Animali
L’antispecismo o la negazione dell’esistenza di Dio
L’antispecismo è definito dal dizionario Larousse come una «visione del mondo che rifiuta la nozione di gerarchia tra specie animali e, in particolare, la superiorità dell’essere umano sugli animali e concede a tutti gli individui, indipendentemente dalla specie a cui appartengono, lo stesso status morale». La prima parte di questa analisi presenterà il concetto esposto da uno dei suoi ferventi difensori. La seconda parte lo confuterà.
Da tale visione del mondo emerge immediatamente un’affermazione: l’antispecismo è una negazione – pratica – dell’esistenza di Dio.
Ci sono vari percorsi per arrivare a questa conclusione. Uno di questi consiste nel seguire un autore nella sua riflessione e segnare le tappe della formazione di questo pensiero antispecista che non dice necessariamente il suo nome, ma che è facilmente riconoscibile.
Il soggetto qui considerato è Peter Wohlleben, nato nel 1964 a Bonn, ingegnere forestale, autore di un bestseller mondiale tradotto in 32 lingue e venduto oltre un milione di copie: La vita segreta degli alberi (originale tedesco pubblicato nel 2015).
L’autore è tornato l’anno successivo con La vita segreta degli animali (2016 in tedesco). Mentre l’accoglienza di scienziati e specialisti della natura era stata eterogenea per il primo titolo, questo secondo libro venne severamente criticato da un punto di vista scientifico.
La vita segreta degli alberi
Alla scoperta dell’albero pensatore
Sfogliando questo libro, il cui titolo completo è: La vita segreta degli alberi. Cosa mangiano. Quando dormono e parlano. Come si riproducono. Perché si ammalano e come guariscono, il lettore nota molte affermazioni insolite per chi ha una certa conoscenza della natura, se non altro per osservazione personale.
La prima osservazione che ci fa l’autore è che gli alberi sono in grado di trattenere le informazioni e trasmetterle. È vero che ciò resta a livello molto rudimentale, ma è riconosciuto che alcune aggressioni – chimiche, fisiche o termiche – provocano reazioni in alcune piante, come la produzione di tossine da parte delle acacie in risposta alla nutrizione intensiva da parte degli erbivori, portando alla morte di questi.
Ma bisogna subito sottolineare che i termini «trattenere» e «trasmettere» in questo caso sono ambigui, perché suggeriscono una sorta di memoria e di linguaggio che assimiliamo al nostro. Il che è profondamente impreciso. Quindi, indipendentemente dal fatto che ci sia un “recettore” o meno, verrà trasmesso il segnale fisico-chimico indotto da un attacco alla pianta.
Wohlleben va oltre spiegando che gli alberi parlano: emettono «ultrasuoni» che sono il risultato di un fenomeno puramente meccanico indotto, ad esempio, da un’interruzione del flusso di linfa. Ma, per il nostro autore, con un paragone audace, sarebbe un «grido di sete». Da lì a dire che l’albero sente qualcosa, c’è solo un passo… che viene anche fatto.
Gli alberi stanno soffrendo, insiste. Citiamo questo pezzo audace: «la piantina di quercia inghiottita da un cervo soffre e muore, come soffre e muore il cinghiale sbranato da un lupo». Non è altro che una metafora. Perché, per provare sofferenza, sono necessari i sensi e una struttura centralizzata per trasformare le informazioni in dolore.
Infine, arriviamo al coronamento: gli alberi sono intelligenti. E, tanto per dirlo subito, il cervello si trova nel fusto o nelle radici. L’induzione sta da quanto sopra: immagazzinamento delle informazioni, controllo chimico delle funzioni, segnali elettrici, linguaggio e sofferenza.
E conclude con disinvoltura – o ingenuità? – «le piante hanno il cervello? Sono intelligenti? Bisogna dire che il dibattito che anima da anni la comunità scientifica è vivace. Un dibattito assente dalle pubblicazioni accademiche», riconosce Wohlleben.
Ma questo non lo ferma: «la maggioranza degli accademici» critica la tesi delle radici-cervello, perché, spiega l’autore, «si tende a cancellare il confine tra mondo vegetale e mondo animale». Ma, afferma: «La divisione tra pianta e animale è una scelta arbitraria basata essenzialmente sulla modalità di alimentazione», la fotosintesi da un lato, la digestione degli organismi viventi dall’altro.
