Persecuzioni
Amsterdam: un incendio devasta la Vondelkerk, la prima chiesa dedicata al Sacro Cuore
Un enorme incendio ha distrutto la Vondelkerk, un’ex chiesa cattolica situata ad Amsterdam Ovest, nella notte tra mercoledì 31 dicembre e giovedì 1° gennaio. L’incendio è divampato nelle prime ore del nuovo anno, durante una notte di Capodanno particolarmente turbolenta nei Paesi Bassi. La causa esatta dell’incendio rimane al momento sconosciuta.
Secondo le autorità locali, le fiamme hanno rapidamente avvolto il tetto dell’edificio, causando il crollo della torre alta circa 50 metri dopo diverse ore di incendio. Mentre il tetto e l’interno dell’edificio sono stati quasi completamente distrutti, le pareti esterne e la struttura principale «dovrebbero rimanere intatte», secondo i funzionari della città. I vigili del fuoco, che hanno lavorato per tutta la notte con i rinforzi, hanno pompato grandi quantità d’acqua dal vicino Vondelpark nel tentativo di contenere l’incendio.
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Una chiesa iconica
Costruita tra il 1872 e il 1880, la Vondelkerk fu la prima chiesa al mondo dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Opera dell’architetto olandese Pierre Cuypers, figura di spicco del neogotico, servì per quasi un secolo come luogo di culto per la parrocchia cattolica del Sacro Cuore.
Consacrata il 16 giugno 1880, la chiesa si distingueva per la sua architettura di ispirazione medievale combinata con tecniche moderne, in particolare una struttura metallica a sostegno della torre. La torre originale era già stata distrutta da un incendio nel 1904. Fu ricostruita da Joseph Cuypers, figlio dell’architetto, grazie a una generosa manifestazione di generosità.
Desacralizzazione e usi secolari
Dal 1977, la chiesa cessò di essere utilizzata per il culto e fu ufficialmente sconsacrata. L’edificio cadde poi in un lento degrado prima di essere venduto dalla diocesi di Haarlem-Amsterdam per la cifra simbolica di un fiorino. Dopo un periodo di occupazione illegale, fu finalmente restaurata negli anni ’90 e trasformata in uno spazio multifunzionale, che ospita concerti, ricevimenti privati ed eventi culturali.
Le statue dei santi, le stazioni della Via Crucis e diversi elementi dell’arredo liturgico erano stati rimossi o dispersi già a partire dagli anni Settanta, a testimonianza di un progressivo abbandono dell’identità religiosa del luogo.
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Una notte di violenza in tutto il paese
L’incendio di Vondelkerk si è verificato nel clima generale di estrema tensione che ha caratterizzato il Capodanno nei Paesi Bassi. Due persone sono morte in incidenti legati ai fuochi d’artificio e diverse altre sono rimaste gravemente ferite. Sono stati segnalati anche numerosi atti di violenza contro le forze dell’ordine e i servizi di emergenza.
La notte di Capodanno è stata anche l’ultima notte prima dell’annunciato divieto di fuochi d’artificio non autorizzati. La spesa per questi prodotti ha raggiunto un livello record, stimato in 129 milioni di euro.
Un altro simbolo in rovina
Le emozioni restano forti tra i residenti locali, per i quali la Vondelkerk rimane un punto di riferimento visivo e storico del quartiere.
Al di là della tragedia materiale, l’incendio di questa ex chiesa cattolica illustra ancora una volta il triste destino di molti edifici religiosi in Europa: dopo essere stati sconsacrati, svuotati della loro funzione originaria, finiscono spesso per scomparire, portando con sé una parte preziosa del patrimonio cristiano del continente.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da YouTube
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Persecuzioni
Pakistan, giudice si rifiuta di restituire alla famiglia un’adolescente cristiana rapita e convertita forzatamente all’Islam
Una diciottenne pakistana cristiana, rapita con la forza e convertita all’Islam, si è vista negare da un tribunale il diritto di tornare a casa dalla sua famiglia. Lo riporta LifeSite.
Il 24 marzo, Neha Faqir è stata rapita dal centro di cucito in cui lavorava. I suoi genitori hanno denunciato la sua scomparsa. Quando hanno scoperto che la figlia era stata rapita, hanno richiesto un’udienza presso l’Alta Corte di Lahore per chiedere al giudice di permettere a Neha di tornare a casa.
Christian Solidarity International (CSI), che sostiene la famiglia nella sua battaglia legale, riferisce che il giorno dell’udienza, «la famiglia di Neha l’ha vista per la prima volta dopo oltre due mesi. Ma la ragazza che hanno visto non era la Neha che conoscevano. Vestita dalla testa ai piedi con abiti neri, la diciottenne era accompagnata da una donna musulmana vestita in modo simile e da diversi rappresentanti religiosi».
La madre e la sorella di Neha hanno ripetutamente cercato di parlarle, ma non è stato loro permesso. Il giudice non ha consentito a nessun parente di Neha di parlare con lei all’interno del tribunale.
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La richiesta della famiglia di riportare Neha a casa è stata respinta, lasciandoli sconvolti. Secondo quanto riportato da CSI, la famiglia potrebbe presentare ricorso, ma l’esito è incerto.
Poiché l’ingiustizia in questo caso era particolarmente grave, CSI ha usato la sua influenza per portare la vicenda all’attenzione internazionale.
Joel Veldkamp, direttore per la difesa dei diritti pubblici di CSI, ha condiviso la storia di Neha durante un’audizione al Parlamento britannico, tenutasi il 16 giugno.
«In questo caso», ha affermato Veldkamp, «l’errore giudiziario è talmente sfacciato che i nostri partner in Pakistan ci hanno chiesto di portare il caso di Neha all’attenzione della comunità internazionale».
L’evento in Parlamento si intitolava «Adescamento, matrimoni forzati e conversione di donne appartenenti a minoranze: incidenza globale e prove» ed era patrocinato da Lord David Alton.
Secondo quanto riportato da CSI, il caso di Neha «rientra in uno schema sistematico di rapimenti che prendono di mira donne e ragazze appartenenti a comunità di minoranze religiose nel Pakistan a maggioranza musulmana».
Da decenni, ragazze indù e cristiane vengono rapite, costrette a sposare uomini musulmani e convertite all’Islam. Questi rapimenti rimangono quasi sempre impuniti. Un rapporto della BBC del 2021 ha evidenziato che in Pakistan quasi 1.000 ragazze appartenenti a minoranze religiose vengono rapite ogni anno.
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Immagine di Guilhelm Vellut via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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