Epidemie
«Vaccino COVID-19: mi vengono i brividi». Intervista all’epidemiologo Paolo Gulisano
Renovatio 21 tornare ad intervistare il dottor Paolo Gulisano, medico ed epidemiologo lombardo. Il dottor Gulisano è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Cultore e docente di Storia della Medicina, all’attività di medico affianca da anni un impegno culturale di saggista e scrittore. Ha dedicato libri alla divulgazione della storia della medicina così come alla letteratura britannica e gaelica e alla religione.
Dott. Gulisano, l’OMS ha recentemente dichiarato che il Covid-19 potrebbe diffondersi anche via aerea. Crede che ciò sia possibile?
Intanto serve una precisazione doverosa, visto anche in Italia il caso di Walter Ricciardi, descritto come consulente OMS per l’Italia, cosa inesatta [il dottor Gulisano aveva chiarito il suo pensiero in merito su di un’altra testata online, ndr].
«L’unico dato certo che abbiamo purtroppo è quello dei morti. Il dato dei contagi è estremamente empirico, non potendo sapere con certezza quanti sono i positivi, data la scelta del Governo italiano di non effettuare test a tappeto»
Le dichiarazioni sulla trasmissibilità per via aerea sono state fatte dal medico americano David Heymann, che alcuni organi di stampa hanno presentato nientemeno che come «direttore responsabile» dell’OMS.
In realtà Heymann è un ex assistente del Direttore Generale, e ha avuto in passato incarichi di tipo infettivologico. Heymann poi lasciò l’agenzia, anche in polemica con determinate scelte della stessa, e ha proseguito autonomamente la sua carriera scientifica.
Ciò detto, e quindi tolta una certa patina di «ufficialità» e di «consacrazione» delle tesi di Heymann, siamo di fronte a delle ipotesi. Indubbiamente interessanti, ma ipotesi, tutte da dimostrare scientificamente, cosa che non è ancora avvenuta. Per molti media, invece, queste ipotesi di Heymann sono già vangelo, e ciò è andato a corroborare ulteriormente la tesi più terroristiche nei confronti della popolazione, posta in ulteriore ansia e insicurezza, e a sostegno delle politiche segregazioniste.
«Il grande problema e la grande Spada di Damocle che incombe su di noi è se questa epidemia si esaurirà e non ne sentiremo più parlare per molti anni, come è successo con la precedente SARS, o se quella del Covid è destinata a diventare un’epidemia stagionale e ricorrente, come l’influenza»
Se così fosse, allora le misure restrittive non servirebbero più a nulla e forse qualcuno dovrebbe rivalutare l’iniziale proposta di Boris Johnson?
Se Heymann avesse ragione, vorrebbe dire che il virus può essere aereosolizzato nell’ambiente, attraverso forti colpi di tosse o forti starnuti, come accade per il microrganismo della Tubercolosi. Ciò vorrebbe dire – prima dell’imposizione dell’uso della mascherina ogni qual volta ci si trovi all’aperto – implementare le norme igieniche di comportamento responsabile individuale, come proteggere starnuti e colpi di tosse.
Potrebbe essere che il virus si sia in un qualche modo innestato negli impianti di aerazione degli ospedali con edifici più vetusti?
Sappiamo che questo accade con un altro virus che colpisce l’apparato respiratorio con esiti spesso infausti, quello della Legionella. Se così fosse, un’altra misura importante sarebbe quella della disinfezione degli ambienti, cosa che allo stato attuale non sempre avviene.
«In realtà abbiamo già studi molto seri e accurati sul Covid-19, ma la voce di questi scienziati viene sovrastata dal caos mediatico dove magari spiccano personaggi malati di protagonismo e attenzionati volentieri dai media stessi»
Sembra che nessuno ci abbia realmente capito qualcosa a proposito di questa infezione. Ogni virologo dice la sua. Cosa sta succedendo? I guru della scienza non sanno che pesci pigliare?
In realtà abbiamo già studi molto seri e accurati sul Covid-19, ma la voce di questi scienziati viene sovrastata dal caos mediatico dove magari spiccano personaggi malati di protagonismo e attenzionati volentieri dai media stessi. I realtà gli studiosi seri hanno già acclarato e descritto le caratteristiche del virus. I Coronavirus sono una classe di virus con una lunga singola molecola di RNA e un involucro lipidico che richiede un processo di fusione della membrana plasmatica mediato dall’endocitosi, un meccanismo in cui le zattere di colesterolo e lipidi svolgono un ruolo fondamentale nello stadio iniziale di infezione di una cellula.
L’infettività virale dipende dalle interazioni tra i componenti della membrana plasmatica della cellula ospite e l’involucro del virus. il nuovo Coronavirus provoca una malattia che presenta sintomi simili alla SARS-CoV. In particolare, studi suggeriscono che il recettore SARS-COV-2 che riconosce ACE2 sulla membrana della cellula bersaglio è simile a quello di SARS-CoV. La maggior parte degli studi sul nuovo SARS-COV-2 si basa su ricerche precedenti condotte su altri Coronavirus umani al fine di identificare bersagli molecolari che potrebbero essere bloccati per inibire l’ingresso del virus nella cellula.
«Quale vaccino? Questa è un’illusione da dare in pasto alla gente. Conosciamo da decenni i Coronavirus, ma nessun vaccino è mai stato realizzato»
Anche rispetto ai farmaci ognuno dice la sua. Non crede che sia un po’ tardi per i test clinici?
