Geopolitica
L’albanese sorosiano Edi Rama prende in giro Trump per aver confuso l’Albania con l’Armenia
Il primo ministro albanese Edi Rama ha attaccato duramente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo che quest’ultimo ha affermato di aver risolto il conflitto tra Albania e Azerbaigian, confondendo il paese balcanico con l’Armenia nel Caucaso meridionale.
Un filmato condiviso sui social media mostra Rama mentre si avvicina al presidente francese Emmanuel Macron e al presidente azero Ilham Aliyev con un commento ironico durante un vertice in Danimarca giovedì.
«Dovresti scusarti con noi perché non ti sei congratulato con noi per l’accordo di pace che il presidente Trump ha stipulato tra Albania e Azerbaigian», si sente il Rama dire al Macron.
PM of Albania having a good laugh with President of Azerbaijan and Macron about Trump repeatedly claiming that he ended the war between their two countries which were not at war with each other. pic.twitter.com/5lP6XTps2J
— Ron Filipkowski (@RonFilipkowski) October 2, 2025
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«Mi dispiace», si sente rispondere Macron, mentre tutti e tre i leader ridono.
La battuta si riferiva alla visita di Stato di Trump in Gran Bretagna due settimane prima, dove aveva citato la «soluzione di Aber-baijan (sic) e Albania» come esempio del suo impegno nel mantenimento della pace, pronunciando male la parola «Azerbaijan» e confondendo l’Albania con l’Armenia.
Trump: We settled Aber-baijan and Albania…
He’s referring to Azerbaijan and Armenia.
Can we 25th him already? pic.twitter.com/mkT28a06zt— Ron Smith (@Ronxyz00) September 18, 2025
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L’ultimo passo falso di Trump si aggiunge a una lunga serie di errori geografici. Ha definito il Belgio una «città bellissima», ha inventato il nome «Nambia» a un pranzo all’ONU, ha confuso i Paesi Baltici con i Balcani e una volta ha acclamato il Prince of Wales (Principe del Galles) come Price of Whales «il Principe delle Balene».
Anche altri presidenti statunitensi hanno commesso errori: George W. Bush ha notoriamente elogiato il leader australiano per aver visitato le «truppe austriache» in Iraq, mentre Joe Biden ha confuso la Siria con la Libia e la Colombia con il Venezuela.
Come riportato da Renovatio 21, il Rama è di fatto un uomo di Soros, con cui ha collaborato molto direttamente negli anni passati.
Di fatto, Rama – le cui scene di amicizia privata con il premier italiano Giorgia Meloni sono state fatte pubbliche qualche estate fa – è stato nel direttivo della celebre Open Society Foundations, l’ente «filantrocapitalista» del discusso finanziere speculatore internazionale George Soros. Il premier albanese era anche uno degli invitati all’esclusivissima festa per il terzo matrimonio di Soros nel 2013, la cui lista degli invitati era praticamente una mappa dei personaggi mondialisti ficcati nella politica di ogni Paese possibile – più Bono Vox, ovviamente.
I rapporti con il mondo del Partito Democratico USA nemico di Trump sono stati in passato rosei: nel maggio 2021, il segretario di Stato americano Antony Blinken (nella foto proprio col Rama, nel febbraio 2024) aveva annunciato una serie di sanzioni nei confronti del grande rivale di Rama, Sali Berisha, per «atti corrotti» che «hanno minato la democrazia in Albania». Il linguaggio qui è assai riconoscibile.
Rama è noto per il videomessaggio in italiano impeccabile con cui annunziava al nostro popolo che avrebbe mandato nell’Italia dei primi mesi di COVID nel 2020 un gruppo di medici albanesi. Come ricordano le cronache, non finì bene: i dottori inviati generosamente da Tirana furono trovati ubriachi a fare festa in hotel dalle forze dell’ordine, un piccolo incidente nel percorso della guarigione del Paese dal morbo cinese.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr.
