Geopolitica
Un cardinale definisce Netanyahu «un tiranno che persegue un piano oscuro e sanguinoso per ottenere il potere»
Un cardinale italiano che ha lavorato a stretto contatto con Papa Leone XIV per diversi anni ha denunciato apertamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il «male sfrenato e senza logica» commesso dallo Stato Ebraico contro la popolazione di Gaza.
«È un tiranno che persegue un cupo e sanguinario disegno di potere», ha dichiarato il cardinale Augusto Paolo Lojudice, 61 anni, in un’intervista del 21 luglio a La Stampa. «A parte Trump, a cui interessa solo vendere armi, nessuno accetta più le sue auto-legittimazioni. Non c’è nulla di ragionevole in una carneficina, è la malvagità che prende campo e spazza via il senso di umanità».
«C’è chi si è stracciato le vesti leggendo la parola genocidio usata da Francesco in un libro», ha osservato l’Arcivescovo di Siena e Montepulciano, «ma a Gaza siamo oltre la follia, è all’opera il male più sfrenato e senza logica. L’uccisione di bambini in fila per un pugno di riso grida giustizia a Dio».
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«Come possono coloro che commettono tali atrocità e hanno decine di migliaia di vittime sulla coscienza guardarsi allo specchio?», si è chiesto Lojudice, che è anche giudice presso la Corte di Cassazione vaticana. «Non c’è nulla di ragionevole nella carneficina; è il male che prende campo e spazza via ogni senso di umanità».
Il porporato ha poi affrontato il fenomeno del sionismo religioso radicale, che dopo una crescita costante nel Paese per alcuni decenni è riuscito a prendere il potere unendosi alla leggera coalizione di maggioranza di Netanyahu per formare un governo alla fine del 2022. Il loro continuo sostegno al primo ministro rimane necessario affinché lui rimanga al potere.
«Nessuna violenza può essere strumentalizzata in nome di Dio», ha detto Lojudice. «A Gerusalemme ho sentito frange fondamentaliste farsi scudo delle Scritture per calpestare i diritti umani».
«In Israele sono ora al comando settori integralisti che uniscono il fondamentalismo a politiche di estrema destra, alla folle ricerca del potere assoluto. Il diritto della forza umilia la forza del diritto (…) A causa di scelte sconsiderate, commettono le stesse atrocità commesse contro di loro» durante l’Olocausto, ha continuato. «La vita ha perso qualunque valore rispetto al tornaconto economico dell’industria di morte e alla ricchezza usata come sopraffazione».
Il cardinale ha anche ricordato di essere stato avvicinato da una donna della comunità ebraica durante un recente concerto di beneficenza. Era «quasi in lacrime, con un tono di scuse. L’ho abbracciata e le ho risposto che l’affiliazione religiosa non aveva nulla a che fare [i crimini israeliani a Gaza]», precisando anche che «non tutti gli ebrei» sono fondamentalisti.
Mettendo in guardia contro gli effetti a lungo termine di queste atrocità, l’arcivescovo ha affermato che «lo sviluppo di una violenza cieca e crudele si riverserà sulle generazioni future per decenni, seminando discordia».
Ma con speranza ha offerto il rimedio dato da Dio nella Persona di Gesù Cristo: «il cristianesimo ha un potere che trascende ogni confine. Abbatte i muri dell’odio», come dimostrano i cristiani palestinesi in Terra Santa, la cui presenza «si distingue come un’oasi profetica» che porta «testimonianza della possibilità di un altro modo di vivere sulla stessa terra».
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Riferendosi alla sua guida di una delegazione di vescovi in Terra Santa, il prelato ha descritto quella che ha definito «devastazione etica e materiale che ti scava dentro e non dimentichi più. L’uso e il possesso di armamenti in grado di radere al suolo la ‘casa comune’ è un abominio per il quale arriverà il giudizio divino».
