Militaria
Medvedev: il mondo si troverà ad affrontare una nuova corsa agli armamenti se scade il nuovo START
Il mondo potrebbe entrare in una nuova e pericolosa fase di incertezza se non verrà prorogato l’ultimo importante trattato sul controllo degli armamenti nucleari, il New START, ha ammonito l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev. Ha precisato che l’accordo tra Russia e Stati Uniti scadrà tra soli dieci giorni.
Il New START fu siglato da Medvedev e dall’allora presidente statunitense Barack Obama nel 2010, stabilendo un tetto massimo di 1.550 testate strategiche schierate per ciascun Paese. Dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sui missili anti-balistici e dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, il New START rappresenta l’unico accordo rimasto in vigore tra le due potenze per il controllo degli armamenti.
Se il trattato dovesse scadere il 5 febbraio, si tratterebbe della prima volta dal 1972 in cui i due maggiori arsenali nucleari al mondo non sarebbero più soggetti a limiti giuridicamente vincolanti.
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In un’intervista concessa lunedì al quotidiano Kommersant, Medvedev – oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo – ha definito il trattato un risultato «win-win» basato su «compromessi reali», sottolineando il ruolo positivo che ha svolto.
Tuttavia, ha avvertito che la fine dell’accordo appare ormai inevitabile a causa delle azioni americane, attribuendo il degrado del trattato all’«approccio irresponsabile degli Stati Uniti alla sua attuazione», al progetto di difesa missilistica Golden Dome di Washington e alle dichiarazioni sulla possibile ripresa dei test nucleari.
Questo atteggiamento di Washington ha di fatto obbligato la Russia a sospendere la propria partecipazione all’accordo nel 2023, ha spiegato Medvedev, precisando tuttavia che Mosca ha continuato a rispettare i limiti numerici previsti dal trattato.
Medvedev ha ricordato che il presidente russo Vladimir Putin ha proposto lo scorso settembre un’estensione di un anno dei limiti principali dell’accordo, ma ha aggiunto che «non è stata ricevuta alcuna risposta ufficiale sostanziale» da parte di Washington.
«Se non riceveremo dettagli specifici da Washington, procederemo in base alle reali misure adottate dagli americani», ha affermato. «La Russia è pronta a qualsiasi sviluppo degli eventi» e risponderà «prontamente e con fermezza» a qualsiasi nuova minaccia alla sua sicurezza grazie ai nuovi sistemi d’arma Oreshnik, Burevestnik e Poseidon, ha sottolineato.
«Il lavoro di successo dell’industria della difesa russa è un tranquillante per i nevrotici del club dei nemici della Russia», ha concluso.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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