Operation Warp Speed. In precedenza nessun siero mRNA era stato approvato, anche per vari test che avevano ucciso le cavie animali. La stessa farmaceutica Moderna (il cui nome significata di fatto «Modo RNA») non aveva mai venduto un singolo prodotto in tutti gli anni della sua esistenza.

 

Pfizer e Moderna, che da questi prodotti hanno tratto profitti miliardari, hanno successivamente riconosciuto che, in casi rari, i rispettivi vaccini potevano essere associati a un aumento del rischio di infiammazione del muscolo cardiaco.

 

Aumenti di casi di miocardite sono stati registrati su persone particolarmente sane – come gli atleti professionisti – i giovani, e pure nei bambini. Vari studi emersi in questi anni hanno dimostrato una correlazione tra danni al cuore e vaccini COVID, ma al contempo è saltato fuori che gli enti di controllo avrebbero nascosto i dati sulla miocardite.

 

La Long ha reso la propria testimonianza a sostegno della difesa in una causa attualmente all’esame del giudice distrettuale Michael Nachmanoff, riguardante il licenziamento di Terry Adirim dall’incarico di direttrice del Centro per i servizi sanitari globali della CIA. Adirim sostiene di essere stata allontanata dall’agenzia di Intelligence per ragioni di natura politica, riconducibili in particolare al proprio sostegno alla campagna vaccinale contro il COVID -19.

 

Durante il periodo della pandemia, Adirim aveva ricoperto l’incarico di assistente segretario ad interim per gli affari sanitari presso il dipartimento della Difesa. Il suo licenziamento da parte della CIA, avvenuto nell’aprile 2025, fu all’epoca rilanciato da diversi commentatori politici di area conservatrice, tra cui Ivan Raiklin, oggi imputato nella causa in questione. La decisione arrivò circa un mese prima che Adirim maturasse il diritto alla pensione federale piena.

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Nel maggio 2025 il giudice Nachmanoff aveva già manifestato dubbi sulle reali possibilità di successo dell’azione legale intentata da Adirim, negando la richiesta di un’ingiunzione volta ad annullare il licenziamento. Da parte sua, la CIA ha sempre sostenuto che si tratti di una comune controversia di natura contrattuale.

 

Kennedy, dal canto suo, ha più volte affermato che alcuni vaccini non sarebbero stati sottoposti a studi sufficientemente approfonditi e potrebbero comportare effetti collaterali di rilievo. Posizioni che gli sono valse le critiche di chi lo accusa di alimentare tesi antivacciniste, ritenendolo per questo inadeguato a ricoprire la carica di ministro della Salute.

 

Come riportato da Renovatio 21, appena tornato alla Casa Bianca Trump aveva reintegrato nei ranghi dell’esercito tutti i militari espulsi da Biden per aver rifiutato la puntura genica sperimentale.

 

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Vaccini

Vaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Uno studio presentato da alcuni ricercatori nel 2010 ha rilevato un tasso di autismo tra i bambini Amish pari a circa 1 su 271, molto inferiore alla media nazionale. I ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini studiati, ma non li hanno resi pubblici, rendendo impossibile sapere se i bambini Amish che hanno sviluppato l’autismo fossero vaccinati o meno. Gli esperti suggeriscono che sarebbe utile rendere pubblici questi dati.   È scoppiata una polemica attorno a uno studio del 2010 sui tassi di autismo tra gli Amish, dopo che lunedì il presidente Donald Trump ha pubblicato un grafico che citava tale studio.   Nel suo post su Truth Social, Trump affermava: «nessun caso pubblicato ha documentato esplicitamente un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo».   Il post sui social media citava uno studio condotto nel 2008 e nel 2009 da ricercatori che avevano sottoposto a screening 1.899 bambini Amish in Indiana e Ohio per l’autismo. I ricercatori avevano confermato sette casi di autismo tra i bambini.

