Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

Putin continua a mettere in dubbio la legalità del governo ucraino. Lavrov: l’Ucraina dimostra «una ferocia al limite»

Pubblicato

il

Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto l’appello di Volodymyr Zelens’kyj per un cambio di regime a Mosca, affermando che lo stesso leader ucraino non ha una base costituzionale per rivendicare l’autorità presidenziale.

 

La risposta è arrivata un giorno dopo che Zelens’kyj aveva esortato i sostenitori internazionali dell’Ucraina a sostenere i tentativi di rovesciare il governo russo, avvertendo che altrimenti Mosca avrebbe «cercato di destabilizzare i paesi vicini» anche se fosse stato raggiunto un cessate il fuoco nel conflitto in corso.

 

«Il nostro regime politico è fondato sulla Costituzione della Federazione Russa e il nostro governo è stato formato nel pieno rispetto della legge fondamentale», ha dichiarato Putin durante un’intervista con la stampa venerdì. «Lo stesso non si può dire dell’Ucraina».

Sostieni Renovatio 21

Zelens’kyj è stato eletto nel 2019, ma è rimasto in carica oltre la scadenza del suo mandato l’anno scorso, citando le disposizioni della legge marziale che sospendono le elezioni in tempo di guerra. Putin aveva precedentemente osservato che la Costituzione ucraina prevede che il potere presidenziale venga trasferito al presidente del Parlamento in caso di mancata elezione di un successore.

 

Sebbene il Cremlino abbia generalmente definito lo status di Zelens’kyj come una questione interna all’Ucraina, ha sollevato preoccupazioni sulla legittimità di eventuali accordi internazionali da lui firmati, incluso un potenziale trattato di pace con la Russia. Alcuni funzionari hanno suggerito che tali accordi potrebbero in seguito essere contestati per motivi legali.

 

Sondaggi recenti hanno indicato che Zelens’kyj probabilmente perderebbe un’elezione competitiva, con il generale in pensione Valery Zaluzhny indicato dagli elettori come la principale alternativa.

 

Le dichiarazioni di Putin sono state rilasciate durante un’apparizione congiunta con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, in seguito alla loro visita al monastero di Valaam, un importante sito cristiano ortodosso su un’isola del lago Ladoga in Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21, in precedenza Putin si era riferito al governo di Kiev come ad un «regime illegittimo» mutante in una organizzazione terroristica, dichiarando l’anno scorso che la legittimità dello Zelens’kyj era «finita». Quattro mesi fa aveva dichiarato di volere un governo ONU per l’Ucraina e di non voler firmare un piano di pace con il governo «illegittimo» di Kiev, sollevando ancora una volta dubbi sullo status di Zelens’kyj.

 

Nelle stesse ore si sono registrate dure dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergio Lavrov nei confronti del regime di Kiev.

 

Lavrov ha accusato i funzionari ucraini di «degrado culturale al limite della ferocia» dopo che i resti riesumati dei soldati sovietici della Seconda Guerra Mondiale sono stati offerti per uno scambio di prigionieri.

 

In un articolo pubblicato venerdì, Lavrov ha fatto riferimento all’offerta del sindaco della città ucraina di Leopoli, Andrej Sadovič, di scambiare i resti riesumati di soldati da un memoriale della Seconda Guerra Mondiale – da lui descritti come «occupanti» – con militari ucraini catturati dalla Russia durante l’attuale conflitto. Mosca e Kiev hanno condotto scambi di prigionieri su base paritaria durante tutto il conflitto, sebbene la riserva ucraina di prigionieri di guerra da scambiare sia, a quanto pare, seriamente esaurita.

 

«I neonazisti hanno rivolto la loro lotta contro i morti che un tempo liberarono l’Ucraina dall’hitlerismo», ha scritto Lavrov, definendo il gesto emblematico delle politiche discriminatorie dell’Ucraina e accusando i governi occidentali di ignorare tali azioni per proteggere il loro «Stato cliente» dalle critiche.

Aiuta Renovatio 21

Diversi stati dell’Europa orientale hanno inquadrato l’era sovietica come un periodo di occupazione. La Russia respinge fermamente questa caratterizzazione, sottolineando il ruolo dell’URSS nella sconfitta della Germania nazista e il suo contributo alla ricostruzione postbellica in tutta la regione. La rimozione dei memoriali di guerra sovietici è stata utilizzata da alcuni governi per rafforzare la propria narrativa e per mostrare un atteggiamento di sfida politica nei confronti della Russia.

