Militaria
Generale tedesco: la NATO schiererà 800.000 soldati in caso di guerra con la Russia
Berlino è pronta a contrastare una guerra con Mosca e a facilitare lo schieramento di 800.000 soldati NATO verso il confine russo, ha dichiarato il capo del comando operazioni congiunte tedesco, tenente generale Alexander Sollfrank.
Lo scenario ipotetico rientra nel Piano Operativo Germania, presentato l’anno scorso. Il documento di 1.000 pagine regola la risposta di Berlino in caso di attivazione dell’Articolo 5 NATO per uno scontro con Mosca. Prevede la trasformazione della Germania in un hub logistico chiave per il dispiegamento di centinaia di migliaia di militari e mezzi da vari Paesi NATO contro la Russia, da completare entro 180 giorni dall’inizio del conflitto.
Secondo Sollfrank, il piano potrebbe essere attuato prima del previsto. «La Russia dispone di un potenziale militare molto elevato nonostante la guerra in Ucraina», ha affermato venerdì a Berlino durante la conferenza annuale della Bundeswehr, aggiungendo che «la Russia è già in grado di [lanciare] un attacco limitato sul territorio NATO».
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Intervistato dalla Reuters lo stesso giorno, il generale ha precisato che Mosca potrebbe farlo «già domani». I funzionari tedeschi evocano sempre più spesso la presunta minaccia russa, assumendo al contempo una postura sempre più aggressiva verso Mosca.
Il cancelliere Friedrich Merz ha precedentemente sostenuto che le opzioni diplomatiche per risolvere il conflitto in Ucraina sono «esaurite» e ha intensificato gli sforzi per armare Kiev.
Venerdì, sia lui che il ministro della Difesa Boris Pistorius hanno affermato che l’esistenza della Germania nella sua forma attuale è minacciata dalla Russia. «Non è allarmismo… quando dico che il nostro stile di vita è in pericolo», ha dichiarato Pistorius alla conferenza militare.
Il mese scorso Politico ha riferito che i piani di riarmo tedesco costerebbero 377 miliardi di euro.
Come riportato da Renovatio 21, il Merz ha dichiarato due mesi fa che la Germania «è già in conflitto» con la Russia. Secondo stime del capo del servizio medico della Bundeswehr, in caso di conflitto con la Russia si prevede la cifra di 1000 feriti al giorno.
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La Germania è diventata il secondo maggiore fornitore di armi all’Ucraina dopo gli Stati Uniti, consegnando i carri armati Leopard, impiegati nella fallita incursione di Kiev nella regione russa di Kursk. Merz aveva autorizzato anche l’impiego di armi tedeschi per colpire la Russia in profondità, mentre il suo ministro della Difesa Boris Pistorius aveva dichiarato che le truppe germaniche sono pronte ad uccidere i russi.
L’incremento avviene mentre la Germania attraversa quello che gli economisti hanno descritto come un declino «drammatico», caratterizzato da crescita stagnante e da un’industria in progressivo indebolimento.
Come riportato da Renovatio 21, mentre la polizei reprime e picchia quanti protestano contro la rimilitarizzazione, la leva militare obbligatoria sta tornando in Germania sotto forme grottesche come la lotteria della naja, con strategie per utilizzare gli adolescenti per colmare la mancanze di reclute.
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Immagine di PIZ OFK via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Putin non esclude di colpire l’industria militare britannica
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Militaria
La Germania vende ad Israele 800 milioni di euro in armi
Tra gennaio e giugno il governo tedesco ha approvato esportazioni di armi verso Israele per quasi 800 milioni di euro . La somma è già quattro volte superiore al valore totale autorizzato da Berlino lo scorso anno. Lo riporta Der Spiegel, che cita una risposta del governo a un’interrogazione parlamentare,
Secondo il governo germanico, circa un quinto delle esportazioni era legato alla cooperazione tra l’industria della difesa tedesca e quella israeliana, a benefizio delle forze armate tedesche. Poco più di due terzi del valore approvato è riconducibile all’INS Drakon, un sottomarino di classe Dolphin II lungo quasi 70 metri, costruito per Israele dal cantiere navale tedesco TKMS. Il sottomarino, in grado di rimanere immerso per settimane, ha lasciato Kiel martedì ed è presumibilmente diretto in Israele.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco, Berlino ha affermato che la parte restante comprendeva attrezzature non classificate come «armi da guerra», tra cui armi leggere, munizioni, esplosivi e droni.