Un modo di presentare il problema del tutto riduttivo ed erroneo che ben si addice alla tesi, su questo dovremo tornarci.
Gli alberi e i loro diritti
Dal sentimento e dall’intelligenza alla legge, il passo è breve. Wohlleben sostiene la protezione degli alberi – così come degli animali – che deve evitare di assimilarli alle cose. Riprende il suo linguaggio metaforico per parlare del «cadavere di un faggio o di una quercia» in preda alle fiamme. «Betulle e abeti abbattuti – quindi uccisi» al solo scopo di ottenere carta.
Poi arriva l’accusa: «usiamo esseri viventi che vengono uccisi per soddisfare i nostri bisogni». Segnaliamo che il libro dell’autore – che ha venduto oltre un milione di copie, va ricordato – ha partecipato a questa «strage». L’autore ne riconosce l’uso; ciò che condanna è l’eccesso: «Dobbiamo trattare gli alberi come trattiamo gli animali, risparmiando loro inutili sofferenze».
Ed elenca i diritti che dovrebbero essere riconosciuti agli alberi: «per poter soddisfare i loro bisogni di scambio e comunicazione, (…) per poter trasmettere il loro sapere alle generazioni successive. Almeno alcuni di loro devono poter invecchiare con dignità e poi morire di morte naturale».
La vita segreta degli animali
Wohlleben, nel suo ultimo capitolo, solleva la questione della possibilità di un’anima per l’animale. Dopo alcune riflessioni in cui ammette di non credere nell’aldilà per mancanza di immaginazione, attribuisce un’anima a tutti gli animali. Ma c’è ancora ambiguità: quest’anima animale, la concepisce alla maniera dell’anima umana.
Infatti, ammette nel suo epilogo: «se mi piace cercare analogie tra animali e umani, è perché non riesco a immaginare che i loro sentimenti siano fondamentalmente diversi dai nostri». Questa volta non è più una mancanza di fantasia, ma un bell’eccesso, che va oltre: «chiunque capisce che il cervo, il cinghiale e il corvo conducono la propria vita, perfetta in sé, e si divertono oltretutto…»
Questa riduzione è coronata dall’ultima parola che identifica la felicità umana con le secrezioni di ormoni. Il che è un modo per dire che anche gli animali che hanno questo tipo di ormoni sono capaci di questa sete che anima la specie umana… e solo quella. L’assimilazione è quasi totale.
Bilancio
Tutta questa accozzaglia si basa su buona parte dell’ignoranza di cosa sia veramente la vita, ogni vita. E anche su una profonda incomprensione del cosmo che è armonia – questo è il significato etimologico del termine – tra gli esseri, ordine stabilito da Dio, che è il primo bene da lui voluto nelle cose.
Ora, e questo è il punto importante, questa armonia può esistere solo tra esseri diversi e gerarchici. Un mondo di totale uguaglianza tra gli esseri non va oltre il mondo minerale – e forse nemmeno. Questa semplice osservazione mostra come l’antispecismo sia chiaramente contrario alla volontà di Dio e rappresenti una negazione della sua esistenza.
Cos’è la vita?
Una breve panoramica di questa nozione è necessaria per comprendere l’insensatezza della concezione criticata e la sua inadeguatezza alla realtà.
Va innanzitutto sottolineato che la parola «vita» è un termine astratto e non un termine concreto. È usato per designare esseri viventi e animati. Ma di per sé non designa altro che una classe di esseri. La «vita» non esiste, ci sono solo esseri viventi.
Questo punto è importante, perché capita che la parola sia analogica, cioè non abbia lo stesso significato a seconda che sia applicata a classi diverse di esseri viventi. Parlare di vita umana, animale o vegetale non significa assolutamente la stessa cosa. Certamente c’è una somiglianza, ma non un’identità.
Anche nel parlare della vita di Dio, la vita dell’angelo o la vita dell’uomo, si distingue allo stesso modo l’uso della parola. Pur usando la stessa parola, ci sono notevoli differenze, soprattutto se confrontiamo la vita del Creatore con quella delle sue creature, angelo o uomo.
