Politica
Silvestro Stallone dice che Trump è il «secondo Giorgio Washingtone»
Il presidente eletto Donald Trump è il «secondo George Washington» d’America, ha affermato la star dei film d’azione e regista Sylvester Stallone.
Giovedì Stallone ha elogiato il presidente eletto quando lo ha presentato durante un gala dell’America First Policy Institute presso la residenza trumpiana di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida.
«Siamo in presenza di un personaggio davvero mitico», ha detto Stallone. «Amo la mitologia. E questo individuo non esiste su questo pianeta. Nessuno al mondo avrebbe potuto realizzare ciò che ha realizzato lui, quindi sono in soggezione».
Dopo aver spiegato la prima scena di Rocky, film scritto da lui, dove dall’immagine di Gesù in una chiesa sconsacrata e divenuta ring di boxe si passa al giovane Rocky all’inizio della sua avventura (che è la storia di un uomo che incassa e soffre e va avanti comunque), l’attore di Rambo e Cobra e Tango&Cash e Fermati o mamma spara ha poi paragonato Trump a Giorgio Washingtone, eroe della Guerra d’Indipendenza e primo presidente degli Stati Uniti d’America.
«Quando George Washington difese il suo Paese, non aveva idea che avrebbe cambiato il mondo. Perché senza di lui, puoi immaginare come sarebbe stato il mondo. Indovina un po’? Abbiamo avuto il secondo George Washington», ha detto il divo di Demolition Man.
Lo Stallone ha continuato poi il paragone di Trump con Rocky Balboa, il pugile sfavorito che, contro ogni previsione, sconfigge i suoi avversari in combattimenti estenuanti. «Quest’uomo avrebbe attraversato una metamorfosi e cambiato vite, proprio come il presidente Trump», ha detto.
JUST IN: Sylvester Stallone introduces Donald Trump at Mar-a-Lago, says Trump is like the “second George Washington.”
“We are in the presence of a really mythical character. I love mythology.”
“This individual does not exist on this planet. Nobody in the world could have pulled… pic.twitter.com/3SZn7bOjsM
— Collin Rugg (@CollinRugg) November 15, 2024
Sebbene in passato abbia parlato con affetto di Trump, Stallone ha affermato di non aver votato alle elezioni del 2016, quando il magnate immobiliare è stato eletto presidente per la prima volta. Parlando con Variety nel 2019, lo Stallone aveva affermato di aver «cercato davvero di stare fuori» dalla politica.
BREAKING: Sylvester Stallone just made a surprise appearance with President Donald Trump here at Mar-a-Lago! @A1Policy
“No one could have done what this man has done. He’s the 2nd George Washington” pic.twitter.com/j8F53EVhvL
— Jack Poso 🇺🇸 (@JackPosobiec) November 15, 2024
Trump ha sconfitto la sua rivale democratica, la vicepresidente Kamala Harris, il 5 novembre, diventando la prima persona eletta per un mandato presidenziale non consecutivo in oltre 130 anni. A luglio, è sopravvissuto per un pelo a un tentativo di assassinio quando un uomo armato ha aperto il fuoco durante un comizio elettorale a Butler, Pennsylvania.
Tra le celebrità che hanno sostenuto Trump durante la campagna ci sono l’attore Mel Gibson, il rapper Kanye West, l’ex wrestler professionista Hulk Hogan e il cantante Kid Rock. Hogan è apparso sul palco della Republican National Convention a luglio, strappandosi la maglietta e rivelando una canotta rossa con il logo della campagna di rielezione di Trump.
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Molti artisti di spicco hanno sostenuto Harris, tra cui le pop star Taylor Swift e Beyoncé, nonché l’amico-rivale di Stallone, il cinque volte Mister Olympia Terminator e due volte governatore della California Arnoldo Schwarzenegger, il quale, va ricordato, è di fatto un Kennedy, avendo sposato Maria Shriver, e quindi divenuto parte integrante del clan. Ciò rende particolare il momento, visto che un Kennedy, Robert jr., è ora a pieno titolo nel team di Trump, come segretario della Sanità.
Lo stesso Schwarzeneggerro racconta nella serie documentaria autobiografica su Netflix che RFK jr. lo aiutò nella campagna per la rielezioni consigliandogli la virata sui temi ecologisti.
Come riportato da Renovatio 21, Silvestro Stallone ha recentemente confessato di essere sopravvissuto ai tentativi di aborto della madre, morta da qualche anno.
