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«Sindrome dell’Avana» in Germania?

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La polizia tedesca ha confermato venerdì un’indagine su un «presunto attacco sonoro» contro il personale dell’ambasciata americana a Berlino, che sono tra i circa 200 casi di una misteriosa malattia segnalati dai diplomatici statunitensi e dai funzionari dell’Intelligence USA in tutto il mondo: si tratta della oramai famosa «sindrome dlel’Avana»

Ad agosto, almeno due dipendenti del governo degli Stati Uniti di stanza in Germania hanno segnalato  sintomi come vertigini, nausea e forti mal di testa, secondo numerosi resoconti dei media.

Questi sono tra i segni della Sindrome dell’Avana, presunta malattia che prende il nome dalla capitale cubana in cui tali casi sono stati segnalati per la prima volta.

Ad agosto, almeno due dipendenti del governo degli Stati Uniti di stanza in Germania hanno segnalato  sintomi come vertigini, nausea e forti mal di testa, secondo numerosi resoconti dei media

Venerdì scorso, il presidente americano Biden ha firmato un disegno di legge bipartisan per sostenere finanziariamente il personale del governo degli Stati Uniti ritenuto affetto dalla sindrome dell’Avana. «Stiamo sfruttando tutte le risorse del governo degli Stati Uniti per rendere disponibili cure mediche di prima classe alle persone colpite e per andare a fondo di questi incidenti, anche per determinare la causa e chi è responsabile», ha affermato Biden in una nota.

Casi di sindrome dell’Avana sono stati segnalati in tutto il mondo, in Russia, Cina, Colombia, Uzbekistan e persino negli Stati Uniti.

Sono stati segnalati due casi nell’area di Washington e, a luglio, le autorità austriache hanno affermato di lavorare con funzionari americani per indagare su circa 20 casi tra il personale dell’ambasciata statunitense a Vienna, secondo quanto riferito il più grande gruppo di casi al di fuori di Cuba.

«Funzionari dell’Intelligence attuali ed ex hanno sempre più puntato il dito contro la Russia, che ha messo in scena molteplici attacchi sfacciati contro avversari e diplomatici all’estero. Tuttavia, nessuna prova contro Mosca è stata resa pubblica e la Russia ha negato il coinvolgimento negli incidenti» scrive il Washington Post.

Dopo aver affrontato critiche per la lentezza della risposta al problema, a luglio il direttore della CIA William J. Burns ha incaricato un alto funzionario dell’agenzia di condurre le indagini sulla sindrome dell’Avana. Il capo della stazione della CIA a Vienna è stato richiamato dall’incarico di rilievo in seguito a quella che alcuni consideravano una risposta insufficiente a un numero crescente di incidenti sanitari presso la missione diplomatica statunitense.

Casi di sindrome dell’Avana sono stati segnalati in tutto il mondo, in Russia, Cina, Colombia, Uzbekistan e persino negli Stati Uniti.

La sindrome dell’Avana comprende un’ampia gamma di sintomi fisici e cognitivi, inclusi ampi vuoti di memoria. Nelle scansioni cerebrali di alcuni membri del personale dell’ambasciata a Cuba, i danni ai tessuti assomigliavano a quelli osservati dopo le esplosioni di bombe o gli incidenti stradali.

Dalla sua comparsa cinque anni fa, la condizione ha confuso gli esperti medici. I funzionari governativi si riferiscono a potenziali casi come «incidenti sanitari anomali».

Quando la sindrome dell’Avana è stata inizialmente segnalata, gli scienziati erano riluttanti a caratterizzare il fenomeno come un attacco. Poiché più persone che soffrivano della malattia riferivano episodi di sentirsi come se fossero state colpite da un raggio di energia, la possibilità che fossero state attaccate da energia a radiofrequenza prese piede.

Il direttore della CIA William J. Burns ha incaricato un alto funzionario dell’agenzia di condurre le indagini sulla sindrome dell’Avana

A dicembre, la National Academies of Sciences, Engineering and Medicine ha pubblicato un rapporto dopo aver ascoltato la testimonianza dei pazienti e ha concluso che «l’energia a radiofrequenza diretta e pulsata» sembrava essere «il meccanismo più plausibile». Tuttavia, anche esperti esterni hanno definito la teoria «scientificamente non plausibile» e assimilabile a «fantascienza».

Il rapporto delle National Academies ha affermato che non si possono escludere mezzi alternativi, nonché la possibilità che molteplici fattori possano aver contribuito alla malattia.

