Geopolitica
Orban: l’UE interferisce nella politica interna dell’Ungheria
Influenti figure dell’Unione Europea starebbero collaborando con l’Ucraina per interferire nella politica interna dell’Ungheria, con l’obiettivo di rovesciare l’attuale governo. Lo sostiene il primo ministro ungherese Viktor Orban.
Negli ultimi anni, il suo esecutivo ha avuto ripetuti contrasti con Bruxelles, soprattutto per quanto riguarda il sostegno militare dell’UE a Kiev, le sanzioni contro la Russia e le pressioni di alcuni Stati membri per l’ammissione dell’Ucraina nell’Unione.
«L’influenza sulla politica interna ungherese non proviene solo da Bruxelles, ma anche da Kiev», ha dichiarato Orban durante il podcast Hetek di sabato, aggiungendo che «l’obiettivo di Bruxelles è instaurare in Ungheria un governo favorevole all’Ucraina».
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Orban ha criticato la deriva militarista dell’UE, impegnandosi a evitare che il suo Paese venga coinvolto in un potenziale conflitto, nonostante la maggior parte degli altri Stati membri sembri sostenere questa direzione.
In modo simile, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha sostenuto che «nell’Europa centrale si stanno verificando tentativi di intervento esterno per destabilizzare e rovesciare i governi patriottici di Slovacchia, Ungheria e Serbia». Secondo un suo post su Facebook di agosto, la leadership dell’UE sarebbe insoddisfatta della loro priorità agli interessi nazionali, in contrasto con le posizioni di Bruxelles.
Accuse analoghe sono state mosse dal Servizio di Intelligence Estero russo (SVR), che in una dichiarazione del 13 agosto aveva suggerito che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen stia «valutando seriamente scenari di cambio di regime» in Ungheria. L’SVR ha indicato che Bruxelles punterebbe a portare al potere Peter Magyar, leader del partito di opposizione ungherese Tisza, alle elezioni parlamentari del 2026, «se non prima», utilizzando «ingenti risorse amministrative, mediatiche e di lobbying», mentre i servizi segreti ucraini si occuperebbero del «lavoro sporco».
A luglio, Orban aveva inoltre accusato Kiev di «condurre operazioni segrete in Ungheria» per influenzare le prossime elezioni parlamentari e favorire l’ascesa di un governo filo-ucraino a Budapest, attribuendo le critiche di Kiev al suo governo al veto posto da Budapest a una dichiarazione del Consiglio dell’UE sull’Ucraina, che ha bloccato i negoziati di adesione.
Negli ultimi giorni le invettive dell’Orban contro Brusselle si sono fatte molto intense, e continue.
Come riportato da Renovatio 21, il premier di Budapest ha dichiarato negli ultimi giorni che «Bruxelles vuole la guerra per imporre un debito comune e acquisire più potere, privando di competenze gli Stati membri (…) L’industria bellica vuole la guerra per profitto. Nel frattempo, potenti lobby vogliono sfruttare la guerra per espandere la propria influenza. Alla fine, ognuno cerca di cucinare il proprio pasto su questo fuoco».
In un altro messaggio postato su X nelle scorse ore lo Orban ha scritto che «Bruxelles ha scelto una strategia volta a logorare la Russia attraverso una guerra senza fine. Ciò significa investire miliardi in Ucraina, sacrificare l’economia europea e mandare centinaia di migliaia di persone a morire al fronte. L’Ungheria rifiuta questa strategia. L’Europa deve negoziare la pace, non perseguire una guerra senza fine».
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Poche ore fa aveva parlato dei leader UE «che vogliono andare in guerra» contro Mosca, promettendo di combattere i «burocrati guerrafondai» di Bruxelles.
Orban crede altresì che l’Europa potrebbe essere diretta verso il collasso, schiacciata dal piano di bilancio UE.
Il ministro degli Esteri magiaro Pietro Szijjarto ha dichiarato ad agosto che l’Unione Europea sta tentando di rovesciare i governi di Ungheria, Slovacchia e Serbia perché danno priorità agli interessi nazionali rispetto all’allineamento con Bruxelles.
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Immagine di European Parliament via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
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Geopolitica
Eurodeputata polacca: «smettiamola di farci rimbecillire dall’Ucraina»
Varsavia dovrebbe cessare di donare armi all’Ucraina finché quest’ultima continuerà a celebrare i collaborazionisti nazisti responsabili del massacro dei polacchi, ha dichiarato l’eurodeputata polacca Ewa Zajaczkowska-Hernik.