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Lo studio ha concluso che tra i bambini Amish esaminati, il tasso di autismo era di circa 1 su 271, un dato di gran lunga inferiore al tasso nazionale, che all’epoca era stimato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a 1 su 91.   Secondo quanto riportato nel post di Trump, gli autori dello studio hanno raccolto le storie vaccinali dei bambini, ma «non hanno segnalato alcun caso confermato» di autismo in soggetti «completamente non vaccinati».   Secondo la giornalista specializzata in salute Sayer Ji, il post ha suscitato reazioni contrastanti, tra apprezzamenti verifiche dei fatti.   Ji ha definito il post di Trump «fattualmente imperfetto» ma «genuinamente importante».   Il post conteneva inesattezze fattuali: ad esempio, affermava che gli Amish esistono da 330 anni. Tuttavia, sebbene gli Amish si siano separati dai Mennoniti 333 anni fa, nel 1693, gli insediamenti Amish negli Stati Uniti non iniziarono prima del 1720.   Il post di Trump ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto verificabile che gli Amish tendono ad avere tassi di vaccinazione e di autismo più bassi rispetto alla popolazione generale.   Ji ha elogiato il presidente per aver messo in evidenza lo studio del 2010. «Qualunque cosa si pensi di quest’uomo, lui [Trump] ha indicato quello studio», ha scritto Ji.   Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato a The Defender di essere lieta che Trump abbia sottolineato la relativa assenza di autismo tra gli Amish, che in genere presentano tassi di vaccinazione inferiori rispetto alle comunità non afroamericane.   «È ora di iniziare a fare i conti con la realtà: l’attuale programma di vaccinazione causa danni cerebrali noti come autismo. Cerchiamo di essere abbastanza umili da imparare dagli Amish», ha affermato Holland.

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Cosa ha rivelato lo studio sull’autismo condotto nella comunità Amish nel 2010?

Secondo un abstract di una conferenza relativa allo studio, il post di Trump cita uno studio del 2010 condotto da ricercatori di genomica umana dell’Università di Miami e della Vanderbilt University.   Tuttavia, contrariamente a quanto affermato nel post di Trump, lo studio non è mai stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria.   L’abstract dello studio, datato 22 maggio 2010, è apparso sul sito web dell’International Meeting for Autism Research, un convegno di ricerca organizzato dalla International Society of Autism Research.   Sembra che gli autori dello studio abbiano presentato la ricerca al convegno di maggio 2010. Non esiste alcuna versione completa dello studio disponibile online.   Nella sezione relativa ai metodi dell’abstract si afferma che i ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini. Tuttavia, la sezione dei risultati non specifica se i sette bambini Amish inclusi nello studio, a cui è stato diagnosticato l’autismo, fossero vaccinati o meno.   Il riassunto afferma: «i dati preliminari hanno evidenziato la presenza di disturbi dello spettro autistico (ASD) nella comunità Amish con una frequenza di circa 1 bambino su 271, utilizzando strumenti standard di screening e diagnosi per l’ASD, sebbene alcune modifiche possano essere opportune».   Gli autori hanno scritto che «sono in corso ulteriori studi» per affrontare le norme e le consuetudini culturali che possono influenzare il modo in cui i genitori parlano del comportamento dei loro figli quando vengono intervistati dai ricercatori.   Non è chiaro se gli autori dello studio abbiano verificato se i sette bambini con autismo fossero stati vaccinati.   L’autore principale dello studio, identificato come JL Robinson, non ha risposto alla richiesta del quotidiano The Defender di chiarire se i ricercatori avessero mai condotto un’analisi stratificata per vaccinazione sui sette casi confermati di autismo e perché non avessero mai pubblicato lo studio.   Il giornale The Defender ha posto le stesse domande a Margaret Pericak-Vance, Ph.D., direttrice del John P. Hussman Institute for Human Genomics presso l’Università di Miami e una delle autrici dello studio. Tuttavia, la richiesta è stata indirizzata al responsabile delle pubbliche relazioni dell’università, che non ha risposto entro la scadenza.   Ji ha effettuato una ricerca online nei registri pubblici per verificare se gli autori dello studio avessero mai parlato nuovamente pubblicamente della ricerca o l’avessero sottoposta a pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria, ma non ha trovato nulla.   «È un fatto significativo», ha dichiarato Ji a The Defender. «Ho cercato, senza successo, alcuna dichiarazione pubblica da parte di nessuno dei sei autori, in sedici anni, sul perché l’articolo non sia mai stato pubblicato o che fine abbiano fatto i dati. Questa assenza è la vera scoperta».   Ji ha affermato di non accusare gli autori dello studio di aver intenzionalmente occultato i dati relativi alla storia vaccinale dei bambini Amish. «Non sto sostenendo che nessuno dei sei abbia distrutto dati o agito in malafede: non ho prove di ciò».   Ma i loro dati furono di fatto «sepolti», nel senso che non vennero mai pubblicati e non comparvero in alcuno studio successivo.   Ji ha riconosciuto che, anche se lo studio avesse esplicitamente collegato tutti e sette i casi di autismo alla mancata vaccinazione, non avrebbe comunque dimostrato che i bambini non vaccinati non sviluppano l’autismo, perché sette è un numero troppo piccolo per poter stilare un modello statistico significativo.   Ma i dati sarebbero comunque utili perché «colmerebbero una lacuna nella documentazione e ci direbbero se l’infrastruttura di screening può essere ricostruita su larga scala», ha affermato. «Uno statistico potrebbe farlo in poche settimane se i file esistessero».   Gli autori dello studio non hanno risposto quando The Defender ha chiesto se fossero ancora in possesso dei file di ricerca originali dello studio.   Visto che, stando all’abstract, lo studio sembrava aver utilizzato fondi di ricerca federali, il pubblico ha il diritto di sapere che fine hanno fatto i documenti, ha affermato Ji.

