Politica
4 settembre 2021, immagini dalle manifestazioni per la libertà in Francia
In Francia, come in Italia, la protesta popolare contro le restrizioni dei governi pandemici non diminuiscono: anzi, alla faccia di politici e giornalisti, aumentano di numero.
Parigi, come tutti i sabati, è stata uno spettacolo.
Un monde fou a la manifestation du #4septembre! Bravo a tous les manifestants et merci à @f_philippot ! ????????????#NonAuPassSanitaire #NonALaVaccinationObligatoire pic.twitter.com/ZBcQi0eKzA
— Tamila Tapayeva (@TamilaTapayeva) September 4, 2021
Petite vidéo de notre 41è manif samedi dernier à Paris : que dit G.Darmanin, que ça s’essouffle c’est bien ça ? ????????
Marée humaine, marée de drapeaux tricolores ! Et ce n’est rien par rapport à ce qui arrive le #4septembre ! ⤵️ pic.twitter.com/Gg2aNmeUw6— Florian Philippot (@f_philippot) August 29, 2021
????Nouvelle manifestation à #Paris contre le #PassSanitaire et l’obligation vaccinale, pour un huitième #weekend consécutif. Plusieurs rassemblements sont prévus ce samedi #4septembre dans le pays.#Manifs4septembre #manifestations #manifestation4septembre #COVID19 pic.twitter.com/jCyEVuUhye
— Charles Baudry (@CharlesBaudry) September 4, 2021
???????? Paris- France 04/09/21
Thousands of people take to the streets in protest against the Covid passport.#PassSanitaire #Manifestation #NoGreenPass #NoVaccinePassports #Protest #NonAuPassSanitaire #Libertá #Berlin #news #Paris #NoVaccinePassportAnywhere #mw3news pic.twitter.com/wNkWRVzQdV
— MW3.News Portal (@MW3NewsPortal) September 4, 2021
Bordeaux
Manifestation du #4septembre à #Bordeaux#NonAuPassDeLaHonte#manifestation4septembre pic.twitter.com/KIeBAnnE2n
— Richard FOLLY (@Bocajunior33) September 4, 2021
Pau
Un monde fou à Pau #4septembre pic.twitter.com/4PuyX0rtcj
— INGRID (@DETT67) September 4, 2021
Grenoble
Grenoble#Manifs4septembre pic.twitter.com/B3FNSbtWVZ
— Alain (@Alain83891727) September 4, 2021
Hendaye
Hendaye#Manifs4septembre pic.twitter.com/Q5eDWDBQvH
— Alain (@Alain83891727) September 4, 2021
Rennes
Rennes #Manifs4septembre #AntiPassSanitaire pic.twitter.com/ABtaRnoqui
— ???? Ever & Forever Bzh ???? ???????? (@Ie29David) September 4, 2021
Brest
Brest #Manifs4septembre #AntiPassSanitaire pic.twitter.com/20gRX0Y4AD
— ???? Ever & Forever Bzh ???? ???????? (@Ie29David) September 4, 2021
Bourges
Bourges#Manifs4septembre pic.twitter.com/eZyk6kUV2V
— Alain (@Alain83891727) September 4, 2021
Tonone
Thonon#Manifs4septembre pic.twitter.com/W01scXpFmH
— Alain (@Alain83891727) September 4, 2021
Valence
Valence#Manifs4septembre #manifestation4septembre pic.twitter.com/wcSAo1BvY7
— Slk (@Slk_0_) September 4, 2021
Lilla
Lille #Manifs4septembre #AntiPassSanitaire pic.twitter.com/63LgS2JC0A
— ???? Ever & Forever Bzh ???? ???????? (@Ie29David) September 4, 2021
Tolone
Gigantesque à Toulon!????#Manifs4septembre pic.twitter.com/n34U9VqFGZ
— ❗️????????????????????????????????????????????????????™️❗️ (@EnModeMacaron) September 4, 2021
Strasburgo
Beaucoup plus de monde à Strasbourg !#Manifs4septembre #manif4septembre pic.twitter.com/MetSDriN7X
— Philippe (@oxygene_info) September 4, 2021
Tolosa
Toulouse ???????? I.M.P.R.E.S.S.I.O.N.N.A.N.T#Manifs4septembre#manifestation4septembre #NonAuPassDeLaHonte pic.twitter.com/YitTJTZlgi
— Slk (@Slk_0_) September 4, 2021
Nouméa, Nuova Caledonia
Importante manifestation à Nouméa en Nouvelle-Calédonie alors que le Congrès a voté à l’unanimité dans la nuit de jeudi à vendredi, la vaccination obligatoire pour tous les majeurs de l’archipel français. (envoyé par un abonné) #Manifs4septembre #manifestation4septembre pic.twitter.com/JD6onVj8x4
— Anonyme Citoyen (@AnonymeCitoyen) September 4, 2021
Albertville
Manifestation à Albertville en Savoie contre le pass sanitaire. (@romumartinik) #manifestation4septembre #Manifs4septembre pic.twitter.com/Ly11dduZxD
— Anonyme Citoyen (@AnonymeCitoyen) September 4, 2021
Aix-en-Provence
Ça commence fort à Aix-en-Provence!????
