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Joe Biden Imperatore

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Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Lo stato di salute non consentirà al presidente Biden di governare. Già ora un gruppo di militanti predispone i suoi atti. Ha firmato decreti emblematici della cultura woke, lontanissimi dal programma elettorale, che lo allontanano dalla maggioranza degli americani. Ma non basta, i gruppuscoli di estrema sinistra già hanno cominciato a manifestare contro di lui. Gli Stati Uniti sprofondano nella divisione.

 

 

Il discorso d’investitura del presidente Biden del 20 gennaio 2021 era zeppo di buone intenzioni, ma contraddetto tanto dai fatti che da lui stesso (1).

 

Ascoltare un uomo eletto con un voto non-democratico accusare il predecessore e i suoi elettori di essere contrari alla democrazia è stato grottesco

Era un’ode alla democrazia e un richiamo all’unità nazionale.

 

  • Ebbene, ascoltare un uomo eletto con un voto non-democratico accusare il predecessore e i suoi elettori di essere contrari alla democrazia è stato grottesco. Non dimentichiamoci che in molti casi lo spoglio è avvenuto a porte chiuse, senza spettatori né osservatori, come in una dittatura. Per inciso, è davvero scioccante il silenzio degli Stati cosiddetti democratici.

 

  • Per giunta, l’appello all’unità nazionale, pronunciato davanti a un pugno di privilegiati protetti da 25 mila uomini armati, aveva un che di surreale.

 

L’appello all’unità nazionale, pronunciato davanti a un pugno di privilegiati protetti da 25 mila uomini armati, aveva un che di surreale

Quanto al resto del discorso, è stato un annuncio del ritorno all’imperialismo giustificato dall’eccezionalismo statunitense.

 

Il presidente Biden ha dichiarato: «Siamo una grande nazione. Siamo buoni» (…) «Possiamo instaurare la giustizia razziale e far sì che l’America torni a essere la prima forza del Bene nel mondo» (sic). Afghani, iracheni, libici, siriani, yemeniti e libanesi apprezzeranno.

 

 

Cosa ha già fatto Biden

Joseph Robinette Biden Jr. (78 anni) è in politica da oltre mezzo secolo. È stato sette volte senatore (dal 1973 al 2009) e due volte vicepresidente (2009-2017).

 

Come eletto del Delaware contribuì alle operazioni contro quei paradisi fiscali che gli Stati Uniti non controllavano. Obiettivo: costringere i detentori di capitali a trasferirli nello Stato diventato il più grande paradiso fiscale del mondo, il Delaware appunto

Come eletto del Delaware contribuì alle operazioni contro quei paradisi fiscali che gli Stati Uniti non controllavano. Obiettivo: costringere i detentori di capitali a trasferirli nello Stato diventato il più grande paradiso fiscale del mondo, il Delaware appunto.

 

Durante le cariche ricoperte, Biden è stato soprattutto un difensore degli interessi del Pentagono.

 

  • Durante le guerre di Jugoslavia milita per l’armamento dei mussulmani bosniaci e sostiene l’operato della Legione Araba di Osama bin Laden, nonché quello delle truppe saudite e iraniane (2). Insieme all’amico senatore repubblicano John McCain, spinge il presidente Bill Clinton a intervenire in Kosovo.

 

  • Durante la guerra in Afghanistan vi si reca per primo a sostenere il presidente afghano-statunitense Hamid Karzai.

 

Durante le guerre di Jugoslavia milita per l’armamento dei mussulmani bosniaci e sostiene l’operato della Legione Araba di Osama bin Laden

  • Appoggia l’idea di una guerra contro l’Iraq e l’assassinio del presidente Saddam Hussein. Successivamente darà il nome a un piano di smembramento dell’Iraq in tre Paesi confessionali distinti, conformemente alla strategia Rumsfeld/Cebrowski.

 

  • In quanto vicepresidente, partecipa all’inquinamento della Commissione ONU per i diritti umani in Libia, finalizzato a giustificare la distruzione del Paese. Partecipa anche alla propaganda contro la Siria e sostiene gli jihadisti. Tuttavia, dopo l’intervento russo, quando la Casa Bianca tenta di ritirare l’intero contingente dal Paese, prima di ritrattare riversa la responsabilità dei crimini commessi sull’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia.