 

Le osservazioni di Lavrov facevano parte di un articolo di opinione da lui scritto in occasione del 50° anniversario dell’Atto finale di Helsinki, un accordo risalente all’epoca della Guerra fredda volto a rafforzare la sicurezza europea, la cooperazione economica e la tutela dei diritti umani.

 

Il ministro degli Esteri russo ha sostenuto che l’Occidente ha strumentalizzato il trattato e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per esercitare pressioni sugli stati post-sovietici, ignorandone selettivamente i principi a proprio vantaggio. Secondo Lavrov, a questo punto l’OSCE potrebbe non avere più ragione di esistere.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Continua a leggere

Geopolitica

Trump ha detto a Zelen’skyj di incontrare Putin a Mosca

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe esortato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj a recarsi a Mosca per colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin. La Russia ha detto che Zelens’kyj può visitare Mosca in qualsiasi momento. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine a Zelens’kyj.   Secondo la testata, il presidente americano avrebbe avanzato la proposta durante un incontro con Zelens’kyj a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Il leader ucraino avrebbe respinto l’idea, hanno riferito a Bloomberg persone a conoscenza della conversazione, aggiungendo che la proposta di Trump «lo ha turbato».   Mercoledì lo Zelens’kyj era visibilmente irritato con i giornalisti fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Incalzato sulla possibilità di visitare Mosca, ha risposto: «Su un fottuto missile!»

Sostieni Renovatio 21

All’inizio di questa settimana l’Ucraina e 51 dei suoi sostenitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano alla Russia di accettare un «cessate il fuoco immediato e incondizionato» perché potessero iniziare i colloqui di pace. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che Mosca non interromperà l’operazione militare, accusando i sostenitori europei dell’Ucraina di cercare una pausa solo «per rifornire di armi il regime di Kiev».   Trump ha recentemente rilanciato gli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner si sono recati a Mosca e Kiev all’inizio di questo mese. Witkoff ha dichiarato in seguito di essere soddisfatto dei colloqui e che l’amministrazione Trump spera che la diplomazia possa porre fine al conflitto.   Mosca ha detto di essere pronta a risolvere il conflitto in Ucraina a condizione che vengano affrontate le cause profonde e che si tenga conto della realtà sul campo.   Le richieste della Russia includono l’abbandono da parte dell’Ucraina dei piani di adesione alla NATO e l’adozione di uno status di neutralità, l’accettazione di restrizioni al suo esercito e il riconoscimento formale della Crimea e di altre quattro ex oblast’ ucraine come territorio russo. La Crimea ha votato per l’annessione alla Russia poco dopo il colpo di Stato del 2014 appoggiato dall’Occidente a Kiev. Le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporiggia e Kherson hanno tenuto referendum nel settembre 2022.   Kiev ha sempre respinto le condizioni di Mosca, insistendo sull’adesione alla NATO e sul ripristino del controllo su tutti i territori che rivendica. Lo Zelens’kyj ha tuttavia detto di voler incontrare Putin di persona per risolvere il conflitto, nonostante si sia legalmente precluso qualsiasi colloquio con il leader russo.   Mosca ha indicato l’atteggiamento aggressivo di Kiev e la posizione ostile dei suoi sostenitori europei come ostacoli principali a una soluzione di pace. Il Cremlino ha però ribadito di essere pronto ad accogliere lo Zelens’kyj a Mosca se questi desidera davvero raggiungere un accordo, nonostante la Russia lo consideri illegittimo, dato che il suo mandato presidenziale è scaduto più di due anni fa e non ha indetto nuove elezioni.   Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia è pronta a fornire garanzie di sicurezza a Zelens’kyj qualora si recasse a Mosca.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr  
Continua a leggere

Geopolitica

Putin: la Russia non si sta preparando alla guerra con l’Europa

Pubblicato

il

Da

Mosca non si sta preparando ad azioni militari contro i Paesi europei, ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, respingendo le affermazioni su una minaccia russa come un tentativo di inasprire le tensioni.

 

Parlando ai media a margine del XII Forum delle Culture Unite a San Pietroburgo, venerdì, Putin ha detto che i Paesi europei stanno alimentando le tensioni per continuare a sostenere l’Ucraina.

