Spirito
Vaticano, verso una sepoltura definitiva della Messa tradizionale?
Secondo il sito di lingua tedesca Summorum Pontificum del 13 gennaio 2023, ripreso dai siti tedeschi katholisch.de e cath.ch il 26 gennaio, una nuova costituzione apostolica limiterebbe ulteriormente la possibilità di celebrare la messa tridentina.
Questa costituzione stabilirebbe quattro nuove disposizioni:
- In nessuna chiesa si può celebrare esclusivamente la Messa antica.
- Nelle chiese non si può celebrare ogni domenica secondo il rito antico.
- L’uso dei libri del 1962 (con le modifiche volute da Francesco) è autorizzato solo per la celebrazione della messa, ma non per l’amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali.
- Ogni sacerdote è tenuto a celebrare anche secondo il messale di Paolo VI.
L’annuncio di questo irrigidimento è, per il momento, solo una voce. Ciò si spiegherebbe con il fatto che alcuni cardinali progressisti troverebbero l’attuazione di Traditionis custodes troppo lenta e indulgente.
Ai loro occhi, troppi vescovi applicherebbero restrizioni liturgiche con esitazione e riluttanza. Un nuovo documento più esplicito potrebbe quindi esercitare una maggiore pressione su questi recalcitranti. A meno che il Rescritto del 20 febbraio che specifica due punti di Traditionis custodes fosse il testo di cui parla la voce.
A guidare gli oppositori della Messa tradizionale è lo stesso prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, il cardinale Arthur Roche. In un documento del dicembre 2022, il presule britannico ha affermato che «la promozione della liturgia pre-Vaticano II, come se fosse in qualche modo più santa o più orante della liturgia attuale, non è fondamentalmente un problema liturgico, ma un problema ecclesiale».
Secondo lui, l’unificazione liturgica deve rappresentare l’unità della Chiesa. Quando sappiamo che la nuova messa non esiste, poiché in nome della creatività liturgica oggi ci sono tante messe quanti sono i celebranti, possiamo chiederci se questo desiderio di unificazione non sia soprattutto un desiderio di distruzione della Messa Tridentina.
Il futuro dirà se queste minacce di restrizioni, che colpiranno i membri degli istituti ex-Ecclesia Dei e i sacerdoti diocesani legati alla messa di San Pio V, siano giustificate o meno.
Secondo Summorum Pontificum dell’8 febbraio, si tratta di «più che semplici voci», e il documento dovrebbe uscire il 4 aprile, anniversario della promulgazione della costituzione Missale romanum di Paolo VI (3 aprile 1969).
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
Immagine di Franciscans of the Immaculate via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Spirito
Leone XIV aumenta gli stipendi nella Curia
Sarebbe più corretto affermare che Papa Leone XIV, con un motu proprio pubblicato il 14 settembre 2026, ha abrogato una misura di austerità salariale vaticana adottata da Francesco durante la pandemia. Circa 5.000 dipendenti potranno nuovamente rivendicare la propria anzianità e alcuni stipendi saranno aumentati.
Papa Francesco ha pubblicato il motu proprio «Un futuro sostenibile» il 23 marzo 2021, nel pieno della pandemia, a causa della situazione economica e del deficit strutturale. Ha così avviato una politica di austerità nei confronti del bilancio vaticano. Alcuni stipendi – quelli di cardinali, funzionari, sacerdoti e religiosi che lavorano nella Curia – sono stati ridotti.
Inoltre, il pontefice aveva decretato il congelamento dell’anzianità, che era stato mantenuto negli ultimi cinque anni. Tale misura aveva incontrato una notevole resistenza. Il nuovo motu proprio rivela che Leone XIV aveva già annullato la decisione del suo predecessore il 16 giugno 2025, attraverso un rescritto che abrogava la riduzione salariale del 3% per i sacerdoti e i religiosi della Curia romana che non ricoprivano incarichi di alto rango.
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Ripristino dell’anzianità
Il nuovo motu proprio abroga completamente quello di Francesco, affermando la stabilità delle istituzioni economiche della Santa Sede. La decisione di ripristinare il precedente motu proprio è stata presa previa consultazione con la Segreteria per l’Economia, ma l’abrogazione non ha effetto retroattivo.
Ciò significa che i dipendenti riceveranno nuovamente un bonus di anzianità ogni due anni, adeguamento all’inflazione. Ad esempio, un dipendente di livello 6 può aspettarsi un bonus di circa quaranta euro ogni due anni.