 

Joe Biden è altresì grande sostenitore di Hollywood. Ha personalmente vigilato sulla chiusura di siti pirata, come Megaupload, e all’arresto dei loro ideatori, in modo da preservare i diritti d’autore dell’industria cinematografica.

Ha personalmente vigilato sulla chiusura di siti pirata, come Megaupload, e all’arresto dei loro ideatori

 

 

Lo stato di salute di Joe Biden non gli consente di governare

Tutti sanno che il presidente degli Stati Uniti è anziano. Durante la campagna elettorale ha più volte confuso persone e luoghi, ha finanche promosso iniziative del figlio deceduto cinque anni addietro. Non dovrebbe quindi essere in grado di esercitare in prima persona il potere.

 

Al momento dovrebbe essere il capo di gabinetto, Ron Klain, a decidere in sua vece. Il Congresso potrebbe semmai prendere rapidamente atto dell’incapacità del presidente a governare e trasmettere il potere alla vicepresidente, Kamala Harris.

 

Il Congresso potrebbe semmai prendere rapidamente atto dell’incapacità del presidente a governare e trasmettere il potere alla vicepresidente, Kamala Harris

In questa fase Ron Klain è un mero difensore degli interessi transnazionali che mirano a fare profitti in Cina. Sua moglie, Monica Medina, è un’ambientalista. È stata ingaggiata dalla famiglia Wharton, proprietaria della catena di distribuzione Walmart: miliardari della globalizzazione che traggono ricchezza dalla delocalizzazione in Cina.

 

 

I primi passi di Joe Biden

Il sito della Casa Bianca proclama le sei priorità del neopresidente:

1. il clima (ossia una rivoluzione per un’energia pulita);
2. l’equità razziale (non l’uguaglianza);
3. l’economia (ossia il ritorno alla situazione antecedente il COVID-19);
4. la salute (vuole semplificare il sistema sanitario e ridurne i costi);
5. l’immigrazione (che si tratta di favorire);
6. il ripristino della posizione globale dell’America.

 

Il presidente Biden pensa invece che l’umanità sia divisa in razze e che a ciascuna convenga dare con equità, indipendentemente dalla stazza della popolazione. È una posizione antidemocratica, tipica del pensiero neo-puritano

Una valanga di testi è stata pubblicata il giorno stesso dell’investitura: illustrano in modo molto parziale il programma e sono stati redatti da personalità di estrema sinistra del partito (ammesso che il termine «estrema sinistra» oggi abbia senso).

 

Il primo proclama presidenziale ha voluto fare del giorno dell’investitura il giorno dell’unità (3). Invocando san Francesco d’Assisi – come prima, nel suo discorso, aveva invocato sant’Agostino – Biden afferma che la democrazia prevale (alludendo ai «deplorevoli» elettori di Donald Trump che non rispettano nulla) ed esorta ogni statunitense a scriverne il prossimo capitolo.

 

Il presidente Biden afferma poi di voler rientrare nell’Accordo di Parigi sul clima (4). Diversamente dalla versione che ne hanno dato i media, si tratta di rientrare nel sistema di compensazione finanziaria che autorizza diritti di emissione di gas serra; un sistema di cui beneficeranno soltanto i proprietari della Borsa di Chicago e che probabilmente non avrà alcun effetto sul clima (5).

 

Il primo decreto è stato fatto per far progredire l’«equità» razziale (6). L’uguaglianza razziale presuppone l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, dunque l’inesistenza delle razze. Il presidente Biden pensa invece che l’umanità sia divisa in razze e che a ciascuna convenga dare con equità, indipendentemente dalla stazza della popolazione. È una posizione antidemocratica, tipica del pensiero neo-puritano. Joe Biden ha un pesante passato di scherni razzisti (anche contro Barack Obama) che questo decreto vorrebbe far dimenticare.

