Vaccini
Ogni vaccino diverrà un vaccino mRNA
La pandemia è un cambiamento di paradigma: per l’economia, per la società, per la politica, per l’antropologia umana.
Tuttavia, uno shift consistente di cui poco si parla è quello tecnologico. Il COVID, per esempio, crea ancor di più l’urgenza del 5G, perché bisogna contemplare l’idea del telelavoro, e perché la connettività è fondamentale in un mondo dove siamo tutti «chippati»: al momento non con sottocute, ma sicuramente nel telefonino, laddove corre il lasciapassare che vi permette di vivere e un domani di riporvi i vostri «euro digitali».
Tuttavia, il salto di paradigma più immediato ed inevitabile lo subirà la tecnologia più interessata dal virus: la tecnologia vaccinale.
Il salto di paradigma più immediato ed inevitabile lo subirà la tecnologia più interessata dal virus: la tecnologia vaccinale
Le antiche modalità vaccinali – vaccini a virus intero, morto o attenuato, etc – verranno giocoforza spazzate via dal successo del siero mRNA. Pur non avendo riscontri scientifici, esso è stato incredibilmente accettato non solo dalla comunità scientifica, dalla classe medica, e dagli enti regolatori sanitari, ma anche dai politici e dalla maggioranza della popolazione mondiale.
Non vi è dubbio quindi che l’mRNA sia la tecnologia del futuro. Pensarne male non si può: significherebbe mettere in dubbio la bontà dell’intera impresa vaccinale 2020-2021. Significherebbe impiantare nella mente di centinaia di milioni di persone il seme del dubbio /e se facesse male? E se mi fossi iniettato una bomba biologica a orologeria). Vorrebbe dire aprire ad una dissonanza cognitiva che la società, forse, non sarebbe in grado di reggere a lungo.
Quindi, ogni vaccino diverrà un vaccino a mRNA. Pratico, sicuro, economico: velocissimo da produrre, perché alla fine si basa su una formula bioinformatica, una concezione computazionale della vita per cui il DNA è il nostro codice, il nostro software – basta agire su quello, secondo le linee fornite dalla macchina per ottenere la guarigione.
Pur non avendo riscontri scientifici, l’mRNA è stato incredibilmente accettato non solo dalla comunità scientifica, dalla classe medica, e dagli enti regolatori sanitari, ma anche dai politici e dalla maggioranza della popolazione mondiale
Il «vaccino» mRNA è astuto, ci hanno detto: trasforma il tuo stesso corpo in una fabbrica di vaccini, perché induce una specie di reazione autoimmune per cui gli anticorpi si addestrano ad attaccare il patogeno attaccando prima le tue cellule geneticamente modificate per sembrare, appunto, dei patogeni. (Questo concetto, notiamo, ha sconvolto meno persone di quanto immaginassimo un anno fa)
Così ecco che il New York Times, la massima testata mondiale, ha cominciato la sua campagna contro il «deadly toll of influenza», il tributo mortale dell’influenza.
È il caso quindi, di aggiornare la vecchia tecnologia e la vecchia propaganda sul cosiddetto flu shot, l’immancabile siringata che gli americani (e, da qualche anno sempre maggiormente, gli italiani) si beccano quando arriva l’autunno.
Vi sono già due aziende alla caccia dell’antinfluenzale mRNA: Moderna e Sanofi. Hanno iniziato alcuni test questa estate
«Un vaccino antinfluenzale va bene solo per una stagione influenzale e la sua efficacia in genere raggiunge tra il 40% e il 60%. In alcuni anni arriva fino al 10%. Ma nei prossimi anni potrebbe emergere una nuova generazione di vaccini antinfluenzali altamente efficaci, basati sulla stessa tecnologia mRNA che ha protetto centinaia di milioni di persone dal COVID-19» gioisce il NYT.
Il giornale si lascia andare, finalmente, anche a un po’ di schifo organolettico per il modo in cui preparavano i vecchi vaccini.
«Mentre i vaccini antinfluenzali tradizionali vengono coltivati per mesi nelle uova di gallina, i vaccini a mRNA vengono prodotti da zero in tempi relativamente brevi. In teoria, la loro produzione più rapida potrebbe renderli più adatti ai ceppi influenzali di ogni stagione. E quando vengono iniettati nelle persone, possono provocare una risposta immunitaria più forte rispetto ai tradizionali vaccini antinfluenzali» assicura il quotidiano neo-eboracense. Il quale non ha nessuna prova di quello che dice – nessuno studio, nemmeno certezze a lungo termine sul vaccino mRNA COVID – ma per qualche ragione lo scrive lo stesso.