Pertanto, è necessario distinguere, nel nostro mondo materiale creato, gli esseri viventi di tre categorie: piante, animali e uomini. Dire che vivono equivale ad affermare che possiedono un’anima, perché, per definizione – e per dimostrazione, ma questo ci porterebbe troppo lontano – il vivente si distingue dall’inanimato per questa parte di sé che permette di dichiararlo tale: un principio di vita, un’anima.
La semplice osservazione ci permette di distinguere il vegetale dall’animale e dall’uomo. Questa differenza sta nell’anima che ciascuno possiede e nel tipo di vita che provoca e realizza nel corpo che le corrisponde.
L’anima vegetativa
Alcuni potrebbero essere sorpresi da questa affermazione sull’esistenza di un’anima vegetativa, ma è comunque la verità. Bisogna capire che non si devono attribuire le caratteristiche dell’anima umana: così, quest’anima scompare completamente alla morte della pianta.
L’anima vegetativa si caratterizza anche per le funzioni che assume: la nutrizione della pianta, la sua crescita ed infine la sua riproduzione. Questa vita vegetativa è la base di ogni vita e tutti gli esseri viventi hanno queste funzioni – almeno la riproduzione, come è il caso del virus, che, a rigor di termini, non si nutre né cresce.
L’anima animale
L’anima degli animali aggiunge alle funzioni vegetative – che esercita in modo superiore all’anima vegetativa – altre funzioni che caratterizzano l’animale: la sensibilità legata ai cinque sensi (per gli animali che li possiedono tutti); le passioni animali come attrazione, desiderio, paura o rabbia; l’istinto, una sorta di piano interiore che permette all’animale, entro limiti invalicabili, di adattarsi ai cambiamenti del suo ambiente: cercare cibo o un partner per la riproduzione; ed infine la locomozione, per gli animali che ne sono dotati.
È essenziale comprendere che la vita che caratterizza l’animale è una vita qualificata come sensitiva perché basata sull’attività dei sensi. La vita vegetativa non è specifica dell’animale, ma la possiede a modo suo: gli permette di produrre ossa, sangue, contrarre muscoli, emettere suoni, ecc. Questa semplice osservazione permette di cogliere la profonda distorsione prodotta dall’antispecismo, che assimila tutti i gradi della vita in un allegro guazzabuglio.
L’anima umana
Infine, il grado più alto, l’anima umana, aggiunge alle funzioni vegetative e sensoriali la propria attività: quella delle sue facoltà spirituali – nel senso di spirito, non di vita soprannaturale – perché l’anima umana è uno spirito, fatto ad immagine di Dio che è Spirito. Questo spirito umano, a differenza dell’angelo, puro spirito, è anche un’anima che dà vita a un corpo.
La prima caratteristica dell’anima umana è la sua immortalità: persiste dopo la morte del corpo che le è stato unito, perché, come spirito, possiede in sé le risorse di una vita separata, sebbene mutilata in qualche modo dalla scomparsa del corpo.
La vita propria dell’anima umana è quella della sua intelligenza e della sua volontà, che sono spirituali quanto lei, e che non dipendono dal corpo per sussistere o agire: così la vita umana consiste propriamente nella conoscenza della verità, sia speculativa (pura conoscenza) che pratica (destinata all’azione), così come nell’esercizio della virtù.
Nessun animale, e a fortiori nessuna pianta, può raggiungere il minimo grado di questa vita propriamente umana. Gli animali restano bestie che l’immaginazione umana spesso colora di sentimenti umani, ad esempio per dare un insegnamento tramite una favola, ma così facendo si distorce completamente ciò che l’animale è, se si ha la malsana idea di crederci.
Uguaglianza riduttiva
Si dice molto spesso che l’uomo è stato voluto da Dio per sé stesso e l’universo per l’uomo. Ma non è la dottrina di san Tommaso, che afferma invece che ciò che per prima cosa è voluto da Dio è il bene dell’universo, quell’armonia cosmica che è l’immagine più perfetta creata della grandezza e della bontà di Dio. E, all’interno di questo universo, l’uomo occupa un posto speciale: è posto al di sopra di tutte le altre creature materiali.
In un bellissimo articolo della Summa Theologica (I, 47, 2) incluso nel trattato sulla creazione, san Tommaso spiega il suo pensiero. Chiedendosi se Dio sia causa della disuguaglianza nelle cose, risponde: «Bisogna dire che la sapienza di Dio, che è causa della distinzione tra gli esseri, è anche causa della loro disuguaglianza».