Joe Biden ha un pesante passato di scherni razzisti (anche contro Barack Obama) che questo decreto vorrebbe far dimenticare

 

Il secondo proclama è finalizzato a porre fine ai divieti d’ingresso «discriminatori» negli Stati Uniti (7). Il presidente Trump aveva infatti vietato l’accesso a cittadini di Stati le cui ambasciate non sono in grado di verificare se sono jihadisti. Ebbene, dal momento che Biden e amici hanno devastato il Medio Oriente Allargato, i Paesi interessati dalla misura di Trump sono a forte popolazione mussulmana. Il nuovo presidente ritiene quindi il provvedimento di sicurezza di Trump discriminatorio nei confronti dei mussulmani.

 

Un secondo decreto stabilisce l’obbligo d’indossare la mascherina chirurgica in tutte le amministrazioni federali (8). Il presidente Biden vuole seguire le raccomandazioni scientifiche contro il COVID-19 e dichiara perciò di voler proteggere i propri funzionari rendendo obbligatoria la mascherina. Ebbene, il Center for Desease Control and Prevention (CDC, agenzia federale per la lotta alle epidemie) aveva appena passato al setaccio l’intera letteratura sanitaria mondiale sull’argomento al fine di valutarne l’efficacia: indossare mascherine non serve nella vita quotidiana, ma può ridurre l’epidemia in assembramenti di persone che cantano e urlano tutt’insieme (competizioni sportive, concerti e cerimonie religiose). Ma, ubbidiente, il CDC ha immediatamente allineato le proprie raccomandazioni scientifiche al discorso presidenziale.

 

In conformità all’ideologia «risvegliata» (woke), la costruzione del muro alla frontiera messicana va fermata e anzi bisogna organizzare l’arrivo dei migranti sudamericani. Una colonna di decine di migliaia di onduregni s’è immediatamente messa in cammino verso il «Paese della Libertà»

Il terzo decreto rivede la politica sull’immigrazione (9). In conformità all’ideologia «risvegliata» (woke), la costruzione del muro alla frontiera messicana va fermata e anzi bisogna organizzare l’arrivo dei migranti sudamericani. Una colonna di decine di migliaia di onduregni s’è immediatamente messa in cammino verso il «Paese della Libertà».

 

Il successivo decreto modifica le regole del censimento (10). Il presidente Trump ne aveva escluso gl’immigrati irregolari. Secondo il decreto stesso di Biden, includendo anche questi ultimi si può sperare di aumentare il numero di parlamentari degli Stati federati favorevoli all’immigrazione. Accade di raro che si proceda così apertamente a un intrallazzo elettorale.

 

Una lettera indirizzata al segretario generale dell’ONU lo informa della rinuncia degli Stati Uniti all’annunciato ritiro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (11). Il presidente Trump aveva deciso di ritirarsi perché l’Organizzazione era passata dalla subordinazione al CDC statunitense alla subordinazione alla Cina. Anche in questo caso, in assenza di nuovi elementi, il cambiamento di rotta del presidente Biden è meramente ideologico.

 

Il resto è sulla stessa lunghezza d’onda, come per esempio la decisione di permettere a ognuno di scegliere l’identità di genere, indipendentemente dal proprio sesso (12). Infatti la rubrica Contattateci (Contact us) del sito internet della Casa Bianca chiede di specificare il genere: maschile, femminile, neutro o altro. E le nuove disposizioni permetteranno agli sportivi di scegliere a quali prove partecipare, maschili o femminili.

 

Ci si aspettavano manifestazioni dei trumpisti il giorno dell’investitura, non ce ne sono state. Sono invece gli Antifa che il giorno successivo hanno provocato sommosse in diverse grandi città, al grido di «Fuck Trump! Fuck Biden!».

È possibile che queste norme non abbiano altro scopo che soddisfare alcuni elettori o che siano state scritte dalla consorteria neo-puritana, ma è altresì possibile che siano indicative della direzione scelta dal presidente Biden.

 

Ed è tanto più sorprendente dal momento che il presidente Trump ha lasciato il potere e ormai è ignorato dal partito repubblicano: non c’è ragione di colpire un uomo già a terra e di provocarne gli elettori. Ed è tanto tanto più fuori luogo l’atteggiamento puerile contro tutto quello che ha fatto il predecessore dal momento che non calma affatto l’estrema sinistra del partito democratico.