Vi sono già due aziende alla caccia dell’antinfluenzale mRNA: Moderna e Sanofi. Hanno iniziato alcuni test questa estate. Pfizer-BioNtech ha iniziato gli esperimenti il mese scorso. Vi sarebbe anche un outsider, l’inglese Seqirus, che testerà il suo prodotto anti-flu a base di mRNA il prossimo anno.
L’mRNA, insomma, è una tecnologia simil-onnipotente. La qualcosa, da un punto di vista della potenza di alterazione genetica, potrebbe perfino essere vera
Degli esperimenti, tuttavia, abbiamo imparato a non curarci più di tanto. Perché, siamo edotti, «più avanti, la tecnologia dell’mRNA può essere adattata per produrre vaccini che funzionano per anni contro un’ampia gamma di ceppi di influenza».
L’mRNA, insomma, è una tecnologia simil-onnipotente. La qualcosa, da un punto di vista della potenza di alterazione genetica, potrebbe perfino essere vera.
Un bruco e la farfalla in cui incredibilmente esso si trasforma, hanno lo stesso DNA. Ciò che differisce geneticamente nella fantastica metamorfosi, è l’mRNA. Esso con maggior probabilità «traduce» le proteine che formano le ali nella fase farfalla rispetto a quella del bruco.
È idiota pensare che, dopo la gloriosa vittoria sul COVID e la conquista del regno limitrofo del vaccino influenzale, la tecnologia mRNA non verrà impiegata per ogni altra malattia per cui esiste la prevenzione vaccinale
Con l’mRNA «fondamentalmente puoi fare qualsiasi cosa … è come un programma del computer». Lo aveva notato l’uomo più ricco del mondo, il geniale Elon Musk.
Tuttavia non possiamo non ricordare le parole del presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro, quando attaccò la mancanza di responsabilità per le reazioni avverse prevista nel contratto del vaccino Pfizer: «E se il vaccino ti trasforma in un caimano jacaré? Il problema è tuo». Potrebbe aver avuto più ragione di quanto credesse lui stesso…
Ma torniamo alla nuova tecno-politica vaccinale.
È idiota pensare che, dopo la gloriosa vittoria sul COVID e la conquista del regno limitrofo del vaccino influenzale, la tecnologia mRNA non verrà impiegata per ogni altra malattia per cui esiste la prevenzione vaccinale: morbillo, pertosse, parotite, varicella… tutti vaccini sostituibili con il nuovo ritrovato genetico. Qui, capirete, pensare di tenere l’mRNA lontano dalla popolazione pediatrica diverrà totalmente impossibile.
La riscrittura biomolecolare della vita è un metodo che apre alla possibilità di curare, in realtà, praticamente tutto
Così come è stupido non pensare che si fermeranno alle malattie per cui c’è un vaccino.
La riscrittura biomolecolare della vita è un metodo che apre alla possibilità di curare, in realtà, praticamente tutto. Come riportato da Renovatio 21, Moderna (che, ricordiamo, sta per «Mode RNA») da qualche mese ha iniziato la sperimentazione umana del vaccino mRNA per l’AIDS.
La modifica genetica, e non poteva essere altrimenti, porta l’uomo verso la tracotanza assoluta, l’idea di curare ogni malattia al mondo. Non si tratta di un desiderio inespresso: Mark Zuckerberg e sua moglie hanno fatto sapere nel 2016 di voler investire 3 miliardi di dollari per curare «tutte le malattie del mondo».
Quindi, preparatevi. Ma quale terza, quarta, quinta dose, dose semestrale, dose annuale. L’mRNA vi verrà iniettato ininterrottamente – e sarete obbligati, come lo saranno i vostri figli. Nella tabella calendariale di immunizzazione del CDC, possiamo contare qualcosa come 38 dosi di vaccino. E parliamo solo delle solite malattie (epatite v, HPV, Meningococco, tetano, polio, pertosse difterite, rosolia, varicella, morbillo, etc.) per cui i vaccini ora esistono. Vaccini che, rispetto a quello sche stiamo vedendo, non necessitano di richiamo del vaccino mRNA COVID.