«Poiché la distinzione formale [tra specie] implica sempre la disuguaglianza. (…) Nelle cose naturali le specie sembrano ordinate per gradi, i corpi misti sono più perfetti degli elementi semplici, le piante dei minerali, gli animali delle piante, gli uomini degli altri animali».
«E in ciascuno di questi ordini di creature una specie è più perfetta delle altre. Perciò, come la sapienza divina è causa della distinzione tra le cose, per la perfezione dell’universo, così è causa della loro disuguaglianza. Perché l’universo non sarebbe perfetto se negli esseri si trovasse un solo grado di bontà».
Ora, la bontà di una creatura dipende dal modo in cui Dio la ama e le dona una maggiore somiglianza con la sua stessa perfezione. Sempre nella dottrina di san Tommaso troviamo che il minerale è riflesso di Dio perché esiste; la pianta, perché vive; l’animale, perché sente e può così assimilare – in parte – ciò che lo circonda; l’uomo, perché è spirito, intelligenza e volontà. Egli è molto più di un riflesso: è un’immagine.
L’uomo ha dunque ricevuto molto più di tutti gli altri esseri creati materiali perché è più amato da Dio. Senza contare che la sua natura è capace di ricevere un dono supremo, che lo assimila a Dio in modo impareggiabile: la grazia, che lo rende figlio di Dio, e gli permette di partecipare alla vita stessa di Dio.
È quindi attraverso la disuguaglianza tra questi ordini naturali e la loro armonia che il cosmo proclama la gloria di Dio.
Un diritto impossibile
È assolutamente impossibile attribuire diritti a qualsiasi entità diversa dall’uomo o dalla persona umana. Spieghiamolo brevemente.
La legge presuppone una certa uguaglianza
In sostanza, il diritto è un dovuto agli altri, che è specificato dalla legge, sia essa naturale o umana. Il diritto è l’oggetto della virtù di giustizia. E inoltre, il diritto è un rapporto di uguaglianza, perché nasce dal bisogno di ordine in una comunità. Questa uguaglianza non è fisica, ma morale, perché riguarda un’operazione umana, che deve adattarsi agli altri per il bene comune.
Tutte queste proprietà escludono già ogni diritto esterno alla persona umana: è proprio per questo che gli antispecisti vogliono livellare i viventi, affermando una – quasi – totale uguaglianza tra tutte le specie viventi.
La capacità giuridica
La persona umana è un individuo di natura razionale, che gli permette di percepire il suo bene completo e capace di perfezione in una società unita.
Da ciò deriva la capacità giuridica, che non è né l’autonomia della volontà né la libertà che essa presuppone, né la volontà di potenza o di grandezza, ma attitudine al perseguimento, solidale, di un fine comune.
Include il senso di responsabilità, cioè la possibilità di autodeterminazione. Presuppone infine la capacità di comprendere che la misura imposta dalla ragione o dalla legge, ai rapporti sociali di ogni genere, in vista del raggiungimento del bene comune, è effettivamente la legge.
La capacità giuridica, insomma, è radicata nella ragione, si trova nella volontà e trae la sua giustificazione immediata dalla possibilità del diritto e soprattutto dal bene comune.
L’argomento del diritto
Ogni uomo è soggetto alla legge e riceve la capacità giuridica dal Creatore.
L’anima umana è a immagine del suo Creatore: tale è la ragion d’essere dei suoi attributi secondo il teologo san Tommaso.
Agli occhi del filosofo, tutte le prerogative dell’uomo procedono dalla razionalità della sua natura. Solo l’uomo ha un fine personale a cui conduce sé stesso.
Il fondamento dei diritti della persona umana risiede nel suo dominio (dominium) sull’universo e sulle sue azioni. È per disposizione innata capace di raggiungere personalmente il bene dell’universo.
Cos’è questo dominio? Comprende tre realtà: il soggetto che è interessato dal rapporto di superiorità o sovranità, la persona o la cosa su cui si esercita tale sovranità, e la base di tale rapporto, che consiste in un potere che deriva dal suo status di essere ragionevole e gratuito.