Aumento salariale
Si prevede un aumento degli stipendi di cardinali, prefetti e alti funzionari della Curia. Tuttavia, Leone XIV non revocherà la seconda riduzione di “poche centinaia di euro” imposta ai cardinali da Francesco nel 2024. Secondo alcune fonti, un cardinale che lavora presso la Curia percepisce attualmente tra i 4.500 e i 5.000 euro al mese.
Dalla sua elezione, Leone XIV ha abrogato diverse leggi emanate da Francesco I in materia finanziaria. In un’intervista del settembre 2025, ha respinto ogni allarmismo riguardante l’economia. Se c’è un ambito in cui l’operato di Leone XIV si differenzia da quello del suo predecessore, è certamente quello economico.
L’Associazione dei Dipendenti Laici del Vaticano (ADLV), che conta circa 850 dipendenti su un totale di circa 5.000 nel piccolo Stato, ha chiesto a Leone XIV, in un comunicato, una qualche forma di risarcimento per le perdite causate dalle misure di austerità adottate da Francesco durante la pandemia di COVID-19.
Spiega che «per i dipendenti, questa abrogazione non è accompagnata dal riconoscimento retroattivo dei livelli di inquadramento non acquisiti, né da una forma specifica di risarcimento per le conseguenze economiche causate da tali disposizioni».
L’associazione conclude aggiungendo: «sarebbe possibile tenere conto dei sacrifici compiuti dai dipendenti durante gli anni di crisi, considerando, qualora non fosse possibile rimborsare integralmente gli importi trattenuti dagli stipendi, forme di riconoscimento una tantum o misure compensative?»
Infine, un dipendente ha dichiarato a IMedia che la questione delle pensioni è per lui molto più preoccupante. Papa Francesco, infatti, aveva lanciato l’allarme su questo tema al termine del suo pontificato.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Immagine di Lula Oficial via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Mons. Strickland chiede di riesaminare il Concilio: «c’è una casa da ricostruire»
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Scoperti due sermoni inediti di Sant’Agostino
Nel 2024, il professor Christian Tornau, titolare della cattedra di filologia classica all’Università di Erbipoli, in Germania, è stato contattato da Paul Nebauer, membro dell’associazione del monastero cistercense di Bad Doberan (Germania settentrionale), per decifrare un manoscritto del XII secolo.
Originariamente appartenuto all’abbazia di Bad Doberan, questo manoscritto fu in seguito conservato presso l’abbazia cistercense di Pelplin, in Polonia, filiale dell’abbazia di Doberan. Contiene sei sermoni attribuiti a Sant’Agostino d’Ippona; ulteriori analisi hanno rivelato che «due dei sei sermoni sono scritti inediti di Sant’Agostino», afferma il professor Tornau.
«Il codice fu scritto in Doberan nel XII secolo. Potrebbe essere stato copiato da un manoscritto perduto dell’abbazia di Amelungsborn, nella Bassa Sassonia, ma al momento non è possibile ricostruirne la storia fino alle sue origini», spiega l’accademico tedesco.
In effetti, un catalogo di questo monastero menziona un testo con gli stessi titoli e la stessa sequenza di contenuti del manoscritto Pelplin. Sfortunatamente, la biblioteca dell’abbazia di Amelungsborn fu distrutta durante la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), rendendo impossibile confermare con certezza il collegamento.
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Il professor Tornau prosegue: «la convinzione della loro autenticità è il risultato di un’approfondita analisi filologica durata quasi due anni. Parte di questo lavoro è stata svolta durante una scuola estiva organizzata dal Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum (CSEL) a Vienna nel 2025, con un gruppo di dottorandi e ricercatori post-dottorato».
Al termine di questo intenso periodo di lettura e analisi, il gruppo di ricercatori è giunto alla conclusione che non vi fossero obiezioni sostanziali a tale attribuzione.
I due sermoni riscoperti si concentrano su un passo delle Sacre Scritture: la visita del re Saul alla Pizia di Endor prima della battaglia contro i Filistei (Primo Libro di Samuele, capitolo 28). Il racconto biblico narra di come Saul, non ricevendo risposta da Dio, consulti un negromante per evocare il profeta Samuele. Questa scena solleva un interrogativo teologico: Samuele apparve davvero grazie a una straordinaria autorizzazione divina, oppure fu un atto di origine demoniaca?
La prima di queste omelie fu pronunciata durante la Messa domenicale e si conclude con la presentazione delle varie interpretazioni possibili. La seconda, predicata il mercoledì successivo, sviluppa e confronta queste spiegazioni senza imporre un’unica risposta.
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Immagine: Philippe de Champaigne (1602–1674) , Sant’Agostino (1645-1650 circa), Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine tagliata
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