Geopolitica
Trump spiega come vuole «governare» il Venezuela
Il presidente Donald Trump ha delineato la sua visione per il Venezuela dopo l’intervento militare degli Stati Uniti, affermando che prima di poter prendere in considerazione future elezioni, nel Paese devono essere ripristinati «l’ordine pubblico» e la disciplina economica.
In un’intervista rilasciata domenica al New York Post, Trump ha liquidato le preoccupazioni che l’operazione militare senza precedenti che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro possa trascinare Washington in una situazione di stallo prolungata, simile a quella dell’Iraq o dell’Afghanistan.
Trump ha inquadrato l’intervento come un tentativo di salvare «letteralmente un paese del terzo mondo pronto al fallimento» dopo decenni di governo socialista.
«Dovremmo governare il Paese correttamente», ha affermato Trump. «Dovremmo governare il Paese con legge e ordine. Dovremmo governare il Paese dove possiamo trarre vantaggio economico da ciò che hanno, ovvero petrolio prezioso e altre risorse di valore».
Domenica, la Corte Suprema del Venezuela ha formalmente ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere la presidenza per garantire la «continuità dello Stato» e la «difesa della sovranità».
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La Rodriguez ha confermato di aver parlato con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, ma ha inquadrato l’accaduto come una difesa della dignità nazionale, affermando che Caracas è pronta a «relazioni rispettose» con Washingtone, affermando che il Venezuela «non tornerà mai più a essere la colonia di un altro impero» e «non tornerà mai più a essere schiavo».
Trump ha avvertito la Rodriguez che potrebbe essere la prossima vittima dopo Nicolas Maduro, che ora si trova in una prigione di Nuova York dopo essere stato rapito dalle truppe statunitensi.
«Se non fa ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro», ha detto a The Atlantic in un’altra intervista telefonica, sostenendo che non tollererà il rifiuto provocatorio della Rodriguezza.
Trump ha chiarito che per lui non è una priorità una nuova elezione in Venezuela, affermando che gli Stati Uniti stanno attualmente «trattando con le persone che hanno appena prestato giuramento», apparentemente riferendosi a Rodriguez.
«Non chiedetemi chi è al comando, perché vi darò una risposta, e sarà molto controversa… Significa che siamo noi al comando», ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One domenica sera.
Come riportato da Renovatio 21, Trump si è anche rifiutato di sostenere qualsiasi figura dell’opposizione, tra cui Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace che aveva apertamente appoggiato l’azione militare degli Stati Uniti contro il suo stesso Paese.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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