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Politica
Gli USA hanno una nuova zona autonoma: ecco la TAZ di Madison
Attivisti di estrema sinistra con apparenti legami con i Democratic Socialists of America hanno recentemente istituito una propria «zona autonoma» a Madison, capitale del Wisconsin.
Le tendopoli sono diventate una presenza familiare nelle città di estrema sinistra, dove l’occupazione distruttiva e destabilizzante è apertamente incoraggiata dai funzionari governativi.
Il giornalista investigativo specializzato in antifa e trantifa Andy Ngo ha fatto notare che proteste simili si erano verificate a Minneapolis e Seattle, entrambe epicentri delle rivolte del movimento Black Lives Matter durante l’estate del 2020, ironicamente soprannominata «estate dell’amore».
La zona autonoma di Seattle istituita nel 2020, chiamata alternativamente CHAZ e CHOP, è diventata un rifugio per l’illegalità e, infine, per gli omicidi.
Protestors are preparing for rain here on Willy and Baldwin Streets but show no signs of packing up following a statement from @SatyaForMadison last night. pic.twitter.com/8e4WRBGngW
— Laura Schulte (@SchulteLaura) July 31, 2026
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Eric Bott, attivista conservatore del Wisconsin e vicepresidente regionale di Americans for Prosperity, ha affermato che i funzionari socialisti democratici a capo del governo municipale di Madison stavano «fornendo sostegno finanziario e protezione» all’attuale insurrezione.
Gli occupanti di estrema sinistra affermavano di manifestare in memoria di Corey Ruiz, un criminale seriale ucciso il 22 luglio dopo aver presumibilmente accoltellato un agente di polizia durante un alterco. La lunga fedina penale di Ruiz comprendeva otto precedenti condanne in un periodo di 17 anni per reati quali resistenza, ostruzione, minacce o lesioni a pubblici ufficiali.
A rafforzare ulteriormente la percezione che l’insurrezione fosse condotta con la benedizione e l’avallo delle autorità cittadine, contribuì una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo alla morte di Ruiz, durante la quale un gruppo di attivisti, guidati dall’agente immobiliare locale Carlos LeMar Dixon, interruppe una conferenza stampa della polizia.
Dixon, che si ritiene stia conducendo una campagna elettorale basata sul voto per corrispondenza per la carica di governatore, ha precedentemente ammesso di aver rubato i cartelli elettorali dei candidati rivali.
L’emergere di «zone autonome» – che di fatto negano la sovranità dello Stato – è un tratto visibile nel contesto americano (con il caso di Seattle nel 2020) e, sia pure in versione islamica, anche in quello europeo, dove sono tollerate ovunque delle «no-go zone» musulmane, facendo pensare che si tratti di una cifra propria dell’anarco-tirannia che va caricandosi nei territori dello Stato moderno.
La filosofia della «zona autonoma» non è nuova. Il concetto di TAZ («zona temporaneamente autonoma») fu un’idea guida del cosiddetto mondo antagonista dei Centri Sociali negli anni Novanta anche in Italia, dove ebbe larga circolazione il libro T.A.Z. La Zona Autonoma Temporanea.
Il principale ideologo delle TAZ, i cui libri venivano diffusi nei circuiti di Centri Sociali e nei rave-techno («teknival»), è lo scrittore e poeta Hakim Bey, al secolo Peter Lamborn Wilson (1945-). La prima riga della pagina di Wikipedia inglese ricorda che Bey-Wilson «è una figura controversa nei circoli anarchici a causa della sua difesa della pedofilia».
Il teorico delle TAZ pubblicò scritti sul bollettino della NAMBLA (North American Man/Boy Love Association, «Associazione nordamericana per l’amore Uomo/ragazo), «per aver sostenuto quest’ultima organizzazione, il cui obiettivo era di legalizzare la pedofilia e la pederastia, Bey è stato fortemente attaccato da numerosi altri anarchici», scrive l’enciclopedia online.
Anche altrove, in oscuri episodi recenti, è stata visibile la possibile correlazione tra attivismo politico violento di estrema sinistra e pedofilia.
Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa ad una manifestazione antipedofilia a Dublino, in Irlanda, vi fu l’irruzione degli Antifa che attaccarono la protesta.
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Politica
L’Alta Corte britannica si appresta a vietare l’esposizione delle bandiere nazionali
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