Pensiero
«Colpo di Stato globale». L’intervento di Mons. Viganò al Medical Doctors for COVID Ethics International
Renovatio 21 pubblica questo intervento di Monsignor Carlo Maria Viganò per i Medical Doctors for COVID Ethics International (MD4CE), un gruppo internazionale di medici, scienziati, avvocati, giornalisti, economisti, storici, politici, filosofi, analisti di dati, banchieri, esperti militari e di intelligence e altri provenienti da tutto il mondo, che lavorano insieme con determinazione per denunciare la terribile verità di ciò che è accaduto negli ultimi tre anni alle persone di tutto il mondo, alle loro famiglie, alle loro comunità, ai loro Paesi. MD4CE International si impegna per l’incriminazione dei responsabili dei grandi delitti commessi.
Cari e illustri Amici,
Permettetemi anzitutto di ringraziare il dottor Stephen Frost per l’invito che mi ha rivolto. Assieme a Frost ringrazio anche tutti voi: il vostro impegno nel combattere la propaganda psicopandemica è encomiabile. Conosco bene le difficoltà che avete dovuto affrontare per rimanere coerenti con i vostri principi e spero che il danno che avete subìto possa essere adeguatamente riparato da chi vi ha discriminati, privati del lavoro e dello stipendio, additati come pericolosi no-vax.
Sono lieto di poter intervenire e condividere con voi il mio pensiero sulla attuale crisi globale. Una crisi che possiamo considerare iniziata con l’emergenza pandemica, ma che sappiamo essere stata programmata da decenni, con ben precise finalità e da ben noti personaggi.
Fermarsi alla sola pandemia sarebbe infatti un grave errore, perché non ci permetterebbe di considerare gli eventi nella loro coerenza, impedendoci quindi di comprenderli e soprattutto di individuare gli intenti criminali.
Anche voi – ciascuno con le proprie competenze in campo medico, scientifico, legale o altro – converrete con me che limitarvi alla vostra disciplina, in taluni casi estremamente specifica, non spiega compiutamente la ratio di certe scelte dei governi, degli enti internazionali, delle agenzie per il farmaco.
Ad esempio, trovare materiale «simil-grafenico» nel sangue delle persone sottoposte a inoculazione del siero sperimentale, per un virologo non ha senso, mentre ne ha per l’esperto di nanomateriali e nanotecnologie, che comprende per cosa il grafene possa essere utilizzato; o per l’esperto di brevetti medici, che individua immediatamente il contenuto dell’invenzione e lo mette in relazione con altri brevetti analoghi; o per l’esperto di tecnologie belliche, che conosce gli studi sull’uomo potenziato (un documento del Ministero della Difesa britannico lo chiama «augmented man» in chiave transumanistica) ed è quindi in grado di riconoscere nelle nanostrutture al grafene la tecnologia che permette di aumentare le prestazioni belliche del personale militare.
L’esperto di telemedicina saprà riconoscere in quelle nanostrutture l’indispensabile dispositivo che invia i parametri biomedici al server di controllo dei pazienti e che da questo riceve determinati segnali.
Ancora: la valutazione degli eventi in un’ottica medica dovrebbe tenere in considerazione le implicazioni a livello giuridico di determinate scelte, come l’imposizione delle mascherine o peggio ancora della «vaccinazione» di massa, in violazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
E sono certo che in ambito di governance sanitaria emergeranno anche le manipolazioni dei codici di classificazione delle patologie e delle terapie, pensate per rendere irrintracciabili gli effetti nefasti delle misure contro la COVID-19, dalla ventilazione profonda nelle terapie intensive ai protocolli di vigile attesa, per non parlare delle scandalose violazioni dei regolamenti da parte della Commissione Europea che – come sapete – non ha alcuna delega del Parlamento in materia di Sanità, e che non è un’istituzione pubblica, ma un consorzio privato di affari.
Proprio in questi giorni, al summit di Bali del G20, Klaus Schwab ha istruito i capi di governo – quasi tutti provenienti dallo Young Global Leaders for Tomorrow del World Economic Forum – sui futuri passi da compiere in vista dell’instaurazione del governo mondiale.
Il presidente di una potentissima organizzazione privata e con enormi mezzi economici esercita un indebito potere sui governi mondiali, ottenendo la loro obbedienza da leader politici che non hanno alcun mandato popolare per sottomettere le loro nazioni ai deliri di potere dell’élite: questo fatto è di una gravità inaudita.
Klaus Schwab ha dichiarato: «Nella quarta rivoluzione industriale i vincitori si prenderanno tutto, quindi se siete un first mover del WEF, sarete i vincitori» (qui).
Queste gravissime affermazioni hanno due implicazioni: la prima è che «i vincitori si prenderanno tutto» e saranno «vincitori», non si comprende a che titolo e con il permesso di chi; la seconda è che coloro che non si adegueranno a questa «quarta rivoluzione industriale» si ritroveranno estromessi e perderanno – perderanno tutto, compresa la loro libertà.
Insomma, Schwab sta minacciando i capi di governo delle venti nazioni più industrializzate al mondo, perché portino a compimento i punti programmatici del Great Reset nelle loro nazioni. Questo va ben oltre la pandemia: è un colpo di Stato globale, dinanzi al quale è indispensabile che le persone insorgano e che gli organi ancora sani degli Stati diano inizio ad un processo internazionale.
La minaccia è imminente e grave, dal momento che il World Economic Forum è in grado di realizzare il proprio progetto eversivo e che i governanti sono tutti asserviti, o ricattati, da questa mafia internazionale.