Preparatevi. Ma quale terza, quarta, quinta dose, dose semestrale, dose annuale. L’mRNA vi verrà iniettato ininterrottamente – e sarete obbligati, come lo saranno i vostri figli
A testa, quanto mRNA alieno ci toccherà in sorte? Quanto ne vogliono inserire nei nostri corpi, volenti o nolenti?
Ricordiamo cosa disse a inizio anno un Nobel riguardo al vaccino mRNA:
«Si rischia di avere degli effetti assolutamente non prevedibili… Per esempio dei tumori… degli organi che si mettono a proliferare… stiamo giocando all’apprendista stregone, in maniera totali» aveva dichiarato Luc Montagnier.
Apprendisti stregoni, sì. Era anche il titolo di uno dei primi libri che descriveva il lavoro degli scienziati che lavorarono alla bomba atomica. Un rischio altrettanto elevato. Un’arma altrettanto pericolosa, che apriva alla prospettiva della morte massiva, dell’olocausto globale indotto dall’unione della follia degli scienziati con quella dei politici.
Qui, a differenza del nucleare, la bomba forse è già bella che esplosa, e non solo su due città giapponesi, ma su tutta l’umanità.
Il maleficio potrebbe già essere scappato dal controllo degli improvvidi maghi. Il veleno uscito dal pentolone della scienza genetica si è già riversato sul mondo. E non ha ancora finito lo sversamento della sua pozione diabolica.
Roberto Dal Bosco
Vaccini
Nuovo consigliere di RFK Jr. incaricato di indagare su 2.500 decessi tra i militari causati dal vaccino anti-COVID.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico. La dottoressa Long sta indagando se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi.
Un medico militare sta indagando per accertare se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi, secondo quanto riportato giovedì da Politico.
La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) stanno supportando l’indagine.
La deposizione di Long ha rivelato che sta collaborando con Kennedy e il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth per indagare su 2.544 decessi segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System ( VAERS ). Tali decessi rimangono non verificati.
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Durante la pandemia di COVID-19, i membri delle forze armate sono stati soggetti all’obbligo vaccinale imposto dall’amministrazione Biden. Un anno dopo, il Congresso ha approvato il National Defense Authorization Act del 2023, che imponeva alle forze armate di revocare tale obbligo. L’obbligo è stato revocato nel gennaio 2023.
Long è stata interrogata nell’ambito di una causa intentata dall’ex medico della CIA, la dottoressa Terry Adirim, contro l’agenzia per il suo licenziamento. L’agenzia ha licenziato Adirim dopo che era stata presa di mira dall’influencer di estrema destra Ivan Raiklin, che l’aveva accusata di essere l’«artefice» dell’obbligo vaccinale contro il COVID-19 imposto dal Pentagono.
Long, che ha testimoniato a sostegno di Raiklin, ha affermato di essere a conoscenza di 28 persone decedute a causa del vaccino contro il COVID-19. Ha aggiunto di sperare di concludere la sua indagine «entro un anno».
Thomas Rempfer, colonnello in pensione dell’aeronautica militare statunitense e consulente della sezione militare di Children’s Health Defense (CHD), si è detto «grato» che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) «stiano invertendo le inversioni di responsabilità dell’era COVID nominando la dottoressa Long a questo incarico cruciale».
Rempfer ha affermato che l’indagine può contribuire a «ristabilire la fiducia nelle istituzioni militari e nel governo» e «servirà da barriera contro future imposizioni illegali di prodotti medici non approvati».
JM Phelps, collaboratore di Gateway Pundit e American Family News, si è occupato a lungo dell’obbligo vaccinale per i militari. Ha affermato che l’indagine segna una rottura con la precedente amministrazione, «che ci ha mentito ripetutamente sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino».
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L’esercito e l’amministrazione Biden hanno nascosto i danni causati dal vaccino COVID?
Nella sua deposizione, Long ha fatto riferimento a studi condotti da agenzie sanitarie federali e dall’esercito, che esaminavano un possibile legame tra i vaccini contro il COVID-19 e patologie cardiache, tra cui miocardite e pericardite.
Uno studio del 2024 della Food and Drug Administration statunitense ha esaminato circa 300 persone che avevano sviluppato miocardite dopo aver ricevuto i vaccini anti-COVID-19 a mRNA di Pfizer-BioNTech o Moderna. Lo studio ha rilevato che alcuni, ma non tutti, i soggetti colpiti sono migliorati nel tempo.