 

Il presidente russo accusato «circoli aggressivi» in Europa di voler usare l’Ucraina come «carne da cannone» per ostacolare lo sviluppo della Russia.

 

Putin ha definito le dichiarazioni del ministro della Difesa estone Hanno Pevkur su un possibile conflitto con la Russia una «provocazione» e ha definito le affermazioni sui vantaggi di un attacco preventivo alla Russia «una pagliacciata politica».

 

«Il circo se n’è andato, ma i clown sono rimasti», ha detto.

Sostieni Renovatio 21

Putin ha inoltre affrontato la possibilità di riprendere i colloqui con Kiev, affermando che Mosca baserà qualsiasi decisione sugli interessi della Russia.

 

Secondo il presidente, l’Ucraina ha sollecitato attivamente l’ipotesi di un cessate il fuoco, anche per quanto riguarda gli attacchi alle infrastrutture energetiche e la fine del blocco della costa russa del Mar Nero, pur continuando a sferrare i propri attacchi contro la Russia.

 

La Russia ha risposto agli attacchi contro i civili, ha detto Putin, riferendosi in particolare all’attacco «di massa» ucraino a Mosca del 20 settembre e agli attacchi contro edifici residenziali e funzionari elettorali, descrivendo la rappresaglia russa come «delicata e distruttiva» per le forze ucraine.

 

«Devono sentire il peso di questi attacchi di rappresaglia da parte della Russia e capire che nessuna azione provocatoria, nessuna escalation della situazione porterà al risultato che desiderano. Non faranno altro che peggiorare la loro posizione», ha affermato il presidente russo.

 

Secondo Putin, le affermazioni secondo cui Mosca intende attaccare l’Europa vengono usate per giustificare, agli occhi dei cittadini europei, la continua spesa per l’Ucraina.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);

 

Continua a leggere

Geopolitica

Il presidente palestinese Abbas: «si prepara un’altra Nakba»

Pubblicato

il

Da

Il presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, si è rivolto giovedì mattina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite un videomessaggio preregistrato, per il secondo anno consecutivo costretto a farlo a causa del rifiuto degli Stati Uniti di concedere visti a lui e ai membri del suo governo.   Nel suo videomessaggio Abbas ha dichiarato che orrori sono già stati inflitti ai palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, tuttavia «oggi mettiamo in guardia da un pericolo ancora maggiore, che richiede un’azione internazionale per essere affrontato. Il pericolo non si limita più a minare la soluzione dei due Stati e a impedire la realizzazione dello Stato palestinese. Ora minaccia la vita e l’esistenza stessa del popolo palestinese nella sua patria».   «Ciò che sta accadendo a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est non sono episodi isolati, ma piuttosto un perfido piano coloniale volto a rendere più difficile la vita dei palestinesi nella loro patria e a costringerli ad abbandonarla», ha affermato il presidente palestinese.

Sostieni Renovatio 21

«Vi avvertiamo oggi: non permettete che si ripeta un’altra Nakba» ha detto il presidente OLP e ANP. La Nakba, parola araba che significa «catastrofe» in arabo, è l’esodo forzato e lo sradicamento di circa 700.000 palestinesi dalle loro terre avvenuto nel 1948, in concomitanza con la nascita dello Stato di Israele.   «Non permettiamo ulteriori massacri come quelli avvenuti nel 1948. Non permettiamo a bande terroristiche protette dalle forze di occupazione israeliane di incendiare le case palestinesi mentre i loro occupanti dormono al loro interno. Non permettiamo che i nostri figli vivano nella paura e nella minaccia».   «Ancora una volta, chiedo a questa assemblea: per quanto tempo ancora alcuni Stati continueranno a tacere su Israele, o a fornirgli le armi che usa contro il nostro popolo? (…) Cosa aspetta la comunità internazionale per proteggere il popolo palestinese, garantire la sua permanenza sulla propria terra, porre fine all’occupazione israeliana e attuare la soluzione dei due Stati sulla base della legittimità internazionale?» ha continuato il vertice palestinese   «Questa soluzione garantisce la pace per tutti, a differenza della minaccia proveniente dall’estremismo israeliano, che cerca di espandere il suo progetto coloniale verso la creazione della cosiddetta Grande Israele e la completa cancellazione della presenza palestinese».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube  
Continua a leggere

Più popolari