 

Ci si aspettavano manifestazioni dei trumpisti il giorno dell’investitura, non ce ne sono state. Sono invece gli Antifa che il giorno successivo hanno provocato sommosse in diverse grandi città, al grido di «Fuck Trump! Fuck Biden!».

 

Il presidente Biden alimenta di fatto la divisione e s’avvia a propria volta verso la guerra civile.

 

Il presidente Biden alimenta di fatto la divisione e s’avvia a propria volta verso la guerra civile

 

Thierry Meyssan

 

 

 

 

NOTE

(1) «Inaugural Address», by President Joseph R. Biden, Jr., White House, January 20, 2021.

(2) «I Fratelli Mussulmani come ausiliari del Pentagono», di Thierry Meyssan, Traduzione Alice Zanzottera, Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 5 luglio 2019.

(3) «A National Day of Unity», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(4) «Paris Climate Agreement», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(5) «Il pretesto climatico 3 – L’ecologia finanziaria (1997-2010)», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 6 giugno 2010.

(6) «Executive Order On Advancing Racial Equity and Support for Underserved Communities Through the Federal Government», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(7) «Proclamation on Ending Discriminatory Bans on Entry to The United States», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(8) «Executive Order on Protecting the Federal Workforce and Requiring Mask-Wearing», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(9) «Executive Order on the Revision of Civil Immigration Enforcement Policies and Priorities” et “Proclamation on the Termination Of Emergency With Respect To The Southern Border Of The United States And Redirection Of Funds Diverted To Border Wall Construction», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(10) «Executive Order on Ensuring a Lawful and Accurate Enumeration and Apportionment Pursuant to the Decennial Census», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(11) «Letter to His Excellency António Guterres», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

(12) «Executive Order on Preventing and Combating Discrimination on the Basis of Gender Identity or Sexual Orientation», Joe Biden, White House, January 20, 2021.

 

 

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

Fonte: «Joe Biden Imperatore», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 26 gennaio 2021

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Geopolitica

Trump dice che il Canada non è uno Stato

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il Canada vuole «i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo», in seguito al fallimento dei colloqui commerciali tra i due Paesi avvenuto nella tarda serata di venerdì.

 

Le sue parole arrivano dopo il fallimento dei negoziati, che ha determinato l’introduzione di nuove tariffe americane del 50% su una serie di prodotti canadesi. Trump ha inoltre dichiarato che gli agricoltori americani sono stati sottoposti a «enormi dazi» per anni.

 

«Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo!!! Inoltre, per molti anni ha imposto dazi doganali esorbitanti ai nostri bravi agricoltori. Basta!!!» ha scritto nel suo post su Truth social.

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Il primo ministro canadese Mark Carney ha qualificato i nuovi dazi come un «errore di valutazione» pensato per «ferirci e dividerci». Carney ha confermato che avrebbe imposto dazi doganali simili a quelli di Trump a partire dall’8 settembre, comprendenti tasse su acciaio, latticini, elettrodomestici ed elettronica. Gli Stati Uniti e il Canada si trovano ora in una «guerra» commerciale, ha dichiarato l’ex presidente della Bank Of England, la Banca Centrale britannica.

 

«Hanno chiesto troppo e offerto troppo poco», ha detto Carney sabato. «Si è in guerra quando si viene attaccati. Siamo stati attaccati», ha aggiunto. «Non possiamo accettare la loro offerta e non daremo ciò che ci hanno chiesto», ha dichiarato Carney.

 

Trump in passato aveva ripetutamente affermato che gli Stati Uniti stavano sovvenzionando l’economia canadese per un importo di 200 miliardi di dollari all’anno, ipotizzando che sarebbe stato più fattibile assorbire il Paese come «tanto amato» 51° stato. L’ex premier canadese Giustino Trudeau aveva detto che la minaccia di anschluess da parte di Trump era «reale».