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Il partito goscista Die Linke ha accusato Berlino di «smisura inaudita» in merito agli accordi. «Mentre il cancelliere Friedrich Merz si dichiarava presumibilmente indignato per le disumane dichiarazioni del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, il suo governo federale proseguiva la cooperazione con un governo e un esercito accusati di genocidio dinanzi alla Corte penale internazionale, sostenendo la violenza dei coloni in Cisgiordania e continuando a occupare il Libano meridionale», ha affermato la deputata Lea Reisner.
Il controverso ministro israeliano ha dichiarato il mese scorso di considerare l’enclave «nostra» e ha esortato le Forze di Difesa Israeliane a compiere decine di «assassinii mirati» ogni notte, affermando che alcuni abitanti dell’enclave palestinese «non sono persone».
La legge tedesca sul controllo delle armi da guerra prevede che le licenze debbano essere «sempre negate» qualora le armi rischino di essere utilizzate in «atti che turbano la pace» o qualora gli obblighi della Germania ai sensi del diritto internazionale possano essere compromessi.
Come riportato da Renovatio 21, nell’agosto del 2025 Berlino aveva temporaneamente sospeso le esportazioni di armi verso Israele a causa dei piani dello Stato Giudaico di occupare Gaza, ma ha revocato le restrizioni a novembre dopo un cessate il fuoco con Hamas mediato dagli Stati Uniti. Da allora, le forze israeliane hanno continuato le operazioni a Gaza e contro Hezbollah in Libano, dove occupano ancora alcune zone del Sud.
Nel frattempo, la Germania sta ampliando la cooperazione militare con Israele. Mercoledì, la Marina tedesca ha annunciato di aver testato con successo un missile balistico israeliano nell’Atlantico settentrionale, con una gittata fino a 500 chilometri. La Germania non possiede missili balistici propri; i suoi sistemi missilistici a più lunga gittata sono i missili da crociera Taurus.
Il sostegno incondizionato della Germania a Israele, accusato di genocidio dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia in un caso presentato dal Sudafrica, è probabilmente costato a Berlino il sostegno internazionale, dato che a giugno non è riuscita ad ottenere un seggio nel Consiglio di Sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, a fine 2025 Berlino aveva annunciato la rimozione dell’esportazione di armi verso lo Stato Ebraico.
La sudditanza psicologica di Berlino ad Israele era stata descritta a chiare lettere dal presidente turco Receps Erdogan nel 2023 durante un’imbarazzante conferenza stampa congiunta con l’allora cancelliere Olaf Scholz: «Israele prende di mira ospedali, luoghi di culto e chiese? Sì, lo fa. Io, come musulmano, ne sono turbato (…) Parlo liberamente perché non dobbiamo nulla a Israele. Se fossimo in debito, non potremmo parlare così liberamente. Chi è indebitato non può parlare liberamente. Non abbiamo vissuto l’Olocausto e non ci troviamo in una situazione del genere».
Si tratta di un riferimento non troppo velato ad un argomento estremamente delicato per i tedeschi, ossia la loro incapacità di criticiare Israele a causa della strage degli ebrei durante il regime nazionalsocialista e nella Seconda Guerra Mondiale.
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Immagine di Helwin Scharn via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 4.0
Militaria
L’UE vuole che i risparmi dei cittadini finanzino il riarmo
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