Come riportato da Renovatio 21, la sindrome dell’Avana avrebbe colpito anche un collaboratore dei Kamala Harris durante il suo recente viaggio diplomatico in Vietnam.

Nonostante le continue accuse ai russi, come già scritto su Renovatio 21, gli americani studiano l’uso di armi laser e microonde da prima della guerra del Vietnam

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I servizi americani avvertono quelli russi di un piano terroristico a Mosca

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Il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha dichiarato di star lavorando su una segnalazione riguardante un attentato terroristico pianificato a Mosca, ricevuta da colleghi statunitensi «attraverso canali di collaborazione».

 

In una dichiarazione rilasciata sabato ai media russi, l’FSB si è astenuto dal fornire ulteriori dettagli, affermando che «sono in corso le misure del caso».

 

Nelle scorse ore l’ambasciata statunitense a Mosca ha emesso un allarme di sicurezza, citando una «minaccia credibile di un evento con numerose vittime OGGI, 31 ottobre, presso il Museo Tsaritsyno di Mosca».

 

«Il governo statunitense si sta coordinando con le autorità russe competenti per definire una risposta», hanno aggiunto i diplomatici americani.

 

L’ambasciata ha consigliato ai cittadini statunitensi di evitare la zona intorno al museo del palazzo, così come i luoghi affollati in generale, e di tenere d’occhio i media locali per eventuali ulteriori informazioni.

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L’ex capo dell’MI6 Dearlove alimenta le fiamme della guerra tra sciiti e sunniti in Medio Oriente.

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Sir Richard Dearlove, che come capo del Servizio Segreto britannico (SIS) fu profondamente coinvolto nell’organizzazione dell’invasione anglostatunitense dell’Iraq nel 2003, ha affermato il 16 ottobre che la questione più «profonda, a lungo termine, in Medio Oriente» è la lotta per il potere tra le leadership sunnite e sciite, e che oggi «siamo» vicini al punto decisivo di questo conflitto.   «Mi aspetto che l’Arabia Saudita imponga la sua posizione» in questo conflitto finale, e che la «teocrazia sciita» in Iran cadrà, ha dichiarato il Dearlove. La battaglia sarà «molto costosa per i Paesi della regione», ma a lungo termine ne trarranno beneficio, ha aggiunto con ottimismo.   La «previsione» dell’ex alto funzionario dello spionaggio– è stata fatta a Tom Burges Watson, conduttore del programma Global News Tonight dell’emittente statale saudita Al Arabiya, durante un’intervista di mezz’ora. Il Dearlove, formalmente «in pensione», ha sostenuto che il Regno Unito dovrebbe assumere una posizione più proattiva nel fornire supporto militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi; il Regno Unito ha già utilizzato la Royal Air Force per bombardare lo Yemen e potrebbe farlo di nuovo.

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Allo stesso modo, l’ex alto funzionario dello spionaggio britannico è ansioso di vedere l’Egitto coinvolto in questo conflitto, affermando che l’Egitto, con le sue «formidabili» capacità militari, ha «un ruolo cruciale da svolgere… Non mi aspetto che restino a guardare a lungo», ha dichiarato.   Il capo 007 ha affermato di credere che il presidente Trump non abbia fornito supporto militare statunitense all’Arabia Saudita perché un altro attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è imminente, e quindi Trump non vuole dividere le forze statunitensi. Bombardare un Paese di 90 milioni di persone fino alla sottomissione non funzionerà come strategia, ha affermato Dearlove, ma l’azione «cinetica» (cioè, sempre i bombardamenti) può supportare la strategia che, a suo dire, porterà alla caduta del regime iraniano: strangolare e isolare la sua economia, come il segretario del Tesoro USA Scott Bessent sta facendo, a suo avviso, con grande efficacia.   Il Dearlove ha suggerito per ben due volte che impadronirsi dell’isola di Kharg, o distruggerla, danneggerebbe «enormemente» l’economia iraniana, già in «gravissime difficoltà», insistendo ripetutamente sul fatto che il governo iraniano sia più debole di quanto si dica («più in difficoltà di quanto molti credano»), odiato dal suo popolo e con capacità militari ampiamente degradate, e che quindi possa essere rovesciato: una previsione che ha ripetuto negli ultimi anni con la stessa frequenza con cui ha tristemente assicurato al mondo che Vladimir Putin era gravemente malato e sarebbe morto da un momento all’altro, commenta EIRN.   Nonostante questa menzogna, ha affermato che «significative violenze» saranno comunque necessarie prima di poter raggiungere il successo. Dearlove ha previsto che, dopo la «sconfitta» del presidente Trump alle elezioni di metà mandato, questi si concentrerà sul consolidare la sua «eredità», ovvero quella di essere stato il presidente che ha rovesciato i «regimi» venezuelano e cubano (considera quest’ultimo un affare concluso, da un giorno all’altro) e il regime sciita iraniano.