All’inizio di quest’anno, il Pentagono ha pubblicato un rapporto che valutava lo stato di salute dei militari in servizio attivo dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Il rapporto ha rilevato che i casi di miocardite e pericardite sono aumentati «nel breve termine dopo la vaccinazione», ma non si sono mantenuti «per un periodo di un anno».
Il rapporto non ha menzionato alcun decesso correlato ai vaccini.
Secondo Long, le conclusioni del rapporto del Pentagono sono discutibili. Nella sua deposizione del mese scorso, ha affermato che il Defense Medical Epidemiology Database (DMED), un database medico militare, ha mostrato un forte aumento delle patologie tra i militari nel 2021, il primo anno in cui i vaccini contro il COVID-19 erano ampiamente disponibili.
Il Dipartimento della Difesa ha attribuito l’aumento a un errore di calcolo, ma Long ha dichiarato nella sua deposizione di essere scettica riguardo all’affermazione del Dipartimento della Difesa.
Pam Long, ex direttrice della sezione militare di CHD, ha affermato che le forze armate «dispongono di sistemi di sorveglianza sanitaria attivi» che confermerebbero l’eventuale aumento di problemi di salute tra i militari dopo la somministrazione dei vaccini contro il COVID-19.
Secondo quanto affermato da Pam Long, questi sistemi «probabilmente mostrerebbero un numero maggiore di decessi e lesioni da vaccino rispetto al VAERS». Tuttavia, i sistemi di sorveglianza militari «non sono progettati per valutare la sicurezza e l’efficacia dei vaccini» e «non identificheranno lesioni e decessi da vaccino».
Phelps ha affermato che la precedente amministrazione potrebbe aver tentato di insabbiare le condizioni di salute inizialmente individuate nel DMED.
«In una lettera del senatore Ron Johnson (repubblicano del Wisconsin) indirizzata all’ex segretario alla Difesa Lloyd Austin nel maggio 2023, si faceva notare che “un informatore ha scaricato i dati del DMED oltre un anno dopo che il Dipartimento della Difesa aveva ammesso che il DMED era stato corrotto e che in seguito era stato apparentemente riparato”», ha affermato Phelps.
Secondo quanto riferito da Phelps, l’informatore ha riscontrato «un notevole aumento di diverse diagnosi mediche gravi» nel database, anche dopo che il Dipartimento della Difesa lo aveva presumibilmente corretto.
Il Dipartimento della Difesa ha indirizzato The Defender al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) per un commento. Né l’HHS né la dottoressa Theresa Long hanno risposto alle richieste di commento entro la scadenza.
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I militari congedati per aver rifiutato il vaccino contro il COVID continuano ad affrontare ostacoli.
Il Dipartimento della Difesa (DOD) ha dichiarato a Politico in un comunicato di non avere «nulla da annunciare al momento». Il DOD ha fatto riferimento a una dichiarazione di maggio che annunciava la creazione della task force per il reintegro e la riconciliazione in relazione al COVID-19, con l’obiettivo di aiutare i militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale contro il COVID-19 a presentare domanda di reintegro.
«Il Dipartimento continua a porre rimedio agli errori del passato e a ripristinare la fiducia e l’onore delle nostre forze armate», ha dichiarato il Dipartimento della Difesa nel suo comunicato di maggio.
Secondo un documento del Dipartimento della Difesa del dicembre 2022, al 30 novembre 2022, 8.123 militari erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi contro il COVID-19.
Nel gennaio 2025, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per il reintegro dei militari congedati per non essersi vaccinati contro il COVID-19.
Ma gli esperti militari affermano che la maggior parte dei militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale, o che hanno subito gravi effetti collaterali correlati alla vaccinazione e hanno dovuto affrontare conseguenze dopo aver segnalato i danni, sono ancora in attesa di giustizia.
«Ad oggi, solo 150 militari su 100.000 che hanno lasciato le forze armate (per congedo forzato o separazione involontaria) durante la pandemia a causa di un mandato illegittimo di autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino COVID sono stati reintegrati», ha affermato Pam Long.
