Geopolitica
Agenti delle Guardie Rivoluzionarie iraniane tentano di infiltrarsi in Kuwait: scontro a fuoco
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale kuwaitiana KUNA, alcuni membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero tentato di entrare in Kuwaut via mare. Ne è scaturito uno scontro a fuoco e il ministero ha successivamente confermato che un membro delle forze armate kuwaitiane è rimasto gravemente ferito negli scontri con il piccolo gruppo di iraniani infiltrati.
Il ministero dell’Interno ha accusato gli agenti delle Guardie Rivoluzionarie di voler intraprendere attività «ostili» all’interno del Kuwait. «Durante gli interrogatori, il gruppo di infiltrati in territorio kuwaitiano ha confessato la propria affiliazione alle Guardie Rivoluzionarie della Repubblica Islamica dell’Iran», ha dichiarato il ministero.
A quanto pare, solo due membri del gruppo iraniano sono stati arrestati, mentre due sono riusciti a fuggire, stando a una prima dichiarazione. Per quanto riguarda gli agenti in custodia, «hanno confessato di essere stati incaricati di infiltrarsi nell’isola di Bubiyan a bordo di un peschereccio noleggiato appositamente per compiere atti ostili contro il Kuwait», aggiunge la dichiarazione ufficiale kuwaitiana.
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Altre fonti, tra cui il ministero della Difesa, affermano che tutti e quattro sono stati arrestati e identificati, sebbene le prime notizie siano contrastanti. Il ministero della Difesa del Kuwait ha riferito il 3 maggio che il colonnello della marina Amir Hossein Abdolmohammad Zaraei, il colonnello della marina Abdolsamad Yedaleh Ghanavati, il capitano della marina Ahmad Jamshid Gholamreza Zolfaghari e il primo tenente Mohammad Hossein Sohrab Foroughi Rad erano stati arrestati nelle acque territoriali dopo aver tentato di infiltrarsi nell’isola di Bubiyan.
Durante lo scontro, le forze armate kuwaitiane di stanza sull’isola di Bubiyan hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con gli uomini, provocando il grave ferimento di un militare.
Bubiyan è la più grande di un arcipelago di otto isole appartenenti al Kuwait, situate nell’angolo nord-occidentale del Golfo Persico. È importante sottolineare che quest’isola ospita il porto di Mubarak Al Kabeer, parte integrante dell’iniziativa cinese «Belt and Road».
La presunta operazione iraniana ad alto rischio, incentrata su un’isola con un importante porto costruito dalla Cina, sta rapidamente diventando il fulcro delle notizie dei media occidentali.
Martedì il Kuwait ha accusato l’Iran di aver inviato un gruppo paramilitare armato delle Guardie Rivoluzionarie per lanciare un attacco fallito all’inizio di questo mese contro un’isola del Paese mediorientale, sede di un progetto portuale finanziato dalla Cina, riporta ABC.
L’accusa mossa dal Kuwait di un coinvolgimento iraniano nell’incidente è giunta poco prima della partenza del presidente statunitense Donald Trump per Pechino, dove avrebbe incontrato il presidente cinese Xi Jinping.
Teheran non ha ancora ricono sciuto né ammesso l’incidente, e non ci si aspetta che lo faccia, a meno che non si tratti di una smentita categorica.
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Un titolo di giornale del settore del trasporto merci e del petrolio, risalente ai primi di marzo, sottolinea quanto ambizioso e costoso rimanga il progetto sostenuto dalla Cina: Kuwait e Cina portano avanti il progetto del porto di Mubarak Al-Kabeer da 4,1 miliardi di dollari.
Il Kuwait e la Cina hanno concordato di rafforzare la cooperazione commerciale e marittima attraverso la costruzione di un nuovo porto container sull’isola kuwaitiana di Bubiyan. Il progetto rappresenta un passo significativo per l’approfondimento dei legami economici bilaterali e per il rafforzamento della posizione strategica del Paese, ricco di petrolio, all’interno delle reti di trasporto marittimo regionali.
La China Communications Construction Company, società a maggioranza statale cinese, si occuperà delle attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (EPC) per la prima fase del progetto. Si prevede che lo sviluppo del nuovo polo container nel Nord del Paese amplierà la capacità portuale del Kuwait e rafforzerà il suo ruolo nei flussi commerciali sia regionali che globali.
Eppure, gli attuali flussi di esportazione di petrolio kuwaitiano rimangono bloccati con la forza, a causa della chiusura dello Stretto di Ormozzoe della situazione di stallo in corso, che ha visto da un lato l’Iran prendere di mira navi straniere «non autorizzate» con droni e missili, e dall’altro la Marina statunitense mantenere il proprio blocco dei porti iraniani.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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