Il dominium si presenta come un attributo psicologico e naturale dell’uomo: «L’uomo differisce dalle creature irrazionali in quanto gode del dominio sui suoi atti, est actuum suum dominus. Ne consegue che le sole azioni che si dicono propriamente umane sono quelle di cui egli è padrone, dominus». (1)
Questo dominio si trasforma in potere morale e giuridico solo nella misura in cui si riferisce a oggetti razionali: «La bontà della volontà dipende dalla ragione come dipende dall’oggetto». (2)«L’oggetto dell’atto considerato costituisce dunque il fondamento, la causa e la misura della potenza morale, e questo per tutte le virtù morali».
E gli alberi?
La domanda va davvero posta? Se si parla di diritti degli animali, delle piante o della natura, o non è più questione di diritto, ma di elucubrazione; o, in senso stretto, si tratta di regolare i doveri che l’uomo ha nei confronti dell’universo in cui Dio lo ha posto e gli ha affidato fin dalla Genesi.
Ma si tratta di un diritto nei suoi confronti: evitare di distruggere il proprio ambiente, farsi corrompere dalla crudeltà verso gli animali, volersi arricchire a spese dei suoi simili o dei suoi discendenti ad esempio.
Conclusione
L’antispecismo non è solo una sciocchezza intellettuale, è anche una negazione pratica dell’esistenza di Dio. Negare i gradi degli esseri e l’ordine dell’universo è negare Dio. La quarta e la quinta «via» di san Tommaso per provare l’esistenza di Dio si basano rispettivamente su queste due evidenze.
Negandole, o rifiutandole più o meno in blocco, l’antispecista nega indirettamente ma certamente l’esistenza del Creatore e, credendo di elevare piante e animali al livello dell’uomo, non fa che abbassare quest’ultimo al loro livello.
Don A. SélégnyNOTE1) Summa Theologiae, I-II, Prologo.2) Ibid., I-II, 19, 3.
Somma di due articoli previamente apparsi su FFSPX.news.
Il primo articolo è apparso nel numero 147 dei Cahiers Saint Raphaël.
Animali
Ancora mirmecotraffico: cinese trovato dalla polizia aeroportuale con 2.000 formiche vive
Martedì, le autorità keniote hanno arrestato un cittadino cinese di 27 anni presso l’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta (JKIA) di Nairobi, dopo che un controllo di sicurezza di routine ha permesso di scoprire oltre duemila formiche vive nel suo bagaglio. Si tratta quindi di un vero caso di mirmecotraffico.
Il procuratore Allen Mulama ha dichiarato in tribunale che durante la perquisizione sono state rinvenute 2.238 formiche vive; 1.948 di esse erano contenute in provette e le restanti erano avvolte in tre rotoli di carta velina morbida.
Secondo i documenti esaminati dall’agenzia Reuters, i funzionari dell’immigrazione avevano segnalato un «ordine di blocco» sul passaporto del cittadino sinico a causa della sua elusione dell’arresto in Kenya l’anno precedente.
Aiuta Renovatio 21
Il Kenya Wildlife Service (KWS) ha informato il tribunale di aver bisogno di ulteriore tempo per completare le indagini, tra cui l’analisi di un iPhone e di un MacBook sequestrati al cinese.
Secondo quanto riferito dai pubblici ministeri, il cinese avrebbe identificato tre individui che gli avrebbero fornito le formiche, sebbene non abbia ancora commentato pubblicamente queste accuse. Le autorità hanno inoltre rilevato che una spedizione simile di formiche, proveniente dal Kenya, è stata intercettata a Bangkok nella stessa settimana.
Come riportato da Renovatio 21, questo non è il primo caso di traffico di formiche nel Paese. Nel 2025, i pubblici ministeri del Kenya hanno multato quattro uomini, due belgi, un vietnamita e un keniota, con 7.700 dollari ciascuno per aver tentato di trafficare 5.440 regine di formiche mietitrici giganti africane dal Kenya.
Nel 2023, tre individui provenienti dal Kenya hanno tentato di contrabbandare in Francia formiche mietitrici del valore di 2.321 dollari. Entrambi gli episodi riguardavano la specie Messor cephalotes, originaria dell’Africa orientale e molto apprezzata nel commercio di animali esotici per la sua complessa capacità di costruire colonie e per il suo particolare comportamento sociale.