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Trump aveva dichiarato di voler espandere il Paese aggiungendo Canada, Groenlandia e Venezuela come nuovi Stati USA, definendo poi le sue dichiarazioni come uno scherzo.

 

A gennaio nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Carney ha sostenuto che l’ordine globale basato su regole è ormai al tramonto e ha invitato le «potenze medie» a unirsi, affermando che «se non sei al tavolo, sei nel menu».

 

Trump ha replicato durante il proprio discorso a Davos dichiarando che il Canada «vive grazie agli Stati Uniti», un’affermazione prontamente respinta da Carney. In seguito, Trump ha revocato l’invito rivolto a Carney per partecipare al suo proposto «Board of Peace», l’organismo da lui ideato – secondo le sue parole – per affrontare e risolvere i conflitti internazionali.

 

Come riportato da Renovatio 21, Trump ha aggiunto che il Canada verrà «divorato» dalla Repubblica Popolare.

 

Il presidente aveva canzonato il Canada con filmati AI dopo la vittoria olimpica nella finale a Milano della squadra nazionale di Hockey americana contro quella canadese.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta in stile mujaheddin afghani a un’ipotetica invasione statunitense.

 

Ad aprile The Donald aveva ammesso che l’anschluess del Canada era improbabile. Tuttavia, come ognuno sa, sapere cosa farà l’attuale presidente USA risulta talvolta molto difficile.

 

L’annessione del Canada rimane ad ogni modo conforme alla dottrina geopolitica «emisferica» esposta e perseguita nel primo anno del secondo mandato Trump, la cosiddetta «dottrina Donroe» (cioè Donald più Monroe) che vede, secondo un plurisecolare pensiero geostrategico, l’ampliamento del dominio USA nel continente come il «destino manifesto» di Washington.

 

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Geopolitica

Coloni israeliani uccidono adolescente palestinese nella Cisgiordania occupata

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Coloni israeliani hanno sparato e ucciso un adolescente palestinese vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata. Lo riporta un comunicato del ministero della Salute palestinese diffuso venerdì. In un altro episodio verificatosi lo stesso giorno, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso un uomo palestinese in pensione a Jenin, come riferito da Al Jazeera.   Karim Sanad Shalaldeh, 17 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dai coloni israeliani nel corso di un attacco alla città di Sa’ir, come riferito dal Ministero della Salute palestinese. Un uomo di 70 anni è rimasto ferito nella sparatoria, secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa.   Le truppe israeliane sono state inviate nella zona dopo che alcuni israeliani «presenti nell’area senza autorizzazione preventiva» sono stati feriti da pietre lanciate, ha dichiarato l’IDF. Un «funzionario della sicurezza» ha poi aperto il fuoco, provocando vittime palestinesi, ha aggiunto, precisando che la polizia israeliana sta indagando.

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Lo stesso giorno, le forze israeliane hanno ucciso un palestinese di 58 anni a Jenin, come riportato da Wafa. Fathi Khazem, un colonnello in pensione delle Forze di Sicurezza Nazionali Palestinesi, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un raid israeliano nella sua abitazione, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Secondo la versione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), «un terrorista armato di coltello» ha tentato di attaccare un soldato ed è stato colpito a morte.   Le sparatorie si sono verificate pochi giorni dopo che Israele aveva bandito una gara d’appalto per la costruzione di oltre 1.200 abitazioni nella Cisgiordania occupata, nell’ambito di un controverso piano di espansione degli insediamenti presentato a luglio. I critici sostengono che, se portata a termine, la costruzione ridurrà di fatto a metà il territorio palestinese.   Giovedì, i leader di oltre una dozzina di paesi, tra cui Germania, Francia e Regno Unito, nonché la Commissione europea, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannavano il progetto definendolo illegale e «inaccettabile».   L’escalation di violenza colonica nei territori palestinesi ha provocato anche un avvertimento da parte degli Stati Uniti. I coloni israeliani che si appropriano di proprietà in Cisgiordania appartenenti a palestinesi con cittadinanza americana potrebbero essere sottoposti a sanzioni, ha dichiarato a Reuters l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee.   Israele occupa la Cisgiordania dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967. Circa tre milioni di palestinesi vi risiedono insieme a oltre 600.000 coloni israeliani. Nell’ambito della soluzione dei due Stati, sostenuta a livello internazionale, la Cisgiordania costituirebbe parte di un futuro Stato palestinese insieme a Gerusalemme Est e Gaza.   A fine luglio due moschee erano state attaccate, con una data alle fiamme. Negli stessi giorni, un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in case e terreni agricoli alla periferia di Tel, a sud-ovest di Nablus, nelle prime ore del mattino. Gli abitanti si sono radunati per respingere l’aggressione, ma lo scontro è degenerato in una colluttazione tra palestinesi disarmati da una parte e coloni armati di fucili e soldati israeliani dall’altra. Le truppe israeliane e le guardie degli insediamenti hanno quindi aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi, uccidendo quattro persone.   Come riportato da Renovatio 21, coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata.   Poche settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.   Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa l’esercito israeliano ha designato Taybeh, l’unico villaggio rimasto in Cisgiordania interamente abitato da cristiani, come «zona militare chiusa». La decisione è stata adottata nel contesto di un’escalation e di continui attacchi terroristici ebraici perpetrati dai «coloni» israeliani contro queste comunità.   Due mesi fa avevano hanno incendiato Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano la Cisgiordania anche queste ultime comunità cristiane, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.