«Non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti obiettivi, ma persone con un’anima e una dignità», ha affermato. «Dobbiamo mobilitarci per fermare la tragedia di una guerra orribile, sempre più insensata e totalmente priva di qualsiasi giustificazione umana e morale».
«Se non si ferma il tiranno non se ne esce», ha avvertito il prelato.
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Immagine di Pufui PcPifpef via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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Geopolitica
Trump ha detto a Zelen’skyj di incontrare Putin a Mosca
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe esortato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj a recarsi a Mosca per colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin. La Russia ha detto che Zelens’kyj può visitare Mosca in qualsiasi momento. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine a Zelens’kyj.
Secondo la testata, il presidente americano avrebbe avanzato la proposta durante un incontro con Zelens’kyj a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Il leader ucraino avrebbe respinto l’idea, hanno riferito a Bloomberg persone a conoscenza della conversazione, aggiungendo che la proposta di Trump «lo ha turbato».
Mercoledì lo Zelens’kyj era visibilmente irritato con i giornalisti fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Incalzato sulla possibilità di visitare Mosca, ha risposto: «Su un fottuto missile!»
😄 Zelensky answered persistent Russian propagandists asking when he plans to come to Moscow: “On a missile, b*itch!” https://t.co/GYd9zamCoF pic.twitter.com/dOy6Zz44vj
— NEXTA (@nexta_tv) September 24, 2026
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All’inizio di questa settimana l’Ucraina e 51 dei suoi sostenitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano alla Russia di accettare un «cessate il fuoco immediato e incondizionato» perché potessero iniziare i colloqui di pace. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che Mosca non interromperà l’operazione militare, accusando i sostenitori europei dell’Ucraina di cercare una pausa solo «per rifornire di armi il regime di Kiev».
Trump ha recentemente rilanciato gli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner si sono recati a Mosca e Kiev all’inizio di questo mese. Witkoff ha dichiarato in seguito di essere soddisfatto dei colloqui e che l’amministrazione Trump spera che la diplomazia possa porre fine al conflitto.
Mosca ha detto di essere pronta a risolvere il conflitto in Ucraina a condizione che vengano affrontate le cause profonde e che si tenga conto della realtà sul campo.
Le richieste della Russia includono l’abbandono da parte dell’Ucraina dei piani di adesione alla NATO e l’adozione di uno status di neutralità, l’accettazione di restrizioni al suo esercito e il riconoscimento formale della Crimea e di altre quattro ex oblast’ ucraine come territorio russo. La Crimea ha votato per l’annessione alla Russia poco dopo il colpo di Stato del 2014 appoggiato dall’Occidente a Kiev. Le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporiggia e Kherson hanno tenuto referendum nel settembre 2022.
Kiev ha sempre respinto le condizioni di Mosca, insistendo sull’adesione alla NATO e sul ripristino del controllo su tutti i territori che rivendica. Lo Zelens’kyj ha tuttavia detto di voler incontrare Putin di persona per risolvere il conflitto, nonostante si sia legalmente precluso qualsiasi colloquio con il leader russo.
Mosca ha indicato l’atteggiamento aggressivo di Kiev e la posizione ostile dei suoi sostenitori europei come ostacoli principali a una soluzione di pace. Il Cremlino ha però ribadito di essere pronto ad accogliere lo Zelens’kyj a Mosca se questi desidera davvero raggiungere un accordo, nonostante la Russia lo consideri illegittimo, dato che il suo mandato presidenziale è scaduto più di due anni fa e non ha indetto nuove elezioni.
Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia è pronta a fornire garanzie di sicurezza a Zelens’kyj qualora si recasse a Mosca.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Putin: la Russia non si sta preparando alla guerra con l’Europa
Putin mocked Estonia’s defense minister over comments about a possible war with Russia, saying: “The circus has left, but the clowns remain.” Putin called the remarks “complete nonsense” and “absolute rubbish,” adding that Estonia’s entire population is smaller than the Russian… pic.twitter.com/ZW7T5xrlxn
— Clash Report (@clashreport) September 25, 2026
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