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Trump si è concentrato sulla scoperta di un legame tra autismo e vaccino

Il post di Trump che fa riferimento allo studio del 2010 arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito sui vaccini e l’autismo. A maggio, Trump aveva sollecitato il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a fare di più per indagare su un possibile legame tra vaccini e autismo, secondo un articolo del Wall Street Journal del 27 luglio.   Il mese scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede cambiamenti radicali alla politica vaccinale statunitense, tra cui la riduzione da 18 a 11 del numero di malattie per le quali i bambini ricevono i vaccini di routine.     Durante una conferenza stampa del 22 settembre 2025 , Trump ha dichiarato: «Ci sono certi gruppi di persone che non si vaccinano e non assumono pillole e che non sono autistiche. … Gli Amish, ad esempio, non sono praticamente affetti da autismo».   Secondo Ji, lo studio sugli Amish del 2010 non dimostra che i vaccini causino l’autismo.   Tuttavia, la vicenda dello studio del 2010 rivela che, quando vengono raccolti dati che potrebbero potenzialmente contribuire a rispondere alla domanda se i vaccini causino l’autismo, tali dati «non vengono resi disponibili», ha affermato Ji.   Secondo Ji, gli studi sui tassi di autismo tra gli Amish dovrebbero esaminare molti fattori, tra cui lo stato vaccinale, l’esposizione al glifosato, al paracetamolo, agli ultrasuoni, la dieta, l’endogamia e l’accesso all’assistenza sanitaria.   I risultati completi dovrebbero essere resi pubblici, a prescindere da ciò che emerge dagli studi. «Questo non è essere contro i vaccini. È scienza».   Il legame tra i bassi tassi di vaccinazione e l’autismo tra gli Amish è stato un argomento che il giornalista investigativo Dan Olmsted ha documentato per anni.   Olmsted, fondatore di Age of Autism, è stato autore nel 2011 di Age of Autism: Mercury, Medicine, and a Man-Made Epidemic («L’era dell’autismo: mercurio, medicina e un’epidemia causata dall’uomo.») e nel 2017 Denial: How Refusing to Face the Facts about Our Autism Epidemic Hurts Children, Families, and Our Future («Negazione: come il rifiuto di affrontare la realtà dell’epidemia di autismo danneggia i bambini, le famiglie e il nostro futuro») prima della sua scomparsa all’inizio del 2017.

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Da dove ha preso Trump l’immagine che ha pubblicato?