I test clinici sono necessari, sono imposti dall’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, che pone delle vere e proprie forche caudine all’autorizzazione di farmaci o di protocolli terapeutici. Questo vale soprattutto nelle realtà ospedaliere, mentre i Medici di Medicina generale o coloro che stanno coraggiosamente seguendo al loro domicilio i pazienti sono maggiormente liberi di cercare la migliore soluzione terapeutica per le persone, salvando loro la vita.
Il vaccino servirà a qualcosa?
«Nel 2002 ci fu l’epidemia di SARS, un Coronavirus dalle caratteristiche molto simili all’attuale. Come mai in 18 anni non è stato ancora realizzato il vaccino? Il fatto che ci sia una determinata malattia, causata da un determinato virus, non significa necessariamente che si possa trovare il vaccino»
Quale vaccino? Questa è un’illusione da dare in pasto alla gente. Conosciamo da decenni i Coronavirus, ma nessun vaccino è mai stato realizzato. Nel 2002 ci fu l’epidemia di SARS, un Coronavirus dalle caratteristiche molto simili all’attuale. Come mai in 18 anni non è stato ancora realizzato il vaccino? Il fatto che ci sia una determinata malattia, causata da un determinato virus, non significa necessariamente che si possa trovare il vaccino.
Dov’è il vaccino per l’HIV? E quello per l’Epatite C? Quando sento che in pochi mesi potremmo avere il vaccino per il Covid-19, mi vengono i brividi: normalmente per mettere a punto un vaccino occorrono anni di ricerche, di test clinici, per poter essere certi dell’efficacia ma anche della sicurezza. Altro che il vaccino a giugno, come dice il Ministro Speranza.
La curva dei contagi è in calo oppure no?
Dal punto di vista epidemiologico, l’unico dato certo che abbiamo purtroppo è quello dei morti. Il dato dei contagi è estremamente empirico, non potendo sapere con certezza quanti sono i positivi, data la scelta del Governo italiano di non effettuare test a tappeto, come richiesto (questo sì!) dall’OMS come strategia principale di contenimento dell’epidemia.
In un qualche modo stiamo artificiosamente bloccando i contagi con le attuali misure restrittive: crede che questo sarà sufficiente per fermarlo definitivamente?
Solo quando potremo verificare quante persone siano realmente entrate in contatto con il virus e si sono immunizzate, potremo fare previsioni sul futuro della prevenzione del Coronavirus. Il grande problema e la grande Spada di Damocle che incombe su di noi è se questa epidemia si esaurirà e non ne sentiremo più parlare per molti anni, come è successo con la precedente SARS, o se quella del Covid è destinata a diventare un’epidemia stagionale e ricorrente, come l’influenza.
«Quando sento che in pochi mesi potremmo avere il vaccino per il Covid-19, mi vengono i brividi: normalmente per mettere a punto un vaccino occorrono anni di ricerche, di test clinici, per poter essere certi dell’efficacia ma anche della sicurezza. Altro che il vaccino a giugno, come dice il Ministro Speranza»
I DPI scarseggiano, gli operatori sanitari continuano ad infettarsi. Stiamo pagando i frutti dei tagli alla Sanità?
Sì, la politica nel nostro Paese ha investito davvero poco nella Sanità. La scelta- sia a livello nazionale che regionale- è stata quella di tagliare, tagliare qualsiasi cosa tranne che gli emolumenti dei cosiddetti manager. Si sono tagliati posti letto, chiusi ospedali, diminuito il personale sia medico che infermieristico.
Infine non si è voluto spendere per i dispositivi di protezione individuale, e non si è voluto fare un attento screening degli operatori, temendo di dover poi giustamente mettere in quarantena i positivi. Così si è scelta la politica dello struzzo: mettiamo la testa sotto la sabbia e fingiamo di non vedere e non sapere. Le conseguenze a carico degli operatori le abbiamo viste.
Le case di riposo per anziani sono zeppe di focolai, centinaia se non migliaia di morti silenziose che non rientrano nella conta. Inevitabile o negligenza da parte del SSN che rivede negli anziani i soggetti sacrificabili sull’altare del novello utilitarismo?
«L’attuale pandemia di Covid-19 si sta rivelando come una straordinaria opportunità per la diffusione di una cultura di morte. Un unico ritornello: non ci sono attrezzature e posti intensivi per tutti, quindi i deboli soccombano»
L’attuale pandemia di Covid-19 si sta rivelando come una straordinaria opportunità per la diffusione di una cultura di morte. Un’occasione colta si potrebbe dire a livello internazionale, dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Spagna all’Olanda.
Un unico ritornello: non ci sono attrezzature e posti intensivi per tutti, quindi i deboli soccombano. Certamente non vengono dichiarate apertamente queste scelte eugenetiche, non ci sono protocolli «ufficiali», ma le testimonianze che vengono dagli ospedali dicono di una pratica adottata fin dai primi giorni dell’epidemia: quella di non curare tutti, ma solo le persone al di sotto dei 75 anni.
Un fatto gravissimo sul quale si dovrà riflettere attentamente e vigilare perché questa non resti una prassi anche dopo l’epidemia.
Cristiano Lugli
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
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Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
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La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
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