Intelligenza Artificiale
La Germania si affida all’Intelligenza Artificiale per prendere decisioni in ambito militare: parla capo dell’esercito
Il tenente generale Christian Freuding ha dichiarato che l’esercito tedesco sta sviluppando un sistema di Intelligenza Artificiale per accelerare il processo decisionale sul campo di battaglia analizzando i dati di combattimento, aggiungendo che si baserà sull’esperienza dell’Ucraina nella lotta contro la Russia.
Le dichiarazioni di Freuding, comandante delle forze terrestri tedesche, giungono mentre il Paese sta intraprendendo un importante programma di potenziamento militare. Il cancelliere Friedrich Merz punta a rendere l’esercito tedesco «il più forte esercito convenzionale d’Europa». Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo per rendere le forze armate «pronte alla guerra», citando la presunta minaccia russa. Mosca ha respinto le accuse di intenzioni ostili definendole «assurdità» volte a giustificare l’aumento delle spese militari.
«Credo sia importante avviare qualcosa rapidamente», ha dichiarato Freuding a Reuters mercoledì. In precedenza, prima di assumere l’attuale incarico nell’ottobre 2025, si era occupato delle forniture di armi tedesche a Kiev. Sostenitore di una stretta cooperazione militare tra Berlino e Kiev, Freuding aveva già presentato in passato piani per l’impiego dell’esercito ucraino nell’addestramento delle truppe tedesche in vista di un possibile conflitto con la Russia.
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Ora intende utilizzare anche i dati relativi al conflitto in Ucraina per la nuova iniziativa sull’Intelligenza Artificiale.
«Gli ucraini sfruttano i dati raccolti in quattro anni di guerra. Sulla base di questi dati, l’intelligenza artificiale può dedurre come il nemico si è comportato in situazioni simili in passato e raccomandare contromisure», ha affermato, aggiungendo che le decisioni finali spetteranno comunque agli esseri umani.
Berlino ha investito ingenti somme in vari progetti nell’ambito del suo rafforzamento militare, comprese alcune iniziative futuristiche come scarafaggi spia e laser spaziali. L’anno scorso, il Financial Times aveva riportato che Berlino aveva autorizzato contratti per oltre un miliardo di dollari per droni kamikaze, nonostante i risultati «disastrosi» dei test.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Intelligenza Artificiale
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Genetica
Scienziati iniettano ad un essere umano un virus creato dall’IA
Per la prima volta in assoluto, gli scienziati hanno iniettato in un essere umano un virus progettato dall’Intelligenza Artificiale. L’esperimento rientrebbe in un tentativo di trovare modi per combattere i microbi resistenti agli antibiotici, che non rispondono alle forme di trattamento tradizionali. Lo riporta il quotidiano britannico Indipendent.
Una startup californiana chiamata Radical Numerics ha iniettato a un paziente dei virus creati dal suo modello di IA, Omnii-1. Il paziente soffriva di una grave infezione batterica.
Il modello di AI progetta i batteriofagi, un tipo speciale di virus che infetta e uccide i batteri senza attaccare le cellule umane. I batteriofagi sono già utilizzati come trattamento sperimentale per gravi infezioni batteriche, ma questa è la prima volta che viene utilizzato un batteriofago progettato interamente dall’intelligenza artificiale.
Anziché cercare un batteriofago in grado di colpire i batteri responsabili dell’infezione del paziente, Omnii-1 ne ha progettato uno da zero. L’azienda afferma che l’intero processo di progettazione e trattamento potrebbe richiedere solo pochi giorni.
Il trattamento è stato somministrato tramite un programma speciale che consente di tentare terapie sperimentali quando le altre opzioni sono limitate.
Radical Numerics ha affermato che si tratta della prima volta che dei fagi progettati con l’intelligenza artificiale vengono utilizzati per trattare un paziente umano. L’annuncio è stato pubblicato sul sito web dell’azienda, ma non è stato confermato da uno studio sottoposto a revisione paritaria e l’azienda non ha specificato se il trattamento abbia effettivamente aiutato il paziente.»
Finora, l’azienda non ha rilasciato alcun dettaglio sulla diagnosi del paziente o sull’esito del trattamento.
L’utilizzo dell’AI per sviluppare nuove terapie mediche è stato accolto con entusiasmo e al contempo con apprensione.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto era emerso che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi per la creazione di batteriofagi, generati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre Anthropic ha sostenuto di aver individuato scienziati che impiegavano i suoi modelli di AI per ricerche potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche.
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Immagine generata artifizialmente
Intelligenza Artificiale
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