Faye Link, moglie del cappellano militare in pensione James Link, ha dichiarato al The Defender che suo marito era «in buona salute prima del vaccino», ma ora «soffre di bradicardia, tachicardia e grave fibrillazione atriale, che hanno reso necessario l’impianto di un pacemaker e l’ablazione cardiaca». Soffre anche di ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Sebbene un medico della Duke University avesse collegato queste condizioni alla vaccinazione anti-COVID-19 di James Link, i militari non erano d’accordo.
«L’esercito ha incolpato mio marito, affermando che avesse problemi di salute preesistenti e che avesse mentito durante la visita medica periodica prima della partenza, il che era assolutamente falso. L’esercito non voleva assumersi alcuna responsabilità per il vaccino contro il COVID-19», ha dichiarato Faye Link.
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L’esercito ha avviato un procedimento disciplinare contro James Link. Gli sono state inoltre revocate le medaglie e le onorificenze militari, nonché gli sono stati revocati gli stipendi arretrati e i benefit, che non gli sono stati ancora ripristinati.
«Stiamo ancora lottando per ottenere i benefici di James», ha detto Faye Link. «L’esercito ci deve più di 100.000 dollari della sua pensione militare, che si ostina a trattenere. Abbiamo bisogno di aiuto, ma sembra che non si ottengano risultati».
Pam Long ha affermato di sperare che il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani «correggano la mancanza di analisi del rapporto rischio-beneficio per ogni vaccino somministrato ai membri delle forze armate» e migliorino la «sorveglianza dello stato di salute delle forze armate». Ha aggiunto che la tempistica è fondamentale, perché il mese prossimo i membri delle forze armate “saranno obbligati a ricevere il vaccino antinfluenzale a mRNA».
«È fondamentale che i nostri militari si facciano sentire e che l’opinione pubblica eserciti una pressione visibile sul Congresso e sull’amministrazione Trump, affinché ai militari vengano ancora negati i permessi necessari (esenzioni per controindicazioni mediche e obiezioni religiose) per le vaccinazioni», ha affermato Long.
«Questa è un’ingiustizia nei confronti degli uomini e delle donne che difendono questa nazione».
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 3 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Vaccini
Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID
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Vaccini
Vaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Uno studio presentato da alcuni ricercatori nel 2010 ha rilevato un tasso di autismo tra i bambini Amish pari a circa 1 su 271, molto inferiore alla media nazionale. I ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini studiati, ma non li hanno resi pubblici, rendendo impossibile sapere se i bambini Amish che hanno sviluppato l’autismo fossero vaccinati o meno. Gli esperti suggeriscono che sarebbe utile rendere pubblici questi dati.
È scoppiata una polemica attorno a uno studio del 2010 sui tassi di autismo tra gli Amish, dopo che lunedì il presidente Donald Trump ha pubblicato un grafico che citava tale studio.
Nel suo post su Truth Social, Trump affermava: «nessun caso pubblicato ha documentato esplicitamente un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo».
Il post sui social media citava uno studio condotto nel 2008 e nel 2009 da ricercatori che avevano sottoposto a screening 1.899 bambini Amish in Indiana e Ohio per l’autismo. I ricercatori avevano confermato sette casi di autismo tra i bambini.
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Lo studio ha concluso che tra i bambini Amish esaminati, il tasso di autismo era di circa 1 su 271, un dato di gran lunga inferiore al tasso nazionale, che all’epoca era stimato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a 1 su 91.
Secondo quanto riportato nel post di Trump, gli autori dello studio hanno raccolto le storie vaccinali dei bambini, ma «non hanno segnalato alcun caso confermato» di autismo in soggetti «completamente non vaccinati».
Secondo la giornalista specializzata in salute Sayer Ji, il post ha suscitato reazioni contrastanti, tra apprezzamenti e verifiche dei fatti.
Ji ha definito il post di Trump «fattualmente imperfetto» ma «genuinamente importante».
Il post conteneva inesattezze fattuali: ad esempio, affermava che gli Amish esistono da 330 anni. Tuttavia, sebbene gli Amish si siano separati dai Mennoniti 333 anni fa, nel 1693, gli insediamenti Amish negli Stati Uniti non iniziarono prima del 1720.
Il post di Trump ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto verificabile che gli Amish tendono ad avere tassi di vaccinazione e di autismo più bassi rispetto alla popolazione generale.