Il KWS ha dichiarato che le formiche sequestrate erano presumibilmente destinate ai mercati di animali esotici in Europa e in Asia. Secondo quanto riportato, i commercianti nel Regno Unito avrebbero valutato queste formiche di contrabbando fino a 220 dollari ciascuna.
Secondo la legge keniota, la fauna selvatica comprende animali e insetti autoctoni, e la loro esportazione richiede permessi dal KWS (Kenya Wildlife Service).
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La parola mirmecotraffico (parola ibrida ottenuta dal greco myrmex, «formica», e dalla parola italiana «traffico», non diversamente da «narcotraffico»), inserita appositamente nel titolo, non esiste se non su Renovatio 21 (e fate pura una prova con Google): questo stesso articolo che pochi lettori stanno leggendo esiste solo per poterne demiurgicamente iniziare l’utilizzo in lingua italiana, testimoniando l’immane potere glottopoietico di Renovatio 21.
Sappiamo che alcuni lettori stanno almanaccando tutti i neologismi e le italofonizzazioni piazzati su queste colonne: e noi giammai ci fermerem, trafficando come formiche sui bordi della infausta lingua nazionale italica, danneggiata nei secoli da superbie infondate ed imbecilli dapprima e da rincoglionimenti per sovranità limitata più recentemente.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Retro Lenses via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Animali
Trentino, un’altra aggressione da parte di un lupo
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Animali
Migranti filmati mentre catturano e macellano cigni e anatre
Video scioccanti circolano nell’internet anglofona mostrano migranti che piazzano trappole e rubano uccelli protetti dai corsi d’acqua pubblici, alimentando l’indignazione per l’immigrazione incontrollata che distrugge la fauna selvatica locale.
Le prove video provenienti dall’Irlanda mostrano un residente locale che smantella delle rudimentali gabbie di filo metallico posizionate lungo il Grand Canal di Dublino da migranti che vivono in tende e che si ritiene prendano di mira cigni e anatre per consumarli.
Il filmato mostra l’uomo, accompagnato dal suo cane, mentre sradica le trappole nascoste nell’erba vicino alla riva dell’acqua.
Ever wonder why swans and ducks are disappearing from our rivers, canals and ponds in Ireland? Fair play to this man (and his dog), who paid a visit to the Grand Canal to dismantle cage traps set up by male migrants in tents. pic.twitter.com/aiV2PjyX44
— Susanne Delaney (@SuzieD755164) February 27, 2026
This has to be false. The mainstream media told us migrants were not eating the swans! pic.twitter.com/QXyb2kJrdq
— Ian Miles Cheong (@ianmiles) October 27, 2025
The migrants are eating the swans pic.twitter.com/LHF08sCEI7
— karma (@karma44921039) September 26, 2025
Left wing media and politicians: “Racists are lying that illegal migrants are eating swans, geese, and ducks from public parks.”
Illegal migrants: pic.twitter.com/Vp5keV1Muy
— I Am British 🇬🇧 (@IAmBritishReal) October 6, 2025
Aiuta Renovatio 21
Nella clip non si sente alcun dialogo diretto, ma l’intento è chiaro quando il residente rimuove metodicamente le trappole, impedendo quella che avrebbe potuto essere una strage di uccelli iconici.
Questo incidente riecheggia scene simili in tutto il Regno Unito. Un video mostra un agente della RSPCA che affronta una famiglia di migranti sospettata di aver bracconato e cucinato un grosso uccello bianco, forse un cigno. «Vado a chiedere a qualcuno di controllare che uccello è questo. Penso che sia un cigno, ma conosci i grandi uccelli bianchi che si vedono nel parco?» chiede l’agente, che ispeziona la pentola: «Si vedono le ossa in questo uccello perché non è un pollo, quindi sono preoccupata. Ci sono leggi che vietano di prendere animali… È molto grave. È molto grave se succede.»
🚨NEWS: MIGRANTS EATING SWANS WILL NOT BE CHARGED
– They have been warned not to do it again by the RSPCA
Swans are a protected species
These people don’t care
We need mass deportations pic.twitter.com/eWeX2O7lKS— Basil the Great (@BasilTheGreat) June 12, 2025
Aiuta Renovatio 21
Esaminando il bidone, nota: «Vedi, il problema è che ci sono un sacco di grosse piume bianche qui». La famiglia sostiene che gli uccelli siano stati acquistati e liberati durante un gioco di inseguimento tra bambini, ma l’agente avverte: «Quello che devo assicurarmi è che tutti qui sappiano che non è permesso prendere nulla dal parco. Non sto dicendo che l’abbiate fatto voi».