Alla luce di queste dichiarazioni – e di altre non meno deliranti di Yuval Noah Harari, consigliere di Schwab – comprendiamo come la farsa pandemica sia servita come ballon d’essay nell’imposizione di controlli, misure coercitive, riduzione delle libertà individuali, incremento della disoccupazione e della povertà. I passi successivi dovranno essere portati a termine tramite crisi economiche e energetiche, strumentali all’instaurazione di un governo sinarchico in mano all’élite globalista.
E qui, cari Amici, permettetemi di parlare da Vescovo.
Perché il vostro impegno, in questa serie di vicende a cui assistiamo e a cui assisteremo, potrebbe rischiare di essere vanificato o limitato dal fatto di non volerne vedere l’indole essenzialmente spirituale. So bene che due secoli di illuminismo, di rivoluzioni, di materialismo ateo o di liberalismo anticlericale ci hanno abituati a considerare la Fede come un fatto personale, o che non vi sia una Verità oggettiva cui tutti debbano conformarsi.
Ma questo è frutto di un indottrinamento propedeutico a quanto accade oggi, e sarebbe da sciocchi credere che l’ideologia anticristiana che animava le sette segrete e le conventicole massoniche del Settecento non abbia nulla a che vedere con l’ideologia anticristiana che muove personaggi come Klaus Schwab, George Soros e Bill Gates.
I principi ispiratori sono i medesimi: la ribellione a Dio, l’odio verso la Chiesa e verso l’umanità, la furia distruttrice verso la Creazione e specialmente contro l’uomo perché creato a immagine e somiglianza di Dio.
Se partite da questa evidenza, comprenderete bene che non è possibile fingere che quanto accade sotto i nostri occhi sia frutto della sola ricerca del profitto, o della brama di potere. Certamente, considerando quanti si sono prestati a collaborare con il WEF, la parte economica non è da trascurare.
Eppure, al di là del profitto, vi sono scopi inconfessabili che partono da una visione «teologica» – capovolta sì, ma pur sempre teologica – che vede due opposti schieramenti: quello di Cristo e quello dell’Anticristo.
Non ci può essere neutralità, perché dinanzi ad uno scontro tra due eserciti anche scegliere di non combattere è comunque una scelta di campo che influisce sugli esiti della battaglia. D’altra parte, com’è possibile riconoscere nelle vostre professioni così nobili e alte, l’ordine mirabile che il Creatore ha impresso nella natura (dalle costellazioni alle particelle dell’atomo) e poi negare che faccia parte di quest’ordine anche l’uomo, con la sua morale, le sue leggi, la sua cultura, le sue scoperte? Come potrebbe l’uomo, creatura di Dio, presumere di non essere egli stesso soggetto a leggi eterne e perfette?
La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Ef 6, 12).
Da una parte, la Città di Dio – quella di cui scrive Sant’Agostino – e dall’altra la città del diavolo.
Potremmo dire che in quest’epoca la città del diavolo è ben identificabile nel globalismo neomalthusiano, nel NWO, nell’ONU, nel WEF, nell’Unione Europea, nella Banca Mondiale, nel FMI e in tutte quelle cosiddette «fondazioni filantropiche» che seguono un’ideologia di morte, di malattia, di distruzione, di tirannide. E quelle forze infiltrate nelle istituzioni che chiamiamo deep state e deep church.
Sull’altro fronte – dobbiamo riconoscerlo – la Città di Dio è più difficile da identificare: anche le autorità religiose paiono aver tradito il proprio ruolo di guida dei fedeli, preferendo servire il potere e propagandare le sue menzogne; chi dovrebbe proteggere e santificare le anime le disperde e le scandalizza, considerando i buoni Cristiani come rigidi integralisti.
Come vedete, l’attacco è su più fronti, e come tale costituisce una minaccia mortale per l’umanità, colpita nel corpo e nell’anima.
Eppure, proprio in un momento in cui è difficile trovare punti di riferimento autorevoli – tanto nella sfera religiosa quanto in quella temporale – vediamo raccogliersi sempre più numerosa la schiera di quanti comprendono, aprono gli occhi, riconoscono la mente criminale dietro l’evolversi degli eventi.
Appare evidente come tutto sia collegato, senza per questo essere marchiati come «teorici del complotto». Il complotto c’è già: noi non lo teorizziamo, ci limitiamo a denunciarlo, sperando che il popolo si svegli da questa narcosi suicida e pretenda che sia posto fine al colpo di stato globale.
Le operazioni di ingegneria sociale e di manipolazione delle masse hanno dimostrato oltre ogni dubbio la premeditazione di questo crimine, e la sua coerenza con una visione «spirituale» del conflitto in atto: occorre schierarsi e combattere, senza cedimenti.
La Verità – che è un attributo di Dio – non può esser cancellata dall’errore, e la Vita non può essere sconfitta dalla morte: ricordatevi che il Signore, che ha detto di Sé: «Io sono la Via, la Verità e la Vita», ha già vinto Satana, e quel che rimane della battaglia serve solo per darci l’opportunità di fare la scelta giusta, di saper compiere quelle azioni che ci mettono sotto il vessillo di Cristo, dalla parte del Bene.
Confido che questo grande lavoro che state svolgendo possa presto dare i frutti attesi, ponendo fine a un tempo di prova in cui vediamo come diventerà il mondo se non torniamo a Cristo, se continuiamo a pensare di poter convivere con il male, con la menzogna, con il culto di sé.
In fondo, la Città di Dio è il modello di chi vive nell’amore di Dio, nel dominio di sé e nel disprezzo del mondo; la città del diavolo è il modello di chi vive nell’amore di sé, nel conformarsi al mondo e nel disprezzare Dio.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
20 Novembre 2022
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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