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Pedofilia, l’opposizione britannica chiede il congelamento degli aiuti al Pakistan
I partiti di opposizione britannici hanno chiesto la sospensione degli aiuti e dei visti per il Pakistan dopo che Islamabad si è rifiutata di accettare l’espulsione di un capo di una ghenga di stupratori di minorenni, condannato per molteplici reati sessuali contro bambini.
Shabir Ahmed, di origine pakistana, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che abusava sessualmente di ragazzine britanniche nel distretto di Greater Manchester durante gli anni 2000. È stato rilasciato all’inizio di questo mese dopo aver scontato 14 anni di una condanna a 22 anni per 30 capi d’accusa di stupro di minori.
Sebbene ad Ahmed fosse stata revocata la cittadinanza britannica nel 2016, il governo britannico non ha potuto espellerlo perché l’Immigration Act del 1971 tutela alcuni cittadini del Commonwealth arrivati in Gran Bretagna prima del 1973 e che vi avevano risieduto per almeno cinque anni.
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Il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood (che ha origini pakistane) si è impegnata a modificare la legge nei casi di «eccezionale gravità». Tuttavia, Islamabad si è rifiutata di accogliere Ahmed, sostenendo che questi abbia rinunciato alla cittadinanza pakistana decenni fa, dopo aver distrutto il suo passaporto pakistano più di 30 anni fa – un atto che, secondo i funzionari britannici, non ha formalmente comportato la cessazione della sua cittadinanza.
Nonostante il governo laburista insistesse sul fatto di star facendo «tutto il possibile» per espellere Ahmed, giovedì è emerso che il ministero degli Esteri aveva approvato uno stanziamento di 153 milioni di sterline (180 milioni di euro) in aiuti allo sviluppo per il Pakistan nei prossimi tre anni. La rivelazione ha scatenato una polemica tra il partito al governo e l’opposizione.
«Pakistan. Niente aiuti esteri. Niente visti. Finché non riprenderete indietro lo stupratore Ahmed», ha scritto venerdì su X il vice leader di Reform UK.
Il portavoce del partito faragiano per gli affari interni, Zia Yusuf (figlio di mussulmani cingalesi), ha definito i finanziamenti la prova che l’establishment politico britannico «non si preoccupa del popolo britannico», promettendo che Reform avrebbe immediatamente sospeso gli aiuti e i visti per i cittadini pakistani.
Il ministro degli Interni ombra del Regno Unito, Chris Philp, ha ribadito la richiesta, affermando che «i vili pedofili stupratori di bambini provenienti dal Pakistan dovrebbero essere tutti rimpatriati». «Dovremmo interrompere tutti gli aiuti esteri e il rilascio di nuovi visti per i cittadini pakistani finché non riprenderanno Ahmed e quelli come lui», ha aggiunto il Philpo.
Anche il ministro degli Esteri ombra Priti Patel (che ha genitori indiani) ha condannato la decisione, sostenendo che l’approvazione del pacchetto di aiuti da parte del Partito Laburista «dice tutto quello che c’è da sapere».
Il governo britannico ha sostenuto che gli aiuti avrebbero contribuito a costruire un Pakistan più sicuro e resiliente, riducendo «i rischi per la sicurezza e la migrazione nel Regno Unito».
Islamabad ha sempre sostenuto che la responsabilità per Ahmed ricade sulla Gran Bretagna, dove «è cresciuto, è stato educato, formato e, purtroppo, viziato».
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Le condanne di Rochdale rientrano tra i numerosi casi – conosciuti generalmente come quelli delle grooming gang, le «bande di adescamento» – che hanno messo in luce le diffuse mancanze della polizia e delle autorità locali nel proteggere le ragazze vulnerabili e nell’intervenire a seguito di ripetute segnalazioni di abusi sessuali organizzati.
Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.
Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.
Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.
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Immagine di Conservatives via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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Opinionista iraniano afferma che il regime accoglie con favore l’invasione di terra USA come la migliore via per la vittoria
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