RT si tu es mobilisé comme jamais contre le Pass Sanitaire!????#Manifs4septembre pic.twitter.com/SSUq5pLcTQ
— ❗️????????????????????????????????????????????????????™️❗️ (@EnModeMacaron) September 4, 2021
Versailles
Manifestation contre le #PassSanitaire à #Versailles #Manifs4septembre pic.twitter.com/BF3PvgMsYE
— Gabrielle Cluzel (@gabriellecluzel) September 4, 2021
Da segnalare, fuor di Francia, anche una manifestazione imponente anche ad Amsterdam in Olanda
???????? Netherlands – Amsterdam [September 5, 2021]
The people are DONE with this medical tyranny. Tens of thousands protest against the #VaccinePassports #NoVaccinePassportsAnywhere #5septemberAmsterdam #DeTeringMetDeRegering #NoGreenPass #NonAuPassSanitaire #PassSanitaire pic.twitter.com/dOo4xkoftA
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 5, 2021
Politica
Politici israeliani furiosi per l’accordo di Trump chiedono le dimissioni di Netanyahu e un vero «cambio di regime» in Iran
Praticamente la politica israeliana tutta, dall’opposizione alle stesse fazioni sioniste presenti nel governo Netanyahu, attacca l’accordo di Trump con l’Iran e promette di rovesciare la Repubblica Islamica.
L’ex primo ministro Naftali Bennett ha dichiarato che il conto alla rovescia per il cambio di regime in Iran inizia nel momento in cui Israele avrà un nuovo governo. Intervenendo alla Knesset, Bennett ha criticato duramente la leadership del premier Benjamin Netanyahu, dichiarando che il suo mandato «è iniziato con una guerra civile, è proseguito con il massacro del 7 ottobre e si conclude con uno storico fallimento contro l’Iran», qualsiasi qualsiasi serio tentativo di rovesciare il regime iraniano direttamente a un cambiamento politico nello Stato Ebraico.
Bennett ha promesso che, sotto la nuova leadership, avrebbe rilanciato la «Dottrina del Polpo» – colpendo l’Iran con ogni mezzo disponibile e bloccando il suo programma nucleare – e risolto la crisi di personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ponendo fine alle esenzioni dalla leva per gli ultraortodossi. «Quando non ci sono soldati, bisogna riconquistare sempre lo stesso punto, e in questo modo non si può vincere», ha affermato. «Possiamo ripristinare la sicurezza in Israele».
Come il Bennett, falchi e gli intransigenti criticano aspramente l’accordo. Diverse voci del radicalismo sionista hanno inveito furiosamente contro il presunto accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran mediato da Trump, definendolo un’ancora di salvezza per gli ayatollah che lascia in gran parte intatte le infrastrutture nucleari, i missili balistici e i gruppi alleati dell’Iran.
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«L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è soggetto agli Stati Uniti e siamo una nazione indipendente e sovrana!» ha dichiarato su X il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, leader di Otzma Yehudit, partito sionista secolarista. «Non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza… Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da nessun territorio che i nostri combattenti abbiano conquistato e ripulito dalle infrastrutture terroristiche» .
«L’accordo con l’Iran è un male per Israele e per tutto il mondo libero. Punto e basta» ha scritto su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito sionista religioso. «Dovremo continuare la campagna per rovesciare il regime da soli e con metodi creativi, e garantire che l’Iran non possieda mai armi nucleari».
Yair Golan, leader di HaDemokratim («i Democratici), si è spinto oltre, definendo l’accordo un disastro strategico orchestrato mentre Netanyahu era «debole, malato, isolato e privo di influenza». Per il democratico, Netanyahu di essere «buono per Hamas… buono per l’Iran… buono per Hezbollah Sostituirlo non è solo una necessità politica, ma un imperativo di sicurezza esistenziale».
