Geopolitica
Tutta l’Ucraina in blackout
È stato annunciato l’introduzione di «piani speciali di chiusura di emergenza» a Kiev e nella regione circostante, nonché nelle regioni di Zhytomyr e Kharkiv, con la previsione che l’erogazione della corrente elettrica verrà ripristinata nelle prossime ore.
I servizi della metropolitana di Kiev e Kharkiv sono stati temporaneamente sospesi; le immagini dalla capitale ucraina mostrano le stazioni immerse in un’oscurità quasi totale.
A Kiev, il servizio idrico locale ha comunicato che l’erogazione dell’acqua è stata interrotta in tutti i distretti, precisando che gli operatori stanno lavorando con urgenza per ripristinare l’elettricità e il funzionamento degli impianti di depurazione e fognari.
Il ministero dell’Energia ha indicato che la corrente dovrebbe tornare entro 2-3 ore, sebbene Sergey Nagornyak, membro della commissione parlamentare per l’energia, l’edilizia abitativa e i servizi pubblici, abbia avvertito che il pieno ripristino potrebbe richiedere tra le 24 e le 36 ore.
🇺🇦‼️🚨 SCARY SITUATION IN KIEV:
Due to the outage in energy, heat and water waste pipes froze and many broke.
Now thousands of apartments flood with water.
— Lord Bebo (@MyLordBebo) January 16, 2026
Widespread power outages in Kyiv, across Ukraine, and into much of Moldova – the entire Ukrainian national grid has come under severe strain due to freezing temperatures, heavy demand and damage from attacks. In Kyiv, no electric transport, and we have no heating or water either. pic.twitter.com/ONL412yvSN
— Euan MacDonald (@Euan_MacDonald) January 31, 2026
full blackout in Kyiv. Metro just stopped. No electricity because of Russian attacks. it’s my 1st time seeing it like this in my life . it’s beyond sad. It’s as if Russia killed our metro too pic.twitter.com/7vkvxOldNm
— Margo Gontar 🔱 (@MargoGontar) January 31, 2026
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Il presidente ucraino VolodymyrZelens’kyj ha dichiarato di essere stato informato sulla situazione, sottolineando che la priorità assoluta è «stabilizzare la situazione il prima possibile».
Interruzioni di corrente sono state registrate anche nella vicina Moldavia, dove le autorità hanno spiegato che il guasto nel sistema energetico ucraino ha provocato un forte calo di tensione sulle linee di trasmissione transfrontaliere. Alcune zone della capitale moldava, Chisinau, insieme a diverse altre regioni del Paese, sono rimaste al buio, secondo quanto riferito da funzionari moldavi e media locali.
Un video da Chisinau mostra una lunga fila di filobus apparentemente bloccati a causa dell’interruzione.
La rete elettrica ucraina si trova in condizioni di grave deterioramento a seguito dei ripetuti attacchi russi alle infrastrutture energetiche. La situazione è resa ancora più critica dalle rigide temperature invernali, con valori che in alcune aree del Paese sono scesi sotto i -10 °C.
Mosca ha sostenuto che gli attacchi agli impianti energetici ucraini rappresentano una risposta agli strike condotti da Kiev in profondità nel territorio russo, inclusi quelli contro infrastrutture critiche e zone civili.
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Immagine screenshot di Michael E via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Geopolitica
L’UE respinge la proposta di Zelensky di un esercito europeo
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Geopolitica
L’«armada» di Trump lancia un avvertimento a Teheran
L’esercito statunitense ha rivolto un avvertimento formale all’Iran in relazione alle esercitazioni navali con munizioni reali previste nello Stretto di Hormuz, mentre parallelamente conduce importanti «esercitazioni di prontezza» in varie parti del Medio Oriente.
In una nota diffusa venerdì, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha invitato la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) a svolgere le manovre di due giorni, in programma a partire da domenica, «in maniera sicura, professionale e senza rischi inutili».
«Non tollereremo azioni pericolose da parte dell’IRGC, quali il sorvolo di navi militari statunitensi impegnate in operazioni di volo, il passaggio a bassa quota o armato su risorse militari statunitensi quando le intenzioni non sono chiare, l’avvicinamento ad alta velocità di imbarcazioni in rotta di collisione con unità navali americane o l’impiego di armi puntate contro le forze statunitensi», ha precisato il comando.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) January 30, 2026
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L’avvertimento arriva mentre gli Stati Uniti stanno effettuando su larga scala esercitazioni militari plurigiornaliere in tutta la regione. L’US Air Forces Central (AFCENT) ha annunciato questa settimana tali attività, finalizzate a testare il rapido dispiegamento e il supporto di velivoli da combattimento in diverse «posizioni di emergenza».
Le manovre aeree si aggiungono al potenziamento navale apertamente sostenuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «C’è un’altra splendida flotta che in questo momento sta navigando verso l’Iran», ha dichiarato Trump all’inizio della settimana, riferendosi al gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln.
«Abbiamo molte navi molto grandi e potenti dirette verso l’Iran in questo momento, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle», ha aggiunto Trump parlando con i giornalisti giovedì, precisando di preferire una soluzione diplomatica alle tensioni. Ha quindi ribadito due condizioni essenziali: «Numero uno, niente nucleare. E numero due, smettete di uccidere i manifestanti».
I media statali iraniani hanno reso nota l’organizzazione delle esercitazioni in risposta a un post sui social media di Trump, in cui il presidente aveva avvertito che «il prossimo attacco sarà di gran lunga peggiore» rispetto ai precedenti e aveva esortato l’Iran a «FARE UN ACCORDO».
L’Iran ha reagito alle minacce con fermezza. La sua missione presso le Nazioni Unite ha pubblicato un messaggio sui social affermando di essere «pronta al dialogo», ma che, se provocata, «si difenderà e risponderà come mai prima d’ora».
Un viceministro degli Esteri ha dichiarato che il Paese è «pronto al 200%» e che fornirà una «risposta adeguata, non proporzionata», con la possibilità di colpire basi statunitensi.
Lo Stretto di Hormuz, teatro delle previste esercitazioni iraniane, rappresenta un passaggio strategico per il commercio petrolifero mondiale, con circa 100 navi mercantili che lo attraversano quotidianamente. La dichiarazione del CENTCOM ha comunque riconosciuto il diritto dell’Iran a «operare professionalmente» nello spazio aereo e nelle acque internazionali.
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Immagine di pubblico domino CC0 via Wikimedia
Geopolitica
L’ONU verso un «imminente collasso finanziario»
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