Gli Amish continuano a essere al centro del dibattito nazionale sui vaccini. A New York, gli Amish minacciano di lasciare lo stato a causa dell’obbligo vaccinale scolastico imposto dallo stato, secondo un articolo del New York Post del 26 agosto.   La Pennsylvania, che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti, è balzata agli onori della cronaca per l’attuale epidemia di morbillo e per le indagini in corso sui decessi correlati alla malattia.   Steve Kirsch ha creato la grafica che Trump ha pubblicato sui social media. Il 14 agosto, Kirsch ha pubblicato la grafica su X con la seguente didascalia: «Sconcertante, vero? L’autismo si riscontra solo nei bambini Amish vaccinati. Chissà perché?».   Kirsch ha dichiarato a The Defender di aver creato la grafica utilizzando ChatGPT. Ha incaricato ChatGPT di creare un grafico basato sullo studio del 2010 e sulla sua convinzione che non vi siano prove che a un bambino Amish non vaccinato sia mai stato diagnosticato l’autismo.   «Nessuno ha mai sentito parlare di un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo», ha dichiarato Kirsch a The Defender.   Kirsch ha affermato di aver definito lo studio «pubblicato» nella grafica perché la Società Internazionale per la Ricerca sull’Autismo aveva pubblicato online l’abstract della conferenza. Ha ammesso, tuttavia, che lo studio in sé non è mai stato pubblicato.   La Casa Bianca non ha risposto alla nostra richiesta di commento entro la scadenza. Suzanne Burdick Ph.D.   © 2 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Scienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Il controverso studio danese del 2025 sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni. Tuttavia, un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria da scienziati di Children’s Health Defense illustra come i dati dello stesso studio danese contraddicano le conclusioni degli autori.

 

Secondo un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria e scritto da Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), e da Karl Jablonowski, ricercatore senior, il controverso studio danese del 2025 sull’alluminio nei vaccini dovrebbe essere immediatamente ritirato, poiché i dati dello studio stesso contraddicono le conclusioni degli autori.

 

L’articolo di Hooker e Jablonowski è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Integrative Medicine: A Clinician’s Journal.

 

Jablonowski ha dichiarato a The Defender che lo studio danese, pubblicato il 15 luglio 2025 negli Annals of Internal Medicine, è «un buon esempio di come la cattiva scienza possa diffondersi».

 

Lo studio sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni.

 

Da allora, lo studio danese è stato citato 36 volte in pubblicazioni scientifiche come prova della sicurezza degli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini, ha affermato Jablonowski.

 

Lo studio ha ricevuto così tanta attenzione da parte dei media e del mondo accademico da classificarsi nel 5% delle migliori pubblicazioni scientifiche, secondo Altmetric, una società specializzata nell’analisi dell’influenza dei dati.

 

Ma questa attenzione non significa che le conclusioni degli autori danesi fossero corrette, ha affermato Jablonowski. Nella loro critica, lui e Hooker hanno presentato un’analisi dettagliata che mostrava una discrepanza tra i dati dello studio danese e le conclusioni degli autori.

 

«Lo studio che ha convinto il mondo che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo era una facciataÐ, ha affermato Jablonowski. Quella facciata è crollata sotto esame, ha aggiunto.

 

«Ci siamo ritrovati con una montagna di domande senza risposta e prove che l’alluminio nei vaccini è positivamente correlato ai disturbi dello sviluppo neurologico».

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Gli autori danesi affermano che i risultati dimostrano che l’alluminio nei vaccini è sicuro

Gli autori dello studio danese, ampiamente riportato dai principali media, hanno affermato di non aver trovato alcun legame tra l’ alluminio contenuto nei vaccini e l’autismo.

 

Anders Hviid, professore e capo del dipartimento di epidemiologia presso lo Statens Serum Institut e uno degli autori dello studio, ha dichiarato a MedPage Today che i risultati «forniscono solide prove a sostegno della sicurezza dei vaccini infantili».

 

«Questa è la prova che genitori, medici e funzionari della sanità pubblica devono fare le scelte migliori per la salute dei nostri figli», ha affermato Hviid.

 

In un comunicato stampa, Hviid ha definito i risultati «rassicuranti» e ha affermato che studi di grandi dimensioni come il suo sono importanti in «un’epoca caratterizzata da una diffusa disinformazione sui vaccini».

 

Tuttavia, secondo Hooker e Jablonowski, che hanno esaminato lo studio e i dati corretti, i dati corretti aggiunti dopo la data di pubblicazione originale dello studio dimostrano che gli autori si sbagliavano.

