Trapianto di utero, ecco a cosa si va incontro

Renovatio 21 ne aveva scritto già qualche giorno fa, a proposito del trapianto di utero di una donna defunta avvenuto in Brasile. Il trapianto di utero in generale non solo pone tanti interrogativi etici, ma si porta appresso tanti e poco conosciuti problemi medici, scientifici e psicologi. Offriamo ai nostri lettori qualche ulteriore osservazione in merito.

 

 

Nel 2014, il primo  bambino ad aver effettuato la gestazione in un utero donato è nato in Svezia. Sebbene la ricerca sui trapianti di utero si trovi ancora in una fase  preliminare, molti vedono le donazioni  come un successo. Ma  esistono, allo stesso tempo, delle complicazioni etiche a proposito di questa pratica?

 L’intervento può portare allo sfruttamento del corpo delle donne. C’è il rischio che dagli  uteri si possa passare addirittura ad altri organi, quali i reni, da rivendere sul mercato nero.

 

Finora, i tentativi fatti nel mondo hanno dato come risultato la nascita  di dieci bambini, i quali hanno avuto una gestazione in un utero trapiantato: otto di loro nati in Svezia.

 

«Se il trapianto di utero deve avere come obiettivo quello di passare da esperimento ad effettiva realtà nel sistema sanitario svedese, ci deve essere innanzitutto un dibattito etico sulla procedura»  – ha dichiarato Lisa Guntram, dell’Università di Linkoping. 

 

Nel 2016, con un documento sulla maternità surrogata (utero in affitto) si è stabilito che questa pratica non dovrebbe essere permessa. Da queste basi, Guntram ha analizzato che l’ipotesi di introdurre il trapianto di utero sarebbe stato meno problematico rispetto all’introduzione della maternità surrogata. La sua ricerca è stata  condotta con Nicola Jane Williams, dell’Università di Lancaster, nel Regno Unito, e  i risultati sono stati pubblicati  sulla rivista Bioethics.

Il trapianto può minacciare l’autonomia della donatrice  e sottoporla a pressioni,  la ricerca sui rischi fisici e psicologici in cui potrebbe incorrere il nascituro potrebbe essere insufficiente

 

 

Alcune delle problematiche includono:

 

  1. Il fatto che il trapianto può minacciare l’autonomia della donatrice  e sottoporla a pressioni. Negli esperimenti svedesi, ad esempio, gli uteri donati arrivavano da un parente e in molti casi era la madre della donna che non poteva avere figli. Conseguentemente, alcuni parenti stretti di donne che non possono avere figli potrebbero sentirsi obbligati a donare l’utero   o sentirsi soggetti a pressioni.

 

  1. Che  l’intervento può portare allo sfruttamento del corpo delle donne. C’è il rischio che dagli  uteri si possa passare addirittura ad altri organi, quali i reni, da rivendere sul mercato nero.

 

  1. Che la ricerca sui rischi fisici e psicologici in cui potrebbe incorrere il nascituro sia insufficiente. Come per la maternità  surrogata, si conosce poco delle conseguenze sul neonato nei trapianti di utero, perché solo pochi bambini  sono nati ad oggi con questa tecnica. 

 

 

Fonte: Michael Cook per Bioedge