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A giugno era emerso che il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.   L’annessione della Cisgiordaniaconsiderata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.   A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.   In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».  

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Putin: «scenario catastrofico» per l’Ucraina

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L’Ucraina sta fronteggiando uno «scenario catastrofico» a causa delle ritorsioni russe, dopo aver «aperto il vaso di Pandora» mediante i suoi attacchi alle infrastrutture economiche e civili. Lo ha dichiarato sabato il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin.

 

Durante la primavera, Kiev ha notevolmente aumentato gli attacchi mediante droni a lungo raggio diretti contro le infrastrutture petrolifere e gasiere russe, allargando poi gli attacchi ai magazzini di e-commerce e alle strutture logistiche civili. La Russia ha risposto colpendo le rotte marittime del Mar Nero e le principali infrastrutture portuali che, secondo quanto afferma, gestivano le importazioni militari ucraine, interrompendo di fatto la principale via di esportazione del paese.

 

Kiev sta attualmente tentando, attraverso intermediari, di «impedire che questa situazione si trasformi in uno scenario catastrofico», ha affermato Putin in un’intervista a Russia 1. Tuttavia, ha precisato, la loro traiettoria risulta ormai chiara.

 

L’Ucraina ha avviato l’intera vicenda con i suoi «massicci attacchi missilistici e con droni contro i nostri obiettivi civili e le nostre infrastrutture logistiche», ha dichiarato il presidente. «Ha aperto il vaso di Pandora».

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Secondo Putin, la ritorsione russa ha colpito i settori economici più vulnerabili dell’Ucraina, tra cui le esportazioni agricole, che costituiscono la sua principale fonte di reddito, aggiungendo che le proposte diplomatiche che Mosca sta ricevendo risultano a volte «esotiche e inaccettabili».

 

«Siamo sempre pronti al dialogo sulla pace, ma solo sulla base della realtà che si manifesta sul campo».

 

Mosca ha ripetutamente evidenziato di prediligere una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina, ma accetterà esclusivamente una pace stabile e duratura che rimuova le cause profonde del problema. La Russia proseguirà nel perseguire i propri obiettivi attraverso mezzi militari fintanto che Kiev rifiuterà di giungere a compromessi, ha dichiarato il Cremlino.

 

Come riportato da Renovatio 21, ancora un mese fa il presidente russo aveva promesso una risposta devastante agli attacchi ucraini.

 

«La nostra risposta sarà sempre analoga a qualsiasi attacco sul territorio russo. Risponderemo con la stessa moneta, ma con una forza di gran lunga superiore», aveva dichiarato Putin al forum «Tutti per la vittoria!» promosso dal Fronte Popolare Panrusso. «Il nemico lo sentirà. Spero che lo senta già. E lo sentirà ancora di più in futuro».

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