Geopolitica
Ushakov: Mosca pronta ad ospitare Zelens’kyj
Il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj è il benvenuto a Mosca per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin, ha dichiarato mercoledì Yurij Ushakov, alto consigliere del Cremlino.
L’ipotesi di un vertice tra Putin e Zelens’kyj è stata più volte avanzata da Mosca, anche nel corso di conversazioni telefoniche con il presidente statunitense Donald Trump, ha precisato Ushakov, ricordando che la Russia non ha mai escluso tale possibilità.
«Il nostro presidente ha ripetutamente dichiarato ai giornalisti che, se Zelens’kyj fosse davvero intenzionato a un incontro, saremmo lieti di invitarlo a Mosca. E garantiremo la sua sicurezza e le necessarie condizioni di lavoro», ha affermato Ushakov in un’intervista al canale televisivo Russia 1.
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Lo Ushakov ha tuttavia precisato che un simile incontro richiederebbe un’attenta preparazione preliminare, sottolineando che «la cosa principale è che questi contatti siano ben preparati. E in secondo luogo, che siano orientati al raggiungimento di risultati specifici».
Le sue dichiarazioni arrivano a seguito dei primi colloqui trilaterali tra delegazioni russa, statunitense e ucraina tenutisi la scorsa settimana ad Abu Dhabi, definiti «molto costruttivi» dall’inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Un funzionario americano, rimasto anonimo, ha riferito alla testata statunitense Axios che le parti sono «molto vicine a un incontro tra Putin e Zelens’kyj», indicando che saranno necessari ulteriori round di negoziati a tre per spianare la strada a un possibile vertice a Mosca o a Kiev.
Il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha annunciato mercoledì che il prossimo incontro trilaterale dovrebbe svolgersi con ogni probabilità domenica.
I funzionari russi hanno tuttavia richiamato l’attenzione sul decreto firmato da Zelens’kyj nel 2022, che vieta negoziati con Putin in seguito ai referendum di annessione nelle quattro ex regioni ucraine, decreto che Kiev non ha mai revocato.
Come riportato da Renovatio 21, Mosca ha ripetutamente espresso enormi dubbi sulla legittimità di Zelens’kyj nel sottoscrivere accordi vincolanti dopo la scadenza del suo mandato presidenziale nel maggio 2024. Zelens’kyj ha rifiutato di convocare nuove elezioni, motivando la decisione con lo stato di legge marziale, prorogato plurime volte, con rinvii che hanno riguardato anche le elezioni locali.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Trump dichiara Ormuzzo «nuovo territorio USA»
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Geopolitica
Gli Emirati Arabi dicono di essere stati colpiti da missili iraniani: rapporti economici interrotti
Gli Emirati Arabi Uniti hanno accusato l’Iran di aver lanciato due missili balistici nella loro direzione martedì, mentre il periodo di due mesi destinato ai colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran si è concluso senza progressi rilevanti. In seguito all’episodio, Abu Dhabi ha annunciato la sospensione di tutte le transazioni commerciali e finanziarie con Teheran.
Il presunto incidente è stato segnalato dal ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti e dall’Autorità nazionale per la gestione delle emergenze, delle crisi e dei disastri (NCEMA). Le agenzie non hanno precisato se i missili in arrivo siano stati abbattuti. I militari hanno dichiarato che uno di essi è caduto all’interno delle acque territoriali del Paese, mentre il secondo è atterrato al di fuori di esse.
Nel corso della giornata il ministero della Difesa ha affermato che i proiettili sembravano aver colpito «navi marittime». Il ministero non ha specificato se le imbarcazioni presumibilmente prese di mira si trovassero nelle acque territoriali o internazionali del Paese.
Poco dopo che l’esercito degli Emirati Arabi Uniti ha fornito un aggiornamento sulla sua valutazione del presunto attacco, il Ministero degli Esteri ha annunciato la sospensione di tutti gli scambi commerciali e le transazioni con l’Iran a seguito dell’incidente.
«Alla luce dell’escalation regionale che ha minato la pace e la sicurezza regionali e internazionali, tutte le attività, gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con l’Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso», ha dichiarato il ministero in un comunicato.
L’Iran non ha commentato pubblicamente le accuse. Al culmine della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Teheran ha ripetutamente preso di mira la nazione del Golfo, accusandola di aver consentito alle forze statunitensi di utilizzare il suo territorio per lanciare attacchi.
L’emittente statale iraniana Press TV ha sostenuto che il bombardamento presentava tutte le caratteristiche di un’operazione israeliana sotto falsa bandiera.
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Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un accordo di pace è scaduto lunedì senza che si sia registrata alcuna svolta. Le due parti si sono scambiate ripetutamente attacchi durante il periodo di negoziazione, mentre la navigazione attraverso lo strategico Stretto ormusino è rimasta in gran parte interrotta.
Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che «non erano in corso né programmati colloqui o conversazioni» con l’Iran. «Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto ermisino è aperto e operativo. Tutte le mine marine sono state rimosse o fatte brillare», ha scritto su Truth Social.
L’Iran sostiene di controllare il traffico marittimo attraverso quel corso d’acqua e ha ripetutamente segnalato l’intenzione di imporre pedaggi permanenti per garantirne il transito sicuro.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano (SNSC), ha ribadito la posizione, affermando che il mancato intervento di Washington per la riapertura dello stretto segnala «l’avvento di un nuovo ordine post-americano nel Golfo Persico».
«Il divario tra l’incapacità degli Stati Uniti di riaprire lo Stretto di Ormuzzo e la loro pretesa di possederlo è maggiore delle 7.000 miglia di distanza che separano Washington dallo Stretto stesso», ha scritto Rezaei su X.
L’escalation si verifica in un contesto di notizie riguardanti una carenza di missili negli Stati Uniti, mentre la portaerei USS Abraham Lincoln, che opera vicino all’Iran, è afflitta da problemi di manutenzione e approvvigionamento. Trump ha sospeso la campagna di bombardamenti contro obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Ormuzzo alla fine di luglio, dichiarando di voler lasciare spazio ai negoziati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Lavrov: truppe ucraine coinvolte in atti di terrorismo contro gli Stati del Sahel
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