Persecuzioni
Soldato israeliano mette una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria
Una fotografia ritrae un soldato israeliano mentre infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria nel Sud del Libano ha scatenato indignazione online.
L’immagine, emersa mercoledì, sarebbe stata scattata nel villaggio a maggioranza cristiana di Debel , vicino al confine con Israele, e caricata sui social media da soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
🇮🇱🇱🇧 Israel said the soldier who placed a cigarette into the mouth of a statue of the Virgin Mary in southern Lebanon will be disciplined.
Given the number of times Israeli soldiers have desecrated Christian icons in Lebanon, the “discipline” will probably a stern talk about how… https://t.co/d7GTp9hlJj pic.twitter.com/MgQcNid4Fg
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) May 6, 2026
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Anche questa volta, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato di considerare l’incidente «con la massima severità» e che la condotta del soldato «devia completamente» dai loro valori. Le IDF hanno aggiunto che la foto è stata scattata diverse settimane fa e che «misure disciplinari» seguiranno un’indagine formale, sottolineando il rispetto per tutti i luoghi sacri e i simboli religiosi.
Si tratta dell’ultimo di una serie di atti ampiamente considerati come una dimostrazione di disprezzo per la comunità cristiana libanese.
Ad aprile, un’immagine proveniente dallo stesso villaggio aveva mostrato un soldato israeliano che fracassava il volto di una statua di Gesù Cristo con un grosso martello durante l’operazione di terra in corso nel Libano meridionale. Il crocifisso è stato poi fotografato con il volto distrutto, accompagnato dalla citazione biblica «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno», pubblicata sulla pagina ufficiale della città.
L’IDF han successivamente confermato che due soldati erano stati ritirati dal servizio di combattimento e incarcerati per 30 giorni dopo che il video dell’atto vandalico era diventato virale.
Negli ultimi anni, le comunità cristiane hanno segnalato una serie di incidenti in luoghi di culto che hanno coinvolto le forze israeliane. Nel 2023, un raid aereo israeliano a Gaza ha colpito un edificio adiacente alla chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, il più antico santuario cristiano dell’enclave, uccidendo almeno 18 persone. Nel 2025, un carro armato israelianoaveva colpito la chiesa della Sacra Famiglia di Gaza, l’unica parrocchia cattolica del territorio, provocando tre morti.
Nei giorni scorsi una suora cattolica è stata aggredita in pieno giorno a Gerusalemme, in quello che i funzionari della Chiesa hanno descritto come parte di una serie di molestie contro i cristiani in Terra Santa.
Negli scorsi giorni sono emerse le immagini du un israeliano che sputa sulla porta della cattedrale di San Giacomo nel quartiere armeno di Gerusalemme.
A settler spits on the door of an Armenian church, St. James Cathedral, in the Armenian Quarter of Jerusalem.These are not isolated incidents, but rather something closer to the culture of an entire society. Israelis think and act this way collectively. https://t.co/NYbrAR30aY pic.twitter.com/yeLV1LB8sH
— Settlers From Within (@SettlersFW) May 2, 2026
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Le autorità libanesi affermano che oltre 2.700 persone sono state uccise e circa 1,2 milioni sfollate dal 2 marzo, data in cui Israele ha lanciato operazioni militari in Libano, dove ha sede Hezbollah, nel contesto della più ampia guerra israelo-americana contro l’Iran.
Nonostante un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, iniziato il 16 aprile e successivamente prorogato fino a metà maggio, le truppe israeliane hanno continuato le operazioni militari a nord del fiume Litani, ampliando una «zona cuscinetto» che si estende per circa 10 km all’interno del territorio libanese.
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Immagine da Twitter
Persecuzioni
Israele, cristiani attaccati 83 volte in tre mesi
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Persecuzioni
Performance blasfema a tema LGBT all’interno di un’ex chiesa
Una settimana dopo che centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno, l’arcivescovo di Sydney è intervenuto per difendere la fede dalle accuse di omofobia cattolica.
«Gli spettacoli e le iniziative promozionali legate al Divine Playhouse, allestito in un’ex chiesa cattolica di Sydney, non sono espressioni neutre di arte», ha scritto l’arcivescovo Anthony Fisher, OP, di Sydney, per The Catholic Weekly. «Le immagini sui social media mostrano un maiale che offre patatine fritte di McDonald’s come “Corpo di Cristo”, artisti maschi vestiti da suore ed eventi promossi con titoli come “Disordine della domenica” e “Confessioni empie”».
Le foto pubblicate su X due settimane fa mostrano giovani uomini e donne cattolici che pregano e tengono in mano rosari proprio di fronte alla chiesa dove si svolgevano le performance scandalose.
Catholics in Australia pray the Rosary outside a former Catholic church in Sydney, now converted into a nightclub, after a performance inside mocked Christian symbols, including the Eucharist. pic.twitter.com/hAhLHOwEwv
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
Sydney nightclub has closed after Catholics prayed the Rosary outside a former Catholic church, now converted into a nightclub, following a performance that mocked Christian symbols, including the Eucharist.
Info: ABC pic.twitter.com/TvoX0Oazj1
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
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L’arcivescovo ha descritto il contenuto dello spettacolo come «un’appropriazione deliberata, una sessualizzazione e una denigrazione di simboli e rituali specifici e sacri della fede cattolica», aggiungendo: «Le affermazioni secondo cui questi eventi non erano stati concepiti per deridere i cattolici non sono convincenti».
«Molti cattolici considerano questo comportamento una provocazione deliberata nei confronti delle persone di fede», ha affermato Fisher, spiegando ulteriormente:
«Per i cattolici, l’Eucaristia non è un motivo culturale che si presta alla parodia. È il sacramento al centro del nostro culto: la presenza di Cristo stesso, donata realmente e veramente. Gli abiti religiosi non sono costumi da indossare per una fotografia o per fare umorismo; raccontano di donne che hanno dedicato tutta la loro vita a Dio e al servizio degli altri. Il crocifisso non è un semplice oggetto di scena; è l’immagine di un uomo che muore per amore di coloro che lo deridono».
L’arcivescovo Fisher ha affermato senza mezzi termini che i critici dei cattolici che hanno cercato di far interrompere gli spettacoli sbagliano a definire le loro obiezioni come «un attacco alla comunità LGBT».
«L’obiezione», ha affermato monsignor Fisherro, «riguarda la deliberata derisione di credenze e pratiche che i cattolici considerano sacre».
«Per troppo tempo, il pregiudizio anticattolico è stato trattato come una forma di intolleranza relativamente accettabile. Abbiamo il diritto di chiedere che le nostre sacre credenze non vengano prese di mira e derise con i soldi dei contribuenti, e che quando protestiamo pacificamente, le nostre obiezioni non vengano travisate come odio», ha dichiarato.
Una resistenza alla dissoluzione in realtà esiste ad ogni latitudine.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim.
Due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.
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Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.
Tuttavia gli eventi blasfemi o persino idolatrici continuano in tanti spazi sacri.
Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
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Immagine di Priz_matik via Flickr pubblicata su licenza CC BY SA 2.0
Persecuzioni
Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna
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