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Palantir: l’Europa dovrà accettare di divenire dipendente da noi

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Secondo Louis Mosley, CEO di Palantir UK, i governi europei dovrebbero smettere di preoccuparsi della crescente dipendenza dall’Intelligenza Artificiale americana per il Regno Unito e l’Europa. Dovrebbero piuttosto concentrarsi sui vantaggi offerti da questi prodotti, in particolare nel confronto con la Russia.

 

La Commissione europea sta cercando disperatamente di ridurre la dipendenza dalla tecnologia americana e dagli Stati Uniti in generale. «L’Europa dovrà accettare una certa dipendenza», ha dichiarato Mosley a Bloomberg News questa settimana.

 

La Commissione stima che l’Unione europea dipenda da fornitori stranieri per oltre l’80% dei suoi prodotti, servizi, infrastrutture e proprietà intellettuale digitali. Tuttavia, molti sono scettici sulla possibilità di una sostituzione. In un sondaggio di Wire del 2025, citato dal Parlamento Europeo, solo il 16% dei leader IT regionali ha affermato che l’Unione europea potrebbe raggiungere la sovranità digitale entro cinque anni, mentre quasi il 60% ha indicato il predominio statunitense come un ostacolo fondamentale.

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Ciononostante, quest’anno diversi governi europei hanno respinto i prodotti Palantir o annunciato piani per la loro graduale eliminazione. L’agenzia di intelligence interna francese, la DGSI, che aveva adottato il software analitico dell’azienda nel 2015, prevede di abbandonarlo nei prossimi anni a favore di un’alternativa sviluppata internamente da ChapsVision.

 

«Non possiamo fare affidamento sulla buona volontà di alcuni partner che, come abbiamo visto negli ultimi giorni, sono in grado di precludere l’accesso ai modelli», ha dichiarato il premier parigino Sébastien Lecornu annunciando la decisione a giugno.

 

Secondo alcune fonti, Berlino avrebbe scelto lo stesso concorrente francese al posto di Palantir per la gestione dell’agenzia di Intelligence interna tedesca BfV. Simili iniziative per emarginare l’azienda americana sono state segnalate anche in Spagna e Danimarca, nonché in paesi extra-UE come Svizzera, Norvegia e Regno Unito.

 

Il Mosley ha citato l’ampio utilizzo da parte di Palantir del conflitto in Ucraina come banco di prova per le sue soluzioni militari, affermando che «le questioni relative alla sovranità sono secondarie» per Kiev. L’azienda è entrata in Ucraina in seguito all’escalation del conflitto tra Kiev e la Russia nel 2022, fornendo quelli che definisce «pacchetti di puntamento».

 

Uno dei prodotti di punta di Palantir è Maven, un sistema basato sull’Intelligenza Artificiale che elabora enormi quantità di dati di Intelligence per identificare i bersagli e generare raccomandazioni di attacco per le truppe. Accelera la cosiddetta «catena di eliminazione», consentendo all’esercito di valutare un numero di potenziali bersagli sostanzialmente maggiore rispetto a quanto fosse possibile in precedenza per il personale umano.

 

Originariamente sviluppato come progetto del Pentagono, Maven ha coinvolto Google fino al 2018, quando le proteste dei dipendenti hanno spinto l’azienda a ritirarsi dall’iniziativa. La NATO ha acquistato una propria versione del sistema per utilizzarla presso il suo quartier generale europeo nel marzo 2025.

 

«Posso garantire categoricamente che, laddove i clienti hanno acquistato il nostro software, ne hanno il pieno controllo operativo», ha assicurato Mosley in un’intervista separata all’agenzia Reuters in merito all’acquisto da parte della NATO. «Non ci sono interruttori di sicurezza. Né Palantir né il governo degli Stati Uniti hanno la possibilità di intervenire e disattivarlo».

Il governo statunitense ha una lunga storia di restrizioni all’accesso straniero ai modelli di Intelligenza Artificiale più avanzati. L’osservazione del primo ministro francese sulla mancanza di buona volontà si riferiva al blocco imposto da Washington allo strumento Mythos 5 di Anthropic, durato quasi tre settimane.

 

Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.

 

I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.

 

Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.

 

A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.

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Immagine di Andrea Silenzi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

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