Geopolitica
Zelens’kyj promette di riconquistare la Crimea
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha respinto le richieste degli Stati Uniti di ritirare le loro rivendicazioni sulla Crimea o di fare concessioni territoriali alla Russia.
In un discorso pronunciato domenica in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, Zelensky ha promesso di riconquistare la penisola, popolata prevalentemente da russi etnici e che ha votato a stragrande maggioranza per l’annessione alla Russia dopo il golpe di Maidan del 2014, sostenuto dall’Occidente.
L’ex attore ha inoltre promesso di rivendicare le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, che, insieme alle regioni di Kherson e Zaporiggia, si sono unite alla Russia nel 2022 dopo i referendum.
🇺🇦🇷🇺 Zelensky announced that Donetsk, Luhansk, Crimea will be back in Ukraine.
He walked back all consessions and wants war. pic.twitter.com/oZB8gLcnN5
— BRICS+TODAY (@Afrijustice4all) August 24, 2025
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«Qui, al chilometro zero, questo è un punto di partenza dove sono segnate le distanze dalle città ucraine: dalla nostra Donetsk, dalla nostra Lugansk, dalla nostra Crimea», ha detto lo Zelens’kyj in un discorso filmato in piazza Maidan a Kiev, luogo del colpo di Stato del 2014 sostenuto dallo Stato profondo USA e dai suoi satelliti occidentali. «Tutto questo è l’Ucraina… e nessuna occupazione temporanea può cambiare le cose. Un giorno… saremo di nuovo insieme come un unico Paese. È solo questione di tempo».
Mentre mediava gli sforzi di pace tra Mosca e Kiev, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato l’idea di uno «scambio di territori», ma ha affermato fermamente che Kiev non riconquisterà la Crimea, definendo tale scenario «impossibile».
Secondo quanto riferito, le questioni territoriali erano all’ordine del giorno dei colloqui tra Trump, Zelens’kyj e i sostenitori di Kiev dell’UE all’inizio di questa settimana, ma Zelens’kyj avrebbe respinto le proposte di cessione del territorio. Lo ha confermato nel suo discorso di domenica, dichiarando: «l’Ucraina non sarà mai più costretta nella storia a sopportare la vergogna che i russi chiamano “compromesso”».
Trump ha chiesto un incontro diretto tra Putin e Zelens’kyj, affermando che potrebbe accelerare il processo di pace, ma ha avvertito che il leader ucraino deve «mostrare flessibilità», anche sulle rivendicazioni territoriali. Si è congratulato con l’Ucraina per la sua festa nazionale in un post su X, esortando nuovamente Kiev a negoziare un accordo con Mosca per «fermare le uccisioni insensate».
Putin non ha escluso un incontro con Zelens’kyj, nonostante abbia messo in dubbio la legittimità del leader ucraino a causa della scadenza del suo mandato, ma insiste sul fatto che ciò potrà avvenire solo dopo tangibili progressi nei negoziati.
Venerdì, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che Putin potrebbe incontrare Zelenskij «quando l’agenda per un vertice sarà pronta», ma ha aggiunto che «allo stato attuale, non è previsto alcun incontro».
Mosca ha sempre sostenuto che accetterà solo un accordo di pace che includa la neutralità dell’Ucraina, la smilitarizzazione e il riconoscimento della Crimea, di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporggia come regioni russe.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
I carri israeliani prendono di mira un’area vicina alle forze di pace spagnole in Libano
Earlier today, UNIFIL peacekeepers observed two Merkava tanks move from an Israel Defense Forces (IDF) position inside Lebanese territory near Sarda further into Lebanon. The peacekeepers requested through liaison channels that the tanks stop their activity.
— UNIFIL (@UNIFIL_) January 12, 2026
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Geopolitica
Trump dice che la Groenlandia serve per i missili dello scudo stellare Golden Dome
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’America deve prendere il controllo della Groenlandia nell’interesse della sicurezza nazionale, poiché l’isola riveste un ruolo essenziale per la realizzazione del sistema di difesa missilistica noto come Golden Dome («Cupola d’Oro»).
Nelle ultime settimane le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia si sono fatte sempre più pressanti: il presidente insiste con determinazione sull’acquisizione del territorio dalla Danimarca, non escludendo il ricorso alla forza per annettere l’isola. Mercoledì ha fornito una nuova motivazione, sostenendo che il possesso della Groenlandia sia indispensabile affinché il progetto Golden Dome possa essere portato a termine.
«Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È vitale per la Cupola d’Oro che stiamo costruendo. La NATO dovrebbe farci da apripista per ottenerla», ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social.
Trump ha presentato l’iniziativa Golden Dome all’inizio dell’anno precedente. Il sistema, che prevede componenti spaziali e opzioni per attacchi preventivi, ha un costo stimato superiore ai 542 miliardi di dollari distribuiti su un periodo di vent’anni.
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Trump ha inoltre sostenuto che la NATO diventerebbe «molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti», aggiungendo che senza il controllo americano il blocco «non sarebbe una forza efficace o un deterrente».
Il presidente ha ribadito la sua tesi secondo cui, in assenza di un intervento statunitense, la Groenlandia finirebbe nelle mani di Russia o Cina – affermazione smentita sia da Mosca e Pechino sia da funzionari locali.
Trump ha rilanciato i suoi piani di annessione della Groenlandia fin dall’inizio del secondo mandato, intensificando nelle scorse settimane la pressione per acquisire il territorio autonomo danese «in un modo o nell’altro». Sebbene Copenaghen abbia manifestato disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti nel quadro della NATO, mantiene ferma la posizione che il futuro dell’isola debba essere deciso dalla sua popolazione, la quale nel 2008 ha votato per conservare lo status di autonomia all’interno del Regno di Danimarca.
Come riportato da Renovatio 21, il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha riaffermato martedì, durante una conferenza stampa congiunta con la premier danese Mette Frederiksen, l’impegno dell’isola verso la Danimarca e l’Unione Europea. Trump ha replicato dichiarando: «Questo sarà un grosso problema per lui».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Stati del Golfo esortano gli Stati Uniti a non attaccare l’Iran: conseguenze disastrose per il mercato del petrolio
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