 

Hanno concluso che i dati dello studio condotto su 1,2 milioni di bambini indicano chiaramente un legame tra l’alluminio presente nei vaccini e l’autismo.

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Dati corretti mostrano un legame tra vaccini e autismo

Il 17 luglio 2025, gli Annals of Internal Medicine hanno aggiunto una nota di esclusione di responsabilità allo studio danese, affermando che «al momento della pubblicazione iniziale, includeva una versione errata del materiale supplementare».

 

Il materiale aggiornato è disponibile al link dello studio «Correction: Aluminum-Adsorbed Vaccines and Chronic Diseases in Childhood» [«Correzione : Vaccini adsorbiti su alluminio e malattie croniche nell’infanzia»].

 

In una precedente intervista, Jablonowski aveva affermato: «secondo i dati corretti, quasi 10 (9,7) bambini su 10.000 vaccinati con una dose più elevata di alluminio (rispetto a una dose moderata) hanno sviluppato un disturbo dello sviluppo neurologico, principalmente autismo, tra i 2 e i 5 anni di età».

 

Il giorno prima della pubblicazione dello studio e tre giorni prima che la rivista emettesse una rettifica, Hviid ha dichiarato a numerosi media che lo studio dimostrava che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo.

 

Hooker ha ipotizzato che gli autori danesi potrebbero essere stati più propensi a produrre risultati favorevoli alla vaccinazione, dato che lavorano presso lo Statens Serum Institut, un istituto di ricerca con una lunga esperienza nella produzione di vaccini.

 

Ad esempio, Hooker ha affermato: «l’analisi dello studio non prevedeva un gruppo di controllo con “esposizione zero”. Al contrario, come la maggior parte degli studi ‘comprati’ dall’industria, ha confrontato l’esposizione a ‘una certa’ quantità di sali di alluminio con l’esposizione a una quantità ‘un po’ maggiore’ di sali di alluminio».

 

Hviid ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Novo Nordisk, legata al colosso farmaceutico Novo Nordisk.

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RFK Jr: I ricercatori danesi hanno minimizzato “qualsiasi segnale di danno”

L’analisi di Jablonowski e Hooker è l’ultima di una lunga serie di critiche feroci al controverso studio sull’alluminio.

 

Il 1° agosto 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha pubblicato un editoriale su TrialSite News in cui ha elencato una miriade di difetti dello studio danese. Ha scritto:

 

«I media mainstream, servili e finanziati dalle case farmaceutiche, sempre pronti a difendere le ortodossie del settore, hanno salutato trionfalmente questo studio come prova della sicurezza dell’alluminio, senza nemmeno un esame superficiale delle sue fatali lacune o dei conflitti di interesse finanziari dei suoi autori».

 

Lo studio ha escluso i bambini ad alto rischio, ha affermato Kennedy. I ricercatori danesi hanno inoltre escluso un gruppo di controllo non esposto al rischio.

 

«Invece di valutare separatamente questo gruppo di bambini non vaccinati e di trattarli come gruppo di controllo, li hanno raggruppati nella coorte meno esposta, diluendo qualsiasi segnale di danno», ha scritto.

 

Kennedy ha concluso che, per quanto riguarda la ricerca sull’alluminio nei vaccini, «ciò che serve non è un maggior numero di modelli statistici volti a nascondere i segnali di danno, bensì una ricerca indipendente fondata sulla piena trasparenza, sull’integrità metodologica e sul coraggio di affrontare verità scomode».

 

Hooker e Jablonowski erano d’accordo. Erano coautori di un rapporto sottoposto a revisione paritaria che spiegava come e perché lo studio danese non fosse riuscito a stabilire la sicurezza dell’alluminio nei vaccini.

 

Nel dicembre 2025, il Journal of Trace Elements in Medicine and Biology ha pubblicato il rapporto. Oltre a Hooker e Jablonowski, tra gli autori figuravano 10 scienziati e opinion leader di spicco nel campo della tossicologia dell’alluminio e dei danni da vaccino.

 

Hooker ha affermato che la sua nuova pubblicazione, realizzata insieme a Jablonowski, fornisce «un’analisi più dettagliata dei difetti fatali» dello studio danese.

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 26 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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