L’ex capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Gadi Eisenkot, ha descritto un «abisso» tra le vuote promesse di «vittoria totale» del governo e la realtà di una leadership fallimentare che ha abbandonato i residenti israeliani. Il centrista Benny Gantz ha avvertito che qualsiasi restrizione alla libertà d’azione di Israele in Libano o ritiro che metta in pericolo il nord sarebbe inaccettabile.
Da queste dichiarazioni emerge un filo conduttore chiaro: l’attuale governo è troppo debole, troppo vincolato dalle pressioni americane e troppo compromesso per sferrare il colpo decisivo contro l’Iran e Hezbollah. Bennett e Golan inquadrano esplicitamente la reale pressione per un cambio di regime come qualcosa che potrà avvenire solo dopo la partenza di Netanyahu. Ben-Gvir e Smotrich, ancora nella coalizione, stanno già segnalando che non si sentiranno vincolati dall’accordo e che perseguiranno comunque obiettivi massimalisti.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha cercato di adottare una linea più dura promettendo che l’IDF rimarrà nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza «a tempo indeterminato». Tuttavia il coro più forte, proveniente da Bennett, dall’ala più conservatrice e da parte dell’opposizione, è che solo una nuova leadership – o almeno una rottura completa con l’approccio di Netanyahu – possa realizzare la campagna aggressiva su più fronti che ritengono necessaria.
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Immagine di Kobi Gideon / Government Press Office of Israel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Politica
«Erratico»: il candidato del partito della Le Pen contro Trump
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Immigrazione
La Svizzera respinge il limite di 10 milioni di abitanti
Gli elettori svizzeri hanno bocciato una proposta volta a imporre un tetto alla popolazione, dal momento che le preoccupazioni per i possibili danni economici hanno superato i timori legati all’immigrazione, in quello che alcuni hanno definito il «momento Brexit» del Paese.
La proposta, sottoposta a referendum domenica, puntava a limitare la popolazione svizzera a 10 milioni entro il 2050. Secondo i dati governativi, il 55% dei votanti l’ha respinta, mentre il 45% si è espresso a favore.
Il partito di centrodestra Unione Popolare Svizzera (UDC), da tempo critico verso l’immigrazione di massa e i legami stretti con l’UE, ha promosso il referendum. In caso di approvazione, il governo avrebbe dovuto assicurare che il numero di residenti permanenti – attualmente intorno ai 9,1 milioni – restasse al di sotto della soglia stabilita. Il raggiungimento di tale limite avrebbe obbligato Berna a rinunciare all’accordo di libera circolazione con l’UE. Pur non essendo membro dell’Unione Europea, la Svizzera ha in vigore dal 2002 un accordo di libera circolazione con il blocco.
Il voto ha chiuso mesi di campagna in cui le forze di destra hanno sostenuto che la rapida crescita demografica migratoria sta provocando sovraffollamento e sta mettendo sotto pressione le risorse del Paese. L’UDC insiste sulla necessità di misure drastiche, imputando all’«immigrazione di massa» la responsabilità della scarsità di alloggi, dell’aumento degli affitti, dei treni sovraffollati e degli ingorghi stradali.
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«La Svizzera è un piccolo Paese, non si può espandere», ha sostenuto il deputato dell’UDC Yvan Pahud prima del voto. «Non vogliamo accollarci tutta l’Europa o tutti i problemi del mondo».
Secondo i dati del think tank liberale Avenir Suisse, gli stranieri costituiscono ormai circa il 27% della popolazione svizzera, che due anni fa aveva superato i 9 milioni, a causa di un’immigrazione che ha compensato il calo dei tassi di natalità.
Prima del voto, importanti manager di aziende come Nestlé, Roche e UBS avevano messo in guardia sul fatto che fissare un limite massimo rigido ai residenti – una misura senza precedenti in un’economia moderna – avrebbe ridotto l’accesso alla manodopera straniera e danneggiato imprese e investimenti. Anche il governo e la maggioranza dei parlamentari si sono opposti alla proposta.
Questo esito arriva mentre l’UE porta avanti la sua più ampia riforma migratoria degli ultimi anni, che prevede controlli obbligatori alle frontiere, procedure di asilo accelerate, registrazione biometrica estesa e rimpatri più rapidi per i richiedenti asilo respinti. Un recente studio indica che la popolazione migrante del blocco ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni nel 2025, di cui 46,7 milioni di persone nate al di fuori dell’UE.
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Immagine di Dmitry A. Mottl via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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