Ji ha elogiato il presidente per aver messo in evidenza lo studio del 2010. «Qualunque cosa si pensi di quest’uomo, lui [Trump] ha indicato quello studio», ha scritto Ji.
Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato a The Defender di essere lieta che Trump abbia sottolineato la relativa assenza di autismo tra gli Amish, che in genere presentano tassi di vaccinazione inferiori rispetto alle comunità non afroamericane.
«È ora di iniziare a fare i conti con la realtà: l’attuale programma di vaccinazione causa danni cerebrali noti come autismo. Cerchiamo di essere abbastanza umili da imparare dagli Amish», ha affermato Holland.
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Cosa ha rivelato lo studio sull’autismo condotto nella comunità Amish nel 2010?
Secondo un abstract di una conferenza relativa allo studio, il post di Trump cita uno studio del 2010 condotto da ricercatori di genomica umana dell’Università di Miami e della Vanderbilt University.
Tuttavia, contrariamente a quanto affermato nel post di Trump, lo studio non è mai stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria.
L’abstract dello studio, datato 22 maggio 2010, è apparso sul sito web dell’International Meeting for Autism Research, un convegno di ricerca organizzato dalla International Society of Autism Research.
Sembra che gli autori dello studio abbiano presentato la ricerca al convegno di maggio 2010. Non esiste alcuna versione completa dello studio disponibile online.
Nella sezione relativa ai metodi dell’abstract si afferma che i ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini. Tuttavia, la sezione dei risultati non specifica se i sette bambini Amish inclusi nello studio, a cui è stato diagnosticato l’autismo, fossero vaccinati o meno.
Il riassunto afferma: «i dati preliminari hanno evidenziato la presenza di disturbi dello spettro autistico (ASD) nella comunità Amish con una frequenza di circa 1 bambino su 271, utilizzando strumenti standard di screening e diagnosi per l’ASD, sebbene alcune modifiche possano essere opportune».
Gli autori hanno scritto che «sono in corso ulteriori studi» per affrontare le norme e le consuetudini culturali che possono influenzare il modo in cui i genitori parlano del comportamento dei loro figli quando vengono intervistati dai ricercatori.
Non è chiaro se gli autori dello studio abbiano verificato se i sette bambini con autismo fossero stati vaccinati.
L’autore principale dello studio, identificato come JL Robinson, non ha risposto alla richiesta del quotidiano The Defender di chiarire se i ricercatori avessero mai condotto un’analisi stratificata per vaccinazione sui sette casi confermati di autismo e perché non avessero mai pubblicato lo studio.
Il giornale The Defender ha posto le stesse domande a Margaret Pericak-Vance, Ph.D., direttrice del John P. Hussman Institute for Human Genomics presso l’Università di Miami e una delle autrici dello studio. Tuttavia, la richiesta è stata indirizzata al responsabile delle pubbliche relazioni dell’università, che non ha risposto entro la scadenza.
Ji ha effettuato una ricerca online nei registri pubblici per verificare se gli autori dello studio avessero mai parlato nuovamente pubblicamente della ricerca o l’avessero sottoposta a pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria, ma non ha trovato nulla.
«È un fatto significativo», ha dichiarato Ji a The Defender. «Ho cercato, senza successo, alcuna dichiarazione pubblica da parte di nessuno dei sei autori, in sedici anni, sul perché l’articolo non sia mai stato pubblicato o che fine abbiano fatto i dati. Questa assenza è la vera scoperta».
Ji ha affermato di non accusare gli autori dello studio di aver intenzionalmente occultato i dati relativi alla storia vaccinale dei bambini Amish. «Non sto sostenendo che nessuno dei sei abbia distrutto dati o agito in malafede: non ho prove di ciò».
Ma i loro dati furono di fatto «sepolti», nel senso che non vennero mai pubblicati e non comparvero in alcuno studio successivo.
Ji ha riconosciuto che, anche se lo studio avesse esplicitamente collegato tutti e sette i casi di autismo alla mancata vaccinazione, non avrebbe comunque dimostrato che i bambini non vaccinati non sviluppano l’autismo, perché sette è un numero troppo piccolo per poter stilare un modello statistico significativo.
Ma i dati sarebbero comunque utili perché «colmerebbero una lacuna nella documentazione e ci direbbero se l’infrastruttura di screening può essere ricostruita su larga scala», ha affermato. «Uno statistico potrebbe farlo in poche settimane se i file esistessero».