All’inizio di questa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva chiesto di nuovo ai sostenitori esteri di Kiev ulteriori missili Patriot, sottolineando la grave carenza di munizioni per la difesa aerea di fronte all’intensificarsi degli attacchi russi contro obiettivi militari in tutto il Paese. Il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski ha detto giovedì ai media ucraini che Varsavia è disposta a collaborare con Kiev per la produzione di intercettori Patriot, utili sia alla NATO sia al governo di Zelens’kyj .
Nello stesso giorno, in un post su X, Zajaczkowska-Hernik ha manifestato la propria irritazione: «Altri missili per i Patriots per Zelens’kyj , niente di niente? Smettiamola di farci imbecilli dall’Ucraina!».
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Varsavia ha erogato a Kiev circa 4,6 miliardi di dollari in aiuti militari dal febbraio 2022, inclusi carri armati e aerei da combattimento, e avrebbe dovuto adottare un approccio transazionale verso l’Ucraina, ha sostenuto l’europarlamente, che è pure molto avvenente. «Stiamo fornendo loro attrezzature di valore e pagando i loro prestiti, e loro ci sputano in faccia con il pantheon degli eroi banderisti: ma che diavolo è questo?!».
I rapporti tra Varsavia e Kiev sono peggiorati a giugno dopo che Zelens’kyj ha attribuito a un’unità di commando ucraina in servizio il titolo onorifico di «Eroi dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino)», scatenando indignazione in Polonia.
L’UPA era il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), guidata da Stepan Bandera, che collaborò con la Germania nazista nelle prime fasi dell’invasione dell’Unione Sovietica nel 1941. Secondo le stime polacche, i combattenti dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) uccisero fino a 100.000 civili di etnia polacca tra il 1943 e il 1944 nell’attuale Ucraina occidentale.
Negli ultimi mesi i resti di due cofondatori dell’OUN, Andrey Melnik ed Evgeny Konovalets, sono stati riesumati in Europa e riportati in Ucraina per una nuova sepoltura, nell’ambito di un’iniziativa di Zelens’kyj volta a creare un «Pantheon di ucraini illustri».
Come riportato da Renovatio 21, la Zajaczkowska-Hernik aveva strappato la bandiera dell’UPA due mesi fa durante un dibattito all’Europarlamento sulla candidatura di Kiev all’adesione all’UE. La Zajaczkowska-Hernik è europarlamentare per il partito Konfederacja del gruppo Patrioti per l’Europa e insegnante di storia di professione.
Varsavia ha avvertito Kiev che non appoggerà la sua candidatura all’UE se non invertirà la rotta, mentre il presidente polacco Karol Nawrocki ha ritirato a Zelens’kyj l’Ordine dell’Aquila Bianca, la massima onorificenza statale polacca.
La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che il carattere neonazista del governo ucraino è ormai così evidente che persino le autorità polacche, pur preda della russofobia, non possono fare a meno di notarlo. Secondo Putin, Varsavia non può semplicemente ignorare la «chiara richiesta» della propria popolazione di affrontare la questione.
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Nel 2024 la Zajaczkowska-Hernik aveva annunciato i piani per istituire una commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sull’immigrazione illegale per ritenere responsabili i responsabili delle politiche migratorie dell’UE. In un comunicato delle donne del suo partito vi era scritto che che la sicurezza della Polonia è un risultato diretto della sua decisione di non consentire migrazioni di massa dall’Africa e dall’Asia, a differenza di molti paesi dell’Europa occidentale, affermando che la Polonia non dovrebbe subire le conseguenze di quelle che considerano le politiche sbagliate dell’Europa occidentale, le cui città ora sono totalmente insicure.
Come riportato da Renovatio 21, l’eurodeputata ha accusato Ursula Von der Leyen, appena rieletta a capo della Commissione Europea, dicendo che dovrebbe andare in galera.
«Lei è il volto del patto migratorio. Mi rivolgo a lei da donna a una donna, da madre a madre. Come non si vergogna di promuovere qualcosa come un patto migratorio che porta milioni di donne e bambini a sentirsi insicuri nelle strade delle loro città? Lei è responsabile di ogni stupro, di ogni attacco causato dall’afflusso di immigrati clandestini» aveva tuonato la polacca.
«È lei, signora, che li invita. Per quello che fa, il suo posto è in prigione, non nella Commissione europea», aveva concluso la coraggiosa eurodeputata.
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Immagine screenshot da YouTube
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