Un’altra clip mostra una famiglia che trasporta un uccello selvatico che è evidentemente stato catturato e che intende mangiare. Un’altra clip mostra un migrante che afferra un cigno in un parco. Un altro post chiede: «Cosa sta facendo questo migrante?» mentre un uomo trascina un cigno che si dibatte oltre una ringhiera. Un filmato simile riprende un uomo su un ponte che afferra un cigno dall’acqua sottostante, lo prende per il collo e poi se ne va.
È fantastico che ci siano così tante prove video e fotografiche che mostrano migranti mediorientali che rubano cigni dai parchi pubblici nel Regno Unito e che l’establishment politico-mediatico ti tratti come se fossi un idiota se ne parli. Questi casi sono simili al caos di Springfield, Ohio, dove migranti haitiani sono stati accusati di aver mangiato cani, gatti ed anatre rapiti tra parchi e vicinati, scatenando panico fra la popolazione e ondate di meme irresistibili.
Protect our ducks and kittens in Ohio! pic.twitter.com/YnTZStPnsg
— House Judiciary GOP 🇺🇸🇺🇸🇺🇸 (@JudiciaryGOP) September 9, 2024
Come noto, la questione fu portata avanti anche dal candidato presidente Donald Trump durante la sfida elettorale con i democratici.
Un residente ha testimoniato durante una riunione della commissione cittadina: «Sono nel parco, afferrano le anatre per il collo, tagliano loro la testa, se ne vanno e le mangiano». «Chi viene pagato? Quanti soldi vi vengono pagati davvero? Voglio portarli qui, come se sapessi che la questione è più profonda di loro».
NEW: Springfield, Ohio man says Haitian illegals are decap*tating ducks from parks & eating them, accuses commission members of getting paid off for allowing it.
“They’re in the park grabbing up ducks by their neck and cutting their head off and walking off with ’em and eating… pic.twitter.com/uE3wI3CXl3
— Collin Rugg (@CollinRugg) September 8, 2024
Iscriviti al canale Telegram ![]()
All’epoca le voci sugli haitiani mangiatori di animali domestici erano state dichiarate «false» dalle testate mainstream. Tuttavia noi ricordiamo che lo stesso avvenne in Italia, quando testate di vescovi e oligarchi vari dichiararono che lo scoop di Libero su cani e gatti mangiati a Lampedusa era una fake news.
In Italia vi fu il caso nel 2020, ripreso dal telefonino di un passante, di quello che sembrava un africano intento a cucinare fuori dalla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima (provincia di Livorno) un quadrupede che potrebbe essere stato un gatto: la signora autoctona pure gli urla che «qua i gatti si tengono in casa, non si mangiano». Non fu l’unico episodio del genere.
Aneddoti sugli immigrati che cacciano e mangiano conigli, anatre ed altri animali in un parco pubblico per poi consumarne le carni sono stati riportati anche in città dell’Alta Italia.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine generata artificialmente
-



Pensiero2 settimane faEcco la guerra globale per l’anticristo
-



Morte cerebrale2 settimane faDichiarato morto, un bambino torna in vita dopo cinque ore: quando la realtà smentisce i protocolli
-



Occulto1 settimana faEsorcista dice che «la situazione per l’anticristo è ormai prossima»
-



Geopolitica1 settimana faQuesta è una guerra mondiale di religione: l’avvertimento di Tucker Carlson
-



Spirito2 settimane faI cardinali dell’«opposizione controllata» di Leone. Mons. Viganò contro i conservatori cattolici dinanzi alle Consacrazioni FSSPX
-



Bioetica1 settimana faCirconcisione, scoppia l’incidente diplomatico: il Belgio convoca l’ambasciatore americano
-



Nucleare2 settimane faKaraganov: l’UE sta giocando con il fuoco nucleare
-



Salute1 settimana faI malori della 9ª settimana 2026