Gli autori dello studio non hanno risposto quando The Defender ha chiesto se fossero ancora in possesso dei file di ricerca originali dello studio.
Visto che, stando all’abstract, lo studio sembrava aver utilizzato fondi di ricerca federali, il pubblico ha il diritto di sapere che fine hanno fatto i documenti, ha affermato Ji.
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Trump si è concentrato sulla scoperta di un legame tra autismo e vaccino
Il post di Trump che fa riferimento allo studio del 2010 arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito sui vaccini e l’autismo. A maggio, Trump aveva sollecitato il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a fare di più per indagare su un possibile legame tra vaccini e autismo, secondo un articolo del Wall Street Journal del 27 luglio.
Il mese scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede cambiamenti radicali alla politica vaccinale statunitense, tra cui la riduzione da 18 a 11 del numero di malattie per le quali i bambini ricevono i vaccini di routine.
Durante una conferenza stampa del 22 settembre 2025 , Trump ha dichiarato: «Ci sono certi gruppi di persone che non si vaccinano e non assumono pillole e che non sono autistiche. … Gli Amish, ad esempio, non sono praticamente affetti da autismo».
Secondo Ji, lo studio sugli Amish del 2010 non dimostra che i vaccini causino l’autismo.
Tuttavia, la vicenda dello studio del 2010 rivela che, quando vengono raccolti dati che potrebbero potenzialmente contribuire a rispondere alla domanda se i vaccini causino l’autismo, tali dati «non vengono resi disponibili», ha affermato Ji.
Secondo Ji, gli studi sui tassi di autismo tra gli Amish dovrebbero esaminare molti fattori, tra cui lo stato vaccinale, l’esposizione al glifosato, al paracetamolo, agli ultrasuoni, la dieta, l’endogamia e l’accesso all’assistenza sanitaria.
I risultati completi dovrebbero essere resi pubblici, a prescindere da ciò che emerge dagli studi. «Questo non è essere contro i vaccini. È scienza».
Il legame tra i bassi tassi di vaccinazione e l’autismo tra gli Amish è stato un argomento che il giornalista investigativo Dan Olmsted ha documentato per anni.
Olmsted, fondatore di Age of Autism, è stato autore nel 2011 di Age of Autism: Mercury, Medicine, and a Man-Made Epidemic («L’era dell’autismo: mercurio, medicina e un’epidemia causata dall’uomo.») e nel 2017 Denial: How Refusing to Face the Facts about Our Autism Epidemic Hurts Children, Families, and Our Future («Negazione: come il rifiuto di affrontare la realtà dell’epidemia di autismo danneggia i bambini, le famiglie e il nostro futuro») prima della sua scomparsa all’inizio del 2017.
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Da dove ha preso Trump l’immagine che ha pubblicato?
Gli Amish continuano a essere al centro del dibattito nazionale sui vaccini. A New York, gli Amish minacciano di lasciare lo stato a causa dell’obbligo vaccinale scolastico imposto dallo stato, secondo un articolo del New York Post del 26 agosto.
La Pennsylvania, che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti, è balzata agli onori della cronaca per l’attuale epidemia di morbillo e per le indagini in corso sui decessi correlati alla malattia.
Steve Kirsch ha creato la grafica che Trump ha pubblicato sui social media. Il 14 agosto, Kirsch ha pubblicato la grafica su X con la seguente didascalia: «Sconcertante, vero? L’autismo si riscontra solo nei bambini Amish vaccinati. Chissà perché?».
Kirsch ha dichiarato a The Defender di aver creato la grafica utilizzando ChatGPT. Ha incaricato ChatGPT di creare un grafico basato sullo studio del 2010 e sulla sua convinzione che non vi siano prove che a un bambino Amish non vaccinato sia mai stato diagnosticato l’autismo.
«Nessuno ha mai sentito parlare di un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo», ha dichiarato Kirsch a The Defender.
Kirsch ha affermato di aver definito lo studio «pubblicato» nella grafica perché la Società Internazionale per la Ricerca sull’Autismo aveva pubblicato online l’abstract della conferenza. Ha ammesso, tuttavia, che lo studio in sé non è mai stato pubblicato.
La Casa Bianca non ha risposto alla nostra richiesta di commento entro la scadenza.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 2 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di Gadjoboy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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