Spirito
Un nuovo documentario sulla FSSPX prossimamente disponibile
La Casa Generalizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X è lieta di annunciare l’uscita di TRADITIO – Per amore della Chiesa, una nuova serie documentaria dedicata alla vita e all’apostolato dei sacerdoti della FSSPX nel mondo.
Realizzato nell’arco di due anni, da giugno 2024 a maggio 2026, questo progetto è stato portato avanti da due giovani studenti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania, in collaborazione con la Casa Generalizia della FSSPX. TRADITIO si compone di tre lungometraggi per una durata complessiva di oltre quattro ore. Si tratta di uno dei progetti cinematografici più vasti e ambiziosi mai realizzati dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X.
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La serie si articola in tre parti:
Parte I – Un’opera di fede – Domenica 7 giugno
Parte II – Un’opera di speranza – Domenica 14 giugno
Parte III – Un’opera di carità – Domenica 21 giugno
Il primo film è dedicato al sacerdozio cattolico, alla storia della FSSPX e alla formazione sacerdotale nei suoi seminari internazionali. Il secondo presenta l’opera missionaria della Fraternità in Africa, Asia e nei Caraibi. Il terzo mette in luce la vita liturgica della Fraternità durante la Settimana Santa e il tempo pasquale, presentando al contempo il lavoro dei suoi sacerdoti in Europa e nelle Americhe. Il filo conduttore dei tre film rimane la vita e il ministero del sacerdote cattolico.
L’anteprima mondiale si è svolta il 28 maggio 2026 a Frick, in Svizzera, alla presenza di circa 170 invitati. Tra i presenti figuravano il Superiore Generale, don Davide Pagliarani, e il suo predecessore dal 1983 al 1994, don Franz Schmidberger, che hanno entrambi rivolto un saluto all’assemblea.
Questa serie si propone di presentare l’apostolato mondiale della Fraternità oggi e di testimoniare il suo profondo attaccamento alla Chiesa cattolica e al Successore di San Pietro.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
La Marcia di San Pio X, inno della FSSPX
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Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Il sito dei vescovi tedeschi diffonde l’idea per cui Cristo beveva e perdeva il controllo
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